mercoledì 29 gennaio 2020

Melanoma: a rischio fasce più giovani ma nuove risposte al rischio recidiva


Il melanoma, il più pericoloso tra i tumori della pelle, colpisce fasce sempre più giovani della popolazione. Nel 2019, secondo le ultime stime AIOM, le nuove diagnosi di melanoma sono circa 12.400, di cui 6.700 tra gli uomini e 5.700 tra le donne (4% di tutti i tumori in entrambi i sessi). Una patologia che rappresenta il 9% dei tumori giovanili negli uomini (al secondo posto tra le neoplasie più frequenti, dopo il testicolo) e il 7% nelle donne (terza neoplasia più frequente, dopo mammella e tiroide). Fino a pochi anni fa il melanoma era considerato una neoplasia rara, addirittura rarissima tra gli adolescenti, mentre negli ultimi 20 anni l’incidenza è aumentata di oltre il 4% all’anno negli adolescenti di entrambi i sessi. Nel corso della vita si ammala un uomo su 66 e una donna su 85.

 “Melanoma: un destino che può cambiare” è l’appuntamento promosso da Inrete Relazioni Istituzionali e Comunicazione, con il patrocinio di IMI (Intergruppo Melanoma Italiano) e grazie al contributo di Novartis, azienda farmaceutica multinazionale. L’incontro vuole fare il punto sulla patologia e sui progressi della ricerca destinati ad incidere positivamente sulla vita dei pazienti affetti da questa malattia. Il confronto tra il mondo scientifico e istituzionale si è svolto presso la sala multimediale del Rettorato La Sapienza, a Roma, per tracciare un ritratto dello stato dell’arte e delle prospettive future alla luce, anche, delle novità più recenti.

 Il melanoma è una neoplasia della pelle maligna che può insorgere ex novo o derivare da un neo preesistente sulla cute integra. I nei sono agglomerati di melanociti, le cellule dell’epidermide che producono e accumulano melanina. La sopravvivenza più alta per questo tipo di tumore si registra in Trentino Alto Adige (92%), Piemonte e Veneto (90%). Il Lazio, invece, è la seconda Regione italiana per mortalità maschile (131 decessi – Istat 2016), terza per quella femminile (79 decessi – Istat 2016). Nella regione del Centro Italia l’incidenza della patologia è pari al 21,9% per gli uomini (650 casi ogni 100 mila abitanti) e al 14,5% per le donne (470 diagnosi ogni 100 mila abitanti).

 Negli ultimi anni si registra un aumento dell’incidenza della patologia nella fascia d’età 0-45 anni. Per il melanoma individuato in uno stadio precoce, la chirurgia costituisce il trattamento standard ed è associata a una buona prognosi a lungo termine. A 5 anni dalla diagnosi si registra un tasso di sopravvivenza del 98% nei pazienti in stadio I e del 90% di quelli in stadio II. Diverse le cose per lo stadio III, quando il tumore si estende ai linfonodi vicini (circa il 15% delle nuove diagnosi). In questo caso, infatti la patologia presenta rischi di recidiva elevati.

 Paolo Marchetti, Direttore Reparto Oncologia dell’Ospedale Sant’Andrea e del Policlinico Umberto I di Roma, pone l’accento sui dati: “Il melanoma è un tipo di cancro particolarmente aggressivo che ogni 12 mesi, in Italia, fa registrare 7000 nuovi casi e 1500 decessi. La diagnosi precoce e l’adozione di corretti stili di vita, in particolare con una maggiore attenzione all’esposizione al sole, restano le armi vincenti contro questa patologia”.

 La mutazione di alcuni geni, come dimostrato da recenti studi, è responsabile della proliferazione incontrollata delle cellule di melanoma. Fra questi il gene BRAF, che – mutato - produce una proteina anomala la quale, non funzionando più correttamente, invia un segnale errato alla cellula tumorale che si moltiplica in maniera incontrollata. Per questo nei pazienti ad alto rischio (III stadio), gli esperti raccomandano l’esecuzione del test per determinare la mutazionale del gene BRAF attraverso un test di laboratorio, eseguito su un campione di tessuto prelevato tramite biopsia.

 “Il melanoma cutaneo - ha spiegato Virginia Ferraresi, Membro Consiglio Direttivo I.M.I., IRCCS- Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, Divisione di Oncologia Medica 1 - è caratterizzato da un alto numero di mutazioni delle cellule melanocitarie prevalentemente derivanti dall’effetto tumorale dei raggi ultravioletti. La rivoluzione in ambito terapeutico è legata alla identificazione di geni che producono proteine che, a loro volta, veicolano segnali che portano sia alla trasformazione neoplastica sia alla proliferazione e alla sopravvivenza delle cellule tumorali stesse”.

 “Come per tutte le patologie, sia tumorali che infiammatorie- dichiara Ketty Peris, Presidente SIDeMaST e Direttore della Clinica dermatologica, Policlinico Gemelli - è fondamentale, nell’approccio diagnostico-terapeutico alla malattia, lavorare in team multidisciplinare in centri dedicati e di riferimento che rispondano ai requisiti richiesti. Così facendo, infatti, si può garantire una ottimale presa in carico del paziente grazie alla stretta collaborazione fra oncologi e dermatologi, ma anche chirurghi, radioterapisti e anatomopatologi inserendo il paziente in uno specifico percorso di diagnosi e cura”.

 A queste caratteristiche della patologia, la ricerca ha risposto con soluzioni legate alla medicina di precisione con farmaci pronti a colpire bersagli specifici, che hanno dimostrato grande efficacia nel contrasto alle recidive. “Questo trattamento adiuvante - come testimonia Monica Forchetta, presidente APaIM (Associazione Pazienti Italia Melanoma)- apre nuovi scenari poiché in grado di prevenire recidive nelle persone affette da melanoma, al III stadio, ovvero ad alto rischio, positivi per la mutazione BRAF e dopo la completa resezione chirurgica. A incidere sull’impatto psicologico dei pazienti è anche la durata del percorso di cura: 12 mesi. Un aspetto che porta le persone in terapia ad affrontare con maggiore forza e vigore un percorso difficile, ma circoscritto e oggi molto più breve di qualche anno fa”.

 Tutt’oggi però una corretta informazione sui rischi che si corrono in seguito a esposizioni precoci e prolungate ai raggi UV deve affiancarsi a un sistema di prevenzione adeguato. Come ha spiegato Angela Ianaro, Membro Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati, “Il rischio è notevolmente maggiore tra chi fa uso di lampade solari, specie se di età inferiore ai 30 anni. Il nostro ordinamento disciplina l’utilizzo delle lampade abbronzanti, prevedendone il divieto ai minori. Non determina, tuttavia- prosegue la Ianaro- alcuna sanzione nel caso di violazione del divieto stesso. In considerazione del pericolo legato a un loro utilizzo da parte dei minorenni ho presentato un’interpellanza urgente affinché si introducano controlli accurati sul rispetto della normativa vigente e regimi sanzionatori”.

“Altrettanto importante è - come sottolinea il Presidente della Commissione Salute della Regione Lazio Giuseppe Simeone - costruire e implementare la rete per le patologie oncologiche, consentendo a tutti i pazienti della Regione di usufruire di percorsi di diagnosi e terapie ed eventualmente essere indirizzati verso percorsi di trattamenti con farmaci sperimentali".

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martedì 28 gennaio 2020

Salute: 1 italiano con diabete su 7 risiede in Lombardia; 1 lombardo con diabete su 3 nella città metropolitana di Milano

Con 550.000 persone con diabete, la Lombardia è la prima regione d’Italia per diffusione della malattia in termini assoluti; di queste, oltre 180.000, ovvero 1 su 3, risiede nell’area metropolitana di Milano



Presentati i dati dell’analisi preliminare del progetto internazionale Cities Changing Diabetes per Milano, volto a studiare il legame fra il diabete e la città e a promuovere iniziative per salvaguardare la salute e prevenire la malattia nella metropoli

Per i milanesi la salute è al primo posto tra i temi di interesse, ma nonostante ciò il livello di soddisfazione per le politiche in tema di salute è molto basso

É la Lombardia la regione con il maggior numero assoluto di persone con diabete in Italia: vi risiedono, infatti, circa 550.000 delle 4 milioni stimate nel nostro Paese e di queste, 1 su 3 vive a Milano. Secondo i dati elaborati dall’ATS Città Metropolitana di Milano, nel capoluogo lombardo sono infatti oltre 180.000 le persone con diabete noto e circa 60.000 le persone che non sanno di averlo. Questi sono alcuni dati raccolti nell’Atlas di Milano, presentato oggi a Palazzo Lombardia e realizzato nell’ambito del progetto internazionale Cities Changing Diabetes, promosso dall’University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center, con il contributo dell’azienda farmaceutica Novo Nordisk, in collaborazione con istituzioni nazionali, amministrazioni locali, mondo accademico e terzo settore, con l’obiettivo di studiare il legame fra il diabete e le città e promuovere iniziative per salvaguardare la salute e prevenire la malattia. 

