domenica 27 maggio 2018

La depressione accelera il declino cerebrale

Depressione

Secondo alcuni psicologi e ricercatori la depressione accelera l'invecchiamento cerebrale.
Una nuova revisione sistematica dell'Università del Sussex, ha rivelato appunto questa associazione tra depressione e rapido invecchiamento cerebrale.

I ricercatori avevano precedentemente rilevato che il rischio di demenza in età avanzata è maggiore tra le persone con depressione o ansia, ma questa inferenza fa parte di studi pionieristici che mostravano l'effetto negativo della depressione sulla funzione cognitiva generale nella popolazione.

Come riportato nella rivista Psychological Medicine, alcuni psicologi hanno eseguito una revisione sistematica di 34 studi trasversali e hanno valutato le prove disponibili per 71.000 persone, comprese le persone che presentavano sintomi di depressione e quelle con diagnosi di depressione clinica. Lo studio ha valutato il tasso di declino della funzione cognitiva complessiva (comprendente perdita di memoria, velocità di elaborazione delle informazioni e funzione esecutiva) negli anziani. I ricercatori hanno scoperto che tra gli individui affetti da depressione c'era un declino maggiore nelle funzioni cognitive durante l'età adulta, rispetto alle persone che non mostravano questa condizione.

Dato il lungo periodo pre-clinico prima che la demenza venga tipicamente diagnosticata, il riscontro è significativo per gli interventi precoci, poiché attualmente non esiste una cura per la malattia. Gli autori principali Darya Gaysina e Amber John, chiedono una maggiore consapevolezza di quanto sia importante sostenere la salute mentale ovvero il benessere psico-sociale per proteggere la salute del cervello in età avanzata.

Questo studio è di grande importanza: le nostre popolazioni stanno invecchiando a un ritmo rapido e il numero di persone che vivono con capacità cognitive decrescenti e demenza dovrebbe crescere in modo sostanziale nei prossimi trenta anni. Darya Gaysina, autore principale aggiunge che i risultati dovrebbero fornire al governo ulteriori motivi per prendere sul serio i problemi di salute mentale e garantire che le disposizioni sanitarie siano adeguatamente finanziate. Lo studio infine conclude:

"Abbiamo bisogno di proteggere il benessere mentale dei nostri anziani e  fornire solidi servizi di supporto a chi soffre di depressione e ansia per salvaguardare le funzioni cerebrali in età avanzata " 







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giovedì 24 maggio 2018

Un uovo al giorno è amico del cuore

Uovo

Mangiare un uovo ogni giorno riduce il rischio di malattie cardiache. Le evidenza scientifiche attuali suggeriscono che un uovo al giorno può aiutarci a prevenire il rischio di malattie cardiovascolari e di ictus, la principale causa di morte nel mondo con un incidenza pari al 20%.

Secondo uno studio compiuto da un gruppo di scienziati del Centro di Scienze Sanitarie dell’Università di Peking University Health Science Center, seguendo una dieta a base di uova si può ridurre del 12% il rischio di ictus, malattie cardiache e infarti.

I ricercatori hanno analizzato le abitudini alimentari di ben 400 mila persone, con un’età compresa fra i 30 e i 79 anni. Il 13% dei partecipanti mangiava un uovo ogni giorno, mentre il 9,1% raramente. Nove anni dopo gli studiosi hanno scoperto che coloro degli 84000 partecipanti che consumavano quotidianamente questo alimento, erano stati colpiti da patologie cardiovascolari in maniera significativamente minore. 

Sein passato l’uovo era stato additato come nemico della salute, accusato di causare il colesterolo, oggi gli esperti sono concordi nell’affermare che dovrebbe essere inserito in modo stabile all’interno di una dieta equilibrata. Le uova infatti sono ricche di antiossidanti, aiutano a combattere le infiammazioni e costituiscono un’ottima fonte di proteine. Un uovo di medie dimensioni contiene circa 6 grammi di proteine, oltre a luteina, zeaxantina, vitamine E, D, e A.


“La nostra analisi rileva che esiste un’associazione tra un livello moderato di consumo di uova e un tasso inferiore di eventi cardiaci – ha spiegato il dott. Liming Li, coautore della ricerca - Le nostre scoperte contribuiscono, con prove scientifiche, alle linee guida dietetiche circa il consumo di uova per un adulto cinese sano”.

La ricerca scientifica è stata pubblicata sulla rivista BMJ.


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Le creme solari proteggono dalle scottature non dai tumori


Un ulteriore articolo scientifico smonta le credenze popolari sulla barriera dai melanomi: "non esistono prove".

Le creme solari che in base al tipo di protezione risultano efficaci contro le scottature, sarebbero inutili o quasi, contro i tumori della pelle. L'unico modo per difendersi: evitare i colpi di sole, proteggere i bambini con mezzi naturali, ma soprattutto far controllare le macchie della pelle e i nei da uno specialista.

Arriva l’estate e la voglia tintarella diviene quasi irrefrenabile. E dietro questo desiderio vi è spesso la convinzione che le creme solari proteggano dal rischio di melanoma della pelle. Una credenza che però è destinata a rimanere tale, in quanto, secondo numerosi studi scientifici non troverebbe alcun fondamento. A ribadirlo è la Revue médicale suisse, celebre rivista medica svizzera in lingua francese, in un articolo intitolato "il mito delle creme solari", pubblicato sull'ultimo numero, a firma del direttore Bertrand Kiefer. Questa tesi è fondata su un'analisi pubblicata in aprile che sintetizza ben 29 ricerche in cui sono state coinvolte oltre 300.000 persone.

La conclusione è che non c'è alcun beneficio provato da parte dei filtri solari nella prevenzione del cancro alla pelle. "Le persone che applicano più creme non hanno avuto meno melanomi di altri", ha sottolineato Kiefer in un'intervista rilasciata alla televisione nazionale svizzera, non mettendo tuttavia in discussione l'efficacia della protezione contro le scottature causate dai raggi UVB.

