mercoledì 28 agosto 2019

IL FORMAGGIO DEL MEDITERRANEO

Torta del Casar
L’Università Politecnica delle Marche sta coordinando in Italia il progetto per la valorizzazione dei formaggi mediterranei locali che vede insieme Italia, Spagna, Grecia e Tunisia. 

Il progetto europeo si chiama “Veggie Med Cheeses” e vede fra i partecipanti il CREA il principale Ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari con il Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione, la Spagna con l’Universidad Catolica San Antonio de Murcia, la Grecia con l’Hellenic Agricultural Organization - DEMETER e la Tunisia con l’Institute of Agronomy of Chott-Mariem Sousse University. 

Feta
Nelle aree del Mediterraneo occidentale e meridionale, piante erbacee perenni, comunemente indicate come cardi, sono state usate fin dall'antichità come agenti coagulanti nella produzione di formaggi tradizionali a base di latte di pecora o di capra.

Anche se questi formaggi sono molto apprezzati dai consumatori per il loro sapore inconfondibile, la produzione è spesso un evento occasionale poiché la disponibilità dei cardi spontanei è limitata e dipendente in gran parte da variazioni stagionali.

Il progetto Veggie Med Cheeses intende valorizzare questi formaggi locali attraverso un approccio multidisciplinare svolto nei quattro Paesi del bacino del Mediterraneo sopra elencati.

Caciofiore

La ricerca sarà focalizzata sulla caratterizzazione di alcune specie di cardo (Cynara humilis, Carlina acanthifolia, e Onopordum tauricum) che crescono spontaneamente in questi paesi, così come sulla loro coltivazione sostenibile.

Gli estratti acquosi ottenuti sia dai cardi spontanei sia dai cardi coltivati saranno caratterizzati per numerose proprietà, incluso il potere coagulante, ed utilizzati per la produzione sperimentale sia di formaggi tradizionalmente ottenuti con caglio da cardo (Caciofiore, per l’Italia e Torta del Casar per la Spagna) sia di formaggi prodotti con caglio animale (Queso de Murcia per la Spagna e Feta per la Grecia). 

Onopordum tauricum


Tutti i formaggi sperimentali saranno caratterizzati dal punto di vista chimico, fisico, microbiologico, nutrizionale e sensoriale, anche al fine di individuare nuovi marcatori utili per dimostrare qualità e autenticità dei formaggi in studio. 


Il Progetto PRIMA 2018 VEGGIE-MED-CHEESES “Valorisation of thistle-curdled CHEESES in MEDiterranean marginal areas“ è partito con il kick off meeting tenutosi ad Ancona il 24 maggio 2019 (vedi foto di gruppo) ed è vincitore del bando PRIMA 2018 per il settore “agro food value chain” con un finanziamento di 990mila euro.

https://primaobservatory.unisi.it/it/homepage




FOTO DI GRUPPO KICK-OFF MEETING

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sabato 24 agosto 2019

Un cane fa bene al cuore e ti allunga la vita


Possedere un cane fa bene al cuore e ti allunga la vita. È quanto emerge da uno studio europeo pubblicato oggi sulla rivista medica Mayo Clinic Proceedings, che svela quanto è importante il legame tra questi animali e la salute cardiovascolare.

Chi vive con un amico a quattro zampe è meno esposto a infarti, ictus e altri disturbi cardiovascolari. Gli umani si sono coevoluti con i cani, a cominciare dall'addomesticamento del lupo circa 40.000 anni fa. Da allora, questa relazione simbiotica tra un uomo e un cane ha influenzato favorevolmente lo sviluppo bilaterale e ha intrecciato le 2 specie. Non è un caso, perciò, se lo consideriamo il migliore amico dell’uomo. Il cane è un compagno fedele e instancabile, che ci aiuta a rimanere attivi e con la sua presenza sembra addirittura capace di tenere alla larga alcuni problemi di salute, come asma e allergie respiratorie. Ma a ben vedere c’è di più: un amico a quattro zampe infatti potrebbe letteralmente allungarci la vita. È quanto emerge da uno studio europeo pubblicato recentemente sulla rivista medica Mayo Clinic Proceedings, che svela quanto è importante il legame tra questi animali e la salute cardiovascolare: un amico a quattro zampe diminuirebbe il rischio di soffrire di infarti o ictus, e più in generale abbatterebbe anche del 33% le probabilità di incorrere in una morte prematura.

La scoperta arriva da uno studio dell'italiano dott. Andrea Maugeri, ricercatore presso il Centro di ricerca clinica internazionale presso l'Ospedale universitario di Sant'Anna a Brno, nella Repubblica Ceca, che rafforza ulteriormente il crescente numero di prove che indicano l'effetto benefico dei cani sulla salute cardiovascolare (CVH) e sul benessere generale. I ricercatori dello studio Kardiovize Brno 2030, hanno esaminato 1769 pazienti e hanno utilizzato una nuova metrica per CVH basata su 7 fattori chiave di salute enfatizzati dall'American Heart Association. I proprietari di animali domestici hanno riportato livelli più elevati di attività fisica (PA), una migliore aderenza a una dieta salutare per il cuore, livelli più elevati di colesterolo lipoproteico ad alta densità e livelli più bassi di glucosio nel sangue e diabete. Inoltre, PA e dieta erano ancora più propensi nei proprietari di cani che nei proprietari di altri animali. La proprietà del cane era inoltre correlata con un punteggio CVH complessivo significativamente più elevato rispetto alla proprietà di un animale non canino o all'assenza di animali domestici.

Gli esperti sull'argomento hanno a lungo raccomandato la compagnia canina come protezione contro le malattie cardiovascolari (CVD) a causa della tendenza di un cane a migliorare la PA e la salute mentale del suo proprietario. La ricerca indica che portare un cane in casa può migliorare l'esigenza di un regime di esercizio fisico, migliorare la forma fisica e ridurre l'adiposità viscerale dei suoi coinquilini umani. Con la CVD come causa principale di morte in tutto il mondo e l'inattività fisica e il sovrappeso / obesità sono i principali fattori di rischio per CVD e morte prematura e disabilità, un impegno a favore di PA, esercizio fisico e fitness regolari ha il potenziale per migliorare sostanzialmente i risultati. In effetti, la PA ha effetti miglioranti su 5 dei 6 principali fattori di rischio modificabili per infarto del miocardio, inclusi profili lipidici, stress, diabete, ipertensione e obesità addominale, nonché fattori di rischio psicologico e stress psicosociale (PSS).

