domenica 16 febbraio 2020

AIEOP: TUMORI INFANTILI: NEGLI ULTIMI 30 ANNI AUMENTATI QUASI DEL 40%



La percentuale di adolescenti malati di tumore curati nei centri AIEOP rispetto ai casi attesi in Italia è passata dal 10% nel periodo 1989-2006 al 28% nel periodo 2007-2012 per arrivare infine al 37% negli anni compresi tra il 2013 e il 2017. E’ quanto emerge da uno studio italiano dal titolo “Evolving services for adolescents with cancer in Italy: access to pediatric oncology centers and dedicated projects”, pubblicato di recente dalla rivista americana Journal of Adolescent and Young Adult Oncology e reso noto dall’Associazione Italiana Ematologia ed Oncologia Pediatrica – la società scientifica che dal 1975 si occupa, attraverso una rete collaborativa nazionale, della ricerca e della cura dei tumori pediatrici - in occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile.

Lo studio, oltre a dimostrare come sia migliorato sensibilmente l’accesso alle cure dei pazienti in età adolescenziale, evidenzia anche un altro dato interessante, ovvero che attualmente solo una minoranza di centri AIEOP pone restrizioni all’ammissione di minori di 18 anni, al punto che i limiti di età, prima considerati una barriera insormontabile, sembrano essere oggi un problema in gran parte superato. Inoltre, mentre fino a pochi anni fa esistevano in Italia solo due progetti dedicati – nello specifico il Progetto Giovani dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e l’Area Giovani del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano -, oggi esistono ben 19 centri AIEOP che, partendo dal modello delle due strutture pilota, hanno sviluppato un programma specifico per gli adolescenti. 

“Questi risultati – dichiara il Dott. Andrea Ferrari, oncologo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e coordinatore della Commissione Adolescenti AIEOP, nonché primo autore dello studio - confermano come gli adolescenti con malattia onco-ematologica siano interesse prioritario della nostra associazione, che vuole attivare un’azione istituzionale per far sì che i loro problemi diventino parte integrante dei percorsi organizzativi oncologici regionali e nazionali. La realizzazione di una effettiva cooperazione con le società scientifiche che si occupano di tumori nell’adulto e il riconoscimento istituzionale per la sostenibilità del modello di cura proposto per gli adolescenti restano le sfide da affrontare per il futuro”.

Lo studio AIEOP rafforza la consapevolezza, ormai consolidatasi nell’ultimo decennio all’interno della comunità scientifica internazionale, secondo cui gli adolescenti rappresentino un sottogruppo di pazienti particolare, con problematiche epidemiologiche, cliniche, biologiche, psicologiche e sociali tali da richiedere un approccio dedicato. “Uno degli aspetti cruciali – puntualizza il Dott. Marco Zecca, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia e presidente di AIEOP – è proprio quello dell’accesso alle cure e dell’arruolamento nei protocolli clinici. L’età di mezzo dell’adolescenza rischia di rimanere in qualche modo in una ‘terra di nessuno’ tra il mondo dell’oncologia pediatrica e quello dell’oncologia medica dell’adulto. A dispetto dell’ottimizzazione dei percorsi di cura in atto con successo nel mondo dell'oncologia pediatrica per i pazienti di età inferiore ai 15 anni, gli adolescenti rischiano al contrario di non ricevere le terapie migliori o di riceverle in ritardo, con conseguenze sulle loro possibilità di guarigione, al punto che, a parità di malattia e stadio, un adolescente ha minori probabilità di guarigione di un bambino”. 

L’ennesima conferma in tal senso arriva da un altro studio dal titolo “Outcome of adolescent patients with acute lymphoblastic leukaemia aged 10-14 years compared with those aged 15-17 years: Long term results of 1094 patients of the AIEOP-BFM ALL 2000 study”, pubblicato lo scorso novembre dall’European Journal of Cancer. 

L’articolo analizza i risultati della terapia negli adolescenti (10-18 anni) con leucemia linfoblastica acuta, rispetto ai bambini (< 10 anni), trattati nel protocollo AIEOP-BFM 2000. Tale protocollo ha incluso i pazienti in età pediatrica di Italia, Germania, Austria e Svizzera. L’analisi, condotta dalla Dott.ssa Anna Maria Testi, dell’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con altri ricercatori, rileva che gli adolescenti hanno, all’esordio della malattia, caratteristiche biologiche mediamente più sfavorevoli. In particolare i pazienti con un’età inferiore a 15 anni hanno più probabilità di guarire rispetto agli adolescenti > 15 anni (sopravvivenza libera da malattia a 5 anni 76% contro 70%). A fronte di una probabilità di recidiva della malattia del 18%, simile per i due gruppi di età, la ragione principale della maggiore probabilità di fallimento nei ragazzi più grandi è soprattutto la maggiore mortalità per tossicità (incidenza cumulativa di morte a 5 anni dall’esordio della malattia 2,6% verso 7,4%).


“Pertanto - afferma la professoressa Adriana Balduzzi, membro del Consiglio Direttivo dell’AIEOP e medico della Clinica Pediatrica dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, che commenta l’articolo - la scommessa è che le terapie innovative, che si basano sull’immunoterapia, possano ridurre la tossicità nei ragazzi e, quindi, migliorare le probabilità di successo della terapia anche nella fascia di età oltre i 15 anni”.


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martedì 11 febbraio 2020

INFLUENZA: LA PARTITA È ANCORA APERTA




Nelle settimane in cui tutta la nostra attenzione è rivolta al Coronavirus, in Italia ad uccidere è ancora l'influenza stagionale.

Secondo gli ultimi dati della sorveglianza epidemiologica Influenet diffusi proprio nei giorni scorsi dall’Istituto Superiore di Sanità, dall'inizio dell'epidemia in Italia sono stati già registrati 4.266.000 casi di sindrome influenzale e la fascia pediatrica risulta quella maggiornamente colpita con la più alta incidenza di casi. Riguardo al monitoraggio dei casi gravi il sistema Flunews ha fino ad oggi registrato 78 casi gravi di influenza confermata in laboratorio, 15 dei quali si sono trasformati in decessi. Nel 77% dei casi ha interessato soggetti a rischio perché affetti da diabete, tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche, per i quali il nostro sistema sanitario nazionale prevede peraltro l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione antinfluenzale.
La campagna di quest’anno è in corso ed è ancora possibile vaccinarsi, ma è già tempo di rilanciare la sfida dei prossimi anni, ragionare su campagne e strategie capaci di aumentare la consapevolezza degli Italiani rispetto al valore della vaccinazione in un’ottica di prevenzione. Tutto questo è necessario per incrementare le coperture che nel nostro Paese sono ancora troppo basse. Gli ultimi dati disponibili - quelli della stagione antinfluenzale 2018/2019 - fotografano infatti un livello di copertura tutt’altro che rassicurante: soltanto 1 persona over 65 su 2 si vaccina, vale a dire il 53.1% (fonte: Ministero della Salute). Siamo ancora molto lontani dall’obiettivo indicato dall’OMS del 75% come minimo e del 95% come copertura ottimale per tutti i gruppi target, inclusi anziani e soggetti a rischio dai 6 mesi di età.

IL SUMMIT DELLA PREVENZIONE

Flu Summit 2020 è la seconda edizione del meeting ideato da Sanofi Pasteur che si terrà a Roma presso lo Spazio 900 mercoledì 12 febbraio 2020.
Un confronto tra tutti gli attori coinvolti nella gestione, organizzazione e promozione delle campagne antinfluenzali. Numeri, metodologie, azioni, visioni, con uno sguardo che dall’Italia arriva ad abbracciare altre esperienze internazionali, la Gran Bretagna in testa.
Si perché tutti conoscono l’influenza, ma pochi la temono come ha mostrato il Censis nell’ottobre 2019 grazie alla ricerca realizzata con il contributo incondizionato di Sanofi Pasteur e dedicata alla percezione dell’influenza nella popolazione matura.
«Quella che abbiamo proposto è un’alleanza trasversale tra tutti gli attori della filiera della salute impegnati a fare azioni e cultura sulla prevenzione. Oggi soltanto attraverso progetti multi-stakeholder è possibile fare la differenza e incidere sull’opinione pubblica e tra gli operatori. La partita della prevenzione, che si gioca oggi sui tavoli virtuali dei social media, deve riguardare tutti, nessuno escluso», afferma Mario Merlo, General Manager Sanofi Pasteur in Italia. Tra le azioni proposte già al primo Flu Summit svoltosi lo scorso anno c’è l’importanza di arrivare prima, nella programmazione e gestione della vaccinazione antinfluenzale.

