martedì 30 ottobre 2018

Come scegliere un bravo dentista? A Torino un centro dentistico spiega come fare

Siamo nell'era di Internet, dei selfie e dei social network. Gli smartphone sono diventati più potenti dei nostri PC da scrivania. Eppure è sempre più difficile scegliere il dentista di riferimento. Per questo se cerchi un centro dentistico serio e affidabile è meglio seguire i consigli degli esperti e controllare alcuni aspetti del centro dentistico a cui vi affiderete. Ci aiuta a elencarli il Centro dentistico di Torino DENTAL WORLD CLINIC, che ha fatto della professionalità a fianco del paziente uno dei suoi obiettivi primari.




TROVARE LO SPECIALISTA ADATTO A VOI  



Il campo dentale si divide in molti ambiti ed è importante per il paziente affidarsi al medico giusto nel momento giusto, che stia cercando odontoiatria, chirurgia estetica dentale o di una semplice igiene orale. Sicuramente nello scegliere un dentista è importante considerare che si tratti di una clinica polispecialistica all’interno della quale i professionisti conoscano perfettamente le ultime novità del ramo dentale del quale si occupano. Le cliniche 

PRETENDETE LE ULTIME TECNOLOGIE 

La scienza e la tecnologia hanno fatto passi da gigante specialmente se applicate all’ambito medico. Le ultime scoperte tecnologiche hanno contribuito a semplificare il lavoro del dentista e allo stesso tempo permettere una guarigione migliore ai pazienti. Nello scegliere un dentista di riferimento questo aspetto è molto importante, Strumentazioni all’avanguardia e terapie adeguate contribuiscono a ridurre costi e tempistiche avvantaggiando allo stesso tempo il paziente e la clinica.

INFORMATEVI SULLA QUALITÀ DEI MATERIALI 

Nella tua ricerca di dentisti uno degli aspetti da tenere sempre in considerazione è la ricerca della qualità nei materiali utilizzati. I denti e la bocca come il resto dell’organismo umano sono altamente sensibili e l’utilizzo di determinati materiali potrebbe compromettere non solo l’esito dell’intervento ma anche della salute del paziente a livello biologico. Per questo è importantissimo affidarsi a specialisti che utilizzano solo i migliori materiali in commercio, che siano biocompatibili con i tessuti del corpo e che non risultino nocivi per il paziente. 

VERIFICATE CHE I DENTISTI SIANO AGGIORNATI CONTINUAMENTE 

Un medico non finisce mai di studiare e imparare e il migliore dentista è quello che si tiene sempre aggiornato, seguendo corsi di aggiornamento e specializzazione di alto livello. Quando ci rivolgiamo ad un professionista per un problema di salute dei nostri denti vogliamo essere curati nel migliore modo possibile, per questo il nostro dentista deve essere a conoscenza e applicare le ultime metodologie negli interventi e nelle terapie. 

COSTI E PREVENTIVI CHIARI FIN DA SUBITO 

Quando si fa riferimento al mondo dei dentisti una delle problematiche riguarda il costo delle prestazioni che talvolta può rappresentare cifre piuttosto elevate. Comunemente i pazienti cercano la convenienza e il risparmio, ma quando si tratta di operazioni invasive sul nostro corpo ottenere un buon prezzo non sempre è in accordo con un intervento di successo. Per questo motivo cercando un dentista ciò che conta non è cercare un buon affare ma piuttosto focalizzarsi su una clinica che abbia una policy di trasparenza nel costo delle operazioni, che educhi il paziente alle buone procedure e ai buoni materiali con il costo che si accompagna loro.


Prenota a Torino una visita di controllo gratuita:  Dental World Clinic è la nuova clinica dentistica a Torino  con un obiettivo: portare un servizio ad alta specializzazione sul territorio piemontese, e per farlo si avvale di professionisti esperti e formati, pronti a prendersi cura dei pazienti con la massima attenzione. Chi entra in una clinica Dental World Clinic viene affidato a uno specialista con cui può instaurare un rapporto di fiducia, godendo di cure personalizzate a prezzi assolutamente accessibili.