I cani costringono i loro proprietari a fare specificamente più attività all'aperto, il che può anche rafforzare ulteriormente i benefici per la salute. Recentemente, un ampio studio trasversale ha scoperto che 120 minuti / settimana trascorsi in un ambiente naturale all'aperto erano associati a livelli più elevati di salute e benessere. Livelli più elevati di PA, esercizio fisico e fitness non solo migliorano i risultati della CVD, ma anche frenano l'ansia, l'ostilità, la depressione e il disagio emotivo. Oltre ad aumentare la dose di esercizio all'aperto dei proprietari, i cani riducono i livelli di PSS, aiutano nel trattamento della depressione e agiscono efficacemente come intervento ansiolitico. Esiste una pericolosa relazione reciproca tra CVD e salute mentale in base alla quale la PSS è associata a tassi elevati di CVD, ma CVD rappresenta anche un importante fattore di rischio per lo sviluppo o il peggioramento delle condizioni di salute mentale. Il forte legame emotivo che si sviluppa in genere tra un essere umano e un cane può conferire potenti effetti terapeutici sulla salute mentale e sulla salute del cuore.

Uno studio di riferimento dell'Università di Uppsala, in Svezia, ha analizzato la salute di oltre 3,4 milioni di svedesi lungo un periodo di 12 anni. I partecipanti, tutti di età compresa tra i 40 e gli 80 anni e privi di patologie nel periodo precedente a quello monitorato, sono stati seguiti attraverso i registri del sistema sanitario nazionale. Un set di dati che ha permesso ai ricercatori di prendere in considerazione tutte le variabili rilevanti: età, sesso, stato civile, e anche il possesso di un cane, informazione che dal 2001 in Svezia deve essere comunicata e registrata a livello statale. Analizzando quindi l’incidenza di disturbi cardiovascolari e la mortalità nel campione, e sistemando i risultati in base all’età, il sesso e altri fattori, i ricercatori hanno potuto stimare quale effetto ha sulla salute il possesso di un cane. E i risultati sembrano abbastanza chiari: i possessori di cani avrebbero un rischio di morire prematuramente inferiore del 20% rispetto alla popolazione generale. Un effetto protettivo che varia anche in base allo status familiare e alla razza di cane che si possiede. Stando ai dati raccolti, per i single il possesso di un cane diminuisce del 33% il rischio di morte e dell’11% quello di soffrire di malattie cardiovascolari. E l’effetto risulta massimo se il cane in questione appartiene a una razza selezionata originariamente per la caccia.

Per ora,si tratta di risultati che arrivano da uno studio epidemiologico, una ricerca che può identificare associazioni statistiche, ma non può chiarire la presenza di un eventuale nesso causale. Non è possibile quindi escludere la possibilità che i risultati osservati dipendano da altre variabili che lo studio non ha preso in considerazione: potrebbe darsi ad esempio che l’impegno richiesto dalla convivenza con un cane faccia sì questa scelta abbia in partenza una salute migliore; o che altre caratteristiche e stili di vita, ad esempio una dieta più sana, siano più comuni tra le persone che convivono con un cane. Diversi indizi però potrebbero aiutare a spiegare una relazione diretta tra cani e salute. Chi convive con un cane tende ad avere livelli più alti di attività fisica, e questo potrebbe spiegare i risultati osservati. Altre possibili spiegazioni riguardano le maggiori interazioni sociali, il benessere psicologico e l’affetto garantiti dalla convivenza con un cane, o persino l’influenza che potrebbe avere l’animale sul microbioma del padrone. 

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AQUATIS, un "dolce" itinerario nel tempo


Un meraviglioso universo d’acqua dolce che attraverso vari ambienti crea un’esperienza sensoriale, culturale ed emotiva tutta da scoprire.