I dati ISTAT indicano che oggi nell’area metropolitana di Milano risiedono 3,2 milioni di abitanti, una cifra significativa per livelli di urbanizzazione, che la pone tra le prime aree metropolitane in Europa e seconda in Italia dopo Roma. Un forte contesto di urbanizzazione che dagli anni ‘60 ad oggi è più che raddoppiato e che costituisce circa il 32 per cento della popolazione della Regione Lombardia, senza considerare l’alto tasso di popolazione non residente ma che svolge attività lavorativa nell’area della città di Milano.

“Oggi, più del 50 per cento della popolazione mondiale vive nelle città e se consideriamo che il 65 per cento delle persone con diabete vive in aree urbane, è chiaro che la città è un punto determinante per contrastare la crescita del diabete“, dice Andrea Lenzi, Presidente dell’Health City Institute e dell’Italian Cities Changing Diabetes, che aggiunge “Come già avvenuto per Roma, coinvolta nel progetto nel 2018, in questo ATLAS viene realizzata una prima mappatura dei dati quantitativi demografici, clinico- epidemiologici e sulla percezione della salute nell’area di Milano Città Metropolitana, allo scopo di analizzarli e di capire sempre meglio come sia possibile ridurre o meglio rallentare la crescita nell’incidenza del diabete e migliorare la qualità di vita delle persone che ne sono malate. L’analisi delle possibili differenze tra le persone con diabete che vivono in un’area metropolitana può aiutarci, ad esempio, a comprendere la variabilità tra le diverse zone, in termini di outcome clinici”.

“È un fatto noto che l’incremento della prevalenza del diabete sia dovuto a vari fattori quali invecchiamento e obesità, due elementi in continuo aumento. Anche fattori sociali come livello di istruzione, accesso alle cure, risorse disponibili incidono fortemente sull’incremento del diabete. Infatti, come già osservato a Roma, anche all’interno dell’area metropolitana di Milano c’è una forte discrepanza tra centro e periferia in termini di reddito, percentuale di migranti, qualità di vita, alimentazione, sedentarietà e titolo di studio. Allo stesso modo, la prevalenza di diabete non è distribuita in maniera uniforme: si va da un valore del 5,30 per cento nella ASST Città di Milano fino ad un valore massimo di 6,35 per cento nel territorio dell’ASST Nord Milano”, dichiara Livio Luzi, Presidente del Comitato Scientifico di Milano Cities Changing Diabetes.

“Da una recente indagine svolta dall’istituto di ricerca Medi-Pragma emerge che la salute è il tema che sembra stare maggiormente a cuore ai cittadini milanesi, ma solo 1 su 3 si ritiene soddisfatto delle politiche per la salute, assegnando punteggi bassi sia per quanto riguarda i servizi sanitari sia per le attività svolte per migliorare le condizioni sociali, politiche, economiche e di salute della popolazione metropolitana. L’insoddisfazione sembra essere riconducibile da una parte ad un elevato livello di aspettative sulla tipologia e qualità di servizi resi ai cittadini e dall’altra ad una ridotta valorizzazione e comunicazione della, in realtà, ampia offerta di servizi e opportunità messa già a disposizione della comunità”, afferma Michele Carruba, Presidente del Comitato Esecutivo di Milano Cities Changing Diabetes.

“È necessario che i policy maker siano sempre più sensibili al tema della salute nella città per individuare le politiche di prevenzione più opportune e migliorare la rete di assistenza. L’Atlas fornisce un’utile mappatura dello stato di salute attuale dei cittadini di Milano grazie alla partecipazione dei diversi partner territoriali. Su questi dati è possibile costruire un servizio di prevenzione e cura ancora migliore, evitare gli sprechi e concentrarsi in modo efficace sui bisogni reali dei cittadini. Quando un amministratore pubblico lavora su dati certi con competenza e in dialogo con gli specialisti, i risultati arrivano”, dichiara Giuseppe Sala, Sindaco di Milano.

“Tra le priorità di Regione Lombardia, con il varo della legge 23 di riordino del Sistema Sanitario Regionale, c’è la concreta attenzione proprio alle attività di prevenzione insite anche nei sani stili di vita che i cittadini delle metropoli devono poter praticare in un adeguato contesto urbano. L’Urban health, ovvero la salute nelle città, deve guidare la Città di Milano verso il suo adeguamento alle reali e nuove necessità della popolazione: ancora prima che un paziente giunga alla corretta prevenzione diagnostica sanitaria, alla necessaria assistenza medico-ospedaliera o, ancora, alla terapia e alla cura, deve essere messo nelle condizioni di poter usufruire di precisi modelli urbanistici al fine di poter essere incoraggiato e favorito nella pratica di corretti stili di vita”, afferma Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia.

“Le diseguaglianze di salute, ancora presenti nel nostro contesto metropolitano, le cui evidenze sono messe in luce in questa pubblicazione, ci spronano a proseguire e migliorare le nostre azioni a partire dalla necessità di interventi di informazione e di prevenzione rivolti alle categorie più fragili. Penso in questo senso sia ai bambini residenti in zone più povere socialmente ed economicamente sia agli anziani che ancora faticano ad avere accesso continuativo ai percorsi diagnostico-terapeutici. Con la pubblicazione di questo documento, la Città di Milano attraverso l’Assessorato che rappresento, vuole cogliere fino in fondo l’opportunità data dall’adesione alla rete internazionale “Cities Changing Diabetes”, costruendo un programma di azioni che possa accompagnare lo sviluppo economico e urbanistico del territorio, con interventi specifici tesi a promuovere la salute e il benessere per tutti e tutte, contrastando la disomogeneità dei risultati relativi allo stato di salute e scommettendo sulla prevenzione”, dice Gabriele Rabaiotti, Assessore Politiche sociali e abitative Comune di Milano.

Come per Roma, il progetto Milano Cities Changing diabetes è coordinato dall’Health City Institute in collaborazione con il Ministero della Salute, l’ANCI, la Rete Città Sane dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Istituto Superiore di Sanità, l’ISTAT, la Fondazione CENSIS e CORESEARCH. Con questo progetto, Milano viene inserita in un ampio network di metropoli; ad oggi 22 città in cinque continenti nel mondo hanno aderito al programma: Nord America (Città del Messico, Mérida, Houston, Vancouver), Europa (Copenaghen, Leicester, Madrid, Manchester, Milano, Roma), Asia (Beirut, Beijing, Koriyama, Tianjin, Seoul, Shanghai, Hangzhou, Xiamen, Jakarta), Sud America (Buenos Aires) e Africa (Johannesburg), città impegnate a studiare l’impatto della crescente urbanizzazione sul diabete e sull’obesità.

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Al via il Mese della Prevenzione della Maculopatia e Retinopatia senile


Contro la Maculopatia Senile la cura migliore è la prevenzione e il Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO), in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano e ASST H Fatebenefratelli-Sacco di Milano, promuove dal 23 gennaio al 28 febbraio 2020 la Campagna di Prevenzione della Maculopatia e Retinopatia senile - presentata durante la conferenza stampa svoltasi presso l'Hotel Principe di Savoia a Milano, alla presenza del Professor Francesco Bandello, Direttore della Clinica Oculistica dell'Università Vita-Salute, H San Raffaele, Milano, del Dottor Lucio Buratto, Direttore scientifco Centro Ambrosiano Oftalmico - CAMO, Milano, del Professor Giovanni Staurenghi, Direttore Struttura Complessa di Oculistica. H Fatebenefratelli-Sacco, Milano -. 
Anche quest’anno è iniziato il Mese della Prevenzione durante il quale i migliori specialisti oculisti sono a disposizione gratuitamente in decine di centri d’eccellenza ospedalieri, universitari e privati, sparsi su tutto il territorio per fornire una visita accurata e le indicazioni terapeutiche necessarie. Una iniziativa di grande impegno sociale e medico che si ripete ogni anno, che ha ormai realizzato un grande screening su migliaia di pazienti e che proprio per l’alta missione sociale esercitata ha il patrocinio del Ministero della salute e della Società Oftalmologica Italiana e di IAPB Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità.


