venerdì 20 dicembre 2019

Telethon: in 3mila piazze i cuori di cioccolato per sostenere la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare



Iris nasce con una malattia che costringe a una vita in carrozzina. Oggi, grazie al lavoro di tanti scienziati, il suo futuro può essere diverso


Anche Sabato 21 e domenica 22 dicembre in più di 3.000 piazze in Italia sarà possibile ricevere il Cuore di cioccolato di Fondazione Telethon per supportare la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare. 


Cerca la  piazza più vicina a te 

Il Cuore di cioccolato, disponibile nella versione fondente, al latte, e al latte con granella di biscotto e prodotto da Caffarel in esclusiva per Telethon, è un omaggio distribuito in tutte le province d’Italia dai volontari di Fondazione Telethon e UILDM, e di Avis, Anffas, Azione Cattolica e UNPLI, come ringraziamento per una donazione minima di 12 euro. Quest’anno inoltre sarà possibile richiedere anche la confezione regalo da nove cuoricini di cioccolato fondente, distribuita nelle piazze con una donazione di 5 euro.
Gli hashtag della campagna saranno #presente, per far sentire la propria vicinanza anche sui social network ai pazienti e alle loro famiglie, e #contuttoilcuore, come le donazioni con cui gli italiani ogni anno dimostrano il loro grande impegno solidale.

Sul sito www.telethon.it sarà presente l’elenco dei punti di raccolta dove sarà possibile richiedere il prodotto. Per coloro che non potranno recarsi nelle piazze ma vogliono comunque sostenere la ricerca, è possibile richiedere il Cuore di cioccolato direttamente sul sito internet di Fondazione Telethon, nella sezione shop.telethon.it.
È possibile inoltre partecipare in prima persona alla campagna come volontario nelle piazze italiane e aiutare a distribuire i Cuori di cioccolato, telefonando al numero 06.44015758 oppure scrivendo una mail all’indirizzo volontari@telethon.it.

I Cuori di cioccolato sono prodotti in esclusiva per Fondazione Telethon dall’azienda torinese Caffarel che vanta una storia pluricentenaria nell’arte cioccolatiera, producendo cioccolato d’eccellenza con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla selezione delle materie prime (senza glutine).
Ogni confezione sarà arricchita all’interno con una cartolina in cui si ringrazia con tutto il cuore e si fa riferimento ai 30 anni di attività di Fondazione Telethon. Inoltre, è presente un invito a compilare il form sul sito www.telethon.it/cuore per ricevere in omaggio un planner esclusivo da personalizzare per i propri momenti importanti.

La Maratona RAI

Con la maratona 2019 inizia la grande festa per i 30 anni di Fondazione Telethon, che dal 1990 lavora per dare risposte ai pazienti e ai loro familiari. Grazie a chi ha donato la sua fiducia, sono stati raggiunti risultati straordinari che stanno migliorando la vita e curando bambini di tutto il mondo con la terapia genica. Ma ancora tanti altri risultati arriveranno se tutti i sostenitori di Fondazione Telethon continueranno a far sentire la loro presenza con donazioni e azioni concrete per aiutare i ricercatori a sviluppare nuove cure per un numero sempre più alto di malattie genetiche.
La maratona Telethon proseguirà sulle tre reti Rai con un’ideale staffetta dei più importanti conduttori, fino a concludersi sabato 21 dicembre, con un’edizione serale speciale de “I soliti ignoti”. 
L’edizione 2018 della storica maratona sulle reti Rai ha permesso di raccogliere 31 milioni e 455.757 euro, che sono stati destinati a sostenere e finanziare la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare.

Il numero solidale: 45510

Dal 1° al 31 dicembre 2019 sarà attivo il numero solidale 45510.
Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, iliad, Coop Voce e Tiscali.
Sarà possibile donare anche chiamando da telefono fisso TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb e Tiscali (5 e 10 euro); TWT, Convergenze, PosteMobile e Clouditalia (5 euro).
                                                                                                                  
Donazione con carta di credito NEXI

Dal 1° al 31 dicembre sarà attivo il Numero verde NEXI 800 11 33 77 per le donazioni con Carta di Credito.

I partner rispondono #presente

Anche quest’anno le aziende partner sono al fianco di Fondazione Telethon nel sostegno alla migliore ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare, con BNL Gruppo BNP Paribas, presente ogni giorno da oltre 28 anni insieme alle Società del Gruppo.
Anche AEFI Associazione Esposizioni e Fiere Italiane, AZ, Bofrost, CNH Industrial, DHL, Esselunga, Ferrarelle, Findomestic, FIT Federazione Italiana Tabaccai, FPT Industrial, Italo, Iveco, Lottomatica Italia Servizi attraverso la sua controllata LISIP Istituto di Pagamento, Marionnaud, Mercato Centrale, Oral-B, SEA aeroporti di Milano, Sofidel e Telesia rispondono #presente e scendono in campo con diverse iniziative di raccolta fondi a favore della Fondazione, per dare il proprio contributo alla ricerca.


“Comuni del Cuore”, anche le Pubbliche Amministrazioni potranno sostenere Fondazione Telethon

Le Pubbliche Amministrazioni italiane sono sempre state al fianco di Fondazione Telethon per sostenere la migliore ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare. In questi giorni è partito il reclutamento dei Comuni del Cuore, un progetto che mira a coinvolgere le amministrazioni pubbliche nello sviluppo di alcune iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi per entrare a far parte dell’albo dei Comuni del Cuore. 
Ogni Comune potrà sostenere la Fondazione principalmente in quattro modi: organizzando un banchetto di raccolta fondi per la distribuzione dei Cuori di cioccolato il 15, 16 e\o 22 dicembre nelle piazze; organizzando un evento\banchetto di raccolta fondi in un altro momento dell’anno; distribuendo i prodotti solidali all’interno del Comune o utilizzandoli come regalo per i dipendenti; con una donazione tramite delibera della giunta comunale.
I comuni riceveranno quindi il logo “I Comuni del Cuore” da pubblicare sul proprio sito per testimoniare la vicinanza al mondo della ricerca Telethon e l’iscrizione all’albo “I Comuni del Cuore” con lo stemma del proprio Comune e il link diretto al sito web di riferimento, consultabile all’indirizzo www.telethon.it/partecipa/comuni-del-cuore/lalbo-dei-comuni/.
Per inviare il modulo di adesione o per richiedere ulteriori informazioni è possibile inviare una email a entipubblici@telethon.it o segreteriaorg.telethon@legalmail.it oppure telefonare al numero 06 44015783.

Come continuare a sostenere Fondazione Telethon

È possibile sostenere Fondazione Telethon tutto l’anno attraverso il sito web con una donazione (https://www.telethon.it/sostienici/dona-ora/) o scegliendo un prodotto solidale (shop.telethon.it/), oppure sottoscrivendo il programma di donazione regolare Io adotto il Futuro (www.ioadottoilfuturo.it/).
  

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mercoledì 18 dicembre 2019

Acqua potabile venduta come medicina


Normale acqua potabile venduta come acqua terapeutica e acquistabile on line per quasi 2 euro a bottiglia. La denuncia è partita da Milano, dove un anziano ha raccontato l'inganno.

Deve rispondere di frode in commercio un 54enne di origine leccese residente in Svizzera, indagato dalla procura di Milano in qualità di legale rappresentante di Setthim SA, società con sede a Bioggio.