A dir il vero altre ricerche e altri studi, indicano che potrebbe esserci una leggera diminuzione del rischio di sviluppare melanoma con l'utilizzo frequente e massiccio di creme solari ad alta o altissima protezione, tali studi in contraddizione con questa ricerca danno comunque una diminuzione del rischio molto bassa, tale da essere considerata quasi nulla.

Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, si stima che nell’ultimo decennio il melanoma cutaneo abbia raggiunto i 100.000 nuovi casi l’anno a livello mondiale: un aumento di circa il 15% rispetto al decennio precedente. Questo tumore è, in particolare, decine di volte più frequente nei soggetti di ceppo europeo (caucasici) rispetto alle altre etnie. I tassi di incidenza più elevati si riscontrano infatti nelle aree molto soleggiate e abitate da popolazioni di ceppo nordeuropeo, con la pelle particolarmente chiara.

Le creme solari sono quindi adatte ad evitare le scottature ma proteggersi ulteriormente con gli indumenti quali cappelli, magliette, pantaloncini ed evitare di rilassarsi sotto il sole diretto prediligendo l'ombra dell'ombrellone, sembra quindi la cosa più sensata da fare e il consiglio da dare.







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martedì 22 maggio 2018

ONCOLOGIA: è on-line il portale interattivo contro le fake news

Fake

È online il sito www.tumoremaeveroche.it, dove i cittadini potranno rivolgere quesiti agli esperti sulle tematiche di carattere oncologico.

“NASCE QUINDI IL PRIMO PORTALE CONTRO LE FAKE NEWS IN ONCOLOGIA COSÌ FORNIAMO AI CITTADINI GLI STRUMENTI PER SCELTE CONSAPEVOLI” Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione AIOM: “Nei social spesso è attribuito credito a messaggi fuorvianti, circolano sul web quasi 400 bufale sulla dieta, oltre 175 sulle cure alternative e più di 160 sulle cause del cancro. Anche i pazienti in buona fede talvolta diffondono contenuti privi di basi scientifiche”

Un vero e proprio argine contro il dilagare delle fake news sul cancro, il primo portale contro le bufale in oncologia, realizzato da Fondazione AIOM e AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e presentato da pochi giorni al Ministero della Salute. Sarà uno spazio virtuale in cui i cittadini potranno trovare risposte certificate a molte domande su cui negli ultimi anni presunti esperti (inclusi alcuni medici) hanno “elaborato” e diffuso teorie del tutto prive di basi scientifiche.

“Nel 2017 – spiega Fabrizio Nicolis, presidente di Fondazione AIOM – quasi 9 milioni di italiani sono stati vittime di fake news nel campo della salute. E il cancro è l’area della medicina più vulnerabile da questo punto di vista. Siamo partiti da un’analisi dello stato dell’arte: nel web e nei social circolano quasi 400 bufale su presunte cure alimentari, cibi ritenuti ‘super’ e da evitare inclusa la ‘digiunoterapia’, oltre 175 su cure alternative spaziando dai metodi Di Bella e Hamer all’uso del bicarbonato di sodio come rimedio fino alla ‘terapia della gioia’, più di 160 sulle cause del cancro, e almeno 85 su cosa si nasconda dietro la malattia per cui le neoplasie, ad esempio, regrediscono in maniera naturale. La diagnosi di tumore cambia la vita di una persona: l’attrazione per le terapie ‘non convenzionali’ è alimentata dal timore e, talvolta, dalla vera e propria disperazione causati dalla diagnosi di malattia e chi promuove queste teorie sfrutta la ricerca di speranza da parte dei malati e dei loro familiari. Internet è lo strumento principale con cui i cialtroni fanno leva sulle aspettative dei pazienti: in particolare i social media non sono controllabili, non filtrano le notizie e troppo spesso attribuiscono credito a messaggi fuorvianti, le cosiddette fake news. L’approssimazione scientifica talvolta caratterizza anche i consigli che, in assoluta buona fede, i pazienti si scambiano utilizzando i social network. Contro la disinformazione, serve un’alleanza fra clinici, Istituzioni, cittadini e media”.

“La corretta informazione rappresenta la prima medicina – sottolinea Antonio Federici, dirigente medico presso la Direzione Generale della Prevenzione del Ministero della Salute -, per questo abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa. Vanno combattuti con forza i messaggi fuorvianti che negli ultimi anni hanno condotto molte persone colpite da tumore a scegliere terapie prive di fondamento scientifico. Il cancro non è un male incurabile, oggi esistono armi efficaci per affrontarlo. E tutti i cittadini devono saperlo”.

“Il nostro obiettivo – continua Fabrizio Nicolis - è fornire una guida costantemente aggiornata grazie alla collaborazione degli oncologi di AIOM, perché le scelte dei cittadini siano realmente consapevoli. Il nostro progetto proseguirà nei prossimi mesi con sondaggi rivolti a cittadini, clinici e pazienti e organizzeremo convegni con altre società scientifiche e associazioni dei pazienti sugli strumenti necessari per arginare i rischi prodotti dalle fake news”. 





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sabato 19 maggio 2018

Come mettere a dormire l'insonnia

Insonnia

I disturbi del sonno come l'insonnia, possono influenzare negativamente la qualità della vita.


Ma che cos’è l’insonnia?

L’insonnia è un disturbo pressoché comune di natura psicofisica. La difficoltà ad addormentarsi, i risvegli notturni e la sveglia anticipata possono dipendere da situazioni di particolare stress lavorativo, disagi emotivi, dolore fisico, menopausa, allergie alimentari, jet lag, cambi di stagione, iperattività, depressione, fattori ambientali, abuso di farmaci e di sostanze eccitanti.

Si distinguono tre tipologie di insonnia:

– transitoria, dalla durata inferiore ad un mese;
– a breve termine, da 1 a 6 mesi;
– cronica, oltre i 6 mesi.


Il ruolo dell'alimentazione:

Risaputo è il fatto che mangiare "pesante" non aiuta la qualità del sonno ma ora c'è di più, nuovi studi stanno valutando in modo più mirato l'incidenza dell'alimentazione sul sonno. Un nuovo studio infatti ha scoperto che mangiare più grassi saturi e zucchero a scapito delle fibre è associato ad un sonno più leggero, più interrotto e conseguentemente meno ristoratore. I risultati mostrano che una maggiore assunzione di fibre è associata a un tempo di sonno profondo maggiore, conosciuto anche come SWS o sonno a onde lente. Al contrario, una più alta assunzione di zuccheri e di grassi saturi è stata associata ad un sonno meno intenso, più leggero, inquieto e con molti risvegli. Un sonno, in definitiva meno riposante e meno ristoratore.