DENTAL WORLD CLINIC

INDIRIZZO Piazza Chironi, 6/P, 10145 Torino TEL 011.7496493
Email: info@dentalworldclinic.it

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Obesità infantile: le amicizie come aiuto


Usare le leve sociali per spronare i bambini all’attività fisica, sarebbe questo il consiglio di quanto emerge da uno studio cui ha partecipato una ricercatrice del Cnr-Istc, pubblicato su Nature Human Behaviour e condotto dal Jrc della Commissione europea. Le reti amicali possono fungere da importante motiviatore per attività fisica e comportamento salutare.

Le femmine sono più stimolate dalle migliori amiche, i maschi da gioco in squadre. Secondo l’International Association for the Study of Obesity, in Europa un bambino su tre è obeso o sovrappeso.

Ma qual è il modo migliore per motivare i giovani a fare più attività fisica, che aiuta a dimagrire e a prevenire le malattie associate alla sedentarietà? 

Un recente studio di cui è coautrice Eugenia Polizzi, ricercatrice dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc), ha esaminato l'impatto di meccanismi sociali come la reciprocità e la cooperazione di gruppo sul motivare bambini di 9-11 anni a praticare più sport. Il lavoro, pubblicato su Nature Human Behaviour, è coordinato dal Joint Research Center della Commissione europea in collaborazione con l’Università di Cambridge. A 350 bambini di 15 scuole elementari italiane è stato chiesto di indossare quotidianamente per sette settimane un accelerometro che permette di registrare i movimenti del corpo. L’attività fisica rilevata veniva trasformata in punti, che alla fine dello studio potevano essere scambiati con premi, assegnati in base all’attività svolta dal bambino (incentivi individuali), oppure a quella dei loro migliori amici e collettivamente all’interno di squadre (incentivi sociali). In queste ultime due condizioni, più i loro amici si muovevano, più i bambini ricevevano punti.

Gli incentivi sociali erano molto più efficaci rispetto a quelli individuali nello stimolare l’attività fisica dei bambini, portando ad un aumento globale del 52% di attività rispetto ad una condizione di controllo. Inoltre, l’effetto degli stimoli sociali varia a seconda del genere: le bambine risultano più recettive a incentivi in cui i punti sono scambiati con quelli delle migliori amiche, mentre nei maschi hanno più successo quelli di ‘gruppo’ in cui i punti vengono sommati e redistribuiti tra i membri di una squadra - spiega Eugenia Polizzi -. Questi risultati sono spiegabili in termini di differenze nelle reti di amicizia: quelle femminili sono più ristrette e reciproche, quelle maschili più ampie e caratterizzate da giochi di gruppo.
Il collegamento tra i bambini che assegnavano e ricevevano punti era stato fissato a priori, in modo da impedire che i bambini più pigri fossero ‘abbandonati’.


La ricercatrice continua - “Questo ha spinto i compagni ad esercitare una positiva pressione verso gli amici da cui ricevevano punti, generando una leva sociale che si è diffusa per tutto il network, Se alcuni studi hanno dimostrato che l’obesità può essere ‘contagiosa’, i risultati di questo lavoro indicano come lo siano anche i meccanismi che possono contrastarla”.



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Cani fiuta malaria, possibile?


Si era già a conoscenza che alcuni cani potevano avvertire, fiutando, i segni di alcuni tumori e il rischio di coma diabetico negli esseri umani. I ricercatori ritengono che se opportunamente addestrati, sono in grado anche di fiutare la malaria nei bambini che non presentano ancora sintomi, dalle calze.

I ricercatori del Regno Unito e gli esperti della ONG Medical Detection Dogs in Gambia hanno condotto l'esperimento, consistente nell'allenare i cani per mesi per fermarli quando hanno annusato una calza contaminata. I loro risultati sono stati presentati lunedì alla conferenza annuale dell'American Society of Tropical Medicine di New Orleans, in Louisiana. Le calze venivano dai bambini del Gambia, alcuni dei quali erano risultati positivi al parassita della malaria, ma non avevano la febbre. Testati dopo il loro addestramento, i cani hanno rilevato correttamente il 70% delle calze di bambini infettati dal parassita della malaria, che genera un odore distinto sulla pelle umana, e che l'olfatto super canino sembra riuscire a sentire, anche se si tratta solo di tracce su un calzino.