La vicenda nasce a seguito della denuncia sporta da un uomo di 82 anni. L’anziano, lo scorso 27 marzo, si è infatti presentato presso gli uffici dell’Agenzia di tutela della salute della Città metropolitana di Milano e ha raccontato di aver comperato delle confezioni di “Acquauro”, questo il nome del prodotto messo in commercio, su suggerimento del suo urologo di fiducia. Quest'ultimo avrebbe espressamente indicato in quell'acqua una valida cura e misura preventiva contro distrubi renali e urologici.

L’anziano ha lamentato il costo delle bottiglie, ordinabili soltanto al numero verde con una richiesta di un minimo di 4 confezioni da sei bottiglie, per un totale di 42 euro. Il sapore però, sempre a detta dell’anziano, era simile a quella del rubinetto di casa.

Al di là del sapore l'acqua “Acquauro” sarebbe stata messa in commercio come prodotto poco mineralizzato e povero di sodio e in grado di stimolare la diuresi, utile per prevenire la formazione di calcoli. Sul depliant, anche precisi consigli sul dosaggio: “bere almeno due bicchieri al giorno per risolvere il tuo problema: coliche renali e/o infezioni allevie urinarie".

La giudice per le indagini preliminari (gip) Anna Calabi, su richiesta del pubblico ministero (pm) Mauro Clerici, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha disposto il sequestro preventivo dei lotti di AquaUro e AquaEndo.

In realtà «le acque incriminate sarebbero realizzate con le acque in esubero dello stabilimento Fonti di Vinadio spa, prive di effettive indicazioni terapeutiche, venivano però accompagnate con depliant pubblicitari, distribuiti tramite alcuni medici urologi ed endocrinologi, in cui venivano esaltate sedicenti proprietà curative». Acque indicate per specifiche patologie e messe in vendita on line con indicazione di «acque terapeutiche».

Resta inoltre da comprendere come questi medici siano caduti nella "trappola".

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venerdì 8 novembre 2019

Seggiolini anti-abbondono, tra obbligo e punti interrogativi


Caos seggiolini anti-abbandono: dal 7 novembre sono diventati obbligatori per i conducenti con a bordo un bimbo di età inferiore ai quattro anni. Ma che succede per chi non ce l'ha e per gli stranieri?    

In conseguenza ai spiacevoli episodi passati, in cui  sono stati tragicamente protagonisti alcuni bambini, giovedì 7 novembre è scattata l'obbligatorietà, per i conducenti che trasportano in auto i loro figli di età inferiore ai quattro anni, di montare un seggiolino con dispositivo anti-abbandono. Tuttavia l'entrata in vigore del provvedimento ha sorpreso tutti coloro che erano convinti che ci fosse tempo fino a marzo per mettersi in regola. I dispositivi anti-abbandono sui seggiolini per bambini andranno utilizzati solo su veicoli guidati da conducenti residenti in Italia. Questa distinzione è resa necessaria dalle norme europee ma anche dal buonsenso. A livello di Nazione si può introdurre un obbligo di utilizzo; quest’ultimo, nella fattispecie dei dispositivi antiabbandono, scatta solo quando a bordo ci sono: un bambino di età fino a quattro anni, un seggiolino omologato e un conducente, cittadino italiano o straniero, che abbia la residenza in Italia. Ne consegue che gli automobilisti stranieri o domiciliati all’estero, che transitano sul territorio italiano per soggiorni di vacanza o motivi d’affari o solo occasionalmente, non sono costretti a osservare questa regola. 

In commercio ci sono svariati strumenti che permettono di evitare di dimenticare il proprio figlio in auto, circostanza che può portare a conseguenze tragiche. I dispositivi universali, ad esempio: una sorta di cuscinetto che si appoggia sul seggiolino e che rileva il peso del piccolo. Si attiva una volta che la vettura è ferma ed emette un richiamo sonoro. Altri modelli inviano notifiche allo smartphone, altri ancora invece si agganciano alla cintura che tiene in sicurezza il bambino. Poi ci sono i sistemi integrati, ovvero seggiolini che montano direttamente un sistema di notifica tramite bluetooth a una app, che può inviare messaggi in caso di emergenza.

Per quanto attiene i costi d’acquisto si trovano seggiolini completi intorno ai 150 euro, ma si può arrivare fino a 471 euro. I dispositivi, invece, costano qualche decina di euro a dipendenza del modello. Per quanto attiene invece l'incentivo di 30 euro promesso per l'acquisto dei costosi seggiolini a norma non è ancora partito. Sono in vigore anche le sanzioni per i trasgressori, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che possono andare da 81 a 326 euro.

L'Automobile Club Italia stima che siano 1,8 milioni i bambini interessati dal provvedimento, e i dispositivi in commercio solo 250mila.

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mercoledì 9 ottobre 2019

Al via la campagna di cardio-protezione del condomini in Italia


In Italia ogni ora circa 7 persone muoiono per arresto cardiaco (1 decesso ogni 1000 abitanti) . Si tratta di un’incidenza molto più alta rispetto ai decessi per incidenti stradali o qualsiasi altro evento non legato a patologie. Il 70% delle persone colpite da Arresto Cardiaco potrebbe essere salvato con l’impiego precoce di un defibrillatore.

Trenta Ore per la Vita ha creduto nella possibilità di invertire questa tendenza.

Per 3 anni consecutivi, dal 2011 al 2013, ha portato avanti una campagna di raccolta fondi dedicata alla cardioprotezione in collaborazione con la CRI - Croce Rossa Italiana. Grazie a Trenta Ore per la Vita sono state cardioprotette in Italia oltre 1000 strutture scolastiche e sportive. Sono state formate circa 7.000 persone con corsi BLSD in tutta Italia. Milioni di telespettatori hanno visto come intervenire in caso di arresto cardiaco. Nonostante la sensibilizzazione in materia di defibrillatori sia aumentata molto rispetto a qualche anno fa, l’obbligo per questo dispositivo salvavita è presente solo per le società sportive, ed ancora vengono confusi infarto ed arresto cardiaco.

Dalla comune consapevolezza della necessità di continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della cardioprotezione e dell’utilizzo del defibrillatore, Trenta Ore per la Vita insieme a EMD112 lanciano la campagna rivolta alle famiglie “Cardioproteggi il Tuo Condominio”.

 “Pur rimanendo sempre, quella della cardioprotezione, una attività che ci ha visto promotori in molte occasioni, abbiamo sentito la necessità di dare uno slancio alle nostre iniziative con una nuova campagna. E’ nata così una collaborazione con EMD112”, commenta Alessandro Giuliani, Presidente di Trenta Ore per la Vita. "Per noi di EMD112 è motivo di orgoglio sviluppare questo importante progetto assieme a Trenta Ore per la Vita – Aggiunge Simone Madiai, CEO EMD112 -, che da sempre supporta iniziative dal grande impatto sociale in modo profondo e concreto. L’obiettivo è rendere ancora più fruibile questo strumento salvavita e aumentare le chance di salvataggio nel nostro paese, con obiettivi ambiziosi già nei prossimi 2 anni."

Oggi tutte le persone interessate possono visitare una pagina dedicata al progetto https://www.trentaore.org/cardioproteggi-tuo-condominio/ sul sito di Trenta Ore Per la Vita.