3.500m2 disposti su due livelli per coinvolgere, intrigare e soprattutto comprendere meglio il nostro pianeta e la sua evoluzione attraverso il corso del tempo e la mano dell’uomo. 2 milioni di litri d’acqua dolce, 46 vasche, 20 diversi ecosistemi, circa 10.000 pesci e 100 rettili e anfibi, più di 300 specie diverse. Questo, e molto altro, è quanto offre l’AQUATIS attraverso i suoi ambienti che permettono ai visitatori di tuffarsi in un viaggio attraverso le acque del mondo, immergendolo in tempi primitivi per arrivare ai giorni nostri, interrogandosi sull'impatto dei progressi tecnici, ambientali e sulla globalizzazione. Nel primo piano della struttura, il visitatore si immerge in un viaggio nel tempo, dalle origini glaciali del Rodano, alla successiva canalizzazione, fino al suo sbocco nel Mediterraneo. Un percorso che trasporta via via attraverso vari spazi in cui riscoprire la ricca biodiversità dell’Europa. Nella prima tappa del viaggio, lo spazio Alpino, AQUATIS, grazie ad una scenografia interattiva, trasporta il visitatore nel ghiacciaio del Rodano, sorgente dell’omonimo fiume. Nello spazio dedicato al Lago di Ginevra, la riserva d’acqua dolce più grande dell’Europa Occidentale che ispirò grandi scrittori del calibro di Hugo o Dostoevskij, la prospettiva offerta è dapprima aera, per poi salire a bordo di un sottomarino ed immergersi nello spazio del Lemano fino a poter scorgere il plancton. Si torna al Rodano, per comprendere come canalizzazioni e deviazioni operate dall'uomo abbiano cambiato il volto del fiume. Il percorso si snoda tra monumentali allestimenti che fanno emergere il possente fiume sorprendendo i visitatori. Si giunge infine allo spazio Camargue, al delta, patrimonio naturale che ospita uccelli migratori ed è l’unico sito di nidificazione dei fenicotteri rosa in Francia. Lasciata l’Europa alle spalle, la visita prosegue attraverso la fossa vulcanica sottomarina che si apre sul grande bacino evoluzione, una vasca che ospita specie antichissime come l’Acipenser ruthenus che abita il pianeta da più di 150 milioni di anni. Il secondo piano conduce, successivamente in un viaggio attraverso gli altri continenti. La porta verso l’Africa si apre con la Rift Valley, un’immensa sorgente di magma dell’Africa orientale, che ospita laghi straordinari come il Turkana, il più salato, il Kivu e il Malawi, tra i più profondi del mondo, e nelle cui acque vivono pesci coloratissimi. Si attraversa poi il deserto arancione della Namibia, con il suo lago d’acqua fossile, a 600 metri di profondità e di recente scoperta. Infine si giunge al fiume Niger, la cui storia contemporanea lo connette al Rodano a causa delle pressioni industriali e urbane. Un omaggio al fiume Mekong introduce allo spazio Asia. Dal Tibet, dove nasce questo corso d’acqua, fino al Vietnam dove, formando un ampio delta, sfocia nel Mar della Cina. Il Mekong segna il passaggio tra diverse culture, storia, colonizzazioni e migrazioni. L’esperienza permette al visitatore di camminare tra le mangrovie, attraversare le piscicolture in risaia e attraversare villaggi galleggianti. Nello spazio Oceania, il visitatore torna al punto di partenza, i ghiacciai, che ora si fanno sorgenti degli oceani. Qui si trova la seconda vasca marina del percorso, che mette in risalto la barriera corallina e i rischi a cui è sottoposta. Il gran finale è assicurato dall'ingresso nello Spazio Amazzonia, una serra tropicale di 533 m² dedicata al polmone verde della Terra. Un’area tra alberi monumentali e bacini d’acqua che illustrano come l’Amazzonia e il suo Oceano d’acqua dolce possano condizionare e attenuare la violenza atmosferica. Il grande spettacolo di AQUATIS pone l'enfasi sulla biodiversità e sugli ecosistemi, partendo proprio dall’utilizzo di pratiche edilizie e sistemi energetici che favoriscano un uso razionale e sostenibile dell’energia all'interno e all'esterno della struttura. L'edificio utilizza energia rinnovabile proveniente da un sistema a distanza che utilizza rifiuti domestici inceneriti, riducendo le emissioni di gas serra, e l’adeguamento termico è ottenuto con apparecchiature ad alte prestazioni, funzionando con fluidi neutri dal punto di vista ambientale e ottimizzando il recupero del calore.

Il percorso si articola in 5 biozone e 12 ambienti naturali, ognuno dei quali ha una sua specifica scenografia. Questo tipo di progetto è in rottura con tutti gli altri Aquarium-Vivarium noti: esso offre infatti un’esperienza di visita intima e sensibile in stretto legame con la tematica trattata, per aiutare a comprendere senza imporre, suggerire senza inculcare, mostrare senza dettare un orientamento. Le 5 biozone sono geograficamente lontane: Europa, Africa, Asia, Oceania e America meridionale. Tutte hanno un punto in comune: oltre al loro carattere spettacolare e teatrale, legato alla grande diversità presentata e all’allestimento tecnico impiegato, mettono l’accento sulla fragilità degli ecosistemi che è nostro dovere proteggere. Infatti l’acqua dolce rappresenta soltanto il 2,5% delle riserve naturali del pianeta.

Unico nel suo genere in Svizzera e in Europa, AQUATIS è anche il più grande Aquarium-Vivarium d’acqua dolce d’Europa. Viaggio eccezionale attraverso gli habitat d’acqua dolce più affascinanti del pianeta e, al contempo, prima destinazione culturale e turistica della Svizzera dedicata agli ecosistemi e allo sviluppo sostenibile, AQUATIS appartiene a una nuova generazione di strutture. Quasi due milioni di litri d’acqua dolce, 20 diversi ecosistemi, 46 acquari/rettilari/terrari, 100 rettili e 10 mila pesci rappresentativi dei 5 continenti offrono ai visitatori un percorso di grande ricchezza e varietà, sui due piani dell’edificio. Grazie alle tecnologie digitali, come le proiezioni a grandezza reale, il percorso di visita, con i suoi rettili, anfibi e pesci, si popola anche di animali virtuali. AQUATIS utilizza le migliore tecniche di divulgazione scientifica attraverso un allestimento spettacolare che mette in scena i 5 continenti. Anello di congiunzione tra scienza, natura e pubblico,  è anche un forum dove studiosi, neofiti, appassionati e semplici curiosi potranno incontrarsi. Un luogo unico dove dar vita agli scambi e ai dibattiti indispensabili a una presa di coscienza generale delle problematiche affrontate e della reale necessità di salvaguardare l’acqua dolce.


https://www.aquatis.ch/it/#visitare



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giovedì 15 agosto 2019

DISINTOSSICARSI DAL CELLULARE: È LA NUOVA "MODA" DEGLI ITALIANI


Ordine perentorio quando si sta in compagnia (ma non solo): spegnere tutti i telefonini e i tablet. Via anche i navigatori.  Anche gli italiani stanno apprezzando l'arte del Digital Detox, ovvero di scollegarsi per uno o più giorni dalla rete. Almeno quando si  è in vacanza. 

Come ci si sente disconnessi? 

Lo rileva una ricerca dell'Università dell'East Anglia, di quella di Greenwich e della Auckland University of Technology, pubblicata sul Journal of Travel Research. Ne parla oggi la rivista habitante

All'inizio ci si sente come se si fosse in bilico sulle montagne russe. Ansia, frustrazione e astinenza  come se si stessero assumendo droghe. Tuttavia in seguito crescono i livelli di accettazione, divertimento e il senso di liberazione. 

I ricercatori, che hanno anche preso anche loro parte allo studio, hanno esaminato le emozioni prima, durante la disconnessione e dopo. In totale 24 partecipanti provenienti da sette paesi hanno viaggiato in 17 Stati e regioni. La maggior parte è stata disconnessa per più di 24 ore e i dati sono stati raccolti tramite diari e interviste. "Alcuni hanno abbracciato l'esperienza da subito - spiega Brad McKenna, uno degli autori dello studio - altri dopo aver inizialmente faticato. Molti hanno sottolineato che erano più concentrati sull'ambiente circostante da disconnessi".