Partendo dalla certezza che la miglior cura è sempre la prevenzione quest’anno sono 26 i Centri in 13 regioni in cui si potrà effettuare un esame gratuito volto alla rilevazione di queste due invalidanti patologie che, se non diagnosticate per tempo, possono portare alla cecità. Gli screening saranno effettuati da equipe medico-infermieristiche altamente qualificate e dotate delle attrezzature più all’avanguardia. La degenerazione maculare senile, legata all’invecchiamento della retina, colpisce in Italia oltre un milione di persone, soprattutto dopo i 65 anni, ma i numeri sono in crescita proprio perché sta aumentando la popolazione anziana potenzialmente candidata alla malattia. L’aspettativa di vita è in aumento nel mondo, ma vivere più a lungo è un premio senza valore se la qualità della vita è compromessa da cattive condizioni di salute e dalla perdita di autonomia, come quando si perde la capacità di vedere. Investire negli screening e in efficaci terapie per mantenere e migliorare le funzionalità dell’individuo è di cruciale importanza. “Questa è la linea da seguire e lo scopo e finalità del nostro impegno - afferma il dottor Lucio Buratto, Direttore Scientifico del CAMO. -“



“Queste campagne di prevenzione - spiega il Professor Francesco Bandello, Direttore della Clinica Oculistica dell’Università Vita-Salute del San Raffaele, che insieme al dottor Buratto collabora a queste iniziative - oltre a dare ai pazienti un’informazione esauriente, promuovono e accelerano l’iter diagnostico. Arrivare rapidamente alla diagnosi nelle malattie croniche degenerative oculistiche è il passo più importante. E questo passo è facile da compiersi perché consiste in un esame non invasivo (l’OCT), che è una specie di tac della retina, indolore e che dura pochi attimi. Favorire l’accesso alle terapie al fine di prevenire la cecità e limitare per quanto possibile il trauma della disabilità visiva è tra gli obiettivi degli screening realizzati nei Mese della Prevenzione. Non va dimenticato che la DMLE compromette la qualità della vita, limitandone l’autonomia di movimento e con i disagi propri di una vista gravemente difettosa”.


La ricerca scientifica da anni sta studiando i mezzi più efficaci per curare la maculopatia senile. Come è noto vi sono due forme di questa patologia: una cosiddetta secca che ha una progressione lenta ma inarrestabile. Diversa la forma cosiddetta umida ( o essudativa) che ha una minor frequenza (circa il 20% dei casi) e contro la quale la ricerca ha raggiunto obiettivi terapeutici efficaci. La forma umida è causata da vasi sanguigni anomali prodotti dalla molecola VEGF cioè Fattore di crescita vascolare, che compromettono la funzione visiva della retina. Il gold standard terapeutico per la malattia nella sua forma umida è rappresentato da un trattamento continuativo a base di iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF, una classe di molecole che agisce inibendo la proliferazione dei nuovi vasi sanguigni all’interno della retina e arginando la perdita di fluido retinico.

Esistono diverse classi e generazioni di farmaci, alcuni sono stati sintetizzati oltre 10 anni fa e altre sono molecole sviluppate in tempi recenti. Le ultime conquiste che hanno anche già ottenuto l’approvazione della Agenzia del farmaco americana, dimostrano una maggior durata d’azione nel controllare e inibile il fluido retinico. “Questo significa - precisa il professor Giovanni Staurenghi, Direttore Struttura Complessa di Oculistica dell’ospedale Fatebenefratelli- Sacco di Milano che l’intervallo tra una iniezione intravitreale e l’altra potrebbe allungarsi e garantire, a parità di risultato, un numero inferiore di iniezioni annuali. Inoltre la riduzione delle somministrazioni renderebbe più facile per il paziente aderire alla prescrizione del medico e, per il medico e le strutture sanitarie, gestire un alto numero di pazienti -”. 

Un nuovo farmaco
La Food and Drug Administration (FDA), l'Ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici ha recentemente approvato l’utilizzo di brolucizumab) per la cura della Maculopatia senile essudativa (DMLE). Il 16 Dicembre 2019 anche Il Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP) dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha dato parere positivo all'approvazione di brolucizumab per il trattamento della degenerazione maculare senile essudativa (DMLE). E’ un farmaco che va a colpire tutte le isoforme di VEGF-A. Ha il vantaggio, rispetto agli altri farmaci, di essere una molecola piccola che penetra molto bene all’interno della retina. Scompare subito dalla circolazione sanguigna, riducendo così il rischio di effetti collaterali sistemici. Il farmaco offre maggiore risoluzione del fluido rispetto ad aflibercept e la capacità di trattare i pazienti con AMD essudativa con un intervallo di tre mesi da una dose all’altra, dopo le prime dosi di carico, senza compromissione di efficacia. La degenerazione maculare senile di tipo essudativo (AMD) è una malattia degenerativa cronica della vista, causata da un eccesso di VEGF, una proteina che favorisce la crescita di vasi sanguigni anomali sotto la macula (l’area della retina responsabile di una nitida visione centrale). Il fluido che fuoriesce da questi vasi sanguigni anomali altera la normale struttura retinica danneggiando la macula. La molecola brolucizumab è stata ingegnerizzata per ottenere una più alta concentrazione di farmaco, fornendo un maggior numero di siti di legame attivi rispetto ad altri anti-VEGF. Inibendo il VEGF, brolucizumab sopprime la crescita di vasi sanguigni anomali e la potenziale fuoriuscita di liquido nella retina.

Ecco l’elenco dei Centri di eccellenza distribuiti in 13 regioni del territorio nazionale dove poter fare questo importante esame ‘salvavista’ in maniera del tutto gratuita, effettuato da team di professionisti e con strumenti diagnostici all’avanguardia:

Alessandria - Ospedale Civile S. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo - Via Venezia 16
Arezzo - Divisione Oculistica Ospedale di Arezzo - Via Pietro Nenni 20
Cagliari - Ospedale San Giovanni Di Dio Clinica Oculistica - Via Ospedale, 46
Catania - Clinica Oculistica Università di Catania Policlinico Rodolico - Via Santa Sofia 78
Catanzaro - Università Magna Grecia, U.O. di Oculistica - Viale Europa, Loc. Germaneto
Chieti/Pescara - Clinica Oftalmologica Università “G. d’Annunzio” - Via dei Vestini
Eboli - Presidio Ospedaliero “Maria SS Addolorata” - Piazza Scuola Medica Salernitana
Firenze - Clinica Oculistica Università di Firenze - Largo Brambilla, 3
Genova - Clinica Oculistica Di.N.O.G.Mi. Università di Genova, Ospedale Policlinico San Martino - Viale Benedetto XV 5
Lecce - Ospedale Vto Fazio - Piazzetta Muratore
Legnano - Unità Operativa Oculistica di Legnano - Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) Ovest Milanese - Via Papa Giovanni Paolo II C.P. 3 –
Milano - Centro Ambrosiano Oftalmico – Piazza della Repubblica 21
Milano - Unità Operativa di Oculistica IRCCS Ospedale San Raffaele e Università Vita-Salute Via Olgettina 60
Milano - Neovision Cliniche Oculistiche - Corso Vercelli 40 - Via Procaccini 1 - Viale Restelli 1
Milano - Clinica Oculistica Universitaria ASST Ospedale Fatebenefratelli Sacco di Milano
Moncalieri (Torino) - Ospedale Santa Croce di Moncalieri - Piazza Amedeo Ferdinando 3
Napoli - U.O.C. di Oculistica, A.O.R.N. dei Colli Ospedale Monaldi - Via L. Bianchi
Napoli - A.O.R.N. A. Cardarelli - Via Cardarelli 19
Padova - Villa Maria - Via delle Melette 2
Roma - Fondazione G. B. Bietti per l’Oftalmologia Roma - Via Livenza 3
Siena - Clinica Oculistica Università di Siena Policlinico Santa Maria alle Scotte - Viale Bracci
Trani - ASLBAT AZIENDA OSPEDALIERA LOCALE “S. Nicola Pellegrino” Viale Padre Pio  
Treviso - (Villorba) - Centro di Medicina - Viale della Repubblica 10B
Varese - Clinica Oculistica e Scuola di specializzazione in Oftalmologia dell'Università dell'Insubria di Varese e Como - Viale Borri, 57

Per aderire alla Campagna consultare il sito: www.curagliocchi.it

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lunedì 27 gennaio 2020

Oncologia: la lotta è un inno alla vita!