L'obiettivo di questa tecnica è di avere un test di rilevamento rapido, economico e non invasivo per rilevare la malaria, che viene trasmessa dalle zanzare infette. Il bilancio annuale delle vittime è stimato in 445.000 in tutto il mondo. E il numero di casi è aumentato negli ultimi anni, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità. I ricercatori ritengono che la loro tecnica possa ancora migliorare in precisione, dato che i cani vengono addestrati su più calze.

Secondo Steven Lindsay, un entomologo della British University of Durham e autore principale dello studio, la tecnica potrebbe un giorno essere utilizzata "nei punti di ingresso nei paesi, così come i cani sono addestrati a rilevare i frutti. , verdura o droghe negli aeroporti ". "Questo, potrebbe aiutare a prevenire la diffusione della malaria nei paesi che la hanno sradicata, e permettere alle persone che non sanno di essere infette dal parassita della malaria di ricevere un farmaco antimalarico.

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sabato 27 ottobre 2018

SalusBox: l'innovazione che rivoluziona i check-up medici


L’ultima rivoluzione in fatto di salute si chiama SalusBox, ed è una cabina di circa 2 metri per 2 che servirà a registrare e conservare il nostro stato di salute ottimale. Un vero e proprio "box della salute" che sarà presto installato in luoghi pubblici e di aggregazione, dalle piazze ai centri commerciali, passando per farmacie, banche e supermercati.

 Ma a cosa servirà precisamente la SalusBox?

"Sarà una vera e propria stazione per il check up sanitario autonomo, completamente automatizzata, all’interno della quale ci si potrà ad esempio pesare in modo preciso o, sedendosi sull’apposita e confortevole poltrona, si potranno eseguire esami medici quali ECG, misurazione della pressione sanguigna, controllo della glicemia, osservazione della percentuale di ossigenazione e rilevamento della temperatura corporeaci dice il Ceo di SalusBank, Ivano Labruna.

Una volta conclusi i test i dati raccolti verranno prontamente inviati a UniSalus, centro operativo presso il quale un team di medici di alto livello, una volta analizzati i risultati degli esami, saranno in grado di inviare al SalusBox un referto accurato e tutte le indicazioni del caso, specifiche per ogni paziente. Questi professionisti saranno disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e rappresenteranno un valido aiuto per tutte le strutture sanitarie locali, poiché tale servizio andrà di fatto ad alleggerire il carico di lavoro di pronto soccorso, guardia medica e ambulatori sparsi per il territorio.

Cosa vuol dire tutto ciò?

Vuol dire che chiunque, mentre si recherà in banca o banalmente a far la spesa, potrà effettuare controlli medici di routine semplicemente entrando in una cabina presente presso il suo istituto di credito o il suo supermercato di fiducia. Una volta creato l’ID del paziente, univoco e non hackerabile, tutti i dati raccolti tramite il SalusBox verranno automaticamente inseriti all’interno della cartella digitale personale e saranno perciò sempre disponibili in futuro all’occorrenza. Si tratta di nuovo capitolo dell'intuizione rivoluzionaria della SalusBank, un software della tipologia “Dispositivo Medico di Classe I", un vero e proprio archivio e gestore digitale online di cartelle mediche, consultabile in modo semplice da dottori e infermieri in tutto il mondo, disponibile in ben 53 differenti idiomi. Un sistema con cartelle cliniche in formato digitale facilmente aggiornabili, assolutamente sicure, consultabili tramite vari supporti e a portata di mano grazie alla rete internet. Un’autentica rivoluzione per quanto riguarda la gestione delle emergenze mediche e la velocizzazione dei tempi di intervento, con una notevole riduzione degli errori ed un aiuto concreto al personale sanitario, spesso costretto a lavorare in condizioni inimmaginabili. In ultima analisi si tratta di una banca dati contenente qualsiasi tipologia di esame medico o documento che, una volta caricati online, vengono gestiti tramite appositi ed intuitivi programmi.

Il successo dell’iniziativa ha portato ad una rapida diffusione dell’utilizzo del servizio ed alla nascita di nuove sedi sparse per il mondo, come quelle di Belgrado, San Paolo, Milano, Marbella e Riga, Lugano, Zurigo, Singapore, Miami SalusBank è una realtà aziendale svizzera impegnata dal 2001 nella realizzazione di un avveniristico progetto sanitario, per rimodernare e migliorare la gestione della salute delle persone. Una mission aziendale che da anni porta a fondere concetti di imprenditoria, tecnologia e servizi al cittadino in modo da rendere più accessibile la fruizione dei dati sanitari personali ad ogni singolo utente e ai loro medici curanti.