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martedì 13 agosto 2019

ALTERNATIVE FOOD: I CIBI ALTERNATIVI ALLA CARNE



Con l'aspetto, la consistenza, l'odore e - secondo molti amanti irriducibili della carne - il sapore di un autentico hamburger a base di carne bovina, Impossible Foods è l'icona dell'ascesa dei cibi vegetali in alternativa a quelli a base di carne. Più che semplici tortini di lenticchie, gli hamburger dell'azienda americana sono realizzati con un ingrediente magico chiamato eme che li fa "sanguinare" proprio come l'originale.

Darcy Simonis
Vista la crescente diffusione delle diete senza carne, come possono i produttori tenere il passo? Darcy Simonis, Industry Network Leader per il segmento Food and Beverage di ABB, ci offre alcune spiegazioni.

"L'unico consumatore a cui teniamo è l'amante irriducibile della carne" - una dichiarazione coraggiosa, soprattutto perché è il mantra di Pat Brown, vegano da sempre e fondatore di Impossible Foods, non il CEO di una catena di fast food.

Il boom vegetale

Sono finiti i tempi in cui il veganismo era considerato poco più che una moda. Che si tratti di motivi di salute, di preoccupazioni ambientali o di benessere degli animali, in tutto il mondo le persone si stanno allontanando dalla carne.

E l'industria presta molta attenzione a questa tendenza. L'industria alimentare per la produzione di cibi vegetali sta vivendo un momento di grande successo, con un aumento delle vendite del 20% nel 2019. Nel Regno Unito, ad esempio, prodotti quali il tanto pubblicizzato "vegan sausage roll", la salsiccia vegana di Gregg, hanno sollevato un forte interesse per gli alimenti che imitano la carne, e il mercato dei cibi vegetali ha raggiunto 443 milioni di sterline (480 milioni di Euro) nel 2018.


Vegano?


La Vegan Society concede ai produttori il permesso di apporre il proprio marchio sui prodotti che ha recensito e certificato. Tuttavia, ciò non garantisce la totale assenza di prodotti di origine animale. Anche se il logo dimostra che il prodotto è stato realizzato senza l'uso deliberato di ingredienti di origine animale, la società mette comunque l'indicazione precauzionale che potrebbe contenere ingredienti come latte e uova.

I prodotti vegani non possono essere considerati veramente tali in presenza di queste dichiarazioni relative a latte e uova. Ciò perché il riferimento all'assenza di prodotti di origine animale non garantisce che i prodotti siano stati realizzati in un ambiente controllato e progettato specificamente per prevenire la contaminazione crociata e il rischio di allergeni. Il nocciolo della questione è che quello che viene presentato come vegano potrebbe non essere una certezza assoluta per chi soffre di allergie e intolleranze.

Tuttavia, il veganismo è spesso considerato più di un requisito dietetico. Molti lo ritengono una scelta etica e i produttori devono rispettare lo stile di vita dei loro consumatori e garantire prodotti conformi.

Tracciabilità

Per poter rispondere alla tendenza "niente carne" occorre mettere in campo sistemi di gestione affidabili. Chi produce prodotti vegani deve prendere tutte le precauzioni possibili per ridurre il rischio di contaminazione crociata con ingredienti di origine animale. Per ottenere questa sicurezza, è essenziale che esista un registro di tracciabilità.

Supponiamo che una catena di hamburger vegan compri le sue "polpette" da un produttore utilizzando la blockchain. Il fornitore usa la blockchain per dichiarare pubblicamente che i suoi hamburger sono vegan-friendly, mentre il ristorante posta sulla blockchain un "contratto intelligente" programmato per identificare i prodotti non vegani.

Il produttore espone privatamente la sua lista di ingredienti al contratto intelligente della catena di ristoranti per certificare i suoi ingredienti e garantire che il ristorante possa mantenere la sua promessa di pasti assolutamente vegani. Il ristorante può garantire ai propri clienti che i suoi medaglioni soddisfano le loro esigenze, e il produttore può garantire solidi rapporti commerciali dimostrando di mantenere le sue promesse.

La suite Manufacturing Operations Management (MOM) di ABB fornisce la spina dorsale per ottimizzare la visibilità e la sincronizzazione dei processi end-to-end, dalla materia prima al prodotto finito. Il software fornisce a chiunque, dagli operatori e ingegneri di produzione, ai responsabili della movimentazione dei materiali e degli impianti, dati in tempo reale sullo stato di un prodotto mentre si sposta lungo la catena di fornitura.

Alcune aziende scelgono di imitare le caratteristiche migliori finché non riescono a creare prodotti che sostituiscono quanto meglio possibile quelli di origine animale. Impossible Foods ha anche collaborato con Burger King, e la versione senza carne del suo iconico Whopper burger è destinata ad essere distribuita nei ristoranti di tutti gli Stati Uniti. Dato che molti di noi escludono dalla dieta i prodotti animali, è fondamentale che i produttori si adattino e lavorino a stretto contatto con i loro clienti per sviluppare un processo trasparente, sicuro ed efficiente.


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Sigarette elettroniche: si o no?


Recentemente abbiamo parlato di sigarette elettroniche e di come l'OMS stia prendendo di petto la loro diffusione cercando di regolamentarne severamente il loro utilizzo. Una posizione che, come specificato, si discosta da quella di tutta la comunità scientifica, probabilmente perché le visioni e quindi ragioni sono diverse. Da una parte l'OMS è preoccupata dall'aumento della frequenza di giovani che utilizzano questi nuovi apparecchi, dall'altra la comunità scientifica consiglia e promuove il passaggio alla sigaretta elettronica per i fumatori già in essere.

Proviamo a capire il perché, iniziando con le parole del Dott. Polosa:

Per i fumatori che vogliono fare qualcosa per la loro salute, la nostra revisione mostra che passare alla sigaretta elettronica è un'opzione molto buona se non vogliono o non possono smettere completamente. Nessuno può provare che le sigarette elettroniche siano sicure al 100%, ma tutta la scienza mostra che le sigarette elettroniche sono molto più sicure del fumo,Concordiamo con il Public Health England e il Royal College of Physicians of London che sia ragionevole procedere sulla base che le sigarette elettroniche siano almeno il 95% meno rischiose del fumo e probabilmente anche meno rischioso di quello. 