Il 4 febbraio 2020 sarà, come ogni anno, la Giornata Mondiale dedicata alla lotta contro il cancro.

Il centro Medico Medicina e Nutrizione dal giorno 3 febbraio al giorno 7 febbraio 2020
proporrà uno "sportello di ascolto" rivolto ai pazienti oncologici, alle loro famiglie e alla società intera: un’occasione per essere ascoltati e accolti. Gli obiettivi saranno quelli di fornire un supporto psicologico, individuare e definire le emozioni collegate alla diagnosi medica, individuare strategie di problem solving per risolvere le difficoltà pratiche, emotive e interpersonali legate al cancro.


Il cancro è uno dei più grandi paradossi della vita!

Biologicamente l’evento consiste in uno sviluppo di cellule indifferenziate che possono migrare oppure delimitarsi in una parte del corpo. Viene prodotta, in una condizione neoplastica, una nuova forma di materia invasiva che esce dai limiti strutturali in maniera indifferenziata, cosa che non accade in un soggetto in salute, nel quale invece si producono costantemente cellule embrionarie che si differenziano. Il paradosso che risiede nella cellula cancerogena sta proprio nella dinamica di differenziazione-indifferenziazione che risiede nella persona che si ammala di cancro.

Facciamo qualche esempio pratico! 

Per un lungo periodo mi sono occupata di psicologia racconta la Dottoressa Giovanna Pascolo, e dalla mia esperienza, ho potuto osservare che i pazienti oncologici sono solitamente persone che hanno perduto, per una serie di eventi, la propria capacità di differenziarsi, cioè di essere altro; persone omologate con la società, persone che hanno dimenticato se stesse, la propria interiorità, donne che hanno relegato in un angolo oscuro della psiche la loro femminilità, uomini che si sono completamente identificati in un ruolo facendo di se stessi un imprenditore, un leader, lasciando nelle mani dell’oblio la loro unicità.
Ecco che la produzione di nuova materia nel paziente neoplastico, richiama simbolicamente un processo creativo, un’energia materializzante che crea, che rigenera un nuovo individuo.
Si tratta di persone che vengono chiamate a fare un ritorno ad uno stato primordiale della psiche, ad uno stato indifferenziato che si moltiplica costantemente, che ha dentro di sé la forza dell’infinito, il grande messaggio della trasformazione! Nella moltiplicazione della cellula cancerosa risiede il significato profondo del riconquistare il senso della propria vita e il cancro, facendo accesso alla vita di un soggetto, gli sta comunicando di interrompere il meccanismo di omologazione, di far ritorno ad una coscienza più profonda, più intima di sé.

E allora la lotta contro il cancro è una lotta contro l’identificazione con l’esterno, con i modelli sociali, con pensieri e autodefinizioni che non ci appartengono, ma che non fanno altro che “fissare” quell'energia meravigliosa che scorre in ognuno di noi. 
Bloccare quest’energia significa ostruire il “Panta rei”, il flusso vitale di cui siamo fatti, l’esserci. Bloccare quest’energia unica e individuale significa ammalarsi ed ecco che arriva il cancro, che impetuosamente scuote l’esistenza portando con sé il paradossale rischio di morte affinché ci si possa accorgere della vita, rischiare la morte per rinascere! 

La psicoterapia con pazienti oncologici, riproduce simbolicamente il percorso di rinascita, permette al paziente di compiere, mediante tecniche espressive come ad esempio la Mandala Therapy e tante altre, il proprio processo di morte-vita, il continuo trasmutare delle cose, nonché di cogliere il “valore positivo” del tumore, ovvero l’invito a rivoluzionare la propria vita, l’invito ad auto-ricrearsi, l’invito a rinascere.

La settimana dedicata allo sportello di ascolto intitolata “la lotta è un inno alla vita”, verrà tenuta dalla Dottoressa Giovanna Pascolo, psicologa e psicoterapeuta presso il centro medico Medicina e Nutrizione, sito in via G. Falcone,13 a Lacchiarella (MI).

Si potrà accedere al servizio attivo dalle ore 10.00 alle ore 21.00 con un costo di 25 euro previo appuntamento al numero 3397733169 o inviare un’e-mail a info@medicinaenutrizione.it .



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domenica 26 gennaio 2020

ALLARME INFLUENZA: i consigli per combatterla

Uno studio dell’Osservatorio Grana Padano condotto su un campione di italiani rileva che la loro alimentazione non aiuta a fermare i virus e a migliorare i sintomi dell’influenza






Il diffondersi dell’influenza sta aumentando e si ipotizza che il picco si raggiunga tra fine gennaio e metà febbraio. I fattori ambientali che favoriscono il diffondersi dell’influenza sono molteplici: sbalzi termici, freddo invernale e la permanenza in ambienti troppo caldi e affollati al lavoro, a scuola o nei momenti di svago al chiuso. 

In effetti, non è solo colpa delle rigide temperature. Con la ripresa, dopo le vacanze natalizie, della piena attività di scuole e uffici, le possibilità di contagio sono aumentate ed è prevedibile un ulteriore incremento dei casi di influenza, che possono colpire sia l’apparato respiratorio che gastroenterico. 

Per questo motivo l’Osservatorio nutrizionale Grana Padano OGP (vedi scheda in calce), con i suoi esperti, ha valutato le abitudini alimentari di 5500 italiani al fine di stilare i consigli per migliorare le difese immunitarie e affrontare al meglio l’influenza. 

Dallo studio emerge che non si mangia la giusta quantità di frutta e verdura. In particolare, i giovani (anni 14-18) mangiano meno verdura rispetto agli adulti (anni 18-70): mediamente consumano, tra verdura cotta e cruda, 217 grammi, mentre gli adulti ne assumono 328 grammi. Tuttavia, entrambe le quantità non sono sufficienti rispetto a quanto raccomandano le linee guida della SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana), che consiglia 400 grammi di verdura al giorno in maggioranza cruda (mediamente 2 porzioni da 200 g cadauna tra cotta e cruda, come pomodori, sedano, finocchi, carote, ma anche zucchine, melanzane, carciofi, etc.). I giovani, infatti, mangiano circa il 60% della verdura quotidiana consigliata e gli adulti l’80%: in tutti e due i casi, si mangiano meno verdure di quante ne servirebbero per un’equilibrata alimentazione protettiva, soprattutto in questo periodo. 

Non è solo il consumo di verdura ad essere insufficiente. La ricerca OGP rileva che, nel campione preso in considerazione, la quantità di frutta consumata per una corretta alimentazione protettiva è assolutamente scarsa. Di frutta, soprattutto quella di stagione, i ragazzi mediamente ne consumano 63 g, cioè meno di un’arancia al giorno, e non superano i 200 g totali quotidiani, a dispetto dei 450 g consigliati dalla SINU (in media 3 porzioni). Gli adulti, invece, arrivano a 290 g di frutta al giorno. 

In presenza di sintomi influenzali, specie se coinvolgono il tratto gastroenterico, è fondamentale seguire una dieta specifica: “I sintomi dell’influenza includono tipicamente l'insorgenza improvvisa di febbre alta, mal di testa, perdita di appetito, affaticamento e mal di gola, spesso accompagnati da nausea, vomito e diarrea – spiega la Dottoressa Michela Barichella, medico specializzato in Scienza dell’Alimentazione del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano e responsabile UOS Nutrizione Clinica ASST G.PINI-CTO di Milano - Sintomi che causano disidratazione e malnutrizione. L’alimentazione è fondamentale, poiché migliora le difese immunitarie soprattutto grazie alle vitamine e agli antiossidanti contenuti in frutta e verdura e ai fermenti lattici vivi che si trovano in latte fermentato e yogurt”. 

Una buona alimentazione può aiutare nella difesa contro i virus influenzali, rafforzando il sistema immunitario e diminuendo i sintomi gastrointestinali causati dall’influenza. 