L’augurio è che questa campagna, oggetto di una preziosa collaborazione, possa promuovere la cultura della cardioprotezione e contribuire a salvare vite umane. 


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martedì 1 ottobre 2019

Futuro e automazione, impatto da non sottovalutare


L’avvento della digitalizzazione potrebbe causare un nuovo gender gap da superare, soprattutto per le donne. 

Automazione 

Il mondo del lavoro è focalizzato sulla cosiddetta digital transformation, tanto che molti studi mettono in guardia i lavoratori rispetto ai potenziali cambiamenti che le tecnologie rappresenteranno per l’uomo. La questione non è una novità. Secondo il Report di McKinsey Global Institute la produttività generata dall’automazione è in grado di incrementare il tasso di crescita annuo tra lo 0,8% e l’1,4%, soprattutto, in quei Paesi dove la popolazione in età lavorativa è in calo a causa dell’invecchiamento demografico.

PER CIRCA IL 60% DELLE PROFESSIONI LA QUOTA DI LAVORO CHE PUÒ ESSERE AFFIDATA ALLE MACCHINE È NON MENO DEL 30%. CIÒ SIGNIFICA CHE I ROBOT E I COMPUTER POSSONO SVOLGERE ATTIVITÀ A SFORZO COGNITIVO ED IL TIMORE DELL’AUTOMAZIONE CRESCE A VISTA D’OCCHIO.

A tal proposito, il World Economic Forum di Davos stima che entro il 2020 ci saranno 2 milioni di nuove occupazioni in ambito tecnologico, matematico e ingegneristico e 7,1 milioni di posti di lavoro in perdita nel mondo. Le professioni maggiormente interessate dalla digitalizzazione sono quelle che comportano un’attività fisica cosi come la raccolta e l’elaborazione dei dati. I settori di riferimento saranno l’agricoltura, la pesca, la manifattura ed il commercio. Nel campo dell’istruzione e della salute, seppur sempre più automatizzato, non si potrà sostituire la presenza umana. Inoltre, recentemente l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa ha riportato numeri davvero impressionanti riguardo il futuro del lavoro italiano. In Italia 1 posto di lavoro su 3 è a rischio automazione ovvero il 35,5% su scala nazionale. L’introduzione sempre più massiccia delle macchine e dell’Intelligenza Artificiale avrà importanti conseguenze su oltre un terzo della forza lavoro in ambiti specifici. Con il 15,2% delle professioni a rischio di totale cancellazione, l’Italia è al di sopra della media. Di conseguenza, peggioreranno le condizioni lavorative e aumenteranno le diseguaglianze tra i lavoratori nello stesso modo in cui la quota dei disoccupati è raddoppiata dal 2006.

Donne e lavoro 


L’innovazione chiaramente non deve spaventare, ma diventare fonte d’ispirazione per evolversi e puntare a quelle posizioni che difficilmente potranno essere sostitute dall’Intelligenza Artificiale.

A tal proposito, l’automazione sarà super partes? 

Secondo l’Institute for Women’s Policy Research e Women in The World le donne potrebbero essere le prime a risentire della trasformazione in atto. Nello specifico, il World Economic Forum stima che, in media, le donne saranno soggette all’11% di rischio di perdita del lavoro a causa dell’automazione rispetto al 9% delle loro controparti maschili.

DUNQUE, ENTRO I PROSSIMI 20 ANNI IN 30 PAESI, CIRCA 26 MILIONI DI PROFESSIONI RICOPERTE DAL GENERE FEMMINILE SARANNO AD ALTO RISCHIO DI SOSTITUZIONE. SI TRATTA DI UNA PROBABILITÀ DEL 70% OVVERO 180 MILIONI DI OCCUPAZIONI A LIVELLO GLOBALE.

Per quanto riguarda il titolo di studio acquisito, statisticamente quasi il 50% delle donne con un’istruzione superiore potrebbe abbandonare la propria occupazione rispetto al 40% degli uomini. Il rischio per le dipendenti con un diploma di laurea è dell’1%. Tra le posizioni più soggette al cambiamento ricordiamo l’assistente amministrativo, l’impiegato, il contabile e il cassiere. Gli elementi che potrebbero rallentare la progressiva digitalizzazione del posto di lavoro sono la non ripetitività dell’attività svolta, le capacità creative e innovative, la complessità intellettuale e operativa delle mansioni, il titolo di studio e le abilità relazionali e sociali.


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sabato 7 settembre 2019

Come affrontate il problema della ricerca di badanti?


Con l'invecchiamento della popolazione il problema dell'assistenza agli anziani è sempre più sentito. Nella gran parte dei casi lasciare la casa dove si è vissuti per una vita è un trauma, ed ecco che molte famiglie si affidano a badanti, persone che vivano con i propri genitori o nonni, offrendo loro assistenza giorno e notte. Ma il mestiere in questione è sensibile e presuppone un forte legame fiduciario, si tratta infatti di far entrare in casa persone estranee che vivranno 24 ore al giorno con i propri cari. Per questo affidarsi a professionisti è consigliato. Tra i massimi esperti del settore in Italia, c'è Vitassistance, un agenzia di somministrazione di lavoro specialista autorizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. 

La Vitassistance lavora nel settore dell'assistenza agli anziani e ai disabili dal 1994 e assume direttamente le colf e le badanti, applicando loro il contratto nazionale del lavoro domestico in base alla specifica posizione. In questo modo il cliente non ha rapporti contrattuali diretti con le badanti, ma solo con Vitassistance, che si assume ogni responsabilità della gestione del servizio e che si fa carico degli oneri previdenziali e fiscali.

In questo modo la durata del contratto per la famiglia è assai flessibile, il cliente lo può sospendere in qualsiasi momento a seconda delle necessità che sorgono. Ma uno dei vantaggi più grandi offerti da Vitassistance è di eliminare la ricerca fai da te e così facendo la famiglia che cerca aiuto, risparmia tempo e vede aumentare la sicurezza della professionalità della persona che si farà entrare in casa. Si evitano poi tutta un'altra serie di incombenze, come inquadrare la persona prescelta con regolare denuncia all'Inps, all'Inail, alla prefettura, all'ispettorato e all'ufficio di collocamento. Ci pensa l'agenzia in tutto e per tutto.

Non di rado, poi, succede che dopo i primi giorni il comportamento della badante non sia più accondiscendente come durante il colloquio iniziale; si possono evidenziare richieste ulteriori di denaro o di privilegi, con conseguenti minacce di abbandono; facendo precipitare il malcapitato nella spirale della paura di ricominciare da capo. Si inizia così un balletto di varie persone che si avvicendano sull'anziano, con gravi squilibri psicologici per quest'ultimo. Il pensiero di fondo dell'azienda è semplice: affidarsi a professionisti per garantire la migliore assistenza agli anziani e ai disabili.

Il vantaggio più forte è per l'anziano o il disabile in questione che eviterà di vedere sfilare in casa propria una lunga serie di persone, nel peggiore dei casi incompetenti e truffaldine. Dall'altra parte i famigliari avranno meno problemi e incombenze da affrontare e delle garanzie in più, il tutto grazie al lavoro ormai quasi ventennale di Vitassistance. Tra i lati più apprezzati dalle famiglie c'è proprio la scomparsa delle mille pratiche burocratiche e delle lunghe giornate passate a fare le trottole da un ufficio all'altro con la paura di non aver fatto le cose come andavano fatte e il rischio di andare incontro a sanzioni, anche pesanti.

www.vitassistance.it



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sabato 24 agosto 2019

AQUATIS, un "dolce" itinerario nel tempo


Un meraviglioso universo d’acqua dolce che attraverso vari ambienti crea un’esperienza sensoriale, culturale ed emotiva tutta da scoprire.