I VIDEOMAKER VINCITORI DEL #PERCHÉSÌ

Il Summit sarà anticipato martedì 11 febbraio da #MeetSanofi, il format dedicato al futuro della salute e trasmesso in streaming dalle ore 19 alle ore 20 sulla fanpage di Sanofi Italia. Sul palco dello Spazio 900 di Roma i videomaker vincitori del contest #PerchéSì – La riscossa della silver generation che ha coinvolto decine di under 35 nel ripensare e video-raccontare l’importanza della vaccinazione per gli over 65. Qui il video di lancio dell’iniziativa con la storia di Luca Guerrieri.

Così venti studenti e giovani professionisti di comunicazione e di design, suddivisi in coppie, hanno provato a ripensare, con il supporto della Pmi innovativa Tree, la comunicazione sul valore del vaccino antinfluenzale per la silver generation. Nuovi linguaggi, nuovi approcci, nuovi modelli, nuovi formati per una comunicazione multimediale innovativa, scientifica, efficace, social che sarà protagonista della prossima campagna antinfluenzale di Sanofi Italia.
Ad aggiudicarsi il primo posto è stata la multidisciplinarietà e la contaminazione di saperi di Giacomo Vallarino, trentatreenne studente di medicina impegnato con la sua associazione nella divulgazione scientifica, e Francesco Tritto, ventunenne studente di relazioni pubbliche e comunicazione d’impresa. Al secondo posto il progetto degli studenti di comunicazione John Martin Kregel e Sabina Maria Riello. Al terzo il team formato dall’ingegnere informatico Nicolò Mascaro e da Lorenzo Castagnone, laureato in economia aziendale. Menzione speciale per la biologa Antonella Ferrara e l’umanista Tamara Cannavaro.
Con loro all’evento di premiazione interverranno Ketty Vaccaro (Responsabile Area Salute Censis), Lella Mazzoli (Direttore Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino), Italo Francesco Angelillo (Presidente Siti), Claudio D’Amario (Direttore generale prevenzione sanitaria Ministero della Salute) e Giulio Notturni (Consulente della comunicazione e delle relazioni esterne presso l’Assessorato alla Sanità all’integrazione socio-sanitaria Regione Lazio). Modererà l’incontro Giampaolo Colletti.

«Sin dall’inizio come Sanofi Pasteur con il laboratorio #PerchéSì abbiamo deciso di metterci in prima linea, favorendo il confronto sul valore della vaccinazione e coinvolgendo operatori della salute e giovani hackathoners. Il nostro obiettivo è stato riflettere su nuovi format per veicolare una corretta, scientifica, autorevole ed efficace comunicazione sui vaccini. In questi mesi abbiamo poi coinvolto giovani videomaker per creare video di sensibilizzazione alla vaccinazione antinfluenzale. Solo nelle alleanze trasversali, anche anagrafiche, si possono affrontare le sfide della prevenzione», precisa Mario Merlo.



Ufficio Stampa Sanofi e di progetto

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lunedì 10 febbraio 2020

Non esistono diete o pillole miracolose per curare il diabete. Attenzione degli esperti sul tema.


L’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e la Società Italiana di Diabetologia (SID) invitano i pazienti a diffidare delle pubblicità che promettono di ‘curare’ il diabete con diete miracolose e supplementi alimentari. I rischi per la salute possono essere importanti

A lanciare l’allarme è il dottor Paolo di Bartolo, presidente AMD e il professor Francesco Purrello, presidente SID. “Il nostro Servizio Sanitario Nazionale - ricordano gli esperti - è fra i pochi al mondo a prevedere una copertura assistenziale universalistica. Questo, ancora oggi, garantisce ai cittadini un’assistenza di qualità e sostenibile. Affidarsi a percorsi di ‘cura’ alternativi significa affidarsi a soluzioni terapeutiche che non sono state sottoposte al vaglio degli studi scientifici, né ai rigidi controlli da parte degli organi nazionali preposti, che precedono l’immissione sul mercato di qualsiasi terapia, nonché il costante monitoraggio durante la somministrazione."

Liberarsi per sempre dal diabete. E chi non lo vorrebbe? 


Di certo quei 4 milioni di italiani che convivono con questa patologia che, se non ben controllata, se ne porta dietro tante altre. Sono tanti ormai i farmaci a disposizione del diabete di tipo 2 (per il tipo 1, l’unica possibilità è l’insulina), ma non si dispone ancora di una cura definitiva. Ma il diabete, al pari di altre condizioni croniche, come l’ipertensione e l’ipercolesterolemia si può trattare e tenere a bada, e in questo modo ci si protegge dalle conseguenze di una glicemia fuori controllo e dalle tante complicanze collegate a questa malattia. Convivere con una malattia cronica tuttavia è difficile, è psicologicamente pesante e possono esserci momenti di stanchezza e di depressione che di certo non giovano all’aderenza alle terapie e ad uno stile di vita sano.

L’attività fisica e l’alimentazione sono colonne portanti della gestione del diabete e possono fare la differenza, insieme alle terapie, tra un diabete in buon compenso e uno fortemente scompensato. Ma pensare di poter ‘curare’, addirittura di far scomparire il diabete con la sola dieta e una manciata di integratori è un’altra storia. La rete e le pubblicità dei giornali sono purtroppo spesso un’insidiosa vetrina di ‘sirene’ e cattivi consiglieri. Ci sono quelli che promettono di ‘guarire’ il diabete in poche settimane con diete miracolose e le immancabili ‘pillole’ di supplementi. Magari fosse così, magari fosse vero. Scopo evidente di queste pubblicità è solo il profitto, che certo non rappresenta un reato. Purtroppo, queste false promesse possono mettere a repentaglio la salute dei pazienti. Un soggetto con diabete che da un giorno all’altro decida di abbandonare le sue medicine e di imbottirsi di ‘supplementi’ o di seguire diete miracolose potrebbe trovarsi con un grave scompenso e finire in pronto soccorso.

Gli esperti delle società scientifiche di diabetologia invitano dunque alla prudenza e al buon senso. Le persone hanno tutto il diritto di navigare in rete e di informarsi, ma le fonti – raccomandano gli esperti della SID e dell’AMD – vanno sempre verificate (intanto si può cominciare col far caso se la pagina in questione riporta la dizione ‘informazione pubblicitaria’) e per testare la veridicità delle promesse di pillole e diete ‘magiche’ è sempre meglio consultare il proprio medico. Non è il caso insomma di fare esperimenti in autonomia. Potrebbero purtroppo costare davvero cari.“Invitiamo i cittadini – ammoniscono Francesco Purrello e Paolo Di Bartolo - a non sperimentare ‘trattamenti’ suggeriti su canali diversi da quelli ufficiali previsti dal nostro servizio sanitario e a fare sempre riferimento al proprio medico di famiglia per qualsiasi dubbio o approfondimento. A seconda delle situazioni, il medico saprà eventualmente indirizzare i suoi assistiti verso lo specialista e/o la struttura di riferimento della zona più in linea con il percorso di cura individuato."

"Suggeriamo infine
 – concludono gli esperti – di evitare cambi o integrazioni di terapia anche con prodotti da banco facilmente reperibili dal consumatore. Anche in questo caso, andrebbe sempre prima informato il medico di riferimento per evitare interferenze con il percorso terapeutico che potrebbero vanificare l’aderenza alla terapia."



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giovedì 6 febbraio 2020

Coronavirus: come ridurre il contagio. Senza panico.


Il panico non serve a contrastare le infezioni. Come sempre in queste occasioni, la cosa più importante è mantenere la calma ed evitare di creare e diffondere notizie non veritiere che possono creare ansia e panico.