Per esempio, la spremuta di frutta non è un’abitudine molto diffusa nella nostra popolazione e in media è assunta due, massimo tre, volte a settimana. Va ricordato che un succo di frutta o spremute pastorizzate a lunga conservazione, ma anche i frullati industriali, non possono sostituire la frutta fresca, o frullata che sia, in quanto le vitamine sono facilmente deperibili (termo e foto sensibili) e per questo la frutta andrebbe mangiata subito dopo essere stata tagliata o spremuta. 

Infine, i ragazzi introducono non solo meno vitamine degli adulti, ma anche meno minerali. Si evidenziano infatti valori più bassi di ferro e zinco (un importante antiossidante), elementi che si trovano soprattutto in carne, uova, latte e derivati e frutta secca. Apprezzano poco anche lo yogurt, un alimento ricco di fermenti lattici, il cui consumo non è particolarmente elevato e non avviene tutti i giorni, come sarebbe raccomandato. 

I DIECI CONSIGLI DEGLI ESPERTI PER RIDURRE LA DIFFUSIONE DELL’INFLUENZA E I SUOI SINTOMI 

1. Alimentarsi in modo corretto per garantire la giusta quantità di vitamine e sali minerali. Si consiglia di consumare almeno 3 porzioni di frutta e 2 di verdura fresca al giorno, in particolare kiwi, agrumi, frutti di bosco, peperoni, pomodori (meglio se crudi), broccoli, cavolo e verza. 
2. Utilizzare aglio e cipolla nella preparazione dei cibi. Questi alimenti, infatti, oltre ad essere ricchi di vitamine e sali minerali, hanno proprietà antisettiche, fluidificano ed aiutano a eliminare il catarro. 
3. Condire le pietanze con il limone al posto (o in aggiunta) dell’aceto oppure pasteggiare con una spremuta di agrumi. Questi frutti, grazie al contenuto di vitamina C, facilitano l'assorbimento del ferro presente in altri alimenti che, a sua volta, potenzia le difese naturali contro raffreddore, mal di gola e tosse. 
4. Ricordare che le spezie svolgono un'azione vasodilatatrice che favorisce la sudorazione e la conseguente stabilizzazione della temperatura corporea. In particolare, curry, paprica e peperoncino sono fonti naturali di un importante principio attivo antinfiammatorio: l’acido acetilsalicilico. 
5. Anche il brodo e altre bevande, se sufficientemente caldi, creano vasodilatazione e quindi apportano beneficio alle vie aeree superiori irritate, creando un effetto fluidificante su muco e catarro. 
6. Non dimenticare l'importanza di integrare i liquidi. Occorre bere acqua e bevande salutari come l’infuso di rosa canina, che contiene vitamine, zinco, flavonoidi e tannini, oppure tisane tiepide dolcificate con miele. 
7. Aprire le finestre più volte al giorno per almeno 15 minuti per favorire un buon ricambio di aria, ricordando che il ristagno e l’umidità favoriscono la proliferazione batterica. L’umidità dovrebbe assestarsi intorno al 50-60% perché un microclima troppo secco favorisce l'ingresso di germi e batteri nelle vie aeree, mentre troppo umido ne aumenta la proliferazione. 
8. Mantenere un’ottima igiene del corpo, lavandosi spesso le mani. Scegliere con cura l'abbigliamento, vestendosi a strati ed evitando capi troppo pesanti poiché provocano abbondante sudorazione. Via libera alla lana sulla pelle, che offre un ottimo isolamento termico. 
9. Fare attenzione agli sbalzi di temperatura. La differenza tra la temperatura interna ed esterna non dovrebbe mai superare i 10-15 gradi. 
10. Evitare i luoghi troppo affollati, dove si moltiplicano le occasioni di contagio. 

L’Osservatorio Grana Padano nasce nel 2004 grazie ad un progetto del Consorzio di Tutela del Formaggio Grana Padano. Dall’inizio del 2005 sta “fotografando” gli stili alimentari della popolazione italiana con appositi questionari somministrati agli assistiti di Medici di medicina generale e Pediatri di libera scelta, ai quali nel 2007 si sono aggiunti Dietisti e altri Medici Specialisti che hanno incluso i questionari nelle loro ricerche. Dal 2015 un’equipe di Dietisti residenti in tutte le regioni d’Italia affianca i medici del territorio offrendo nei loro ambulatori il servizio di anamnesi alimentare e sugli stili di vita, utilizzando il nuovo software online, a disposizione gratuita di tutti gli operatori sanitari. I dati raccolti con le anamnesi, oltre che informare l’assistito, sono elaborati per dare informazioni di carattere osservazionale-epidemiologico che periodicamente sono diffusi alla società civile. 

OBIETTIVI 

Educare l'intervistato ad una corretta alimentazione e suggerire uno stile di vita quale prevenzione primaria, secondo quanto identificato dal programma "Guadagnare Salute" del Ministero della Salute. 
Ottenere una stima qualitativa dell’assunzione di nutrienti e delle abitudini quali fumo e attività fisica. 
Fornire al medico un pratico strumento operativo per eseguire l’anamnesi nutrizionale, paragonare i dati raccolti con i LARN e indicare al paziente gli alimenti da ridurre o aumentare per equilibrare l’apporto di nutrienti. 
Identificare i principali errori nutrizionali e di stile di vita degli italiani e diffondere la cultura della good practice. 

METODOLOGIA 

Ogni medico, pediatra, dietista e operatore sanitario, effettua l’anamnesi in un’area riservata online dove risiede il software. L’anamnesi è somministrata solo a soggetti che non soffrono d’importanti patologie ed è effettuata come una ricerca osservazionale (il medico intervista il suo assistito, o il genitore nel caso di minori) l’intervista è guidata da un questionario elettronico che raccoglie: età, sesso, peso e altezza per calcolare il BMI, la circonferenza addominale, lo svolgimento di attività fisica, il tempo trascorso in attività sedentarie (guardare la TV, utilizzare il PC, fare giochi elettronici) e l’abitudine al fumo. 
La parte alimentare valuta la frequenza di assunzione settimanale o mensile dei più importanti e diffusi alimenti consumati in Italia, i dati dichiarati vengono elaborati dal software che calcola il contenuto in macronutrienti e micronutrienti e di conseguenza quanti se ne sono assunti con la dieta abituale. Il software elabora e somma i nutrienti assunti e li paragona al fabbisogno giornaliero di ogni individuo, distinto per età e sesso, per valutarne lo scostamento rispetto ai valori LARN. Le eccedenze e deficienze di nutrienti significative vengono evidenziate per correggere l’errore nutrizionale emerso dall’anamnesi. Gli scostamenti dei nutrienti vengono poi riclassificati in cibi da assumere più o meno frequentemente. Oltre a ciò il software permette, solo al medico, di suggerire comportamenti personalizzati in base al quadro clinico del soggetto e produce un documento che può essere consegnato agli intervistati. 

COMITATO SCIENTIFICO OGP 

Prof.ssa Michela Barichella: Medico specializzato in scienza dell’alimentazione, Direttore U.O.S. Dietetica e nutrizione clinica CTO Gaetano Pini, Milano. Prof.ssa a.c. Università degli Studi di Milano. Presidente di Brain and Malnutrition Association. 

Prof. Claudio Maffeis: Medico Pediatra, esperto di nutrizione e obesità infantile, Docente di metabolismo e nutrizione in età evolutiva dell’Università di Verona, Direttore della U.O.C. di pediatria ad indirizzo diabetologico e malattie del metabolismo nutrizione clinica e obesità dell’Ospedale Borgo Roma, Verona. 

Prof. Sergio Coccheri: Medico specializzato in cardiologia e angiologia, Ordinario di Malattie cardiovascolari dell’Università di Bologna. 

Prof. Davide Festi: Medico specializzato in gastroenterologia. Ordinario di Gastroenterologi e Coordinatore del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia, dell’Università di Bologna. 

Dott. Lorenzo Ventura: Medico specializzato in medicina interna, esperto in malattie metaboliche dello scheletro e reumatologia. 

Dott.ssa Erica Cassani: Medico specializzato in scienza dell’alimentazione, presso U.O. Centro Parkinson e Struttura semplice di Dietetica e Nutrizione Clinica. 

Prof. Alessandro Lubisco: statistico, Docente di scienze statistiche dell’Università di Bologna.