3.500m2 disposti su due livelli per coinvolgere, intrigare e soprattutto comprendere meglio il nostro pianeta e la sua evoluzione attraverso il corso del tempo e la mano dell’uomo. 2 milioni di litri d’acqua dolce, 46 vasche, 20 diversi ecosistemi, circa 10.000 pesci e 100 rettili e anfibi, più di 300 specie diverse. Questo, e molto altro, è quanto offre l’AQUATIS attraverso i suoi ambienti che permettono ai visitatori di tuffarsi in un viaggio attraverso le acque del mondo, immergendolo in tempi primitivi per arrivare ai giorni nostri, interrogandosi sull'impatto dei progressi tecnici, ambientali e sulla globalizzazione. Nel primo piano della struttura, il visitatore si immerge in un viaggio nel tempo, dalle origini glaciali del Rodano, alla successiva canalizzazione, fino al suo sbocco nel Mediterraneo. Un percorso che trasporta via via attraverso vari spazi in cui riscoprire la ricca biodiversità dell’Europa. Nella prima tappa del viaggio, lo spazio Alpino, AQUATIS, grazie ad una scenografia interattiva, trasporta il visitatore nel ghiacciaio del Rodano, sorgente dell’omonimo fiume. Nello spazio dedicato al Lago di Ginevra, la riserva d’acqua dolce più grande dell’Europa Occidentale che ispirò grandi scrittori del calibro di Hugo o Dostoevskij, la prospettiva offerta è dapprima aera, per poi salire a bordo di un sottomarino ed immergersi nello spazio del Lemano fino a poter scorgere il plancton. Si torna al Rodano, per comprendere come canalizzazioni e deviazioni operate dall'uomo abbiano cambiato il volto del fiume. Il percorso si snoda tra monumentali allestimenti che fanno emergere il possente fiume sorprendendo i visitatori. Si giunge infine allo spazio Camargue, al delta, patrimonio naturale che ospita uccelli migratori ed è l’unico sito di nidificazione dei fenicotteri rosa in Francia. Lasciata l’Europa alle spalle, la visita prosegue attraverso la fossa vulcanica sottomarina che si apre sul grande bacino evoluzione, una vasca che ospita specie antichissime come l’Acipenser ruthenus che abita il pianeta da più di 150 milioni di anni. Il secondo piano conduce, successivamente in un viaggio attraverso gli altri continenti. La porta verso l’Africa si apre con la Rift Valley, un’immensa sorgente di magma dell’Africa orientale, che ospita laghi straordinari come il Turkana, il più salato, il Kivu e il Malawi, tra i più profondi del mondo, e nelle cui acque vivono pesci coloratissimi. Si attraversa poi il deserto arancione della Namibia, con il suo lago d’acqua fossile, a 600 metri di profondità e di recente scoperta. Infine si giunge al fiume Niger, la cui storia contemporanea lo connette al Rodano a causa delle pressioni industriali e urbane. Un omaggio al fiume Mekong introduce allo spazio Asia. Dal Tibet, dove nasce questo corso d’acqua, fino al Vietnam dove, formando un ampio delta, sfocia nel Mar della Cina. Il Mekong segna il passaggio tra diverse culture, storia, colonizzazioni e migrazioni. L’esperienza permette al visitatore di camminare tra le mangrovie, attraversare le piscicolture in risaia e attraversare villaggi galleggianti. Nello spazio Oceania, il visitatore torna al punto di partenza, i ghiacciai, che ora si fanno sorgenti degli oceani. Qui si trova la seconda vasca marina del percorso, che mette in risalto la barriera corallina e i rischi a cui è sottoposta. Il gran finale è assicurato dall'ingresso nello Spazio Amazzonia, una serra tropicale di 533 m² dedicata al polmone verde della Terra. Un’area tra alberi monumentali e bacini d’acqua che illustrano come l’Amazzonia e il suo Oceano d’acqua dolce possano condizionare e attenuare la violenza atmosferica. Il grande spettacolo di AQUATIS pone l'enfasi sulla biodiversità e sugli ecosistemi, partendo proprio dall’utilizzo di pratiche edilizie e sistemi energetici che favoriscano un uso razionale e sostenibile dell’energia all'interno e all'esterno della struttura. L'edificio utilizza energia rinnovabile proveniente da un sistema a distanza che utilizza rifiuti domestici inceneriti, riducendo le emissioni di gas serra, e l’adeguamento termico è ottenuto con apparecchiature ad alte prestazioni, funzionando con fluidi neutri dal punto di vista ambientale e ottimizzando il recupero del calore.

Il percorso si articola in 5 biozone e 12 ambienti naturali, ognuno dei quali ha una sua specifica scenografia. Questo tipo di progetto è in rottura con tutti gli altri Aquarium-Vivarium noti: esso offre infatti un’esperienza di visita intima e sensibile in stretto legame con la tematica trattata, per aiutare a comprendere senza imporre, suggerire senza inculcare, mostrare senza dettare un orientamento. Le 5 biozone sono geograficamente lontane: Europa, Africa, Asia, Oceania e America meridionale. Tutte hanno un punto in comune: oltre al loro carattere spettacolare e teatrale, legato alla grande diversità presentata e all’allestimento tecnico impiegato, mettono l’accento sulla fragilità degli ecosistemi che è nostro dovere proteggere. Infatti l’acqua dolce rappresenta soltanto il 2,5% delle riserve naturali del pianeta.

Unico nel suo genere in Svizzera e in Europa, AQUATIS è anche il più grande Aquarium-Vivarium d’acqua dolce d’Europa. Viaggio eccezionale attraverso gli habitat d’acqua dolce più affascinanti del pianeta e, al contempo, prima destinazione culturale e turistica della Svizzera dedicata agli ecosistemi e allo sviluppo sostenibile, AQUATIS appartiene a una nuova generazione di strutture. Quasi due milioni di litri d’acqua dolce, 20 diversi ecosistemi, 46 acquari/rettilari/terrari, 100 rettili e 10 mila pesci rappresentativi dei 5 continenti offrono ai visitatori un percorso di grande ricchezza e varietà, sui due piani dell’edificio. Grazie alle tecnologie digitali, come le proiezioni a grandezza reale, il percorso di visita, con i suoi rettili, anfibi e pesci, si popola anche di animali virtuali. AQUATIS utilizza le migliore tecniche di divulgazione scientifica attraverso un allestimento spettacolare che mette in scena i 5 continenti. Anello di congiunzione tra scienza, natura e pubblico,  è anche un forum dove studiosi, neofiti, appassionati e semplici curiosi potranno incontrarsi. Un luogo unico dove dar vita agli scambi e ai dibattiti indispensabili a una presa di coscienza generale delle problematiche affrontate e della reale necessità di salvaguardare l’acqua dolce.


https://www.aquatis.ch/it/#visitare



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sabato 20 luglio 2019

Roma International Estetica 2020: neurobiologia della bellezza


Roma International Estetica 2020, evento ideato e organizzato da Fiera Roma. Il fil rouge tematico delle tre giornate sarà l’affascinante scienza che studia come l’ambiente che ci circonda, le abitudini di vita e la storia individuale, influenzino l’espressione dei geni codificata nel DNA, a cominciare dalla bellezza esteriore, con interessanti approfondimenti di cultura dermocosmetologica a più ampio spettro. 