"L’epidemia in Cina del nuovo coronavirus è senz’altro un’emergenza da affrontare seriamente, ma teniamo presente che il nostro Ministero della Salute ha preso per tempo tutte le misure necessarie a contrastare la diffusione del virus” dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. “Quello che ciascun cittadino può e deve fare è mettere in atto quelle semplici misure di igiene personale che valgono per tutte le infezioni virali, come l’influenza stagionale che proprio ora sta attraversando la fase di picco”."


L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato in questi giorni una sorta di decalogo per ridurre il rischio che vale la pena riportare:  


* Lavarsi di frequente le mani con le soluzioni igienizzanti a base di alcol o con acqua e sapone  

* Coprirsi il naso e la bocca con un fazzolettino quando si tossisce o si starnutisce, gettare il fazzolettino e lavarsi le mani  

* Evitare contatti ravvicinati con persone che presentino febbre e tosse  

* Rivolgersi tempestivamente al medico in caso di febbre e tosse, facendogli anche presente se di recente si sono compiuti viaggi all’estero  

* Evitare di consumare alimenti di origine animale crudi o solo parzialmente cotti. Maneggiare i cibi crudi di origine animale in modo da evitare che possano contaminare altri alimenti crudi (verdure, frutta)



"Quanto all’uso delle mascherine serve innanzitutto a evitare di contagiare gli altri, e in paesi come il Giappone è pratica corrente per chiunque abbia anche soltanto il raffreddore” prosegue Andrea Mandelli. “Mai come quando si presenta una nuova malattia infettiva è fondamentale una corretta informazione, innanzitutto quella dei siti istituzionali e quella che viene dai professionisti della salute, e non il passa-parola non verificabile dei social media. I 100.000 farmacisti italiani sono a disposizione per ragguagliare il cittadino e rispondere a tutte le sue richieste."






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mercoledì 5 febbraio 2020

OMEOPATIA E FAKE NEWS IN MEDICINA

Un incontro aperto al pubblico per far chiarezza sul tema e approfondire insieme l’epidemia di coronavirus

La rivista scientifica più importante del mondo - Science - dedica un servizio a Roberto Burioni, professore «in un Paese dove il Governo ha talvolta promosso terapie mediche dubbie». 


Martedì 11 febbraio
alle ore 17.00
presso Centro Medico Diagnostico (CeMeDi) Corso Massimo D’Azeglio 25, Torino


Da tempo, ormai, si dibatte sul tema dell’efficacia dell’omeopatia, nonostante questa sia esclusa dalla scienza, il che, spesso, lascia numerosi dubbi ai cittadini che si ritrovano disorientati. A questo si lega, più in generale, il tema delle fake news in ambito medico che, spesso, possono anche portare a scelte terapeutiche completamente errate. Per questo motivo, il Centro Medico Diagnostico di Torino (CeMeDi), struttura del gruppo sanitario Lifenet Healthcare, ha deciso di organizzare un incontro aperto al pubblico proprio su questo tema.
Inoltre, a fronte degli ultimi fatti recenti, si parlerà anche di Coronavirus.

Ci farebbe quindi molto piacere ospitarla alla tavola rotonda dal titolo “Omeopatia e fake news in medicina” che si terrà il prossimo 11 febbraio a partire dalle ore 17.00 presso CeMeDi in Corso Massimo D’Azeglio 25 a Torino.

Parteciperanno in qualità di relatori:

Daniele Banfi, giornalista scientifico, Fondazione Umberto Veronesi e La Stampa
Roberto Burioni, professore Università San Raffaele, direttore scientifico Medical Facts
Gianni Nardelotto, CEO CeMeDiModererà:

Gianluigi Nuzzi, giornalista e saggista CeMeDi S.r.l. Società Unipersonale

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lunedì 3 febbraio 2020

Coronavirus e donazioni di sangue. Quali sono i rischi?


Il nuovo ceppo di coronavirus, che ha messo in allerta l’intero sistema cinese, non è un pericolo per chi decide di donare sangue o riceverlo.

Con la diffusione del Coronavirus, la forma virale che dalla città di Whuan, in Cina, si sta diffondendo anche in altri continenti, AVIS Regionale Lombardia promuove controlli serrati per garantire la sicurezza di donatori, riceventi e di tutto il personale. Il presidente di AVIS Regionale Lombardia Oscar Bianchi rassicura: «Non sono state documentate trasmissioni mediante la trasfusione di emocomponenti e non è noto alcun rischio di trasmissione trasfusionale ma in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità abbiamo rafforzato le misure di sorveglianza anamnestica sul donatore di sangue, applicando una sospensione temporanea di 21 giorni dal rientro per tutti i donatori che abbiano soggiornato nelle aree interessate. A tutti i donatori stiamo raccomandando di informare il servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con l’infezione da “Coronavirus” , o in caso di diagnosi, nei 14 giorni successivi ad una donazione». 

Nessun pericolo dunque per i donatori che, al massimo, saranno costretti ad un periodo di sospensione dell’attività, come peraltro accade con qualsiasi altra patologia virale. I sintomi più comuni consistono in febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie come in una forma simil influenzale. L’infezione si previene valutando la possibilità di posticipare viaggi a Wuhan non strettamente necessari, vaccinandosi contro l’influenza almeno 2 settimane prima della partenza, evitando il contatto diretto con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, lavandosi spesso le mani, soprattutto dopo il contatto diretto con persone malate, evitando di visitare mercati ittici o di animali vivi, evitando il contatto diretto con animali da allevamento o selvatici vivi o morti. 

Infine, i viaggiatori con sintomi di infezione respiratoria acuta dovrebbero rispettare l’igiene respiratoria: evitare contatti ravvicinati, coprire starnuti e colpi di tosse con un fazzoletto, preferibilmente, monouso e lavare le mani. In caso di dubbi si raccomanda di consultare il numero verde 1500 del Ministero della Salute che fornisce gratuitamente ai cittadini informazioni, in italiano, inglese e cinese sul Coronavirus. Il numero è attivo 24 ore su 24.

Avis Regionale Lombardia 


È la struttura che coordina tutte le Avis Comunali e Provinciali lombarde. Con oltre 40 anni di storia alle spalle opera su tutto il territorio lombardo tramite una rete di Avis comunali (648) presenti quindi in oltre il 42% dei Comuni della Regione; le sedi comunali sono coordinate dalle 12 Avis Provinciali. La Lombardia rappresenta oltre il 20% dei donatori italiani che coprono il 24% del fabbisogno nazionale. Avis Regionale costituisce l’organismo di interfaccia e il momento di raccordo tra il volontariato attivo, il mondo medico e le istituzioni sanitarie, nell’ottica dell’ottimizzazione e dell’efficacia del nostro essere volontari attivi.


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domenica 26 gennaio 2020

ALLARME INFLUENZA: i consigli per combatterla

Uno studio dell’Osservatorio Grana Padano condotto su un campione di italiani rileva che la loro alimentazione non aiuta a fermare i virus e a migliorare i sintomi dell’influenza






Il diffondersi dell’influenza sta aumentando e si ipotizza che il picco si raggiunga tra fine gennaio e metà febbraio. I fattori ambientali che favoriscono il diffondersi dell’influenza sono molteplici: sbalzi termici, freddo invernale e la permanenza in ambienti troppo caldi e affollati al lavoro, a scuola o nei momenti di svago al chiuso. 

In effetti, non è solo colpa delle rigide temperature. Con la ripresa, dopo le vacanze natalizie, della piena attività di scuole e uffici, le possibilità di contagio sono aumentate ed è prevedibile un ulteriore incremento dei casi di influenza, che possono colpire sia l’apparato respiratorio che gastroenterico. 

Per questo motivo l’Osservatorio nutrizionale Grana Padano OGP (vedi scheda in calce), con i suoi esperti, ha valutato le abitudini alimentari di 5500 italiani al fine di stilare i consigli per migliorare le difese immunitarie e affrontare al meglio l’influenza. 