Quali sono i rimedi?

Alcune erbe officinali favoriscono dolcemente l’addormentamento, migliorando la qualità del sonno.

Per esempio la melissa: le sue foglie vantano proprietà calmanti e rilassanti. Agiscono sul sistema muscolare e nervoso calmando gli stati d’ansia e riducendo l’insonnia da eccessiva stanchezza, dolori mestruali o spasmi.

Il biancospino, associato al tiglio ha effetto antispasmodico e sedativo. Diminuisce l’emotività, la tachicardia, l’agitazione e gli stati d’angoscia. –

La valeriana: le sue radici vantano proprietà rilassanti.

La melatonina inoltre svolge un ruolo fondamentale. Si tratta di una sostanza endogena che viene prodotta in relazione all'alternanza luce/buio, promuovendo così assieme alla serotonina il corretto ritmo sonno/veglia. In età adulta può verificarsi un deficit di tale sostanza ed è possibile integrarla tranquillamente prima di coricarsi alle dosi di 1 mg massimo.

Oltre alle cure naturali, anche un’adeguata routine serale può ridurre l’insonnia. Per cui è opportuno coricarsi sempre alla stessa ora, senza alterare eccessivamente i ritmi sonno-sveglia. Prima di andare a dormire, potrebbe essere utile dedicarsi a delle attività distensive come la lettura di un buon libro, una leggera sessione di ginnastica (yoga), una passeggiata dolce o un bel film.

Se tutto questo non bastasse, il consiglio è quello di consultare uno specialista per valutare assieme a lui ulteriori cause o concause di questo spiacevole disturbo. Il medico potrebbe valutare disturbi funzionali del sonno come le apnee notturne, lo psicologo o lo psicoterapeuta potrebbe essere un valido aiuto invece se l'insonnia scaturisce da problematiche di tipo emotivo come l'ansia.







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venerdì 18 maggio 2018

RENEVE: dalla formazione al paziente



Oggi Reneve si pone nello scenario internazionale come un’azienda di prestigio, vantando un’esperienza attiva di oltre 35 anni nel settore dell’estetica professionale e nella medicina estetica ad alti livelli vantando anche un parterre di distribuzioni in vari Paesi del mondo. 

La sede situata nel prestigioso Principato di Monaco conferma Reneve ambasciatrice mondiale di bellezza e di benessere, proponendo protocolli scientifici di assoluta eccellenza, frutto della sinergia tra tecnologia e medicina estetica al fine di rendere ogni trattamento un percorso di totale rinnovamento psicofisico coniugando magistralmente il benessere del corpo e della mente a risultati concreti ed immediatamente visibili con lo scopo di contrastare tutti gli inestetismi. 

Reneve è un punto di partenza per la medicina estetica, pensa, progetta e realizza soluzioni estremamente innovative, grazie ad uno staff di bioingegneri altamente qualificato che opera in stretta collaborazione con medici e fisioterapisti, infatti tutte le tecnologie sono frutto delle più recenti scoperte di bioingegneria e spesso sono supportate da ricerche e studi a livello universitario. 

Tutti le tecnologie Reneve agiscono in modo mirato sia sul corpo aiutando ad eliminare la cellulite, adiposità localizzata, gonfiore e pesantezza, rimodellando, drenando, rassodando e tonificando e sul viso, contrastando i segni del tempo ed agendo in modo sistematico su rughe, segni dell’acne, diminuzione del tono muscolare. Quindi un vero e proprio lifting cosmetico che donerà nuova luminosità e una ritrovata giovinezza all'incarnato. 

Caratterizzato da una texture vellutata e leggera, di rapido assorbimento e delicatamente profumata, il prodotto Reneve nasce invece dal lavoro sinergico di biologici e cosmetologici che hanno brevettato formulazioni high – tech esclusive, coniugando gradevolezza ed efficacia , scienza e natura. 

Per questo il prodotto reneve si distingue per un’azione rapida e potente contro l’inestetismo: olii , creme, sieri e fanghi super concentrati risultano sensuali al tatto, piacevoli all'applicazione, confortevoli nell'uso ed incredibilmente appaganti alla pelle. Il packaging elegante, curato e raffinato ne valorizza ulteriormente l’unicità. 

Lo staff della Dott.ssa Mazzolari ha avuto la possibilità di poter partecipare ad un corso di aggiornamento organizzato dall'azienda Reneve nella sede di Bari con i maggiori esperti in campo medico – estetico, questo ha dato loro la possibilità di poter migliorare per cercare ogni giorno di riuscire a soddisfare al meglio tutte le esigenze di qualsiasi persona e tipologia. 

Il corso di aggiornamento è stato esaustivo e interessante? E’ stato chiesto allo staff della Dott.ssa Gabriella Mazzolari, titolare di due centri medico - estetici di Lombardia e Liguria. 

“Il corso è stato molto interessante – spiega lo staff – nella prima parte c’è stata una spiegazione teorica del funzionamento delle tecnologie e del loro utilizzo, nella seconda parte del corso invece, le assistenti sono state affiancate dalla responsabile di medicina – estetica ed hanno potuto utilizzare e provare i macchinari reneve per riuscire a perfezionare tutte le loro capacità.”

Gli studi della Dott.ssa Gabriella Mazzolari, utilizzano le tecnologie Reneve per i trattamenti medico – estetici sia viso che corpo come la radiofrequenza medica, importante per tonificare e rassodare, la cavitazione medica utilizzata sul corpo per aiutare ad eliminare le adiposità e la criolipolisi una nuova e moderna tecnologia, utilizzata per il viso aiutando ad eliminare il doppio mento, ridurre le rughe e migliorare la pelle in più utilizzando l’esclusivo sistema della crio – elettro- lipolisi a ciclo termico riesce a combattere sul nostro corpo le rotondità, la cellulite e ridurre le circonferenze. Per rendere ancora più efficace e piacevole tutti i trattamenti gli studi della dott.ssa Mazzolari utilizzano anche tutta la linea di prodotti Reneve altamente qualificati e efficaci.