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lunedì 22 ottobre 2018

Integratori alimentari, occhio agli acquisti


Il commercio di integratori alimentari rappresenta un florido campo d'azione per i produttori e venditori, meno roseo potrebbe essere al contrario quello degli acquirenti che, se non attenti e scrupolosi negli acquisti, si potrebbero trovare ad assumere integratori adulterati. Centinaia di integratori alimentari contengono “sostanze medicinali” non approvate. Una ricerca americana basata su dati FDA, ha scoperto che molti integratori contengono ingredienti farmaceutici non approvati, il potenziale di causare gravi effetti negativi sulla salute è elevato.

L'analisi di 10 anni di statistiche dell’FDA (Food and Drug Administration, "Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali", abbreviato in FDA) - l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici che dipende dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti - ha dimostrato che tra il 2007 e il 2016, sostanze non approvate erano presenti in 746 marchi di integratori alimentari comunemente commercializzati per l'aumento delle prestazioni sessuali, la perdita di peso e la costruzione muscolare.

Come riportato sulla rivista JAMA Network Open, i ricercatori del Dipartimento alimentare e agricolo della California hanno estratto i dati dal Centro per la valutazione e la ricerca di droghe della FDA, il database dei Prodotti contaminati commercializzati come Dietary Supplements_CDER. I dati includevano la data, il nome del prodotto, la società, gli ingredienti nascosti, la categoria di prodotto e la fonte di campione per ciascun prodotto. I contaminanti più comunemente identificati erano il sildenafil per l'aumento delle prestazioni sessuali, la sibutramina per la perdita di peso e gli steroidi per la costruzione dei muscoli. Circa un quinto (157) dei prodotti conteneva più di un adulterante e in due casi sono stati identificati fino a sei contaminanti.

I ricercatori sostengono che gli adulteranti hanno il potenziale di causare effetti nocivi sulla salute "a causa di abuso accidentale, uso eccessivo, o interazione con altri farmaci, condizioni di salute sottostanti, o altri prodotti farmaceutici all'interno del supplemento." Inoltre, dei 746 prodotti trovati contaminati, meno della metà (48%) è stata richiamata, lasciando la maggior parte degli integratori adulterati disponibili per la vendita.

In un commento associato, l'internista generale Pieter Cohen avverte che sarà necessario un’azione ben più decisiva di quella dell’FDA per assicurare che gli integratori contaminati vengano rimossi dal mercato, sostenendo che il congresso avrebbe bisogno di riformare la legge sull'alimentazione e l'educazione alimentare del 1994. Nel frattempo, il procedimento che la FDA deve seguire per rimuovere gli integratori dal mercato rimarrà macchinoso e dispendioso in termini di tempo; tuttavia, l'incapacità dell'agenzia di utilizzare in modo aggressivo tutti gli strumenti disponibili per rimuovere gli integratori farmaceutici adulterati dal commercio lascia a rischio la salute dei consumatori ".

Questo è un grido d’allarme per una maggiore attenzione da parte di tutti gli enti deputati alla sicurezza alimentare e sanitaria, a partire da AIFA ed EMA in Europa, anche perché tutt’oggi, i controlli sono difficili per l’aumento costante della vendita online di questo tipo di prodotti che rendere sempre più arduo il compito delle pubbliche amministrazioni che dovrebbero occuparsi delle verifiche. Il consiglio è quello di non fidarsi di acquistare integratori on-line con ingredienti non chiari di cui non si conoscono le caratteristiche oppure di dubbia provenienza, in ogni caso affidarsi al farmacista di fiducia è altamente consigliabile. 










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sabato 20 ottobre 2018

Oncoestetica: il traguardo del benessere psicofisico


Ne sono stati fatti di passi in avanti per la lotta al cancro. Negli ultimi venti anni la scienza ha offerto ai pazienti oncologici una speranza di vita e anche di guarigione che solo decenni prima era inimmaginabile. Progressi nelle cure, nella prevenzione, nella diagnostica. Passi avanti notevoli, che adesso dovrebbero tradursi in una maggiore attenzione alla qualità della vita dei malati.