Riccardo Polosa è Dottore in Medicina e PhD, è Professore ordinario di Medicina Interna presso l'Università di Catania (Italia) e Direttore del Centro di Ricerca per la Riduzione del danno da fumo (Center of Excellence for the Acceleration of Harm Reduction, CoEHAR) all'interno della stessa Università. Egli è coordinatore del Gruppo di lavoro europeo sui "Requisiti e metodi sperimentali per le emissioni delle sigarette elettroniche" all'interno del Comitato Europeo per la Standardizzazione (CEN/TC 437). Il Dottor Polosa è anche Coordinatore del "Comitato Scientifico per la ricerca sulle sigarette elettroniche" promosso dalla Lega Italiana Anti Fumo (LIAF).


I risultati indicano che la mancanza di un resoconto chiaro e accurato degli studi sperimentali hanno condotto a confusione sui rischi delle sigarette elettroniche per la salute respiratoria. 


Polosa prosegue:

  I milioni di morti risultanti dal fumo delle sigarette illustrano una tragedia continua, immediata e prevenibile di cui si deve tener conto completamente in un'analisi razionale dei rischi-benefici. A nostro parere ci sono prove raccolte crescenti che suggeriscono che sostituire le sigarette con le sigarette elettroniche è un metodo efficace per contenere l'uso di sigarette a base di tabacco. Sfortunatamente la comprensione dei consumatori dei rischi relativi è falsata e, negli ultimi anni, meno fumatori adulti hanno percepito le sigarette elettroniche come meno dannose delle sigarette a base di tabacco. Queste percezioni sbagliate hanno conseguenze reali e richiedono correzioni.

L'articolo scritto da Polosa e altri è il primo tentativo di correggere la maggior parte di queste percezioni sbagliate e di fornire una fonte autorevole quando si comunica al pubblico come migliorare la salute personale e pubblica dei fumatori. Gli ex fumatori che usano attualmente le sigarette elettroniche e i fumatori che intendono usare le sigarette elettroniche al posto del fumo hanno il diritto di sapere le informazioni reali sui rischi e benefici potenziali di questi prodotti. Il miglioramento della comunicazione dei rischi può promuovere più passaggi tra i fumatori che non vogliono smettere o non possono smettere ed eventualmente riduce o previene alcune delle morti e malattie respiratorie causate dal fumare il tabacco.

 Gli autori della revisione hanno trovato anche che i fumatori che sostituivano le sigarette con le sigarette elettroniche hanno provato miglioramenti nei sintomi da fumo (tosse, catarro) e hanno manifestato livelli più bassi di monossido di carbonio emesso. Questi risultati sono stati ancora più benefici per i fumatori che hanno sostituito completamente le sigarette con le sigarette elettroniche. 

Per i fumatori con malattie quali l'asma e la malattia polmonare ostruttiva cronica (COPD), l'uso delle sigarette elettroniche ha un effetto benefico sui sintomi, sebbene i dati aggiuntivi siano necessari per determinare l'effetto completo che le sigarette elettroniche possono avere sulla funzionalità polmonare. Il Dottor Donald Tashkin, pneumologo e professore presso la David Geffen School of Medicine alla University of California, spiega:

Produrre risultati accurati per determinare i rischi e i benefici dell'uso delle sigarette elettroniche richiede un miglioramento sostanziale dei piani di ricerca attuali. Ovviamente, solo gli eventuali studi ampi e a lungo termine degli svapatori che non hanno mai fumato possono fornire i dati definitivi per mostrare qualsiasi impatto potenziale che l'uso di prodotti da svapare può avere sulla salute a lungo termine.

Il Dottor Donald Tashkin è Dottore in medicina, pneumologo a Los Angeles in California e Professore di Medicina presso la David Geffen School of Medicine (Scuola di Medicina David Geffen) presso la University of California (Università della California, Los Angeles. Negli ultimi due decenni è stato la voce principale nella valutazione clinica dell'effetto della mariuana sulla salute polmonare degli utilizzatori e ha condotto i lavori per comprendere gli effetti della mariuana e le associazioni ad altre condizioni polmonari tra cui la malattia polmonare ostruttiva cronica.

Il Dotto Polosa conclude:

Non basta sfidare la ricerca non istruttiva o anche fuorviante dovuta a problemi con la metodologia e l'interpretazione di questi studi. È urgente affrontare gli errori comuni e sviluppare raccomandazioni metodologiche robuste e realistiche in modo da valutare adeguatamente l'impatto dell'uso di sigarette elettroniche sulla salute umana in condizioni d'uso normali. L'adozione di metodi standardizzati possono rendere possibile una migliore scienza per la riduzione del danno da tabacco.


Fonte: - The effect of e-cigarette aerosol emissions on respiratory health: a narrative review -
https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/17476348.2019.1649146?journalCode=ierx20



Mirko Toller

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martedì 6 agosto 2019

Fisiologia dell'amore finito


Ci troviamo in un’epoca in cui si è pervasi da una bulimia affettiva, si fagocitano relazioni con la voracità di un rapace e si vomitano i significati intrinseci di esse. Sembra ormai che una relazione affettiva sia il corrispettivo di un oggetto desiderato del bisogno famelico…come un disturbo del comportamento alimentare le persone sembrano obese di rapporti, anoressiche di modi funzionali per viverli. Nel mio lavoro mi capita spesso di incontrare pazienti che non riescono a lasciare il partner dopo lunghissimi anni di relazione, che non riescono a superare la fine di un rapporto “non desiderata” e per i quali lo spostamento delle dinamiche affettive e degli stati d’animo derivanti, in genere, è il loro meccanismo difensivo preferito; spesso si tratta di una certezza a lungo negata che li porta a trascinare la storia con il partner anche per tanto tempo, un po’ per abitudine, un po’ per timore del giudizio di chi ci circonda o dei loro sentimenti (ad esempio i familiari), nei casi estremi per dipendenza affettiva. L’origine di questo malessere è da ricercare nella fisiologia dell’amore!


L’amore non contiene né delimita, l’amore accoglie! 