Dallo studio emerge che non si mangia la giusta quantità di frutta e verdura. In particolare, i giovani (anni 14-18) mangiano meno verdura rispetto agli adulti (anni 18-70): mediamente consumano, tra verdura cotta e cruda, 217 grammi, mentre gli adulti ne assumono 328 grammi. Tuttavia, entrambe le quantità non sono sufficienti rispetto a quanto raccomandano le linee guida della SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana), che consiglia 400 grammi di verdura al giorno in maggioranza cruda (mediamente 2 porzioni da 200 g cadauna tra cotta e cruda, come pomodori, sedano, finocchi, carote, ma anche zucchine, melanzane, carciofi, etc.). I giovani, infatti, mangiano circa il 60% della verdura quotidiana consigliata e gli adulti l’80%: in tutti e due i casi, si mangiano meno verdure di quante ne servirebbero per un’equilibrata alimentazione protettiva, soprattutto in questo periodo. 

Non è solo il consumo di verdura ad essere insufficiente. La ricerca OGP rileva che, nel campione preso in considerazione, la quantità di frutta consumata per una corretta alimentazione protettiva è assolutamente scarsa. Di frutta, soprattutto quella di stagione, i ragazzi mediamente ne consumano 63 g, cioè meno di un’arancia al giorno, e non superano i 200 g totali quotidiani, a dispetto dei 450 g consigliati dalla SINU (in media 3 porzioni). Gli adulti, invece, arrivano a 290 g di frutta al giorno. 

In presenza di sintomi influenzali, specie se coinvolgono il tratto gastroenterico, è fondamentale seguire una dieta specifica: “I sintomi dell’influenza includono tipicamente l'insorgenza improvvisa di febbre alta, mal di testa, perdita di appetito, affaticamento e mal di gola, spesso accompagnati da nausea, vomito e diarrea – spiega la Dottoressa Michela Barichella, medico specializzato in Scienza dell’Alimentazione del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano e responsabile UOS Nutrizione Clinica ASST G.PINI-CTO di Milano - Sintomi che causano disidratazione e malnutrizione. L’alimentazione è fondamentale, poiché migliora le difese immunitarie soprattutto grazie alle vitamine e agli antiossidanti contenuti in frutta e verdura e ai fermenti lattici vivi che si trovano in latte fermentato e yogurt”. 

Una buona alimentazione può aiutare nella difesa contro i virus influenzali, rafforzando il sistema immunitario e diminuendo i sintomi gastrointestinali causati dall’influenza. 

Per esempio, la spremuta di frutta non è un’abitudine molto diffusa nella nostra popolazione e in media è assunta due, massimo tre, volte a settimana. Va ricordato che un succo di frutta o spremute pastorizzate a lunga conservazione, ma anche i frullati industriali, non possono sostituire la frutta fresca, o frullata che sia, in quanto le vitamine sono facilmente deperibili (termo e foto sensibili) e per questo la frutta andrebbe mangiata subito dopo essere stata tagliata o spremuta. 

Infine, i ragazzi introducono non solo meno vitamine degli adulti, ma anche meno minerali. Si evidenziano infatti valori più bassi di ferro e zinco (un importante antiossidante), elementi che si trovano soprattutto in carne, uova, latte e derivati e frutta secca. Apprezzano poco anche lo yogurt, un alimento ricco di fermenti lattici, il cui consumo non è particolarmente elevato e non avviene tutti i giorni, come sarebbe raccomandato. 

I DIECI CONSIGLI DEGLI ESPERTI PER RIDURRE LA DIFFUSIONE DELL’INFLUENZA E I SUOI SINTOMI 

1. Alimentarsi in modo corretto per garantire la giusta quantità di vitamine e sali minerali. Si consiglia di consumare almeno 3 porzioni di frutta e 2 di verdura fresca al giorno, in particolare kiwi, agrumi, frutti di bosco, peperoni, pomodori (meglio se crudi), broccoli, cavolo e verza. 
2. Utilizzare aglio e cipolla nella preparazione dei cibi. Questi alimenti, infatti, oltre ad essere ricchi di vitamine e sali minerali, hanno proprietà antisettiche, fluidificano ed aiutano a eliminare il catarro. 
3. Condire le pietanze con il limone al posto (o in aggiunta) dell’aceto oppure pasteggiare con una spremuta di agrumi. Questi frutti, grazie al contenuto di vitamina C, facilitano l'assorbimento del ferro presente in altri alimenti che, a sua volta, potenzia le difese naturali contro raffreddore, mal di gola e tosse. 
4. Ricordare che le spezie svolgono un'azione vasodilatatrice che favorisce la sudorazione e la conseguente stabilizzazione della temperatura corporea. In particolare, curry, paprica e peperoncino sono fonti naturali di un importante principio attivo antinfiammatorio: l’acido acetilsalicilico. 
5. Anche il brodo e altre bevande, se sufficientemente caldi, creano vasodilatazione e quindi apportano beneficio alle vie aeree superiori irritate, creando un effetto fluidificante su muco e catarro. 
6. Non dimenticare l'importanza di integrare i liquidi. Occorre bere acqua e bevande salutari come l’infuso di rosa canina, che contiene vitamine, zinco, flavonoidi e tannini, oppure tisane tiepide dolcificate con miele. 
7. Aprire le finestre più volte al giorno per almeno 15 minuti per favorire un buon ricambio di aria, ricordando che il ristagno e l’umidità favoriscono la proliferazione batterica. L’umidità dovrebbe assestarsi intorno al 50-60% perché un microclima troppo secco favorisce l'ingresso di germi e batteri nelle vie aeree, mentre troppo umido ne aumenta la proliferazione. 
8. Mantenere un’ottima igiene del corpo, lavandosi spesso le mani. Scegliere con cura l'abbigliamento, vestendosi a strati ed evitando capi troppo pesanti poiché provocano abbondante sudorazione. Via libera alla lana sulla pelle, che offre un ottimo isolamento termico. 
9. Fare attenzione agli sbalzi di temperatura. La differenza tra la temperatura interna ed esterna non dovrebbe mai superare i 10-15 gradi. 
10. Evitare i luoghi troppo affollati, dove si moltiplicano le occasioni di contagio. 

L’Osservatorio Grana Padano nasce nel 2004 grazie ad un progetto del Consorzio di Tutela del Formaggio Grana Padano. Dall’inizio del 2005 sta “fotografando” gli stili alimentari della popolazione italiana con appositi questionari somministrati agli assistiti di Medici di medicina generale e Pediatri di libera scelta, ai quali nel 2007 si sono aggiunti Dietisti e altri Medici Specialisti che hanno incluso i questionari nelle loro ricerche. Dal 2015 un’equipe di Dietisti residenti in tutte le regioni d’Italia affianca i medici del territorio offrendo nei loro ambulatori il servizio di anamnesi alimentare e sugli stili di vita, utilizzando il nuovo software online, a disposizione gratuita di tutti gli operatori sanitari. I dati raccolti con le anamnesi, oltre che informare l’assistito, sono elaborati per dare informazioni di carattere osservazionale-epidemiologico che periodicamente sono diffusi alla società civile. 

OBIETTIVI 

Educare l'intervistato ad una corretta alimentazione e suggerire uno stile di vita quale prevenzione primaria, secondo quanto identificato dal programma "Guadagnare Salute" del Ministero della Salute. 
Ottenere una stima qualitativa dell’assunzione di nutrienti e delle abitudini quali fumo e attività fisica. 
Fornire al medico un pratico strumento operativo per eseguire l’anamnesi nutrizionale, paragonare i dati raccolti con i LARN e indicare al paziente gli alimenti da ridurre o aumentare per equilibrare l’apporto di nutrienti. 
Identificare i principali errori nutrizionali e di stile di vita degli italiani e diffondere la cultura della good practice. 