Ecco alcune anticipazioni degli appuntamenti di Roma International Estetica 2020. 


Neurobiologia della Bellezza. Pelle, Amore e Cosmetologia sarà il tema conduttore di una serie di convegni che si terranno all’interno della manifestazione, dove interverranno medici ed esperti nei tre giorni di fiera, sotto il coordinamento tecnico del dott. Umberto Borellini, cosmetologo e psicologo.

Il dott. Amedeo Pieri, Medico Chirurgo, Medico Estetico esperto in Tecnologie Biomediche Avanzate, affronterà il tema “L’estetista e la tecnologia nel campo dell’estetica: novità e limiti”. La tecnologia nel campo della medicina estetica è sempre in continua evoluzione ed è importante, oltre che difficile, districarsi tra le varie novità proposte. Il dott. Pieri esporrà un excursus sulle ultime innovazioni sulla base della loro validità scientifica, puntando soprattutto l’attenzione sulle possibilità e i limiti di utilizzo di questi macchinari da parte degli operatori del settore.

 “Eros e pelle: tra rischi quotidiani e icone dell’arte” è il titolo dell’intervento del prof. Massimo Papi, socio dell’Associazione Dermatologi venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica (ADOI) e fondatore del progetto Dermart (Dermatology between science and art). La pelle non è solo l’involucro del corpo attorno cui l’organismo esprime sofferenze biologiche e mostra i segnali di allarme come fosse il display di un computer. La cute rappresenta lo strumento di comunicazione con il mondo esterno fatto di relazioni e di emozioni, attraverso cui esprimiamo i nostri sentimenti di ansia, vergogna, paura. I modi di dire popolari “ho i nervi a fior di pelle”, “non sto nella pelle, “amici per la pelle”, “simpatia a pelle”, esprimono bene in modo figurato sentimenti e sensazioni che provengono dall’interno. La pelle è il nostro strumento di comunicazione relazionale in virtù della sua elevata valenza estetica e sessuale. Una pelle sana e curata ci rende piacevoli e ci fa accettare con maggiore facilità e, se la comunicazione si estende ai 5 sensi, la cute diviene grande protagonista della nostra attrattiva sessuale.

Attraverso il contatto con gli altri e la sua innervazione tattile, oggetto di studio delle neuroscienze, la pelle è anche un raffinato organo di senso. Inoltre, la pelle “erotica” è anche il veicolo di alcune infezioni a trasmissione sessuale, sempre più attuali e con un passato che lega la cute alla storia dell’arte e quella personale di molti artisti. La cute, per questo suo significato, ha un ruolo centrale nel nostro corpo e ad essa bisogna dedicare le attenzioni che l’arte aiuta a svelare.


 Il corso ECM con il coordinamento scientifico del Dott. Paolo Bastianelli avrà come tema la “Medicina Estetica ed Estetica: quali obiettivi in comune e quali i limiti a livello professionale”; al Dott. Giovanni Di Castri è affidato anche quest’anno il Coordinamento Educational Scuole del seminario rivolto alle allieve del II e III anno di istituti e scuole di estetica professionale dal titolo “Professione Estetista: approccio razionale e nuove prospettive terapeutiche”.

Per maggiori informazioni: www.romainternationalestetica.it 





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lunedì 18 marzo 2019

Acqua a 34 euro al litro: non per i poveri bevitori!


In Austria è in vendita acqua di sorgente a 34 Euro il litro. Un "prodotto"non per i poveri bevitori!
"Evienne" venderebbe mezzo litro di "acqua di lusso" nella bottiglia di vetro da 0,5 litri a 16,99 euro: le polemiche non mancano.

Alcuni utenti hanno postato le foto con il prezzo della bottiglia scatenando indignazione. Quell'acqua che dovrebbe essere un diritto e un bene comune, non lo è più, questo purtroppo è ormai chiaro. Per capirlo basta fare un giro su internet; in questi giorni è polemica sui social network per il prezzo di 17 euro, ritenuto eccessivo da alcuni utenti, delle bottiglie d’acqua "Evienne".

A scatenare la querelle, sono state alcune foto, postate in Rete, in cui viene messo in evidenza il costo di una singola bottiglia da mezzo litro: 16,99 euro sul sito ufficiale dell’azienda. Un prezzo sulla base di una strategia di marketing opinabile, ma legittima e che non danneggia nessuno, visto che il consumatore continua ad avere la facoltà di scegliere se abboccare e comprare o bere l’acqua del rubinetto o di marche concorrenti a prezzi ben inferiori.

Ma ciò che di certo indigna è il titolo della sua pubblicità: "Non per i poveri bevitori". La stessa azienda la descrive nella presentazione "Non per i poveri bevitori". Giusto in tempo per il World Water Day del 22 marzo, insomma, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che al di là delle scelte di marketing della società che ha deciso di lanciare questo prodotto, ritiene immorale vendere l’acqua a simili prezzi.

Risulta che EVIENNE con la sua pubblicità comunichi qualità particolari per il suo prodotto, che dovrebbero essere rivolte ad un gruppo ristretto di persone che vorrebbe distinguersi dalla “massa” sulla base di caratteristiche socio-economiche o puramente legate ad altro tipo di preferenze. Allo stesso tempo però sussiste un concreto rischio per un’iniziativa di tal fatta a livello di consumi globali. Tale lancio potrebbe essere capace di per sé di provocare un’alterazione dei prezzi di listino della concorrenza. In sostanza, le altre marche presenti sul mercato europeo potrebbero iniziare ad aumentare il prezzo per le loro bottiglie.

Al di là delle strategie di marketing però, pare che un principio ormai sia entrato di diritto nelle nostre economie globalizzate: c’è chi pensa, e sono purtroppo in tanti, che l’acqua, bene comune per eccellenza, possa essere fonte di profitti, lauti profitti.

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giovedì 14 febbraio 2019

Un premio per contrastare il bullismo: Bulls-NO!



Indetto un premio per valorizzare le buone prassi di contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo nelle scuole e nelle organizzazioni giovanili. Le domande si devono presentare entro il 30 maggio 2019.

Fondazione AiFOS: un premio per dire no al bullismo! 

 Un nuovo premio per valorizzare le buone prassi di contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo nelle scuole e nelle organizzazioni giovanili. Secondo alcuni dati forniti dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) nel nostro Paese un ragazzino su due è vittima di episodi di bullismo. Inoltre l’età più a rischio risulta quella compresa tra gli 11 e i 17 anni e gli atti di prepotenza colpiscono in prevalenza le femmine rispetto ai maschi con differenze anche tra Nord e Sud Italia. Il fenomeno, infatti, è più diffuso nelle regioni settentrionali dove la media dei ragazzi colpiti raggiunge il 23% e supera il 57% se si considerano anche le azioni di bullismo sporadiche.

Di fronte a un’emergenza come questa, sono necessari nuovi strumenti che permettano di prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e il cyberbullismo che può avvenire attraverso la rete. Uno strumento idoneo di contrasto è la nuova prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018, che si applica non solo a tutti gli istituti scolastici e formativi, ma anche alle varie attività assimilabili alla scuola (centri di formazione professionale, centri diurni, convitti, centri sportivi-ricreativi, centri giovanili, …).