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giovedì 17 maggio 2018

FOODWELL Expo: alimentazione e sport al RiminiWellness


La manifestazione dedicata a chi ama l´attività fisica e la qualità del cibo, organizzata da Italian Exhibition Group, sarà presente alla Fiera di Rimini.

 FOODWELL Expo, la manifestazione dell'alimentazione sana, riconferma il suo appuntamento annuale. Sarà infatti presente per il quinto anno consecutivo all'interno di RiminiWellness alla Fiera di Rimini, dal 31 maggio al 3 giugno 2018, con un area tutta dedicata alla corretta alimentazione. 

FOODWELL Expo, vuole sottolineare l'importanza di uno stile di vita sano a partire dal proprio piatto, evidenziando come anche un pasto veloce possa essere sinonimo di salute e qualità. La proposta di FOODWELL Expo si rivolge non solamente agli sportivi professionisti, ma a tutti gli amanti dell´attività fisica che, pur conducendo una vita frenetica e intensa, non rinunciano alla qualità del buon cibo anche in mancanza di tempo, con l´obiettivo di mantenersi in forma.

Durante la manifestazione, tra lezioni e allenamenti, FOODWELL Expo mostrerà al pubblico presente come raggiungere il benessere attraverso la sana alimentazione, grazie all'intervento di esperti del settore dell'alimentazione (dietologi, dietisti, coach, medici sportivi). All'interno del padiglione A1 della fiera riminese, esperti tecnologi e nutrizionisti del settore, educheranno il pubblico attraverso straordinari show cooking, con la partecipazione di chef di eccezione che cucineranno piatti salutari e di qualità.

Oltre alle aziende, saranno presenti numerosi testimonial e importanti atleti professionisti, a iniziare dalla Campionessa Olimpica di Fioretto, la schermitrice Elisa Di Francisca. Anche quest'anno FOODWELL Expo sarà protagonista di una ricca programmazione di eventi e convegni che si terranno in Agorà, nella Hall Sud del quartiere fieristico, all'interno della quale saranno trattati concetti legati a pasti ´on the move´, in the street, sul posto, in auto.




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martedì 15 maggio 2018

Attualità e scienza si incontrano al Food&Science Festival



Torna a Mantova dal 18 al 20 maggio, l’appuntamento di divulgazione scientifica promosso da Confagricoltura Mantova e ideato da FRAME Divagazioni scientifiche, che affronta e approfondisce in modo creativo le tematiche legate alla scienza che studia, definisce e innova la produzione e il consumo di cibo che è tra i protagonisti più in voga di programmi televisivi, trasmissioni di approfondimento e persino social. 

Il festival propone 200 conferenze, incontri , spettacoli, mostre, laboratori, workshop, degustazioni, agricoltura, concerti e proiezioni al cinema del Carbone. Food&Science festival si rivolge ai curiosi di tutte le età offrendo la possibilità di aggiornarsi e condividere insieme informazioni ed esperienze con ospiti come “ l’Indiana Jones della birra” Patrick McGovern , Neri, Marcorè, Alessandro Marzo Magno e Marino Nicola. 

Si parte venerdì 18 con La scienza nel piatto: nutrizione e salute, question-time in cui due esperti e una giornalista rispondono ad ogni curiosità del pubblico su diete e cibo. Da una prospettiva medica saranno condotti gli incontri in Piazza Mantegna di Lucilla Titta, ricercatrice all’Istituto di Oncologia di Milano e Antonio Moschetta, medico e ricercatore AIRC che approfondiranno gli stretti legami tra attenzione a tavola e benefici per la salute, mettendo in campo studi e risultati di ricerche.


Quanto di ciò che mangiamo ha davvero tutte le proprietà di cui siamo convinti? 

Si farà chiarezza domenica 20: mentre alla Loggia del Grano Renato Bruni e Daniele Del Rio aiutano i consumatori a distinguere tra Superfrutti, Fantafrutti e Tuttifrutti, Dario Bressanini e Renato Bruni svelano al Teatro Bibiena tutto quello che avreste sempre voluto sapere sullo zucchero. Croce e delizia di tutte le persone attente alla linea, questa è solo una delle sostanze di cui si approfondiranno gli effetti sul corpo umano perché, sempre al Teatro Scientifico Bibiena, sarà il divulgatore scientifico Alessio Perniola a raccontare cosa succede all’organismo prima, durante e dopo una sbornia. 

Intorno al cibo esistono infiniti pregiudizi, luoghi comuni, false credenze: davvero il pesce fa bene alla memoria e mangiare la pasta di sera fa ingrassare? Domenica 20 maggio alle 12 al Teatro Scientifico Bibiena, nell’incontro 99 idee sbagliate su cosa e come mangiamo, Marcello Ticca, uno dei massimi esperti italiani di alimentazione, accompagnerà il pubblico del Festival in un viaggio attraverso i più consolidati luoghi comuni che riguardano il piacere quotidiano del mangiare.

La consapevolezza, però, non passa solo da qui: anche la lettura delle etichette che avvolgono le confezioni alimentari è un fattore fondamentale e, in caso di poca familiarità con sigle e diciture, fuorviante. Per essere preparati e sapere sempre Cosa metto nel carrello, appuntamento domenica 20 alle ore 15.30 in Piazza Mantegna, dove due esperte di “Altro consumo” passeggeranno tra il pubblico munite di un carrello pieno di prodotti raccontando cosa si nasconde dietro ai numerosi slogan stampati sulle confezioni, e mettendo anche alla prova le abilità da detective e le conoscenze dei loro interlocutori. E se ci trasferissimo oltre Oceano, sarebbe lo stesso? Michele Fino ci guida tra le divergenze e le convergenze in materia di etichettatura, abbracciando così bisogni dei consumatori e interessi dei produttori.