METODOLOGIA 

Ogni medico, pediatra, dietista e operatore sanitario, effettua l’anamnesi in un’area riservata online dove risiede il software. L’anamnesi è somministrata solo a soggetti che non soffrono d’importanti patologie ed è effettuata come una ricerca osservazionale (il medico intervista il suo assistito, o il genitore nel caso di minori) l’intervista è guidata da un questionario elettronico che raccoglie: età, sesso, peso e altezza per calcolare il BMI, la circonferenza addominale, lo svolgimento di attività fisica, il tempo trascorso in attività sedentarie (guardare la TV, utilizzare il PC, fare giochi elettronici) e l’abitudine al fumo. 
La parte alimentare valuta la frequenza di assunzione settimanale o mensile dei più importanti e diffusi alimenti consumati in Italia, i dati dichiarati vengono elaborati dal software che calcola il contenuto in macronutrienti e micronutrienti e di conseguenza quanti se ne sono assunti con la dieta abituale. Il software elabora e somma i nutrienti assunti e li paragona al fabbisogno giornaliero di ogni individuo, distinto per età e sesso, per valutarne lo scostamento rispetto ai valori LARN. Le eccedenze e deficienze di nutrienti significative vengono evidenziate per correggere l’errore nutrizionale emerso dall’anamnesi. Gli scostamenti dei nutrienti vengono poi riclassificati in cibi da assumere più o meno frequentemente. Oltre a ciò il software permette, solo al medico, di suggerire comportamenti personalizzati in base al quadro clinico del soggetto e produce un documento che può essere consegnato agli intervistati. 

COMITATO SCIENTIFICO OGP 

Prof.ssa Michela Barichella: Medico specializzato in scienza dell’alimentazione, Direttore U.O.S. Dietetica e nutrizione clinica CTO Gaetano Pini, Milano. Prof.ssa a.c. Università degli Studi di Milano. Presidente di Brain and Malnutrition Association. 

Prof. Claudio Maffeis: Medico Pediatra, esperto di nutrizione e obesità infantile, Docente di metabolismo e nutrizione in età evolutiva dell’Università di Verona, Direttore della U.O.C. di pediatria ad indirizzo diabetologico e malattie del metabolismo nutrizione clinica e obesità dell’Ospedale Borgo Roma, Verona. 

Prof. Sergio Coccheri: Medico specializzato in cardiologia e angiologia, Ordinario di Malattie cardiovascolari dell’Università di Bologna. 

Prof. Davide Festi: Medico specializzato in gastroenterologia. Ordinario di Gastroenterologi e Coordinatore del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia, dell’Università di Bologna. 

Dott. Lorenzo Ventura: Medico specializzato in medicina interna, esperto in malattie metaboliche dello scheletro e reumatologia. 

Dott.ssa Erica Cassani: Medico specializzato in scienza dell’alimentazione, presso U.O. Centro Parkinson e Struttura semplice di Dietetica e Nutrizione Clinica. 

Prof. Alessandro Lubisco: statistico, Docente di scienze statistiche dell’Università di Bologna.



G.C.


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giovedì 23 gennaio 2020

SALUTE. “MELANOMA: UN DESTINO CHE PUO’ CAMBIARE”, IL PUNTO ALLA SAPIENZA SUGLI SVILUPPI DELLA RICERCA

Appuntamento il 28 gennaio dalle 17:30. Tra i relatori: Giuseppe Simeone, presidente Commissione Salute Regione Lazio, e Angela Ianaro, membro Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati










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Ricerca e innovazione: queste le leve per scrivere una storia nuova nella lotta al melanoma, il tumore della pelle più subdolo e complesso.

“Melanoma: un destino che può cambiare”, se ne discute il 28 gennaio, a partire dalle 17.30, presso la Sala Multimediale del Rettorato La Sapienza di Roma (Piazzale Aldo Moro, 5), nel corso dell'appuntamento promosso da InRete, con il patrocinio di IMI (Intergruppo Melanoma Italiano) e grazie al contributo di Novartis.

Intervengono

Ketty Peris, Presidente SIDeMaST e Direttore Clinica dermatologica, Policlinico Gemelli

Virginia Ferraresi, Membro Consiglio Direttivo I.M.I., IRCCS-Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, Divisione di Oncologia Medica 1

Paolo Marchetti, Direttore Reparto Oncologia Ospedale Sant’Andrea e del Policlinico Umberto I di Roma

Monica Forchetta, Presidente dell’Associazione Apaim

Giuseppe Simeone, Presidente Commissione Salute, Regione Lazio

Angela Ianaro, Membro Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati


Modera

Marcello Longo, AboutPharma

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mercoledì 22 gennaio 2020

Sky Marvel: tecnologia acustica al servizio dei bambini


Phonak lancia la nuova famiglia di apparecchi acustici di ultima generazione pensata per i bambini. Grazie alle innovazioni sviluppate nell’ambito della tecnologia acustica, Phonak ha realizzato apparecchi acustici specifici per i più piccoli capaci di aiutare lo sviluppo del linguaggio e la comprensione del parlato, supportando allo stesso tempo la crescita sociale, emotiva e cognitiva del bambino.


Da questo sviluppo tecnologico nasce Sky Marvel, la nuova famiglia di apparecchi acustici pensata per i bambini.



Gli apparecchi acustici Phonak Sky Marvel offrono un suono chiaro e ricco di sfumature. Presentano inoltre una tecnologia in grado di collegarsi direttamente a smartphone, TV e altri dispositivi dotati di Bluetooth® nonché alla tecnologia RogerTM, che permette di migliorare l’ascolto in situazioni particolarmente rumorose, come gli ambienti scolastici ed i parchi gioco, trasmettendo un parlato chiaro direttamente alle orecchie del bambino; inoltre grazie alla novità RogerDirectTM, non vi è più la necessità di indossare ulteriori dispositivi. Questi apparecchi acustici di ultima generazione presentano un design studiato ad hoc per i bambini: confortevoli, facili da usare e con una tecnologia ricaricabile che offre un’intera giornata di ascolto.

Sky Marvel è disponibile in tre modelli, che si differenziano in base al grado di perdita uditiva, e in vari colori, dai più vivaci ai più neutri, permettendo così ad ogni bambino di scegliere la tonalità preferita che rispecchi la propria personalità e che lo faccia sentire sempre a suo agio.

In occasione del lancio di Sky Marvel è stata annunciata la decima edizione Phonak Junior (2019). Phonak Junior è la vantaggiosa iniziativa riservata a bambini e ragazzi ipoacusici fino ai 18 anni di età, che agevola l’acquisto degli apparecchi acustici Phonak Sky Marvel 90/70/50, Phonak Audéo Marvel 90/70/50 (con pila ricaricabile), RogerDirect e Roger offrendoli ad un prezzo estremamente ridotto.

Ecco tutti i benefici:

• Sconto del 50% sul prezzo di listino della linea pediatrica Sky M e Audéo M-R, del 20% sul sistema completo Roger per la Scuola (con Touch ScreenMic) e del 10% sui microfoni Roger Select, RogerPen, EasyPen e Clip-On Mic
• Kit di materiali espositivi per comunicare l’iniziativa in vetrina ed all’interno del Centro Acustico
• Inserimento del Centro Acustico in un elenco a disposizione della Classe Medica e Associazioni di famiglie di bambini audiolesi


L’iniziativa Phonak Junior 2019 è attuata in collaborazione unicamente ed esclusivamente con i centri acustici aderenti ed è valida fino al 30 settembre 2020.

Per maggiori informazioni: www.phonak.it



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La palestra cognitiva per contrastare l'invecchiamento cerebrale

Cos’è la palestra cognitiva e quali attività prevede? 


Questa è la prima domanda che spesso ci si pone di fronte a questa novità: si tratta genericamente di attività per pazienti affetti da declino cognitivo di grado lieve-moderato o per tutte quelle persone che vogliano contrastare gli effetti dell’invecchiamento cerebrale, «tenendo in forma la propria mente» in modo divertente e consapevole. 

Le tematiche proposte in sessioni diverse, passando da attività per stimolare la conversazione, le relazioni con gli altri, il racconto di sé, ad attività sull’orientamento temporale e spaziale, sull’attenzione visiva, sulla memoria, sul linguaggio e sulla logica

Per quanto riguarda i pazienti con decadimento cognitivo l’obiettivo è quello di ritornare a considerarle innanzitutto come persone ancora capaci di pensare, fare, soffrire e trarre piacere dalla vita e, in secondo luogo, aiutarle con strumenti compensativi a stimolare le loro abilità residue al fine di mantenere più a lungo possibile la loro autonomia. 