Questo lo si potrà attuare attraverso un approccio multidisciplinare come quello bio-psico-sociale, che sta nascendo e che tiene insieme i progressi della ricerca e la cura della persona nella sua interezza. L’umanizzazione delle cure per i pazienti oncologici è anche questo: è un percorso che implica il coinvolgimento di tutte le persone che si occupano della presa in carico del paziente, compreso lo stesso malato.

Si comincia a investire su questo aspetto, perché negli anni è maturata la consapevolezza che tutte le discipline ruotanti intorno a una determinata patologia oncologica possono produrre effetti benefici sul paziente. Sono nate scuole, molti nuovi medici sono stati formati e sensibilizzati, esistono convegni. Ma si deve fare di più, molto di più affinché il duro e faticoso percorso di cura non trascuri le più piccole e apparentemente insignificanti necessità sociali dei pazienti.

Alla rilevazione dei disturbi d’ansia e depressivi – che possono interferire significativamente con l’adesione alle cure e con la qualità della vita – si dovrebbe aggiungere una maggiore attenzione alla comunicazione tra paziente e dottore, finora molto sottovalutata. Ed è qui che si innesta l’oncoestetica, impegnata a coniugare il benessere psicofisico dei pazienti. In questo settore stanno aumentano gli spazi di confronto tra medici e malati, dove questi ultimi esprimono le difficoltà e i problemi quotidiani, le paure, i timori di sentirsi diversi e non a proprio agio.

A voler sintetizzare, sono momenti di sensibilità che offrono benessere interiore e non solo a chi sta combattendo la battaglia più importante, quella per sconfiggere il tumore. E in una fase della vita così delicata e precaria, correggere un inestetismo, nascondere gli effetti collaterali delle fasi terapeutiche, è davvero fondamentale. Un sistema sanitario che guardi al futuro, al passo coi tempi, che ha a cuore la salute della popolazione deve trovare risorse, deve investire su un settore così strategico per il benessere dei pazienti.



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mercoledì 10 ottobre 2018

Lampade abbronzanti no grazie. Anche in Francia si chiede lo stop.


La richiesta dell'agenzia per la sicurezza sanitaria francese, di mettere fine alle lampade abbronzanti è perentoria, in quanto sostiene che il rischio di sviluppare un tumore è ormai assodato e accertato.

Australia e Brasile hanno già vietato l'utilizzo di questi dispositivi. L'agenzia per la sicurezza sanitaria della Francia raccomanda il definitivo stop delle lampade solari dinanzi al rischio accertato di tumore. «Non ci sono più dubbi, abbiamo prove solide, il rischio di tumore è accertato», avverte un responsabile dell'Anses, Olivier Merckel, che ha seguito l'expertise in Francia. Quindi l'appello rivolto alla «pubblica autorità di adottare ogni misura per far cessare l'esposizione della popolazione ai raggi UV artificiali. Raccomandiamo la fine dell'attività legata all'abbronzatura artificiale e alla fine della vendita di apparecchi UV a scopo estetico, in particolare, ai privati», precisa Merckel citato dalla stampa francese. «Gli individui che si sono esposti almeno una volta nei solarium prima dei 35 anni, avverte l'esperto, aumentano il rischio di sviluppare un melanoma cutaneo del 59%. In Francia viene stimato che il 43% dei melanomi tra i giovani possono essere attribuiti all'uso della lampada UV prima dei 30 anni».

Negli Stati Uniti, invece, fanno i conti con le spese sanitarie per curare i danni alla salute derivanti dall'uso di questi strumenti. I lettini solari costano negli Usa 343 milioni di dollari l'anno solo per i costi diretti legati ai tumori della pelle, mentre se si tiene conto delle perdite economiche lungo tutta la vita dei pazienti la cifra arriva a oltre 127 miliardi. Lo ha calcolato la North Carolina University con uno studio pubblicato sul Journal of Cancer Policy. La ricerca si è concentrata su tre tipi di tumore, il melanoma cutaneo, il carcinoma a cellule basali e quello a cellule squamose, identificando i casi totali diagnosticati negli Usa nel 2015 e stimando quelli dovuti ai lettini sulla base della prevalenza nell'uso e sul rischio relativo. Oltre 263mila tumori secondo gli autori sono attribuibili all'abbronzatura 'artificiale', che nel paese è praticata da 30 milioni di persone l'anno, mentre in Italia si stima che una persona su cinque li utilizzi.