E non finisce qui, perché oltre il “contenuto” delle informazioni riportate sugli involucri, anche il materiale dell’involucro va analizzato: Stefano Bertacchi e Marco Ferrari mettono Le mani nel sacchetto e insegnano a distinguere plastica e bioplastiche, facendo luce su impatti e produzione.

Le maglie della scienza e dell’attualità si fanno ancora più strette quando l’alimentazione si lega alla coltivazione e ai suoi strumenti, come nel caso dei cibi transgenici: a fare un punto sul mais OGM, arriva il team degli scienziati (Laura Ercoli, Elisa Pellegrino, Marco Nuti, Pierdomenico Perata) che hanno contribuito a un’importante studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports, ripreso dai media di tutto il mondo e al centro di molte discussioni. Polemiche accese anche per l’utilizzo del glifosato, uno dei diserbanti più utilizzati, al centro del dialogo tra Roberto Defez, Deborah Piovan, Donatello Sandroni moderati da Daniela Ovadia.

Infine, riflettori accesi sulle relazioni tra cibo, scienza e legge: quali sono le conseguenze della separazione tra diritto e tematiche scientifiche? È questo il giunto cardanico dell’incontro dell’avvocato e scrittore Luca Simonetti ed è anche uno degli aspetti toccati da Achille Schiavone e Silvia Cerolini, che indagano il mondo dei mangimi tra alimentazione e dall’agronoma e giornalista scientifica Alessandra Biondi Bartolini, al Food&Science per approfondire i passi in avanti fatti in campo enologico.

A completare il quadro dei legami che interessano scienza, cibo e attualità, gli appuntamenti con la rassegna stampa di sabato e domenica alle 9.30 alla Loggia del Grano: insieme agli ospiti del Festival e con il coinvolgimento di scienziati, agricoltori, giornalisti e divulgatori, un appuntamento per affrontare informati le giornate del Festival.

Per maggior informazioni: Qui è possibile scaricare il programma in pdf  

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito con registrazione obbligatoria su : mantovafoodscience.it

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mercoledì 9 maggio 2018

IL FITNESS: l'alternativa senza farmaci per abbassare la pressione


Numerosi studi medici hanno dimostrato ormai che avere la pressione alta e non fare abbastanza esercizio fisico sono fattori strettamente correlati. Piccoli cambiamenti nella routine quotidiana possono però fare una grande differenza.

Il rischio di pressione alta, cioè l'ipertensione, aumenta con l'età ma praticare un po’ di esercizio fisico può fare una grande differenza. E se la pressione del sangue è già alta, l'esercizio fisico può aiutare a controllarlo. Non c'è bisogno di dover correre una maratona o entrare in palestra, basta iniziare lentamente e inserire più attività fisica nella propria routine quotidiana.

Come sono collegati l'ipertensione e l'esercizio fisico?

L'attività fisica regolare rende il nostro cuore più forte. Un cuore più forte può pompare più sangue con meno sforzo e se il nostro cuore può lavorare meno per pompare, la pressione sulle nostre arterie diminuisce, abbassando la pressione sanguigna.

Diventare più attivi può abbassare la pressione sanguigna sistolica, il numero più alto nella lettura della pressione sanguigna, in media da 4 a 9 millimetri di mercurio (mm Hg) ed è efficace come alcuni farmaci per la pressione sanguigna. Per alcune persone, fare un po’ di esercizio fisico è sufficiente per ridurre la necessità di farmaci per la pressione del sangue. Se la pressione arteriosa è a un livello desiderabile - meno di 120/80 mm Hg - l'esercizio fisico può aiutare a prevenire l'invecchiamento senza tener conto che l'esercizio fisico regolare aiuta anche a mantenere un peso sano, un altro modo importante per controllare la pressione sanguigna. 

Ma per mantenere bassa la pressione del sangue, è necessario continuare a esercitarsi regolarmente, all’incirca ci vogliono da uno a tre mesi di un regolare esercizio fisico per avere un impatto sulla pressione sanguigna e i benefici durano finché si continuare a fare attività fisica. Ovviamente, il tutto, va associato ad una dieta sana e bilanciata, ad una soddisfacente idratazione e ad uno stile di vita senza eccessi.

Di quanto esercizio abbiamo bisogno? 

L'attività aerobica può essere un modo efficace per controllare l'ipertensione. Ma la flessibilità e gli esercizi di rafforzamento come il sollevamento pesi sono anche parti importanti di un piano di fitness generale. Non è necessario trascorrere ore in palestra ogni giorno per beneficiare dell'attività aerobica, basta aggiungere attività fisiche moderate alla routine quotidiana.

Qualsiasi attività fisica che aumenta il tuo battito cardiaco e la frequenza respiratoria è considerata attività aerobica, tra cui: faccende domestiche, come tagliare il prato, rastrellare le foglie, fare il giardinaggio o lavare il pavimento, sport attivi come basket o tennis, salire le scale, andare a passeggio, jogging, andare in bicicletta, nuoto, danza.

Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli USA raccomanda di mantenere almeno 150 minuti di attività aerobica moderata o 75 minuti di attività aerobica intensa alla settimana o una combinazione di attività moderata e vigorosa. L'obiettivo raggiungibile è quindi quello di praticare almeno 30 minuti di attività aerobica quasi tutti i giorni della settimana. Se non si riesce a mettere da parte tutto quel tempo in una volta, basta ricordare che anche i momenti più brevi di attività contano. Si può spezzare l'allenamento ad esempio in tre sessioni di 10 minuti di esercizio aerobico e ottenere lo stesso beneficio di una sessione di 30 minuti. Inoltre se ci si siede per diverse ore al giorno si può provare a ridurre la quantità di tempo che si passa seduti. La ricerca ha infatti rilevato che troppo tempo sedentario può incidere su molte condizioni di salute. Si può perciò cercare di svolgere da 5 a 10 minuti di attività fisica a bassa intensità - come alzarsi per bere un bicchiere d'acqua o fare una breve passeggiata - ogni ora. O prendere in considerazione la possibilità di impostare un promemoria nel calendario e-mail o sullo smartphone che ci ricordi che è ora di alzarci e muoverci.