Per quanto riguarda invece i frequentatori della palestra ancora cognitivamente in forma l’obiettivo sarà quello di fornire un kit di esercizi cognitivi finalizzato a prevenire un decadimento cognitivo da una parte, e dall’altra a stimolare e intensificare gli allenamenti lì dove ci sono maggiori difficoltà (ad esempio chi riporterà maggiori problemi di memoria avrà maggior attenzione su questa funzione cognitiva). 

Durante gli incontri le diverse attività verranno svolte sia individualmente sia utilizzando la forza del gruppo: garantendo un numero di partecipanti ristretto verranno proposti iter individuali da affiancare alle attività di gruppo. Affidarsi ad un esperto neuropsicologo è un requisito indispensabile per garantire un miglioramento: consideriamolo come un “personal trainer”, che, in base al profilo cognitivo, consiglierà gli allenamenti da eseguire per garantire una performance cognitiva più efficiente. Di volta in volta si valuteranno i progressi e si definiranno i diversi esercizi con il loro livello di difficoltà. A seguito di una valutazione individuale iniziale verranno creati dei gruppi omogenei di massimo 15 persone, per iniziare insieme un percorso di 15 settimane volto a migliorare le performance cognitive. Al termine del ciclo di incontri sarà effettuata una ri-valutazione conclusiva per evidenziare i miglioramenti avuti.

La palestra cognitiva è attiva presso il Centro Medico Medicina e Nutrizione di Lacchiarella - MILANO sud.

Per prenotazioni o solamente per ricevere ulteriori informazioni in merito potete chiamare la segreteria del centro al numero 33977331169 oppure potete inviare una mail all'indirizzo info@medicinaenutrizione.it 

www.medicinaenutrizione.it



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venerdì 17 gennaio 2020

STOP ALLERGIA: VERSIONE SFOGLIABILE ONLINE

Arriva sul web Stop Allergia, la versione sfogliabile dell'omonima testata di divulgazione scientifica sulle allergie, sulle loro cause, i sintomi e le cure

Pensi di essere a rischio di allergie? Non fare autodiagnosi, parlane con il tuo medico.

Le allergie possono condizionare la qualità della vita e, in alcuni casi, possono essere pericolose per la vita stessa.

Una corretta informazione e piccoli accorgimenti possono aiutare a gestire le allergie e le intolleranze.


“Il Dottore risponde”, il servizio dedicato agli utenti

Proprio per questo motivo, la rivista sfogliavile Stop Allergia ha lo scopo di informare gli utenti che, a loro volta, potranno porre delle domande agli specialisti grazie al servizio “Il Dottore risponde”.

Articoli di approfondimento – redatti da professionisti nell’ambito scientifico – interviste agli esperti in allergologia, spiegheranno cosa sono le malattie allergiche e le varie tipologie, i sintomi e le cure.

La definizione di allergia

Il Ministero della Salute ha definito l’allergia: "la più comune malattia immunitaria caratterizzata da una reazione infiammatoria verso agenti, allergeni, normalmente innocui".
Nelle malattie allergiche vi è il coinvolgimento del sistema immunitario e la sovrapproduzione di immunoglobuline di tipo E. Esse sono responsabili della conseguente manifestazione sintomatologica.
Sono tanti i diversi tipi di allergie, tra le più comuni: le allergie alimentaril’allergia a polvere e acarile allergie al pelo degli animalil’allergia al pollinel’allergia primaverilele allergie ad inquinanti e additivile allergie ai farmaci ecc.

L’aumento notevole dei casi

Secondo i dati statistici, negli ultimi dieci anni sono aumentati notevolmente i casi di soggetti che soffrono di allergie. Molti di essi sono soprattutto bambini.

L’aumento è dovuto alla minore tolleranza dei soggetti a sostanze dannose, sempre più presenti nell’aria che respiriamo e nei cibi consumati giornalmente. Inoltre, il miglioramento degli strumenti diagnostici permette di scoprire forme allergiche prima non facilmente individuabili.

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giovedì 16 gennaio 2020

AL VIA I NUOVI WORKSHOP E CORSI FORMATIVI DI GINNASTICA OLISTICA IN TANGOTERAPIA


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Aperti ai Tecnici sportivi, agli operatori del Benessere ed alle figure mediche e psicologiche

Il legislatore da gennaio 2020 avvia una nuova tutela della Salute pubblica. Con la nascita degli Ordini TSRM e delle Professioni sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione a scadenza Dicembre 2019 si definiscono le nuove regole a carico degli operatori che intendono attivarsi in settori sanitari educativi e della riabilitazione; quelli della Psicologia hanno già da tempo l'Ordine di appartenenza. 

In questa chiarificazione delle professioni delle categorie protette dal Ministero della Salute si inserisce una dovuta trasparenza di intenti in quelle professioni che non ancora regolamentate dal legislatore sono presenti in Italia. 

Crediamo  non sia esentata anche l'ipnosi, un metodo di trattamento che nel tempo ha trovato collocazione in ambiti di medicina complementare o alternativa ed oggi molti studi di letteratura scientifica ne denotano il carattere clinico sanitario e psicoterapeutico a tutti gli effetti.

La stessa parola ”ipnosi” ancora oggi definisce un tipo di strumento in uso a molte persone e non solo nel campo sanitario; direi che in data odierna non trova collocazione alcuna se non nel mera cornice di riferimento di generale definizione. L'utilizzo del rilassamento guidato, una intensa concentrazione o una attenzione focalizzata non sempre è sinonimo di Trance, sono aspetti naturali che spesso vengono confusi con qualcosa di affine e perchè ci sia propriamente una modifica dello stato di coscienza tale da attivare numerose e complesse funzioni neurofisiologiche e neuropsicologiche cui è implicata la memoria, la concentrazione ed il passaggio di emozioni, e queste per natura esprimono esperienze della propria vita passata, presente o futura, implementando consapevolezza e della propria realtà latente. 

Oggi si conoscono professioni che usano la desinenza "terapia"c ome per esempio Danza terapia, Musico terapia ed altre come la Tangoterapia ed è bene dare significato al termine "Terapia e Cura" che viene definito ad uso sanitario e protetto onde non incorrere fraintendimenti nell'utenza.

La Tango terapia ed il Tango argentino cosa hanno in comune? 

Che il tango è e rimane una danza. Bella, capace per la sua essenza di essere un Patrimonio dell'umanità; semmai è l'uso di alcune particolarità e miste di questo ballo che opportunamente estratte possono essere convogliate in strumenti facilitanti ed utili ad attivare stati emotivi, ma come l'utente avrà intuito gli stati emotivi se espressi in area terapeutica (TangoTerapia) hanno bisogno di essere protetti ed utilizzati da personale addetto. Quindi alcune sequenze del Tango semplificato e modificato sono strumento per consentire l'accesso al mondo emotivo personale .

Questa danza ha in sé particolari caratteristiche rispetto ad altre che agevola il fluire e la rappresentazione del sè, ma ne esprime tuttavia solo lo strumento. È come asserire che una musica che esprima con le parole ed il suono nostalgia e sofferenza non possano essere vissute se non si conoscono i significati verbali... va da sé che la persona esperisce l'esperienza che aggancia il vissuto, e questa può essere completamente differente dal contenuto sconosciuto indicate dalle parole ed addirittura scostante dalla musica, avviando l'apertura di una dimensione sensoriale percettiva nella dinamica motoria totalmente svincolata dallo stimolo, consentendo alle persone di esplorare pensieri, sentimenti e ricordi nascosti alle loro menti a risveglio cosciente.

La pratica di questo strumento nella forma terapeutica, riabilitativa ed olistica la inserisco in ambito motorio - sportivo più che in una forma di ballo o danza, e la contestualizzo in una forma di Ginnastica. Può aiutare o essere utile ad educare ed ampliarne l'ascolto delle percezioni e sensazioni ed è valido nel trattamento complementare di alcuni tipi di disagi psichici e se utilizzata da operatori sanitari come i Fisioterapisti o Psicologi anche nell'area della riabilitazione nell'Alzheimer e Parkinson o nel decadimento cognitivo. Spesso il contatto, la musica può convogliare, se guidata, una correlazione di conflitto psicologico ad un evento traumatico passato nascosto in un'area latente della nostra memoria. Con la nascita dei nuovi Ordini dei TSRM e delle Professioni sanitarie Tecniche, della riabilitazione e della prevenzione si avvia un adeguamento ed una protezione nazionale degli operatori che agiscono con strumenti e atti tipici delle professioni.