Da questo dato, sulla base delle spese per le cure, i ricercatori sono arrivati alla cifra di 343,1 milioni di dollari per i pazienti diagnosticati nel 2015. Gli stessi pazienti, nell'arco della loro vita, avranno invece una perdita economica di 127 miliardi di dollari. "I calcoli sono tutti conservativi, e quindi la stima è per difetto - sottolinea Hugh Waters, uno degli autori -. L'impatto potrebbe essere più alto. Speriamo che questi risultati aiutino negli sforzi per una riduzione dell'uso dei solarium ".

I dispositivi abbronzanti dal 1° gennaio 2015 sono stati vietati in Australia, con l'obiettivo di combattere il melanoma, tumore per il quale il Paese detiene il primato mondiale. L'Australia è così il secondo Paese al mondo, dopo il Brasile, che ha adottato questa misura. Il divieto è scattato dopo che è stato scientificamente provato che, mentre un tempo le lampade UV si ritenevano più sicure del sole perchè si pensava che non emettessero i raggi ultravioletti di tipo B causa d scottature sulla pelle, oggi si sa che le lampade UV sono anche più pericolose del sole. Infatti le lampade solari emettono UVA (cioè onde di lunghezza corta che provocano tumori) e anche una piccola percentuale di raggi UVB dato che imitano le radiazioni del sole.

Ma il rischio maggiore è la violenza dei raggi artificiali delle lampade solari: nelle lampade di ultima generazione, cioè le lampade UVA ad alta pressione a vapori di mercurio e alogenuri metallici, l’ intensità è fino a 15 volte superiore a quella del sole a mezzogiorno. Questi apparecchi che garantiscono un’ abbronzatura rapida ed esposizioni brevi, hanno quasi del tutto soppiantato le classiche lampade solari a tubi fluorescenti per i lettini e le apparecchiature facciali. Il rischio principale oltre un invecchiamento precoce della pelle, è rappresentato dai tumori della pelle: si registra infatti un aumento di melanomi ed epiteliomi che compaiono anche in età precoce.

Nel 2011 più di 2.000 australiani sono morti di cancro della pelle e la maggior parte di questi decessi sono attribuibile al melanoma. Inoltre l'uso del solarium prima dei 35 anni aumenta dell'87% il rischio di sviluppare melanoma. Nel Paese vengono diagnosticati ogni anno 11.000 casi, il tasso più elevato del mondo. Non c'è nessun dubbio, osserva Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, sul fatto che esista un legame tra l'uso regolare delle lampade abbronzanti ed il melanoma maligno i cui dati sono incontrovertibili. Anche secondo gli esperti dell’Istituto inglese Cancer Research l’uso regolare dei solarium sotto i 35 anni comporta un aumento del 75% del rischio. Tanto peggio se ci si espone da giovani.

Con tutta probabilità in un prossimo futuro le evidenti conseguenze nocive dell'utilizzo di questi dispositivi, porteranno ad un arretramento del business in questo campo, la progressiva dismissione di lampade abbronzanti sarà quindi inevitabile in molti altri paesi compresa l'Italia.












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lunedì 8 ottobre 2018

Nasce il Pane Funzionale Salus, amico del benessere


Esiste un pane che non solo è buono, ma è anche ricco di proprietà nutrizionali. Si chiama Pane Funzionale Salus®. Si tratta di una tipologia di pane a marchio registrato, salutare e a ridotto contenuto calorico che aiuta a stare in forma… ma anche in salute! Si può trovare in alcuni selezionati panifici italiani, sfornato fresco, ma anche al supermercato, sotto forma di preparato completo da preparare a casa.

Un’alimentazione leggera, sana e bilanciata è alla base del benessere e dell’equilibrio dell’organismo. Certi alimenti hanno poi la capacità di preservare la salute e di ridurre o prevenire alcune malattie: questi sono gli alimenti funzionali. Una ricerca condotta dall’Università degli Studi di Padova ha dimostrato una correlazione tra l’assunzione regolare di pane funzionale a basso contenuto di carboidrati e arricchito con Beta-glucani, e il controllo glicemico di medio e lungo termine nei soggetti affetti da Diabete Mellito Tipo 2 (T2DM). chiaramente non è non un sostiutto della terapia farmacologica per il controllo del glucosio nel sangue, ma un utile integratore.