G.C.


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sabato 25 gennaio 2020

Roma International Estetica tra bellezza e benessere


Prenderà il via la 13sima edizione di Roma International Estetica dal 1 al 3 febbraio 2020, che per l'occasione si avvalerà della collaborazione dell’Associazione Italiana di Dermatologia e Cosmetologia.

La formazione a Roma International Estetica è da sempre uno dei temi più importanti e distintivi. La manifestazione è pensata per operatori della bellezza, nel contempo altamente fruibile dal grande pubblico di appassionati e interessati, grazie a un modello altamente performante. Qui, infatti, esperti qualificati e personaggi che hanno fatto la storia dell’estetica, sia in campo scientifico, biologico che cosmetico, e daranno vita a tre intense giornate di incontri, corsi ECM, talk e workshop, oltre a dimostrazioni, spettacoli e sfilate.

Proprio da queste premesse nasce la collaborazione con l’Associazione Italiana di Dermatologia e Cosmetologia (AIDECO). Durante la manifestazione, gli esperti AIDECO porteranno il proprio contributo sulle ultime innovazioni nel campo della cosmetica, facendo chiarezza su miti e realtà.

“L'industria cosmetica italiana continua a registrare una dinamica positiva, sia sul piano della produzione che dell'export e gli ultimi dati sottolineano come i consumatori siano sempre più sensibili alla qualità dei servizi, di chi li pratica e dell’ambiente in cui sono erogati 
sottolinea Pietro Piccinetti, Amministratore Unico e direttore generale di Fiera Roma. In questa direzione, Roma International Estetica si offre sia come vetrina di novità ed eccellenze per gli appassionati di bellezza, ma anche e soprattutto come punto di incontro tra aziende e professionisti, in vista di prestazioni dai livelli qualitativi sempre più alti.”



Cosmetici e strumenti professionali per combattere la cellulite


La pelle a buccia d’arancia è uno dei problemi che affliggono più le donne, soprattutto con l’avvicinarsi della bella stagione. La cellulite non dipende solamente dal peso, ma anche lo stile di vita, il cibo sbagliato e capi troppo stretti, contribuiscono alla sua comparsa. I prodotti cosmetici sono certamente efficaci, ma vanno associati ad attività fisica e a trattamenti medico-estetici come un linfodrenaggio, pressoterapia o cavitazione, che promuovono attività molto mirate.

Nelle mani di un esperto

Oltre al massaggio, che deve essere prolungato ed eseguito da mani esperte, con movimenti circolari che vanno dal basso verso l’alto, per favorire la microcircolazione, l'estetista può effettuare trattamenti professionali ad hoc, come il Body Shaping: un' innovazione tecnologica per il trattamento della cellulite, che migliora il tono cutaneo, riduce le circonferenze e rimodella i contorni del corpo, per un aspetto più tonico e ringiovanito.

I trattamenti anticellulite professionali agiscono in profondità nei tessuti per liberarli dai grassi e dai liquidi in eccesso e per restituire vigore alla circolazione venosa e linfatica.
Consigliati anche gli integratori alimentari che contengono escina, papaina ed altre sostanze che aiutano a drenare, attenuare il gonfiore e rimodellare la parte.



Per conoscere le ultimissime novità proposte dalle maggiori aziende ed esperti dell’estetica quindi Roma International Estetica, manifestazione organizzata e ideata da Fiera Roma dal 1 al 3 Febbraio 2020, si conferma la miglior vetrina per operatori e visitatori. Un importante luogo d’incontro per i professionisti della bellezza: tre giorni dedicati alla cura del corpo e della mente.



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giovedì 23 gennaio 2020

SALUTE. “MELANOMA: UN DESTINO CHE PUO’ CAMBIARE”, IL PUNTO ALLA SAPIENZA SUGLI SVILUPPI DELLA RICERCA

Appuntamento il 28 gennaio dalle 17:30. Tra i relatori: Giuseppe Simeone, presidente Commissione Salute Regione Lazio, e Angela Ianaro, membro Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati










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Ricerca e innovazione: queste le leve per scrivere una storia nuova nella lotta al melanoma, il tumore della pelle più subdolo e complesso.

“Melanoma: un destino che può cambiare”, se ne discute il 28 gennaio, a partire dalle 17.30, presso la Sala Multimediale del Rettorato La Sapienza di Roma (Piazzale Aldo Moro, 5), nel corso dell'appuntamento promosso da InRete, con il patrocinio di IMI (Intergruppo Melanoma Italiano) e grazie al contributo di Novartis.

Intervengono

Ketty Peris, Presidente SIDeMaST e Direttore Clinica dermatologica, Policlinico Gemelli

Virginia Ferraresi, Membro Consiglio Direttivo I.M.I., IRCCS-Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, Divisione di Oncologia Medica 1

Paolo Marchetti, Direttore Reparto Oncologia Ospedale Sant’Andrea e del Policlinico Umberto I di Roma

Monica Forchetta, Presidente dell’Associazione Apaim

Giuseppe Simeone, Presidente Commissione Salute, Regione Lazio

Angela Ianaro, Membro Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati


Modera

Marcello Longo, AboutPharma

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mercoledì 22 gennaio 2020

Sky Marvel: tecnologia acustica al servizio dei bambini


Phonak lancia la nuova famiglia di apparecchi acustici di ultima generazione pensata per i bambini. Grazie alle innovazioni sviluppate nell’ambito della tecnologia acustica, Phonak ha realizzato apparecchi acustici specifici per i più piccoli capaci di aiutare lo sviluppo del linguaggio e la comprensione del parlato, supportando allo stesso tempo la crescita sociale, emotiva e cognitiva del bambino.


Da questo sviluppo tecnologico nasce Sky Marvel, la nuova famiglia di apparecchi acustici pensata per i bambini.



Gli apparecchi acustici Phonak Sky Marvel offrono un suono chiaro e ricco di sfumature. Presentano inoltre una tecnologia in grado di collegarsi direttamente a smartphone, TV e altri dispositivi dotati di Bluetooth® nonché alla tecnologia RogerTM, che permette di migliorare l’ascolto in situazioni particolarmente rumorose, come gli ambienti scolastici ed i parchi gioco, trasmettendo un parlato chiaro direttamente alle orecchie del bambino; inoltre grazie alla novità RogerDirectTM, non vi è più la necessità di indossare ulteriori dispositivi. Questi apparecchi acustici di ultima generazione presentano un design studiato ad hoc per i bambini: confortevoli, facili da usare e con una tecnologia ricaricabile che offre un’intera giornata di ascolto.

Sky Marvel è disponibile in tre modelli, che si differenziano in base al grado di perdita uditiva, e in vari colori, dai più vivaci ai più neutri, permettendo così ad ogni bambino di scegliere la tonalità preferita che rispecchi la propria personalità e che lo faccia sentire sempre a suo agio.

In occasione del lancio di Sky Marvel è stata annunciata la decima edizione Phonak Junior (2019). Phonak Junior è la vantaggiosa iniziativa riservata a bambini e ragazzi ipoacusici fino ai 18 anni di età, che agevola l’acquisto degli apparecchi acustici Phonak Sky Marvel 90/70/50, Phonak Audéo Marvel 90/70/50 (con pila ricaricabile), RogerDirect e Roger offrendoli ad un prezzo estremamente ridotto.

Ecco tutti i benefici:

• Sconto del 50% sul prezzo di listino della linea pediatrica Sky M e Audéo M-R, del 20% sul sistema completo Roger per la Scuola (con Touch ScreenMic) e del 10% sui microfoni Roger Select, RogerPen, EasyPen e Clip-On Mic
• Kit di materiali espositivi per comunicare l’iniziativa in vetrina ed all’interno del Centro Acustico
• Inserimento del Centro Acustico in un elenco a disposizione della Classe Medica e Associazioni di famiglie di bambini audiolesi


L’iniziativa Phonak Junior 2019 è attuata in collaborazione unicamente ed esclusivamente con i centri acustici aderenti ed è valida fino al 30 settembre 2020.

Per maggiori informazioni: www.phonak.it



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La palestra cognitiva per contrastare l'invecchiamento cerebrale

Cos’è la palestra cognitiva e quali attività prevede? 


Questa è la prima domanda che spesso ci si pone di fronte a questa novità: si tratta genericamente di attività per pazienti affetti da declino cognitivo di grado lieve-moderato o per tutte quelle persone che vogliano contrastare gli effetti dell’invecchiamento cerebrale, «tenendo in forma la propria mente» in modo divertente e consapevole. 