Il lancio del premio “Bullis-NO!” 

Proprio per contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo nelle scuole e nelle organizzazioni giovanili, la Fondazione AiFOS – realtà filantropica fondata nel 2016 dalla società cooperativa Aifos Service e da AiFOS (Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro) – indice, con la collaborazione di Bureau Veritas, il premio “Bullis-NO!”. Verrà premiata la migliore “buona prassi” di implementazione di un sistema di gestione contro il bullismo e/o il cyberbullismo, sviluppata all’interno di un’istituzione scolastica o di un’organizzazione rivolta ad utenti minorenni.

Infatti le principali “agenzie educative” sono le famiglie, le scuole e le altre organizzazioni rivolte ad utenti minorenni che sono chiamate a svolgere il loro compito formativo, individuando i rischi ai quali i minori sono esposti e mettendo in campo buone prassi che abbiano l’obiettivo di eliminarli e/o ridurli, mettendo in pratica il corretto agire per accrescere il livello di benessere di bambini e ragazzi. 
La prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018 “Prevenzione e contrasto del bullismo - Linee guida per il sistema di gestione per la scuola e le organizzazioni rivolte ad utenti minorenni” individua i criteri per prevenire e contrastare il bullismo e definisce, dunque, le caratteristiche per un sistema di gestione che affronti e prevenga il rischio di comportamenti violenti nei confronti di minori e di condotte dannose alla formazione della loro personalità. Fornendo alle organizzazioni idonee linee guida per applicare in modo efficace le prescrizioni sul bullismo e sul cyberbullismo, la prassi UNI/PdR 42:2018 è uno strumento utile per individuare i rischi di bullismo esistenti, comunicare le strategie antibullismo e rafforzare la fiducia nei confronti delle scuole e delle organizzazioni che ospitano minori. 

Regolamento del premio e invio delle domande 

Le buone prassi che possono essere premiate dalla Fondazione dovranno riguardare interventi di implementazione di un sistema di gestione contro il bullismo e/o il cyberbullismo realizzati da istituzioni scolastiche e organizzazioni rivolte ad utenti minorenni.

Per poter partecipare è necessario visionare il regolamento al seguente link: 

https://www.fondazioneaifos.org/FILES/bandi/2019/bullismo/Regolamento-Premio-BULLIS-NO!.pdf



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mercoledì 9 gennaio 2019

Cyberbullismo: generazioni a confronto


Generazioni a confronto è un ebook gratuito che, a partire da un questionario somministrato nelle scuole fiorentine nel corso del 2018 indaga il fenomeno del Cyberbullismo e dell'utilizzo del digitale tra i minori attraverso un confronto tra generazioni diverse.

L'ebook è frutto di una ricerca condotta in alcune scuole nel corso del 2018 da Vincenzo Bianculli, Enrico Bisenzi e Marco Pini, dove è stato somministrato un questionario che voleva indagare il fenomeno dell'uso del web (degli aspetti positivi e negativi) da un triplice punto di vista: quello dei ragazzi, quello degli insegnanti e quello dei genitori.

Il titolo del questionario era infatti "Cyberbullismo allo specchio" I risultati del "sondaggio" sono diventati un ebook arricchito da alcuni contributi audio ascoltabili nell'ebook (3 diverse generazioni che si confrontano sul tema del "digitale", del gioco, della socialità, dell'intrattenimento e della scuola temi centrali per tutti gli adolescenti a prescindere dalla generazione).

I nativi digitali vivono in rete, socializzano, scoprono, studiano, giocano sempre più utilizzando gli smartphone, senza demonizzare la rete che offre occasioni di grande crescita, si è voluto indagare il fenomeno dell'uso del digitale. Inoltre si è voluto  fornire da alcuni formatori, indicazioni utili per genitori ed educatori che si confrontano ogni giorno con la voglia di "digitale" dei ragazzi. Il progetto è completamente no-profit, si cerca la massima divulgazione del lavoro anche poiché la ricerca continuerà nel 2019 e con un aggiornamento.

L'ebook è liberamente scaricabile al link: www.netreputation.it/generazioni-a-confronto


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venerdì 21 dicembre 2018

Vivere secondo natura! Che cosa significa?


Vivere secondo natura: aspirazione globale dei popoli ricchi, esattamente inversa a quella dei popoli che a ciò sono costretti. Buono è ciò che fa bene! Bello è ciò che piace! La natura è tutt’altro che sempre bella e piacevole: questa è la sua essenza. La natura che piace a noi è modificata, non solo controllata e migliorata ma radicalmente modificata. L’abitudine crea il consenso. Dovremmo cambiare abitudini! Occorrerebbe ribellarsi al sistema, non cooperare più.

Fame, miseria, sfruttamento, inquinamento indotto e prodotto da altri, costringono questi popoli a vivere, secondo natura, in ambienti che la natura ha perso di vista.

Cosa dunque significa vivere secondo natura?

Beh sarebbe non difficile, neppure senza rinunciare alle facilitazioni indotte dal progresso e dalla tecnologia. Sarebbe necessario tuttavia accettare senza falsi moralismi un concetto di natura modificata, più attuale e conforme a uno stile di vita confortevole e moderno. Sarebbe sufficiente, come per la buona tavola e per l’altro grande imperativo: vivere mantenendo e migliorando la propria salute, rinunciare semplicemente agli eccessi e al non indispensabile, vivere destinando e riservando appositi luoghi e momenti alle differenti attività necessarie. Occorrerebbe ribellarsi al sistema, non cooperare più. Non sono indispensabili le aggiunte di microplastiche e nanocomponenti nei prodotti alimentari e cosmetici per esempio, per quanto possano essere utili in ambiente farmaceutico. Le microplastiche che incapsulano i principi attivi e ne rallentano il rilascio, in questo caso sono certamente utili ma non altrettanto lo sono nelle creme di bellezza o nei detergenti dove non migliorano affatto o non più di tanto l’efficacia del fondamento utile ma aumentano a dismisura l’effetto, globalmente inquinante, dei sottoprodotti e degli scarti incontrollabili. Possiamo essere belli e mantenerci tali secondo ciò che natura ha predisposto per noi senza doverci modificare eccessivamente: sarebbe sufficiente accettarci come siamo e migliorarci un po’correggendo solo qualche difetto eclatante.

Bello è ciò che piace! La natura è tutt’altro che sempre bella e piacevole: questa è la sua essenza. La natura che piace a noi è modificata, non solo controllata e migliorata ma radicalmente modificata. Ecco come facciamo: parchi e coltivazioni intensive, pesticidi, erbicidi, integratori, concimi, utilizzati ben oltre ogni necessità. Nessuno di noi vorrebbe mangiare o sacrificare un raccolto di grano attaccato da funghi tossici ovviamente ma ce la prendiamo con i residui dannosi ineliminabili e rifiutiamo gli OGM, che comunque ci sono e sono una soluzione potente di modifica naturale. Senza se e senza ma, non c’importa: lo facciamo solo in linea di principio.