 Due individui liberi che s’incontrano in un’essenza libera, due semi di piante , l’uno pesco l’altro mandorlo, che piantati nella stessa terra creeranno sempre radici diverse, radici che vicine potranno intersecarsi ma senza mai perdere la loro unicità . Il mandorlo non può essere pesco e il pesco non può fare il mandorlo; entrambi vicini, longevi e con robuste radici, producono frutti sostanzialmente diversi, come diversi sono i fiori di ciascuno, perché diversa ne è l’essenza.

Ebbene, quando due persone s’incontrano in verità a toccarsi è il loro centro, a toccarsi non a fondersi!

 L’unita dell’uno tocca, bacia, carezza e sceglie di accompagnare l’unità dell’altro in una fioritura sensoriale nel mite clima di un sentimento, attraverso le stagioni dell’anima, si fiorisce, sfiorisce e rifiorisce insieme ma mai unitamente. Un vento sottile che non ha direzione né spazio, che sfiora le foglie del mandorlo accompagnandole all’esperienza sensoriale, tattile, con il pesco.

“ Le persone mature...in amore si aiutano a essere libere, si aiutano l’un l’altra a distruggere ogni tipo di legame. E quando l’amore fluisce nella libertà c’è bellezza. Quando l’amore fluisce nella dipendenza c’è bruttezza. Ricorda, la libertà è un valore più alto dell’amore. Quindi se l’amore distrugge la libertà, non ha alcun valore.”
- Osho -



Quando una storia d’amore finisce le reazioni in ogni uomo sono varie, molto soggettive, perché legate al seme della propria pianta, dunque non è forse anche il lascito un evento di unità? La mia unità decide (e compie) di lasciare la tua, decide di proseguire la fioritura in un modo alternativo a quello sinora adottato.

  Lasciare Andare!


 È questo il segreto per cogliere quanto di più prezioso ci sia stato nella relazione amorosa, e che permette di accogliere dentro di sé il tesoro che verrà. Il mio lavoro con i pazienti che chiedono supporto portando nelle loro borse il peso del dolore per la fine di una storia, la difficoltà estrema ad uscirne, consiste in un processo di individualizzazione, un percorso di valorizzazione di quell’unità che muove la nostra vita.





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venerdì 2 agosto 2019

PRIMA COLAZIONE: ECCO COSA SUCCEDE AL TUO CORPO SE LA SALTI

Mancanza di energia, minore capacità di concentrarsi, maggiore irritabilità. Ma non solo. Saltare la prima colazione contribuisce ad aumentare di peso e fa male al cuore. Insieme alla biologa e nutrizionista dell’Università La Sapienza di Roma Valeria del Balzo, vediamo cosa succede al nostro corpo se saltiamo la prima colazione, con una particolare attenzione all’estate, in un approfondimento messo a punto da Iocominciobene.it.

Foto: pixabay

La prima colazione? Un’abitudine consolidata per 9 italiani su 10 che dichiarano di consumarla ogni giorno, ma che di tanto in tanto, viene messa in discussione da informazioni, non sempre attendibili, che circolano online, tanto che per 1 italiano su 5 dovremmo dire addio al nostro modello di colazione, tradizionalmente dolce, e il 17% ritiene non sia un problema saltarla (dati Doxa/UnionFood).
In un approfondimento nell’ambito della campagna “Io comincio bene” che promuove il valore della prima colazione, sostenuta da Unione Italiana Food (già AIDEPI), la più grande associazione in Europa che raggruppa aziende produttrici di beni alimentari, vediamo, in sette punti, cosa succede al nostro corpo se saltiamo la prima colazione, con il contributo della dottoressa Valeria del Balzo, biologa nutrizionista dell’Università La Sapienza di Roma.

#1 SI È SENZA ENERGIE
Dopo il digiuno notturno, quando le scorte di glucosio si stanno esaurendo, è importante ripristinarle con una buona prima colazione, indispensabile per mantenere in equilibrio meccanismi endocrini, metabolici e cardiovascolari.  La giornata può essere immaginata come una gara di formula uno per il nostro organismo, il cui serbatoio va riempito prima, al mattino, e non alla fine, alla sera. Il giusto mix per partire con il piede giusto è composto da carboidrati, latte e frutta. “Pane, fette biscottate, biscotti e cereali – spiega la dott.ssa Del Balzo - apportano zuccheri a lento rilascio che danno energia per tutta la mattina”. Non va trascurata, poi, la presenza del latte o suoi derivati, come lo yogurt: “apportano la quota di proteine e grassi utili a stimolare il senso di sazietà in quantità tutto sommato contenute, e contengono buone quantità di calcio e fosforo molto biodisponibili”. Per finire un frutto o una spremuta: “apportano fibre, sali minerali, vitamine, polifenoli, come antiossidanti, e acqua”.

#2 POCA IDRATAZIONE D’ESTATE 
Meno “grave” saltare la colazione d’estate? Sbagliato! In estate con le alte temperature diventa ancora più importante assicurare un buon apporto di liquidi per scongiurare il rischio disidratazione. Il consiglio della nutrizionista è puntare sulla freschezza anche delle bevande, come il latte fresco, ad esempio, con o senza caffè. “Il latte contiene, infatti, acqua, proteine, grassi, zuccheri, vitamine e sali minerali. Bene anche lo yogurt. Per chi proprio di latte non ne vuol sentir parlare, si può scegliere un succo di frutta senza zuccheri aggiunti o un tè spiega la nutrizionista che suggerisce poi di inserire della frutta, che contribuisce all’idratazione grazie all’apporto di acqua - l’estate è il momento migliore per introdurre questa buona abitudine. Se durante il resto dell’anno al mattino fatichiamo a lavarla, sbucciarla e consumarla con calma, in vacanza se ne possono apprezzare tutti i vantaggi.”

#3 SI INGRASSA
Saltare la colazione fa dimagrire? Falso!  In ogni fascia di età, non consumare il primo pasto della giornata o non assumerlo in modo adeguato, ha effetti sull’aumento di peso, come confermano numerosi studi (Okada C, Tabuchi T, Iso H., 2018). Consumare la prima colazione, piuttosto, aumenta il senso complessivo di sazietà, permettendo di controllare e ridurre la quantità totale di energia assunta nel corso della giornata (Berti 2015). Un messaggio che gli italiani sembrano aver capito, tanto che dei 23 milioni di italiani a dieta, secondo una recente indagine dell’Osservatorio Doxa/UnionFood “Io comincio bene”, solo il 2% salta la prima colazione. Tuttavia, anche se questa è una buona notizia resistono dubbi e convinzioni scorrette: 1 italiano su 2 pensa (sbagliando) che sia più indicata una colazione proteica e per il 56% andrebbero evitati alimenti con carboidrati, come i dolci, che invece costituiscono il carburante necessario ad iniziare la giornata, anche per chi vuole perdere peso.