L'unico modo per rilevare la pressione alta è tenere traccia delle letture della pressione sanguigna. Per questo è importante far controllare la pressione del sangue alla visita di ogni medico, usare un misuratore di pressione a casa o utilizzare i servizi di telemedicina HTN nelle farmacie in tutta Italia.



Se hai già la pressione alta il monitoraggio a casa può farci sapere se la nostra routine di fitness ci sta aiutando ad abbassare la pressione sanguigna, e si può farlo in modo da non dover visitare il proprio medico per far controllare la pressione sanguigna più spesso. Il monitoraggio domestico della pressione arteriosa non è un sostituto per le visite dal medico e i monitor della pressione arteriosa di casa potrebbero avere alcune limitazioni. Se si decide di monitorare la pressione sanguigna a casa, ricordarsi che si ottengono letture più accurate se si controlla la pressione del sangue prima di un’attività fisica.

Insomma, grazie ad uno stile di vita sano, insieme ad una costante, graduale e soddisfacente attività fisica si è davvero in grado di regolarizzare i livelli della pressione sanguigna senza troppi sforzi e, soprattutto, senza dover sempre ricorrere a medicinali e cure che, talvolta, risultano essere particolarmente aggressivi per gli organi come stomaco e fegato. Grazie al fitness, dunque, si agisce positivamente su tutto l’organismo sia sul corpo che sulla mente.

Il segreto?

Ascoltare sempre il proprio corpo e vivere, anche l’attività fisica, come un viaggio alla scoperta di sé, rispettando i propri limiti e onorando le proprie possibilità.



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lunedì 7 maggio 2018

SOLE SICURO: come proteggersi correttamente dal sole



"Il sole bacia i belli" o almeno così dice il proverbio. Con l’avvicinarsi della bella stagione aumentano le occasioni di esposizione alla luce solare. Troppo spesso però questa viene fatta in modo sbagliato, sottovalutando gli effetti dannosi che i raggi possono avere sulla pelle di adulti e bambini.

Per questo motivo AIDECO (Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia) e OMIA portano avanti dal 2014 la campagna "Sole Sicuro", con l’obiettivo di evidenziare l’importanza di proteggersi dal sole e ridurre così il rischio di malattie della pelle.

Per ottenere un maggiore coinvolgimento, l’iniziativa non poteva che essere anche online con solesicuro.it, un portale dalla struttura intuitiva e divertente sviluppata per stimolare un facile utilizzo anche degli utenti più giovani. La piattaforma si divide in diverse sezioni, dove tutti i dubbi sulla giusta esposizione ai raggi avranno risposte, ma soprattutto si potrà scoprire una protezione “personalizzata” per la propria pelle.


IMPARARE A PROTEGERSI GIOCANDO 

La pelle va protetta sin dall’infanzia, per questo è importante conoscere la protezione più adeguata per la pelle dei bambini. Nell’apposita sezione del sito solesicuro.it, gli esperti AIDECO forniscono consigli sulla giusta esposizione al sole. In base all’età dei bambini, infatti ci sono specifici accorgimenti: i neonati da 0 a 6 mesi non possono prendere il sole, nemmeno in modo indiretto; per i bambini da 6 a 36 mesi, è sconsigliata l’esposizione diretta, ma in caso contrario è giusto applicare una protezione molto alta su viso e corpo ogni due ore e dopo ogni bagno. Dai 3 ai 12 anni è importante giocare all’aria aperta, quindi bisogna scegliere una protezione adatta in base al fototipo e al livello di abbronzatura che hanno. L’iniziativa Sole Sicuro ha portato la prevenzione e l’informazione anche nelle scuole medie inferiori, oltre alla sezione sul portale solesicuro.it, è stata creata un’apposita piattaforma digitale da cui docenti ed alunni possono scaricare una serie di contenuti, tra cui un video informativo e un cartone animato, da cui trarre spunti per discussioni in classe.

TI SAI PROTEGGERE NEL MODO GIUSTO? 

La pelle è diversa da persona a persona, come è diverso il modo di rapportarsi con il sole. I dermatologi di AIDECO hanno formulato due test uno per scoprire il proprio fototipo, l’altro per capire il rapporto con il sole. Ognuno di noi reagisce ai raggi solari in modo diverso, uno dei primi passi per proteggere la pelle al meglio è conoscere il proprio fototipo; l’altro passo è quello di essere consapevoli del proprio rapporto con il sole. Attraverso delle semplici domande sarà facile scoprire come funziona la propria pelle a contatto con i raggi e così formulare una protezione “personalizzata” e scegliere la migliore strategia.

PAROLA AGLI ESPERTI 

 Il Prof. Leonardo Celleno, presidente di AIDECO, e gli altri esperti dell’Associazione, in un’apposita sezione del sito, forniscono preziosi consigli ed indicazioni su una corretta esposizione e protezione. Conoscere i prodotti più adatti per proteggersi dal sole è importante, ma bisogna anche sapere come utilizzarli. Gli esperti AIDECO, sul portale solesicuro.it, forniscono sei consigli su come impiegare al meglio le creme solari, stando attenti a non usare prodotti dell’anno precedente, applicarli con frequenza e soprattutto su le zone più esposte e delicate.









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venerdì 4 maggio 2018

C'è un solo modo per mettersi a dieta, non fare la dieta. Provaci!

Dieta

Questo articolo è nato da un intervista alla dott.ssa Mazzolari del 2016, in cui veniva affrontato il tema della dieta in relazione al corretto approccio mentale da mantenere. L'articolo viene qui riproposto con aggiornamenti e consigli in pillole, sarà di sicura utilità a tutti colori che hanno provato o vogliono intraprendere una dieta e a tutti coloro che con il cibo spesso "ci litigano".

Vi siete mai chiesti cosa ci spinge a mangiare troppo?

La fame, la noia, le emozioni, la solitudine, lo stress? La voglia, la gola per un determinato cibo in condizioni normali si placa dopo averlo consumato; un gelato o un pezzo di cioccolato è sicuramente goloso, è buono, appaga i sensi, un eccesso dello stesso alimento o di più alimenti è però fonte di problematiche che nascono da una voglia irrefrenabile di mangiare. Un comportamento che prima di tutto nasce nella nostra testa.