Le tematiche proposte in sessioni diverse, passando da attività per stimolare la conversazione, le relazioni con gli altri, il racconto di sé, ad attività sull’orientamento temporale e spaziale, sull’attenzione visiva, sulla memoria, sul linguaggio e sulla logica

Per quanto riguarda i pazienti con decadimento cognitivo l’obiettivo è quello di ritornare a considerarle innanzitutto come persone ancora capaci di pensare, fare, soffrire e trarre piacere dalla vita e, in secondo luogo, aiutarle con strumenti compensativi a stimolare le loro abilità residue al fine di mantenere più a lungo possibile la loro autonomia. 

Per quanto riguarda invece i frequentatori della palestra ancora cognitivamente in forma l’obiettivo sarà quello di fornire un kit di esercizi cognitivi finalizzato a prevenire un decadimento cognitivo da una parte, e dall’altra a stimolare e intensificare gli allenamenti lì dove ci sono maggiori difficoltà (ad esempio chi riporterà maggiori problemi di memoria avrà maggior attenzione su questa funzione cognitiva). 

Durante gli incontri le diverse attività verranno svolte sia individualmente sia utilizzando la forza del gruppo: garantendo un numero di partecipanti ristretto verranno proposti iter individuali da affiancare alle attività di gruppo. Affidarsi ad un esperto neuropsicologo è un requisito indispensabile per garantire un miglioramento: consideriamolo come un “personal trainer”, che, in base al profilo cognitivo, consiglierà gli allenamenti da eseguire per garantire una performance cognitiva più efficiente. Di volta in volta si valuteranno i progressi e si definiranno i diversi esercizi con il loro livello di difficoltà. A seguito di una valutazione individuale iniziale verranno creati dei gruppi omogenei di massimo 15 persone, per iniziare insieme un percorso di 15 settimane volto a migliorare le performance cognitive. Al termine del ciclo di incontri sarà effettuata una ri-valutazione conclusiva per evidenziare i miglioramenti avuti.

La palestra cognitiva è attiva presso il Centro Medico Medicina e Nutrizione di Lacchiarella - MILANO sud.

Per prenotazioni o solamente per ricevere ulteriori informazioni in merito potete chiamare la segreteria del centro al numero 33977331169 oppure potete inviare una mail all'indirizzo info@medicinaenutrizione.it 

www.medicinaenutrizione.it



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lunedì 20 gennaio 2020

Dimostrata l'associazione tra stress da lavoro e malattie cardiache


Lo stress da lavoro fa male al cuore. Dimostrata per la prima volta l'associazione tra burnout, la sindrome dello stress da lavoro, e patologie cardiache.

Alcuni ricercatori hanno individuato frequenti disturbi del ritmo cardiaco potenzialmente mortali come conseguenze dello stress sul lavoro prolungato e continuativo.    Per la prima volta è stata osservata, documentata e analizzata l'associazione tra burnout, la sindrome dello stress da lavoro, e patologie cardiache, in particolare un aumento del 20% del rischio di fibrillazione atriale.

L'argomento è al centro dello studio americano, pubblicato dall'European Society of Cardiology (Esc), condotto su 11 mila soggetti a rischio per 25 anni. I ricercatori hanno individuato frequenti disturbi del ritmo cardiaco potenzialmente mortali, come aritmie, ictus e infarto come conseguenze dello stress sul lavoro prolungato e continuativo. Lo stress quindi può avere serie conseguenze non solo di natura psichica ma anche fisica.

Turni massacranti, eccessivo carico di lavoro, carenza di personale sono tra i fattori principali del burnout, che in alcuni casi ha condotto anche ad alcolismo, depressione e persino al suicidio. La sindrome colpisce più spesso le persone che lavorano nelle professioni di aiuto, come i medici e gli operatori sanitari (ma anche insegnanti, avvocati o poliziotti). I primi segnali della sindrome sono depersonalizzazione, stanchezza cronica, ridotta produttività, cinismo e sensazione di perdita di significato della propria attività.


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Classifica diete: quella mediterranea resta la migliore. Ma le altre?


Le diete vanno e vengono e hanno il loro tempo nella lista dei trend. L'US News and World Report ha  stilato la classifica delle diete confermando che la dieta più sana resta ed è la dieta mediterranea

L’alimentazione tipica del nostro paese è stata incoronata per il terzo anno consecutivo dagli esperti di salute, fitness e nutrizione

Non c'è dubbio che la nostra dieta, quella mediterranea, sia famosa in tutto il mondo, caratterizzata da un abbondante consumo di frutta fresca, frutta secca, verdure e cereali (possibilmente integrali fonte di fibre e sali minerali), olio extra vergine d'oliva, un apporto minimo di carne prediligendo la carne bianca, non tralasciando però il pesce, soprattutto il pesce azzurro dei nostri mari. Nessun dubbio quindi di medici, nutrizionisti, salutisti ed esperti di fitness: la dieta mediterranea è decisamente la migliore. 


La classifica


Per questo rapporto il team di esperti ha classificato 35 diverse diete popolari

1. Si è giunti alla conclusione unanime che la dieta mediterranea può fornire benefici a lungo termine per la salute, e si merita di conseguenza il primo gradino del podio. 

2. Il secondo gradino del podio viene occupato dalla dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), la seconda dieta classificata come più sana. La dieta DASH è raccomandata per tenere sotto controllo l'ipertensione

3. Terzo nella lista c'era una dieta flessibile che è principalmente una dieta vegetariana che permette un servizio occasionale di carne

Il quarto posto nella lista è stato coccupato dalla dieta MIND focalizzata sul cervello, segue la dieta Weight Watcher, l'undicesima della lista è invece la dieta vegetariana. La dieta vegana passa al 20° posto nella lista, la dieta Paleo è la trentatreesima e la Whole30 e le diete Keto si classificano al 38° posto a pari merito.

La dieta mediterranea, non è da considerarsi tipicamente italiana, in effetti si può parlare di dieta mediterranea anche in Spagna, in Grecia e in Francia, quando in linea con gli alimenti e gli elementi nutrizionali indicati nelle linee guida è ritenuta comunque la migliore, poiché abbassa il rischio di diabete di tipo 2 e migliora la salute generale del cuore. Anche prodotti quali latticini come il formaggio, il latte e lo yogurt fanno parte della dieta, ma solo se consumati con moderazione. Lo stesso vale per gli alcolici, prediligendo comunque il vino in quantità moderate e solamente ai pasti. 

Nella classifica si può trovare anche la dieta WW (ex dieta Weight Watchers), considerata la migliore dieta commerciale per perdere peso secondo il modulo di sostituzione dei pasti. Il suo programma dietetico è firmato dalla Health Management Resources. Anche la dieta vegetariana Ornish è tra le migliori per la salute del cuore (sia prevenzione che cura), mentre il regime flexitariano, creato dal dietologo Dawn Jackson Blatner, è considerato il più efficace per chi vuole iniziare un percorso salutare verso una dieta plant-based (a base vegetale). 


la dieta mediterranea è ancora la più equilibrata sia da un punto di vista nutrizionale, sia per perdere peso e mantenere l'obiettivo raggiunto nel tempo. Allo stesso modo però, una dieta ketogenica ben calibrata e vagliata da un punto di vista medico è di particolare importanza per pazienti obesi e/o in previsione di interventi chirurgici che necessitano una rapida perdita di peso. Il vantaggio è che se seguita bene nei primi quindici giorni, il risultato ottenuto lo si mantiene nel tempo. Attenzione però, la dieta ketogenica per la sua particolarità e per via di alcuni rischi sulla salute che può celare, deve sempre e comunque essere supervisionata da una guida medica che valuta lo stato metabolico e porta ad una reintroduzione degli alimenti, sulla base delle caratteristiche individuali.




Mirko Toller

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venerdì 17 gennaio 2020

STOP ALLERGIA: VERSIONE SFOGLIABILE ONLINE

Arriva sul web Stop Allergia, la versione sfogliabile dell'omonima testata di divulgazione scientifica sulle allergie, sulle loro cause, i sintomi e le cure

Pensi di essere a rischio di allergie? Non fare autodiagnosi, parlane con il tuo medico.