È il pane da mettere in tavola ogni giorno a cuor leggero, grazie ai suoi 7 benefici nutrizionali: ridotto contenuto calorico, pochi grassi, tasso ridotto di carboidrati, ricco di fibre e beta-glucani dell’avena, ricco in proteine, tasso ridotto di sodio.

Pane Funzionale Salus® contiene infatti un’alta concentrazione di Beta-glucani, cioè fibre dell’avena. Il regolare consumo di Beta-glucani – sottolinea l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) – contribuisce a mantenere le normali concentrazioni di colesterolo nel sangue. Se consumati nella quantità minima di 3 g al giorno – attraverso l’equivalente di 150 g di Salus – i Beta-glucani hanno la proprietà di ridurre il colesterolo.

Ideato dall’azienda padovana Il Granaio delle Idee Srl, da 20 anni attiva nella produzione di miscele per panificazione clean label, questo pane è facilmente reperibile presso i migliori fornai artigiani di tutta Italia. Per trovare quello più vicino, esiste un comodo servizio on line: cliccando sul link apposito e autorizzando la geolocalizzazione del proprio smartphone, tablet o pc, si ottiene la mappa dei panifici più vicini, comprensiva di numero di telefono e indirizzo.

La mappa e consultabile al seguente link: https://panesalus.azurewebsites.net/trova-un-panificio/

Si può anche mettere le “mani in pasta” e sfornare Salus a casa, con il preparato completo da 500 g (farina, sale e lievito) a marchio Ruggeri, a cui basta aggiungere l’acqua. Il preparato è reperibile nei supermercati e sull’e-commerce dedicato.






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lunedì 1 ottobre 2018

NOBEL MEDICINA 2018: la lunga strada dell'immunoterapia


Il premio Nobel per la Medicina 2018 è stato assegnato all’americano James P. Allison e al giapponese Tasuku Honjo per le scoperte che hanno posto le basi dell'immunoterapia anticancro.

Giuseppe Palmieri, responsabile a Sassari dell'unità di genetica dei tumori dell'Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Icb), commenta brevemente quanto sta accadendo in questo campo:

 Il premio Nobel della Medicina va quest’anno agli scopritori del meccanismo di inibizione del sistema immunitario nel riconoscere adeguatamente le cellule tumorali. Tutto è partito dalla scoperta che una molecola, CTLA-4, si oppone alla stimolazione delle cellule linfocitarie del sistema immunitario nel riconoscimento e all'eliminazione delle cellule tumorali. In pratica, è stata dimostrata l'esistenza di un blocco di attivazione del sistema immunitario, che in natura esiste per evitare un'eccessiva attività del nostro sistema immune in grado di scatenare malattie autoimmunitarie quali le artriti diffuse. Dalla metà degli anni '80 si sono scoperte altre molecole coinvolte nell'inibizione della stimolazione del sistema immunitario e nel mancato riconoscimento delle cellule tumorali (il cosiddetto “checkpoint immunitario”), che hanno portato all'identificazione di terapie mirate in grado di rimuovere tale blocco di riconoscimento a livello del checkpoint immunitario ed indurre risposte durature su più tipi di cancro, il che ha permesso alla comunità oncologica di iniziare ad ottenere approcci terapeutici potenzialmente curativi. Tuttavia, le notevoli risposte alle immunoterapie sono attualmente limitate a una minoranza di pazienti e indicazioni, evidenziando la necessità di approcci più mirati, efficaci e innovativi. L'ulteriore comprensione dei meccanismi biologici e delle funzioni alla base di questi meccanismi molecolari sarà essenziale per la progettazione razionale delle immunoterapie di nuova generazione, cercando di sviluppare marcatori predittivi di risposta terapeutica in grado di identificare i diversi sottogruppi di pazienti.

Si evince come nonostante tutto, la strada che ci porterà probabilmente molto lontano, al momento è appena stata imboccata. In virtù degli ottimi risultati raggiunti resta comunque ancora tanto lavoro da fare.







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