Il segreto di un corpo snello non è racchiuso solo nel calcolo delle calorie, ma è il risultato di una consapevolezza fisica ed emotiva che è importante realizzare. Conoscere se stessi è di fondamentale importanza per essere in equilibrio sia dal punto di vista fisico che psicologico.
Psiche e fisico sono strettamente correlati e il loro equilibrio determina il benessere generale della persona; non esiste infatti benessere mentale senza la consapevolezza del proprio corpo.

Molto spesso si esagera con il cibo perchè non si riconosce quello che si è realmente e la nostra psiche è costantemente in lotta con la nostra esteriorità. Controllarlo, saperne dominare i movimenti, essere consapevoli della propria postura, rappresentano elementi essenziali per la definire la persona in toto e sono elementi fondamentali per sviluppare un percorso che conduca alla salute e al benessere.

Nella persona infatti, non esistono separazioni e il corpo non è il "vestito" di ogni individuo, ma il suo modo globale di essere nel mondo e di agire nella società. Quando una persona si mette a dieta con lo scopo di perdere peso, spesso sottovaluta le componenti psicologiche e sopravvaluta la sua forza di volontà. Quello di cui spesso non si tiene conto è che una dieta bilanciata e corretta, non può essere una dieta lampo, concentrata in un breve periodo e con molte limitazioni (addirittura di interi gruppi alimentari). Non può essere nemmeno una lotta contro se stessi e la propria convinzione di riuscirci, perché anche allora diventa una gara contro il tempo che può, sul lungo periodo, logorare e rendere il dimagrimento una missione, l’unico obiettivo della propria vita. Se così fosse, dimagrire sarebbe difficilissimo, poiché nella nostra vita c’è molto altro: ci siamo noi con le nostre emozioni e i nostri pensieri.

Come ben sappiamo, quando siamo a dieta, cambia il nostro rapporto con il cibo: cioccolata, patatine, gelato e pizza, non sono più alimenti, ma il “nemico da combattere” e, contemporaneamente, anche quello che più desideriamo mangiare. Così accade che iniziamo a pensare al cibo continuamente e in questo non c’è nulla di salutare, soprattutto se dobbiamo mangiare “meno e meglio”. Il pensiero della privazione è sempre presente e ci porta a provare un desiderio irrefrenabile nei confronti del cibo del quale ci siamo privati che ci porta poi ad abbuffarcene non appena ne abbiamo la possibilità.

C'è un solo modo per mettersi a dieta, non fare la dieta!

Ciò non significa che l'importanza del professionista che in una prima fase ci consiglia deve venire meno, anzi. Significa che è necessario dare importanza prima di tutto al nostro approccio mentale e poter contare su un sostegno solido in questo ambito. L’idea che deve muovere una persona ad intraprendere un regime alimentare corretto è quella di accostarsi ad uno stile di vita sano visto non come una parentesi, ma come una scelta di benessere che ha un inizio e non una fine perché il significato è prendersi cura di se stessi e questo dovrebbe durare tutta la vita. In questo modo si comprende che si possono fare dei piccoli strappi alla regola senza la paura di riprendere subito peso. Se si imparano le buone regole, non si teme l'aumento di peso "post sgarro". Si comprende che quel momento è una parentesi e non subentra la frustrazione che porta a sua volta a un "secondo momento riparatore mangereccio". Il cibo non deve divenire l'amico fedele dei nostri momenti tristi ma un alleato che ci aiuta a trovare un benessere duraturo. 

La dieta non deve essere una "cura" momentanea con una fine programmata come si potrebbe curare un disturbo, un progetto che un giorno finirà raggiunto l'obiettivo. Per quanta forza di volontà ci si possa mettere con questo spirito la nostra mente è autorizzata a pensare, seppur inconsciamente, che raggiunto il traguardo potrà finalmente distrarsi e tornare a comportarsi come prima o peggio di prima. Se ci abituiamo a uno stile quotidiano corretto, senza inutili sforzi eccessivi iniziali e senza darci un termine le probabili d'intraprendere un percorso solido, efficace e duraturo saranno di gran lunga maggiori.

Spesso si pensa inoltre che seguire un regime alimentare sano, sia inconciliabile con i tempi e modi del vivere moderno, con le abitudini sociali, con lo stress che è sempre pronto a prendere il sopravvento e con i piaceri dello stare insieme mangiando con parenti o amici....questa è una trappola e bisogna liberarsi da questi pensieri... se abbiamo paura di uscire in compagnia perchè temiamo il giudizio altrui...stiamo cadendo in un'altra trappola e stiamo solo perdendo tempo....non ci stiamo occupando di noi stessì ma dell'apparenza e del benessere degli altri (che magari criticano per invidia o per frustrazione)...e soprattutto in questo ultimo caso bisognerebbe chiedersi se davvero queste persone vogliano il nostro bene...