Le allergie possono condizionare la qualità della vita e, in alcuni casi, possono essere pericolose per la vita stessa.

Una corretta informazione e piccoli accorgimenti possono aiutare a gestire le allergie e le intolleranze.


“Il Dottore risponde”, il servizio dedicato agli utenti

Proprio per questo motivo, la rivista sfogliavile Stop Allergia ha lo scopo di informare gli utenti che, a loro volta, potranno porre delle domande agli specialisti grazie al servizio “Il Dottore risponde”.

Articoli di approfondimento – redatti da professionisti nell’ambito scientifico – interviste agli esperti in allergologia, spiegheranno cosa sono le malattie allergiche e le varie tipologie, i sintomi e le cure.

La definizione di allergia

Il Ministero della Salute ha definito l’allergia: "la più comune malattia immunitaria caratterizzata da una reazione infiammatoria verso agenti, allergeni, normalmente innocui".
Nelle malattie allergiche vi è il coinvolgimento del sistema immunitario e la sovrapproduzione di immunoglobuline di tipo E. Esse sono responsabili della conseguente manifestazione sintomatologica.
Sono tanti i diversi tipi di allergie, tra le più comuni: le allergie alimentaril’allergia a polvere e acarile allergie al pelo degli animalil’allergia al pollinel’allergia primaverilele allergie ad inquinanti e additivile allergie ai farmaci ecc.

L’aumento notevole dei casi

Secondo i dati statistici, negli ultimi dieci anni sono aumentati notevolmente i casi di soggetti che soffrono di allergie. Molti di essi sono soprattutto bambini.

L’aumento è dovuto alla minore tolleranza dei soggetti a sostanze dannose, sempre più presenti nell’aria che respiriamo e nei cibi consumati giornalmente. Inoltre, il miglioramento degli strumenti diagnostici permette di scoprire forme allergiche prima non facilmente individuabili.

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giovedì 16 gennaio 2020

AL VIA I NUOVI WORKSHOP E CORSI FORMATIVI DI GINNASTICA OLISTICA IN TANGOTERAPIA


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Aperti ai Tecnici sportivi, agli operatori del Benessere ed alle figure mediche e psicologiche

Il legislatore da gennaio 2020 avvia una nuova tutela della Salute pubblica. Con la nascita degli Ordini TSRM e delle Professioni sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione a scadenza Dicembre 2019 si definiscono le nuove regole a carico degli operatori che intendono attivarsi in settori sanitari educativi e della riabilitazione; quelli della Psicologia hanno già da tempo l'Ordine di appartenenza. 

In questa chiarificazione delle professioni delle categorie protette dal Ministero della Salute si inserisce una dovuta trasparenza di intenti in quelle professioni che non ancora regolamentate dal legislatore sono presenti in Italia. 

Crediamo  non sia esentata anche l'ipnosi, un metodo di trattamento che nel tempo ha trovato collocazione in ambiti di medicina complementare o alternativa ed oggi molti studi di letteratura scientifica ne denotano il carattere clinico sanitario e psicoterapeutico a tutti gli effetti.

La stessa parola ”ipnosi” ancora oggi definisce un tipo di strumento in uso a molte persone e non solo nel campo sanitario; direi che in data odierna non trova collocazione alcuna se non nel mera cornice di riferimento di generale definizione. L'utilizzo del rilassamento guidato, una intensa concentrazione o una attenzione focalizzata non sempre è sinonimo di Trance, sono aspetti naturali che spesso vengono confusi con qualcosa di affine e perchè ci sia propriamente una modifica dello stato di coscienza tale da attivare numerose e complesse funzioni neurofisiologiche e neuropsicologiche cui è implicata la memoria, la concentrazione ed il passaggio di emozioni, e queste per natura esprimono esperienze della propria vita passata, presente o futura, implementando consapevolezza e della propria realtà latente. 

Oggi si conoscono professioni che usano la desinenza "terapia"c ome per esempio Danza terapia, Musico terapia ed altre come la Tangoterapia ed è bene dare significato al termine "Terapia e Cura" che viene definito ad uso sanitario e protetto onde non incorrere fraintendimenti nell'utenza.

La Tango terapia ed il Tango argentino cosa hanno in comune? 

Che il tango è e rimane una danza. Bella, capace per la sua essenza di essere un Patrimonio dell'umanità; semmai è l'uso di alcune particolarità e miste di questo ballo che opportunamente estratte possono essere convogliate in strumenti facilitanti ed utili ad attivare stati emotivi, ma come l'utente avrà intuito gli stati emotivi se espressi in area terapeutica (TangoTerapia) hanno bisogno di essere protetti ed utilizzati da personale addetto. Quindi alcune sequenze del Tango semplificato e modificato sono strumento per consentire l'accesso al mondo emotivo personale .

Questa danza ha in sé particolari caratteristiche rispetto ad altre che agevola il fluire e la rappresentazione del sè, ma ne esprime tuttavia solo lo strumento. È come asserire che una musica che esprima con le parole ed il suono nostalgia e sofferenza non possano essere vissute se non si conoscono i significati verbali... va da sé che la persona esperisce l'esperienza che aggancia il vissuto, e questa può essere completamente differente dal contenuto sconosciuto indicate dalle parole ed addirittura scostante dalla musica, avviando l'apertura di una dimensione sensoriale percettiva nella dinamica motoria totalmente svincolata dallo stimolo, consentendo alle persone di esplorare pensieri, sentimenti e ricordi nascosti alle loro menti a risveglio cosciente.

La pratica di questo strumento nella forma terapeutica, riabilitativa ed olistica la inserisco in ambito motorio - sportivo più che in una forma di ballo o danza, e la contestualizzo in una forma di Ginnastica. Può aiutare o essere utile ad educare ed ampliarne l'ascolto delle percezioni e sensazioni ed è valido nel trattamento complementare di alcuni tipi di disagi psichici e se utilizzata da operatori sanitari come i Fisioterapisti o Psicologi anche nell'area della riabilitazione nell'Alzheimer e Parkinson o nel decadimento cognitivo. Spesso il contatto, la musica può convogliare, se guidata, una correlazione di conflitto psicologico ad un evento traumatico passato nascosto in un'area latente della nostra memoria. Con la nascita dei nuovi Ordini dei TSRM e delle Professioni sanitarie Tecniche, della riabilitazione e della prevenzione si avvia un adeguamento ed una protezione nazionale degli operatori che agiscono con strumenti e atti tipici delle professioni.

Grazie all'impegno ed al lavoro di equipe presso l'Università Popolare degli Studi di Milano, Università di Diritto Internazionale, e la collaborazione con l'University of United Popular Nations diretta dal Dott. Nicola Crozzoletti, Psicologo clinico, Specialista in Psicoterapia analitica si è potuto dare spazio allo studio degli strumenti che risultano efficaci in Tango terapia o in ciò che è conosciuto fino ad ora. 

Si è ampliata la formazione dando all'utente la possibilità di conseguire l'Attestato di Alta formazione universitaria di Diritto internazionale di Ginnastica olistica in Tango terapia funzionale con il metodo Motorio Percettivo e Sensoriale. Per l'accesso alla formazione non è necessario saper ballare il tango poiché viene ridefinita la collocazione motoria in una disciplina sportiva dove interessano le funzioni e le capacità coordinative, cognitive ed a basso regime cardio-circolatorio.

Il fulcro funzionale della Terapia con il Tango separa la conoscenza del Tango argentino che lo assesta ad una proprietà dell'attività indirizzandosi verso la modifica dello stato di coscienza, che viene agevolato dal contatto, l'abbraccio, la vista, la musica e l'ambiente incorniciando la relazione con l'altro. Questi strumenti influiscono sulla resistenza e accompagnano l'accesso al sistema emotivo ed alle esperienze intime. Tale è la delicatezza e la sensibilità della persona in questa fase di esperienza che è necessaria la conoscenza di chi e che cosa fa, ponendo nuovamente l'operatore in primis sulla gestione formativa e dello scopo che si vuole ottenere. 

La scuola ha identificato e separato gli strumenti tipici delle professione dello psicologo e di riabilitazione dagli strumenti ad uso degli operatori del benessere, inserendosi in uno standard formativo particolarmente adatto a chi di questa attività ne vuole fare una professione, ponendo collocazione professionale delle figure mantenendo la bellezza e l'integrità del Tango, della terapia e del lato olistico del benessere. 


G.C. 

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