#4 SI È PIÙ NERVOSI E INTRATTABILI
Una buona prima colazione aiuta a migliorare l’umore: il dolce, caratteristico del nostro modo di mangiare al mattino, aumenta infatti la produzione di serotonina che ha un effetto calmante e antistress. Pane, biscotti, merendine o dolci datti in casa, fette biscottate con marmellata, miele o crema spalmabile alle nocciole e al cacao ma anche cereali da prima colazione o muesli, prodotti tipici della nostra prima colazione, contribuiscono non solo a rifornire l’organismo dell’energia necessaria ad affrontare gli impegni della giornata, ma anche alla sensazione di benessere. “Sicuramente il nostro organismo ha una reazione fisiologica grazie ad una risposta delle endorfine che hanno un’azione sull’umore - commenta la Del Balzo - ma la prima colazione è anche un rito, una coccola che gratifica e ci consente di affrontare la giornata con maggiore positività.”

#5 SI RALLENTA L’ATTIVITÀ COGNITIVA
Numerose pubblicazioni hanno dimostrato come l’omissione della prima colazione riduca la capacità di concentrazione mentre, al contrario, un buon pasto permette una maggiore capacità di memoria, migliora il livello di attenzione, di ascolto e comprensione(Cueto 2001, Fanjiang 2007, Pivivk 2012).
“Una colazione basata su cereali abbinati a zuccheri di rapido assorbimento è il segreto per una migliore funzione cerebrale - commenta la nutrizionista - i neuroni per funzionare correttamente devono avere i serbatoi pieni di energia e in particolare di glucosio.”

#6 VIENE COMPROMESSA LA PRESTAZIONE SPORTIVA
Lo sport è un rito mattutino molto amato dagli italiani. Secondo una recente indagine (Doxa/UnionFood), infatti, circa 18 milioni di italiani si allenano alle prime luci del giorno. Tra gli sportivi del mattino, il 7% non fa colazione né prima né dopo, mentre il 30% solo dopo l’attività fisica. Un errore che può compromettere la prestazione sportiva. La prima colazione consente infatti di ricostruire e ottimizzare le riserve glucidiche, epatiche e muscolari, fornendo all’organismo l’energia necessaria per l’attività fisica (We et al, 1985). Alcuni studi mettono in luce inoltre che la mancanza della prima colazione può riflettersi negativamente sulla prestazione sportiva anche nel pomeriggio (Clyton et al, 2015).
“Per chi pratica uno sport al mattino, è consigliata una colazione a base di carboidrati complessi e semplici con un buon apporto di liquidi, che possono arrivare non solo dalle bevande ma anche dalla frutta che contiene. Inoltre, anche vitamine e sali minerali aiutano molto in questo”, suggerisce l’esperta.

#7 FA MALE AL CUORE 
Un numero crescente di evidenze scientifiche dimostra che l’abitudine a consumare la prima colazione porta ad un miglioramento generale dello stato di salute e benessere, per tutte le età. Consumata regolarmente e nelle giuste proporzioni si associa ad un minor rischio di ipertensione (Witbracht et al,2015) ed eventi cardiovascolari (Kubota et al 2016). “La prima colazione è una buona abitudine che migliora l’apporto di nutrienti necessari nella prevenzione delle cardiopatie - commenta la dott.ssa Del Balzo. Il latte, per esempio, contiene peptidi bioattivi, sostanze che contribuiscono al mantenimento normale della pressione arteriosa, che è uno dei fattori di rischio per le patologie cardiovascolari.”
Un recente studio (Iqbal et al, 2017) sembra dimostrare inoltre come una prima colazione a base di cereali sia correlata a migliori parametri di rischio cardiovascolare, così come un’indagine su un campione rappresentativo della popolazione adulta del Molise da cui è emerso che il consumo di alimenti della tradizionale colazione italiana (latte, yogurt, zucchero, miele, marmellata, biscotti, fette biscottate, brioches, cereali da prima colazione) è positivamente associato alla riduzione del rischio cardiovascolare, alla qualità della vita e alla sindrome metabolica (Giuseppe et al,2012).

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giovedì 1 agosto 2019

Star bene in modo naturale: a Modena Benessere Festival


Star bene in modo naturale: a Modena Benessere Festival due giornate a ingresso gratuito. 
Il 19 e 20 ottobre a ModenaFiere.

Dall'alimentazione biologica e vegetariana alla cosmesi naturale, dalle discipline per il corpo a quelle per la mente, dall'abbigliamento in fibre vegetali agli accessori ecologici ed ecocompatibili per la casa e la cura della persona. Oltre 200 espositori specializzati in terapie olistiche e discipline bio-naturali si danno appuntamento sabato 19 e domenica 20 novembre a ModenaFiere per la sesta edizione di Modena Benessere Festival. Cinque aree esperienziali - dedicate allo yoga, alle arti marziali, all'antichissimo Shaolin Gong Fu, alle danze orientali e alle tecniche di massaggio - con decine di free class, oltre 500 trattamenti da provare e numerosi incontri sul benessere con esperti da tutta Italia. Due giornate a ingresso rigorosamente gratuito, in cui Modena diventa la capitale del benessere naturale

Decine di discipline diverse, con radici sia in oriente che in occidente, un obiettivo comune: il benessere naturale. Yoga, shiatsu, naturopatia, osteopatia, riflessologia, musicoterapia, eudinamica, meditazione, training autogeno, reiki sono solo alcune delle discipline olistiche o bio-naturali che si possono conoscere - e sperimentare - gratuitamente il 19 e 20 ottobre a Modena Benessere Festival (www.modenabenessere.it) presso il quartiere fieristico. Si tratta di discipline che si prendono cura in senso globale della persona e sollecitano le risorse di cui ogni individuo è dotato; nessuna terapia olistica si prefigge lo scopo di sostituire la medicina tradizionale ma la affiancano, per preservare l'ottimale stato di benessere psico-fisico.