Grazie all'impegno ed al lavoro di equipe presso l'Università Popolare degli Studi di Milano, Università di Diritto Internazionale, e la collaborazione con l'University of United Popular Nations diretta dal Dott. Nicola Crozzoletti, Psicologo clinico, Specialista in Psicoterapia analitica si è potuto dare spazio allo studio degli strumenti che risultano efficaci in Tango terapia o in ciò che è conosciuto fino ad ora. 

Si è ampliata la formazione dando all'utente la possibilità di conseguire l'Attestato di Alta formazione universitaria di Diritto internazionale di Ginnastica olistica in Tango terapia funzionale con il metodo Motorio Percettivo e Sensoriale. Per l'accesso alla formazione non è necessario saper ballare il tango poiché viene ridefinita la collocazione motoria in una disciplina sportiva dove interessano le funzioni e le capacità coordinative, cognitive ed a basso regime cardio-circolatorio.

Il fulcro funzionale della Terapia con il Tango separa la conoscenza del Tango argentino che lo assesta ad una proprietà dell'attività indirizzandosi verso la modifica dello stato di coscienza, che viene agevolato dal contatto, l'abbraccio, la vista, la musica e l'ambiente incorniciando la relazione con l'altro. Questi strumenti influiscono sulla resistenza e accompagnano l'accesso al sistema emotivo ed alle esperienze intime. Tale è la delicatezza e la sensibilità della persona in questa fase di esperienza che è necessaria la conoscenza di chi e che cosa fa, ponendo nuovamente l'operatore in primis sulla gestione formativa e dello scopo che si vuole ottenere. 

La scuola ha identificato e separato gli strumenti tipici delle professione dello psicologo e di riabilitazione dagli strumenti ad uso degli operatori del benessere, inserendosi in uno standard formativo particolarmente adatto a chi di questa attività ne vuole fare una professione, ponendo collocazione professionale delle figure mantenendo la bellezza e l'integrità del Tango, della terapia e del lato olistico del benessere. 


G.C. 

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domenica 12 gennaio 2020

Un cane? Ci allunga la vita. Lo confermano studi scientifici

cane con ragazza
Foto Pixabay


Un cane può allungarci la vita. La notizia è stata recentemente confermata dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo). Si tratta dunque non di sole credenze popolari, ma di una conferma anche in ambito scientifico. 

È il sito dottoremaeveroche.it  a offrire credito scientifico a un concetto che la cultura popolare diffusa sospettava da tempo. Un amico a quattro zampe ci consente di tenere stile di vita più salubre, costretti  come saremmo a portare il nostro piccolo amico peloso all'aria aperta aiutandoci a superare la pigrizia da poltrona.

I ricercatori italiani riportano uno studio pubblicato  su Circulation –  rivista dell’American Heart Association – che dimostra come  un cane potrebbe allungarci la vita a partire da uno studio di oltre  70 anni di ricerche globali – pubblicate tra il 1950 e il maggio del 2019 – che ha coinvolto quasi 4 milioni di persone negli Stati Uniti, in Canada, Scandinavia, Nuova Zelanda, Australia e Regno Unito. 

“Avere un cane è correlato a una diminuzione del 24% della mortalità per tutte le cause”, ha dichiarato la dottoressa Caroline Kramer, endocrinologa e prima autrice della ricerca. 

Un cane aiuta anche in particolare  chi  soffre  di  patologie vascolari. Ovvero aiuta a guarire da  tali patologie in  quanto  lo stile di vita  più attivo di  chi ha un cane - portandolo con noi all'aperto ad esempio -  è correlato un benessere generale dell'organismo e alla riduzione di patologie gravi legate alla sedentarietà.   

L’American Heart Association rileva che chi possiede  un  cane - ad esempio - cammina  oltre  30 minuti in più rispetto a una persona con le stesse abitudini e lavoro. 
Gli studi che suggeriscono che le persone che hanno cani riducono il livello di colesterolo "cattivo" e abbassano la pressione sanguigna. Anche accarezzare un cane può ridurre la pressione sanguigna tanto quanto un farmaco. 
Inoltre gli studi confermano la riduzione, per chi possiede un cane,  di ansia e  depressione. 
Studi effettuati presso i Centers for Disease Control and Prevention statunitensi mostrano come lo stress diminuisca in presenza di un animale da compagnia e inoltre i nostri amici  animali influenzano lo sviluppo sociale, emotivo e cognitivo aiutando anche a controllare e allertare crisi epilettiche in arrivo o la presenza di alcuni tumori.

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mercoledì 1 gennaio 2020

Il Policlinico Gemelli sempre più digitalizzato per una migliore gestione dei pazienti




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Si chiama “TrakCare” il nuovo sistema unificato di informatizzazione sanitaria di InterSystems -  in virtù della collaborazione con InterSystems, leader globale nelle piattaforme informatiche per applicazioni sanitarie, aziendali e governative -  che ha come obiettivo migliorare il percorso di cura del paziente e supportare gli operatori sanitari nelle decisioni cliniche  dal Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.

Il sistema informativo TrakCare è stato avviato a ottobre 2019 con successo per tutti i reparti di degenza ordinaria del Policlinico Gemelli e del Presidio Columbus, comprendendo ricoveri in convenzione SSN/SSR e privati. Un intervento particolarmente significativo per il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS data la complessità dell’attività ospedaliera, suddivisa in 20 aree raggruppate in 7 dipartimenti con l'obiettivo di fornire cure, formazione, insegnamento e ricerca su 241 unità di cui 85 unità operative complesse, 124 unità operative semplici e 32 unità operative semplici di area.

Corredato da varie funzionalità (tra cui un sistema di cartella clinica elettronica a bordo letto ad alimentare il Dossier sanitario del paziente, una gestione unificata delle attività amministrative e di cura, la gestione della farmaco-somministrazione) l’introduzione di TrakCare porta a significativi passi avanti nel percorso di digitalizzazione dei processi e della gestione delle informazioni aziendali del Policlinico Gemelli.

L’avvio ha incluso l'integrazione cruciale con circa 30 sistemi dipartimentali ed esterni, ottimizzando i flussi di richiesta delle prestazioni diagnostiche e consulenziali in modalità conforme agli standard per l’accreditamento Joint Commission International (JCI). Attraverso tale complesso sistema di comunicazione, tutta la documentazione clinica, anche di emergenza, arricchisce automaticamente il Dossier Sanitario del paziente in modo conforme ai dettami del Garante per la Protezione dei dati Personali a beneficio di tutti i medici e professionisti curanti.

La raccolta in tempo reale e di dettaglio di tutti i dati andrà inoltre ad arricchire automaticamente il Data Warehouse aziendale, mettendo a disposizione di ricercatori e amministratori del Gemelli una significativa quantità di ulteriori informazioni.
Il rilascio di TrakCare ha coinvolto circa 90 reparti, 3.500 utenti, poco meno di 1.000 stazioni di lavoro, 30 servizi critici e il coordinamento di una squadra che è arrivata, nei momenti culmine, a contare poco meno di 200 persone.

Un tale sforzo in tempi contenuti è stato possibile grazie alla capacità dei servizi professionali di InterSystems di fare squadra con i Sistemi Informativi del Policlinico Gemelli, responsabili del progetto sotto la direzione di Paolo Sergi, CIO del Policlinico, e che a loro volta hanno messo in campo un enorme sforzo e la capacità di fare sistema con tutte le funzioni del Gemelli. 
Particolare importanza hanno avuto i contributi della Direzione Sanitaria del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, peraltro contemporaneamente impegnata nello sfidante progetto di certificazione della Joint Commission International (JCI).

«TrakCare consente agli operatori sanitari di avere una visione olistica dei dati dei pazienti da un punto di vista clinico, amministrativo e finanziario al fine di raggiungere obiettivi clinici e finanziari. Attraverso eventi e monitoraggio dei processi, ma fornendo anche il giusto supporto alle decisioni cliniche del personale ospedaliero, TrakCare si sta dimostrando uno strumento fondamentale che consente l'innovazione e il miglioramento continuo dei processi di cura a beneficio dei pazienti», afferma Cesare Guidorzi, Country Manager di InterSystems Italia.