Buono è ciò che fa bene! Il cibo fa bene nutre ci dà energia e forza e salute. L’eccesso e la selezione dei cibi provoca una riduzione complessiva degli alimenti. Gli alimenti sono naturali, localizzati, stagionali, completi, non permettono eccessi di nessun componente tranne la quantità ingurgitabile. Tutti gli alimenti naturali contengono contemporaneamente tutti i principi nutritivi necessari, occorre solo variare la dieta. I cibi invece sono un effetto voluto, imposto dalla cultura e dallo stile di vita. Si può eccedere in singoli componenti ed esagerarne l’assunzione oppure al contrario, limitarla oltre l’indispensabile. Non possiamo fare a meno dei supermercati ma questo per noi è bene. Si può trovare di tutto per variare la nostra dieta e farebbe bene anche ai produttori lontani se...c’è sempre un se, non provocassimo la distruzione di interi ambienti per produrre, in eccesso, alimenti non indispensabili sfruttandone la novità e il basso prezzo di produzione, la mancanza di controlli, la possibilità di aggirarli. Prezzo basso oppure altissimo ma con immagine stilosa e abbiamo offerta d’olio di pessima qualità miscelato con olio buono, prodotto qui e là ma imbottigliato ed etichettato in Italia e anche qua venduto, oltre che nel mondo: è la regola; limoni e frutta dalla buccia non edibile per conservarsi nei viaggi, fragole a natale e semi di quinoa, prodotti di soia e coltivazioni che comportano enormi consumi energetici, larghissime impronte ecologiche globali con perdita della biodiversità e della naturalità dei luoghi di produzione e degli stili di vita.

Non posso fare a meno di pormi una domanda. Si può vivere sani e belli permettendoci solo un assaggio di questi prodotti senza arrivare a consumarli troppo spesso o abitualmente?

 E’ necessario che i cibi che comperiamo siano trattati, impacchettati, imbustati refrigerati, condizionati, per reggere il viaggio dal produttore al consumatore mantenendo una parvenza di accettabilità? E’ possibile che il nostro gusto non sia soggetto e abituato alla regola aurea sale, zucchero e glutammato che dà soddisfazione con cibi “spazzatura” buoni e inutili? E’ possibile che le nostre città non dispongano di depuratori e sistemi di gestione degli scarti e poi dei rifiuti efficienti, efficaci e controllati?

La somma dei comportamenti di ogni singolo è quello globale della specie umana. L’abitudine crea il consenso. Dovremmo cambiare abitudini! E’ necessario prevenire l’insorgere di malattie potenziali ed immaginarie spendendo enormi quantità di denaro per prodotti che in uno stato di salute normale non sono affatto necessari per non dire completamente inutili? Prevenire cosa?

Non ingrassare per non dover dimagrire è l’unica dieta: mangiare meno! Il lavoro è necessario per vivere, vivere costa, lavorare costa, occorre lavorare di più per poter lavorare di più e pagare la palestra per muoversi nel poco tempo libero che resta e la piscina e la disco e i cibi bio certificati. Ci stiamo mangiando il tempo a nostra disposizione e paghiamo un prezzo elevato che crescerà a dismisura. Reparto cibi salutistici. Chissà cosa vuol dire. Prevenire è meglio che curare: certamente ma ci si ammala comunque e allora occorre curarsi e con efficacia. Muoversi semplicemente, passeggiare e respirare in aree meno contaminate è prevenzione. L’abitudine crea il consenso.

Dovremmo cambiare abitudini! La natura ci propone ovunque differenti possibili stati di maggiore o minore agio e benessere, di maggiore o minore godibilità dell’ambiente in cui viviamo. Dovremmo iniziare a contribuire, ognuno efficacemente, a migliorare il nostro spazio vitale che è limitato senza superbamente confondere noi stessi con l’umanità. Globalmente potremmo farlo davvero, cambiare ma è un’utopia! Non si dovrebbe accentrarsi nelle metropoli. Le grandi città offrono possibilità maggiori di vita operosa e anche socialmente allegra e spensierata ma a costi pagabili solo con la perdita di quello stato di salute, mediamente buona che tutti noi aspiriamo a conservare ad ogni costo. Ci dovrebbero essere luoghi organizzati e definiti, luoghi in cui produrre e distruggere, luoghi in cui lavorare e luoghi in cui vivere e ci dovrebbe rimanere anche tempo per farlo.

Un’immagine mi fa sorridere: un uomo che con un martelletto si batte le dita dei piedi. Un medico gli si avvicina e gli chiede: perché lo fai? Per prevenire il dolore delle scarpe strette, a punta e col tacco alto che devo portare per lavorare. Abituo i piedi allo stress ne rinforzo la muscolatura e ne riduco la sensibilità. Il medico sorride e gli dà un consiglio: compra una striscia di gommapiuma, avvolgi il martello; così potrai prevenire e ridurre la possibilità che le dita martoriate si ulcerino infettandosi e facendoti ammalare i piedi. L’Uomo lo ringrazia per il consiglio. Che gran cosa la scienza e i sapienti: sanno sempre trovare e proporre soluzione innovative ai problemi degli uomini.

Antonio Balzani autore del testo è scrittore, chimico e geologo, si occupa di ambiente, politica, società e storia. 

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lunedì 17 settembre 2018

Classifica benessere: Italia trentesima


Benessere dei cittadini, l'Italia si piazza trentesima su 152. Al primo posto troviamo la Norvegia, al secondo la Svizzera e al terzo l'Islanda.

La ricerca ha evidenziato anche i punti deboli di ogni Paese: per l'Italia si tratta di occupazione ma vi sono dei miglioramenti nella stabilità economica e nella sanità. L'Italia si trova quindi abbondantemente nella prima metà della classifica per quanto riguarda il benessere dei cittadini, sul podio troviamo però Norvegia, Svizzera e Islanda: tra il resto sono i paesi più efficienti nel trasformare il reddito in benessere. Questo è quanto risulta da uno studio di The Boston Consulting Group, secondo il quale c'è un ''intreccio virtuoso fra benessere e crescita economica''.

La classifica è stilata in base all'indicatore Sustanaible Economic Development Assessment (Seda), lanciato da The Boston Consulting Group nel 2007 e che misura il benessere dei cittadini in 152 paesi. Il Seda analizza per ogni paese 40 indicatori, per i quali assegna un punteggio ogni anno. Un punteggio che viene rapportato con il reddito nazionale lordo pro capite: questo è il coefficiente Seda di conversione della ricchezza in benessere. Per quanto riguarda l'Italia che si piazza in trentesima posizione, si segnalano una buona performance nella stabilità economica e nella sanità, mentre i punti più deboli riguardano gli aspetti dell'occupazione. Nella classifica stilata su 152 paesi, si evidenzia la dominanza dei paesi nordici (oltre a Norvegia e Islanda, la Danimarca è al 5 posto, la Svezia al 6 e la Finlandia all'8). Tra i paesi vicini all'Italia, la Svizzera vanta un secondo posto per una buona performance soprattutto in tema di governance, infrastrutture, stabilità economica e società civile, l'Austria è al 9° posto, la Germania prende il 12°, la Francia il 20°, mentre l'Italia come detto si piazza in trentesima posizione. USA, Giappone e Gran Bretagna sono rispettivamente al 17°, 18° e 19° posto, mentre fanalini di coda Sono Haiti (149°), Yemen (150°), Chad (151°) e Repubblica Centrafricana (152°). 