Questa sesta edizione di Modena Benessere Festival, per la prima volta a ingrasso gratuito, presenta un'offerta ancora più ricca di approfondimenti teorici e sperimentazioni pratiche, accompagnata dall'esposizione e vendita di prodotti e servizi del settore - dalla cosmesi bio all'abbigliamento e gli accessori ecologici ed ecocompatibili per la casa e la cura della persona.

Si conferma il format di successo degli scorsi anni, con grande spazio alle esibizioni di bio-discipline, arti marziali e ginnastica dolce e la possibilità di sperimentarle personalmente nelle numerose free class condotte dagli insegnanti delle scuole più accreditate. Sono cinque le aree esperienziali dove mettersi alla prova o semplicemente lasciarsi "coccolare" e sono dedicate allo yoga, alle arti marziali, allo Shaolin Gong Fu, alle danze orientali e alle tecniche di massaggio.

Sono numerose anche le conferenze gratuite che affrontano le varie declinazioni del benessere natuale con nomi importanti. Tra questi ha già confermato la presenza Paolo Soffientini, ricercatore IFOM (centro di ricerca dedicato allo studio dei meccanismi molecolari alla base della formazione e dello sviluppo dei tumori, fondato da FIRC e AIRC), che nel suo libro "Cent’anni da leoni" (Mondadori) svela come conciliare i principi di una vita sana con la nostra quotidianità, fatta di spuntini veloci, scarsa attività fisica, intossicazione digitale, aperitivi alcolici (sabato 19 ottobre ore 17.20).

Ci sarà anche il dottor Piero Mozzi, celebre per la sua dieta basata sui gruppi sanguigni, conosciuta anche come emodieta: ad ogni tipologia corrisponderebbe una predisposizione verso alcuni tipi di alimenti piuttosto che altri, basandosi sul fatto che i diversi tipi di sangue si sono differenziati nel corso dei millenni in base ai cambiamenti operati dall'uomo sul suo modo di vivere e di alimentarsi (sabato 19 ottobre ore 14).

Lucia Cuffaro, presidente del Movimento per la Decrescita Felice, conduce la rubrica ecologica di Unomattina in Famiglia su RAI 1; in fiera presenterà il suo libro "Occhio all’etichetta" (Macro edizioni), in cui insegna a decifrare le etichette poste sugli alimenti e svela anche quello che sulla confezione non viene riportato e che è fondamentale conoscere per scegliere in maniera più informata, consapevole e libera (domenica 20 ottobre ore 16.45).

La manifestazione è organizzata da Blu Nautilus in collaborazione con ModenaFiere, con il patrocinio di Comune e Provincia di Modena. Il festival è diretto e coordinato da Florido Venturi, specializzato nell’organizzazione di eventi sul benessere.

Dove: Modena Fiere, Viale Virgilio, 70/90, 41123 Modena
Quando: Sabato 19 e domenica 20 ottobre dalle 10 alle 20.
Infoline: Tutto il programma su www.modenabenessere.it

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Intelligenza artificiale in aiuto alle malattie coronariche


Uno studio coordinato dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc) nell’ambito del Programma Horizon 2020, ha portato alla realizzazione di una piattaforma basata su intelligenza artificiale in grado di immagazzinare e gestire dati, informazioni e storia clinica di pazienti affetti da cardiopatia coronarica, allo scopo di facilitare la previsione e la gestione della malattia.

   Il progetto SMARTool, è stato finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma Horizon 2020 ed è coordinato dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc), ha sviluppato un programma che utilizza intelligenza artificiale e tecnologia cloud per agevolare il controllo dei pazienti affetti da cardiopatia coronarica (Cad). La piattaforma include una serie di modelli multiscala e multilivello di caratterizzazione e di progressione della placca integrata con dati di varia natura specifici del paziente quali sintomi, fattori di rischio, stile di vita, esami del sangue, dati genetici, profilo lipidico, ed elaborati da algoritmi di intelligenza artificiale.

 “La gestione delle informazioni ha avuto inizio circa 5 anni fa, quando è stata effettuata la prima collezione di esami diagnostici (Tac, prelievi, ecografie etc.) effettuati su pazienti affetti da cardiopatia coronarica”, spiega Silvia Rocchiccioli, ricercatore presso l’Ifc e coordinatrice del progetto. “Le informazioni sono state quindi raccolte e analizzate da una intelligenza artificiale, che ha confrontato i risultati degli esami effettuati a distanza di tempo sugli stessi pazienti, verificando la predisposizione all’insorgenza della malattia e i fattori ad essa legati. In questo modo abbiamo potuto sviluppare un algoritmo diagnostico innovativo per il calcolo del rischio che ha presentato un’accuratezza dell’80%”.

Un risultato notevole, che ha coinvolto 10 partner pubblici e privati, specializzati nella ricerca clinica e scientifica di 9 paesi europei, e 4 centri clinici di supporto per la raccolta dei dati che hanno lavorato a stretto contatto per tre anni e mezzo, coinvolgendo medici, biologici, chimici, informatici ed ingegneri.

  “Grazie allo studio è stato possibile identificare una serie di geni coinvolti in determinati meccanismi associati alla presenza/severità di Cad: ad esempio, si è dimostrato che l’ipertensione è uno dei fattori di rischio per la progressione della malattia. Il progetto ha inoltre confermato che una concentrazione nel sangue doppia rispetto ai soggetti sani di alcune molecole infiammatorie (come la Interleuchina-6) è associata ad un maggiore rischio di progressione della malattia nel tempo, mentre una concentrazione dimezzata di leptina (un ormone coinvolto nella regolazione del bilancio energetico) è direttamente correlata alla severità della malattia”, prosegue Rocchiccioli. “Lo scopo ultimo del progetto è quello di fornire al cardiologo un sistema capace di aiutarlo nella identificazione più accurata possibile del soggetto realmente a rischio di eventi clinici avversi quali l’infarto, favorendo sia un miglior trattamento del paziente in termini di cura efficace, sia rendendo più efficiente il sistema di diagnosi con una forte riduzione dei costi per i sistemi sanitari dei paesi dell’area Eu”, conclude la ricercatrice.







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