«Con TrakCare il Gemelli si è dotato di una soluzione all'avanguardia per la gestione dei complessi processi clinici e amministrativi che sono tipici di una realtà complessa come il Policlinico. L'elevata integrazione tra i diversi momenti della presa in carico e cura e l'immediata fruizione delle informazioni verso le funzioni decisionali dell'azienda pongono in una nuova prospettiva la concreta possibilità di controllare i processi e di veicolarne i cambiamenti a vantaggio di efficacia ed efficienza degli stessi. Le informazioni analitiche e documentali possono inoltre essere oggetto di immediata estrazione ed elaborazione a supporto delle svariate attività di ricerca, fiore all'occhiello della nostra struttura, che nel marzo del 2018 ha ottenuto dal Ministero della Salute il riconoscimento del carattere di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, IRCCS, per le discipline di ‘Medicina personalizzata’ e ‘Biotecnologie innovative’» dichiara Marco Elefanti, Direttore Generale del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS .
«La centralità del paziente, implementata concretamente dal Dossier Sanitario e da tutte le integrazioni dei dati clinici al suo interno oltre che dalla somministrazione assistita dei farmaci, permette ai medici e agli operatori sanitari una corretta e completa valutazione delle informazioni a supporto della sicurezza clinica e della qualità delle cure», spiega Andrea Cambieri, Direttore Sanitario del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.

I prossimi passaggi riguarderanno la gestione ambulatoriale e DH, la diffusione a tutti gli ambiti delle cartelle cliniche specialistiche, l’attivazione delle funzioni a supporto dei protocolli di ricerca e significative funzioni di ottimizzazione nell’allocazione e pianificazione delle risorse. 

Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS 

La Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS riunisce competenze scientifiche e tecniche, sensibilità umana ed etica, garantendo un'assistenza eccellente e conveniente per l'intera comunità e guardando sempre al futuro. Aspira a diventare il miglior centro medico accademico in Italia e uno dei primi 10 in Europa per qualità clinica e capacità di spostare la ricerca e lo sviluppo direttamente al letto. È il secondo più grande ospedale italiano per dimensione e uno dei principali ospedali oncologici nazionali, ma anche un centro di eccellenza per l'assistenza, l'innovazione e la ricerca medica, in sinergia con la scuola di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica, campus di Roma.

InterSystems

InterSystems è il motore di informazione che alimenta alcune delle applicazioni più importanti del mondo. Nel settore sanitario, aziendale, governativo e in altri settori in cui sono in gioco vite e mezzi di sussistenza, InterSystems è un fornitore di tecnologia strategica dal 1978. InterSystems è una società privata con sede a Cambridge, Massachusetts (USA), con uffici in tutto il mondo e i suoi software e prodotti vengono utilizzati quotidianamente da milioni di persone in oltre 80 paesi.

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martedì 31 dicembre 2019

Capodanno: “Prendi in mano la tua vita, non i botti”



Ancora in troppi s’improvvisano “esperti pirotecnici” esponendo se stessi, parenti e amici a grandi rischi. In caso di incidente, le esplosioni possono provocare alle mani danni del tutto sovrapponibili a quelli di un trauma bellico: i tessuti si bruciano, coinvolgendo ossa, tendini, nervi. Fondamentale seguire alcune semplici regole per usare i botti in sicurezza. E se si verifica un incidente, rivolgersi ai centri di riferimento della Società Italiana di Chirurgia della mano

“Volevo solo divertirmi”, “Ero un esperto nell’assemblare i botti fatti in casa”, “Ho raccolto un petardo in strada, pensavo fosse già esploso”, “Era così piccolo, non credevo fosse così pericoloso”, “Non ho fatto in tempo a lanciarlo”. Queste sono solo alcune delle “giustificazioni” più ricorrenti che si sentono raccontare gli operatori sanitari la notte di Capodanno, quando soccorrono adulti e bambini feriti dall’esplosione di micce e petardi. A passarle in rassegna sono infermieri, fisioterapisti e chirurghi dell’Unità Operativa di Chirurgia della mano del Gruppo MultiMedica, che quest’anno hanno realizzato un video volto a promuovere una maggiore sensibilizzazione sul problema, per cercare di “limitare i danni” (https://youtu.be/xfDbS4mpt8E). Il video, che ricorda anche i numeri degli incidenti registrati lo scorso anno (216 feriti in tutta Italia, di cui 41 minorenni e 13 casi gravi) si conclude con il messaggio fondamentale: “Prendi in mano la tua vita, non i botti”.

“Il fenomeno degli eccessi nei festeggiamenti di fine anno e dell’uso improprio di petardi e micce è trasversale a tutta la società: da Nord a Sud, indipendentemente dall’età e dal livello di istruzione, non risparmia nessuno”, spiega Giorgio Pajardi, Direttore dell’UO di Chirurgia della mano del Gruppo MultiMedica. “Ci si improvvisa ‘esperti pirotecnici’, senza considerare i pericoli che si corrono. Quando si verificano degli incidenti, vengono danneggiati soprattutto mani, volto, occhi e udito. Per quanto riguarda la mano, l’evento più ricorrente è un vero e proprio trauma da proiettile, un trauma ‘bellico’: i tessuti si bruciano, coinvolgendo ossa, tendini, nervi. Per quanto le opzioni ricostruttive chirurgiche oggi possano fare molto, queste lesioni a volte sono purtroppo irreversibili. Si tende ancora a sottovalutare l’entità del problema. Da noi all’Ospedale San Giuseppe di Milano, dove arrivano i casi più complessi, quasi sempre per trasferimento secondario, subito dopo Capodanno abbiamo mediamente 3 giorni ininterrotti di sala operatoria”. 

Alla luce di questo, vale ancora la pena ricordare alcune semplici regole utili a evitare l’irreparabile, (riportate sul sito MultiMedica): 

• Non comprare petardi da rivenditori non autorizzati e accertarsi che riportino il marchio CE (che non sta per Chinese Export ma per Comunità Europea).
• Usare i petardi rigorosamente all’aperto.
• Non raccogliere petardi inesplosi, anche a distanza di giorni dalla notte di Capodanno! La polvere esplosiva può deflagrare in qualsiasi momento. Il problema riguarda tutti, ma soprattutto i bambini che li raccolgono per strada o ai giardinetti, il giorno dopo. I genitori dovrebbero prestare particolare attenzione anche fino a 10 giorni da Capodanno.
• Non alterare i botti, accorpandoli o estraendone la polvere esplosiva per farne di più grandi! Anche le miccette apparentemente più innocue possono diventare pericolosissime, se unite.
• Una volta acceso un petardo, bisogna allontanarsi e mettersi al riparo.
• Non puntare petardi contro le persone o, comunque, ad altezza uomo.
• Quando le fontanelle terminano lo spettacolo pirotecnico di solito esplodono, se non lo fanno non cercare di capire il perché e trattare il candelotto residuo come materiale inesploso.
• Attenzione a non indossare indumenti facilmente infiammabili, le scintille potrebbero dar fuoco ai vestiti acrilici.
• Non abbandonare petardi in automobile e non utilizzarli in prossimità di liquidi o sostanze infiammabili.
• Non acquistare bombe carta come la testa di Maradona o altre di provenienza dubbia e con un alto potenziale esplosivo. È tanto divertente far esplodere una bomba, mettendo in pericolo l’incolumità propria e del prossimo?
• Non usare armi! Sembra assurdo ma ci sono ancora persone che si mettono a sparare in aria o, peggio ancora, ad altezza uomo.

COSA FARE IN CASO DI INCIDENTE?

“Se qualcosa va storto e si verifica un incidente – ricorda infine Pajardi – rivolgersi sempre ai centri di riferimento della Società Italiana di Chirurgia della mano, ogni Regione ne ha almeno uno. Sono strutture dove operano specialisti in grado di eseguire interventi microchirurgici di salvataggio, che preservano il più possibile la funzionalità dell’arto leso”. 

Per informazioni: www.multimedica.it

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