Lo studio, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, mette in evidenza come migliorare il benessere dei cittadini non è in conflitto con l'obiettivo di rafforzare la crescita economica di una paese. I risultati non lasciano adito a dubbi: ''negli ultimi dieci anni, afferma The Boston Consulting , i paesi con coefficienti Seda più alto, cioè quelli più efficienti nella trasformazione del reddito in benessere, hanno visto una crescita economica più solida''. Ma, avverte il rapporto, alti livelli di reddito non determinano per forza alti livelli di benessere: e' esemplificativo il caso degli Stati Uniti. Gli Usa, definiti una 'global powerhouse, ovvero parte dei 25 paesi con la ricchezza maggiore o la popolazione più ampia, hanno un coefficiente Seda dello 0,91, più' basso di quello della Svizzera che, anche se nella stessa fascia di reddito, vanta un 1,14.

''Cambiano le politiche, sono diversi gli esiti'' mette in evidenza The Boston Consulting, che offre anche la sua 'ricetta'. ''I settori più importanti su cui un governo non può transigere sono istruzione e occupazione. A questi va aggiunto anche quello delle infrastrutture, in particolare nel digitale. I paesi più in difficoltà dovranno dedicarsi allo sviluppo del settore salute.








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mercoledì 27 giugno 2018

Terra madre: il salone del gusto 2018, torna a Torino!



La XII Edizione di Terra Madre riapre i battenti al Salone del Gusto 2018 di Torino dal 20 al 24 Settembre e lo fa proponendo il cibo come strumento per il cambiamento. 

La modifica di scelte quotidiane, come quelle di un cibo buono, pulito, sano e giusto arriva da una agricoltura di piccola scala in tutto il mondo, esse possono innescare un cambiamento sostanziale per il benessere della persona e del nostro pianeta. 

“Terra Madre è un laboratorio di fraternità mondiale che pone al centro il concetto di comunità”, afferma Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. 

A lui fa eco il governatore del Piemonte, Chiamparino rilevando l’importanza di un’organizzazione che si occupi di porre al centro la persona attraverso un progetto d'interculturalità e globalità. 
Il progetto volge lo sguardo , attraverso i contributi suggeriti dalle migliaia di delegati di Terra Madre nel mondo, anche a situazioni politiche e sociali, come i migranti e le popolazioni indigene. 

“Il Cibo è infatti un potente motore di integrazione,” ha detto Abderrahmane Amajou, responsabile progetto Migranti di Slow Food. 

Un grande momento di confronto con più di 150 eventi, 15 Tour Di vini, che coinvolgono tutto il territorio Piemontese favorendo lo scambio tra delegati e i cittadini. 
Tra le tante novità le cinque grandi aree tematiche “food for change”, le cucine di strada e le birre artigianali, allestite nello spazio antistante l’Oval per permettere l’accesso anche dopo la chiusura dei padiglioni. 

Gli appuntamenti in programma sono tantissimi, oltre cento per affrontare i temi che da oltre trent’anni l’associazione della Chiocciola porta avanti. Tra le proposte da non perdere, oltre ai Forum, la Scuola di cucina, gli incontri nelle aree tematiche e ai classici Laboratori del Gusto, invitiamo a visitare lo spazio dedicato al gelato, quello sul cioccolato, la caffetteria dei Presìdi e la nuovissima Fucina Pizza e Pane, tutti a Lingotto Fiere. 

Un evento straordinario che vede il coinvolgimento in prima persona di Slow Food insieme a Città di Torino, regione Piemonte e la collaborazione del Ministero delle Politiche Agricole e dei Beni e delle Attività Culturali e del Territorio. 

Il programma completo, le ultime notizie e la possibilità di riservare gli appuntamenti su prenotazione si trovano su www.salonedelgusto.it

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mercoledì 2 maggio 2018

SMART FUTURE ACADEMY: cosa fare da grande?

cosa fare?

Il 5 maggio prossimo a Talent Garden si terrà la prima edizione milanese di Smart Future Academy, un innovativo progetto di orientamento rivolto agli studenti delle scuole superiori che ha come obiettivo quello di aiutarli a meglio comprendere cosa vorrebbero fare da “grandi” attraverso il contatto con straordinari personaggi dell’imprenditoria, della cultura, della scienza e dell’arte. 

I 12 saggi porteranno sul palco la loro storia, i loro errori e i loro consigli, mostrando ai ragazzi come sia possibile raggiungere il successo. L’obiettivo è quello di contrastare la sensazione di inadeguatezza che molti giovani vivono, dimostrando che si possono realizzare i propri sogni, sogni che richiede però formazione e aggiornamento, disciplina e costanza.

Il workshop Smart Future Academy è aperto a tutti gli studenti delle scuole superiori senza alcun costo, né per le scuole, né per le famiglie. Il presidente Lilli Franceschetti ci spiega come nasce l’idea:

“Ho cinque figli e mi trovo spesso in mezzo a ragazzi che alla domanda ‘Cosa vuoi fare da grande‘ rispondono ‘Mah‘. Perchè quindi non aiutarli a trovare la loro strada convincendoli che lavorare o studiare con passione, magari svolgendo un lavoro o un percorso di studi in armonia con le proprie inclinazioni e le proprie aspirazioni è un sogno realizzabile? Esercitare una professione appassionante o studiare materie interessanti vuol dire affrontare ogni nuovo giorno con il sorriso”. 

Marco Bianchi, co-founder di Smart Future Academy aggiunge:

“La cosa straordinaria è che questo messaggio è stato accolto immediatamente dagli speaker, da Corrado Passera a Matteo Marzotto, da Davide Dattoli al Generale Teo Luzi, insomma, per questa edizione milanese (la terza di Smart Future Academy) altri 12 saggi, scelti da un autorevole Comitato Scientifico, parleranno senza veli della loro carriera, dei loro successi e delle difficoltà incontrate. Si, perché il successo è evidente ma la fatica per raggiungerlo non sempre”.

Gli speaker di Smart Future Academy Milano 2018 saranno: Davide Dattoli – presidente e fondatore Talent Garden; Luigi Franceschetti- founder ELI WMS; Teo Luzi – Generale di Divisione Comandante della Legione Carabinieri Lombardia; Paolo Martini – amministratore delegato Azimut Capital Management; Matteo Marzotto – imprenditore; Emanuele Morandi – presidente SiderWeb; Betty Pagnin – partner ScuolaZoo; Corrado Passera – Promotore Spaxs; Sergio Pecorelli – già rettore Università di Brescia; Paolo Revelli – nuotatore olimpionico, imprenditore energie rinnovabili UK; Luigi Scordamaglia – amministratore delegato gruppo Cremonini-Inalca, presidente Federalimentare; Daniele Tranchini – amministratore delegato LaFabbrica. Il Comitato Scientifico di Smart Future Academy è invece composto da: Giuseppe Ambrosi (presidente CCIAA Brescia, Assolatte, Gruppo Ambrosi); Sergio Pecorelli (già Rettore Università di Brescia); Carlo Alberto Pratesi (docente di marketing ed innovazione, Univ. Roma Tre); Luigi Scordamaglia (amministratore delegano gruppo Cremonini-Inalca, presidente Federalimentare;); Daniele Tranchini (amministratore delegato LaFabbrica); Enrico Zampedri (amministratore delegato gruppo Metra – già direttore generale Policlinico Gemelli.)

Per saperne di più sull’evento è possibile visitare il sito internet www.smartfutureacademy.it








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