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giovedì 3 maggio 2018

OGGI L’IPERTENSIONE SI PUÒ PREVENIRE GRAZIE ALLA TELEMEDICINA




L’ipertensione è una delle problematiche più diffuse, ma anche tra quelle più sottovalutate. Sono sempre di più oggi le persone che, sebbene soffrano di questa patologia, non ne conoscono i reali rischi e pericoli. Si tratta infatti di una malattia delicata che va assolutamente seguita e compresa per cercare di correre ai ripari, per la sua reale pericolosità. Per questo le farmacie, grazie alle ultime tecnologie della telemedicina stanno diventando dei veri e propri "ospedali virtuali".
Con il termine ipertensione ci si riferisce ad un livello eccessivo della pressione con cui il sangue preme sulle arterie dopo essere stato pompato dal cuore: se questa rimane troppo alta per più tempo comincia a danneggiare diverse parti del nostro organismo come cuorereni ma anche le arterie stesse.  L’ipertensione è un problema che riguarda davvero tutti, senza distinzione di sesso e di età.
Tendenzialmente, chi soffre di ipertensione dovrebbe imparare a conoscerne i reali rischi per provvedere sin da subito a riabbassare la pressione sanguigna regolando così il flusso.
Quali sono i principali pericoli derivati dall’ipertensione?
Uno dei primi apparati a risentire della pressione sanguigna alta è quello circolatorio e con esso, dunque, viene chiamato in causa il cuore. Questo, infatti, in caso di ipertensione deve pompare sempre più sangue, arrivando persino ad ingrossandosi fino a quando non riesce più a soddisfare le esigenze di sangue di tutti i distretti corporei. 
L’ipertensione dilata i vasi sanguigni fino a raggiungere persino la rotture dei vasi. Questa rottura è ciò che avviene in caso di aneurisma, una complicazione del flusso sanguigno che può risultare persino letale. Quando la rottura dei vasi o il rallentamento del flusso circolatorio avviene a livello celebrare, si parla di ictus, che anche esso una rappresenta una problematica importante e talvolta letale. 
Quando i vasi sanguigni si indeboliscono, molte ripercussioni riguardano gli apparati più delicati del nostro organismo. Primo tra tutti quello renale che può ritrovarsi in condizioni di gravi insufficienza. Se la rottura dei vasi sanguigni avviene negli occhi, problemi visivi possono sorgere e portare con sé numerose altre complicazioni come mal di testa, nausea e molto altro ancora. Ovviamente, un flusso sanguigno irregolare gioca brutti scherzi anche alla nostra mente, portando confusione, mancanza di concentrazione e persino perdita della memoria.
Non bisogna mai sottovalutare i sintomi e ricordiamo che la prevenzione, in questi casi, è la chiave di volta per evitare di iniziare a mettere sotto sforzo il nostro corpo e il suo corretto funzionamento. È infatti il progressivo aumento di flusso sanguigno a comportare complicazioni che, una volta innescate, tendono a degenerare.
Al fine di evitare i rischi dell'ipertensione o curare la patologia sono disponibili in farmacia i servizi di telemedicina HTN grazie a cui è possibile tenere sotto controllo i nostri valori ed evitare problemi seri per la nostra salute.
Grazie all'alta tecnologia di HTN è infatti possibile avere in farmacia un "Ospedale virtuale", con prestazioni sanitarie di teleconsultotelerefertazione e telemonitoraggio dei parametri vitali tramite un team di medici specialisti di comprovata esperienza, e con prestazioni sanitarie assimilabili a quelle rese da un ospedale.
Per maggiori informazioni visitare il sito internet www.e-htn.it/it/.



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mercoledì 2 maggio 2018

SMART FUTURE ACADEMY: cosa fare da grande?

cosa fare?

Il 5 maggio prossimo a Talent Garden si terrà la prima edizione milanese di Smart Future Academy, un innovativo progetto di orientamento rivolto agli studenti delle scuole superiori che ha come obiettivo quello di aiutarli a meglio comprendere cosa vorrebbero fare da “grandi” attraverso il contatto con straordinari personaggi dell’imprenditoria, della cultura, della scienza e dell’arte

I 12 saggi porteranno sul palco la loro storia, i loro errori e i loro consigli, mostrando ai ragazzi come sia possibile raggiungere il successo. L’obiettivo è quello di contrastare la sensazione di inadeguatezza che molti giovani vivono, dimostrando che si possono realizzare i propri sogni, sogni che richiede però formazione e aggiornamento, disciplina e costanza.

Il workshop Smart Future Academy è aperto a tutti gli studenti delle scuole superiori senza alcun costo, né per le scuole, né per le famiglie. Il presidente Lilli Franceschetti ci spiega come nasce l’idea:

“Ho cinque figli e mi trovo spesso in mezzo a ragazzi che alla domanda ‘Cosa vuoi fare da grande‘ rispondono ‘Mah‘. Perchè quindi non aiutarli a trovare la loro strada convincendoli che lavorare o studiare con passione, magari svolgendo un lavoro o un percorso di studi in armonia con le proprie inclinazioni e le proprie aspirazioni è un sogno realizzabile? Esercitare una professione appassionante o studiare materie interessanti vuol dire affrontare ogni nuovo giorno con il sorriso”

Marco Bianchi, co-founder di Smart Future Academy aggiunge:

“La cosa straordinaria è che questo messaggio è stato accolto immediatamente dagli speaker, da Corrado Passera a Matteo Marzotto, da Davide Dattoli al Generale Teo Luzi, insomma, per questa edizione milanese (la terza di Smart Future Academy) altri 12 saggi, scelti da un autorevole Comitato Scientifico, parleranno senza veli della loro carriera, dei loro successi e delle difficoltà incontrate. Si, perché il successo è evidente ma la fatica per raggiungerlo non sempre”.

Gli speaker di Smart Future Academy Milano 2018 saranno: Davide Dattoli – presidente e fondatore Talent Garden; Luigi Franceschetti- founder ELI WMS; Teo Luzi – Generale di Divisione Comandante della Legione Carabinieri Lombardia; Paolo Martini – amministratore delegato Azimut Capital Management; Matteo Marzotto – imprenditore; Emanuele Morandi – presidente SiderWeb; Betty Pagnin – partner ScuolaZoo; Corrado Passera – Promotore Spaxs; Sergio Pecorelli – già rettore Università di Brescia; Paolo Revelli – nuotatore olimpionico, imprenditore energie rinnovabili UK; Luigi Scordamaglia – amministratore delegato gruppo Cremonini-Inalca, presidente Federalimentare; Daniele Tranchini – amministratore delegato LaFabbrica. Il Comitato Scientifico di Smart Future Academy è invece composto da: Giuseppe Ambrosi (presidente CCIAA Brescia, Assolatte, Gruppo Ambrosi); Sergio Pecorelli (già Rettore Università di Brescia); Carlo Alberto Pratesi (docente di marketing ed innovazione, Univ. Roma Tre); Luigi Scordamaglia (amministratore delegano gruppo Cremonini-Inalca, presidente Federalimentare;); Daniele Tranchini (amministratore delegato LaFabbrica); Enrico Zampedri (amministratore delegato gruppo Metra – già direttore generale Policlinico Gemelli.)

Per saperne di più sull’evento è possibile visitare il sito internet www.smartfutureacademy.it








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