venerdì 31 agosto 2018

LA CAVITAZIONE: RIMEDIO RAPIDO E MIRATO CONTRO L'ADIPE LOCALIZZATO



Migliorare l’aspetto del nostro corpo con una tecnologia per la riduzione dell'adipe, è possibile?


Lo abbiamo chiesto alla Dott.ssa Gabriella Mazzolari, titolare di due centri medico – estetici di Lombardia e Liguria. 

La cavitazione medica è un nuovo trattamento - spiega la dr.ssa Mazzolari - che utilizza una tecnologia specializzata per la rimozione dell'adipe. Il trattamento viene fatto durante tutto l’anno e viene utilizzato per trattare le zone con adiposità localizzata cioè: addome, fianchi, braccia, gambe, glutei e caviglie. E’ un trattamento eseguito tramite ultrasuoni a bassa frequenza che sono in grado di penetrare nello strato adiposo sottocutaneo, assorbendolo ed eliminandolo attraverso le urine solitamente nei due giorni successivi al trattamento.

I risultati ottenuti con la cavitazione sono al pari di quelli della liposuzione e sono duraturi nel tempo. Per ottenere migliori risultati bisogna cercare di sviluppare uno stile di vita salutare e seguire una corretta alimentazione perché se così non fosse i risultati ottenuti potrebbero annullarsi.

La tecnica utilizzata avviene mediante l’utilizzo di appositi apparecchi elettromedicali, dotati di manipoli che trasmettono ultrasuoni abbastanza potenti per riuscire a provocare la lisi delle cellule adipose ma allo stesso tempo non tanto potenti da compromettere l’integrità di altri organi o tessuti.

Proprio per questo motivo, i macchinari impiegati nella cavitazione medica sono dotati di ottimi sistemi in grado di regolare la frequenza degli ultrasuoni, esercitando un’azione di controllo sulle temperature che si raggiungono, impedendo che diventino eccessivamente alte, per tutti questi motivi la cavitazione medica rimane una tecnica indolore e non invasiva per ridurre le cellule adipose senza subire un intervento chirurgico.

Ad ogni seduta il paziente è tenuto a rispettare alcune semplici pratiche che permetteranno di ottenere ottimi risultati in modo più veloce ed efficace, solitamente viene consigliato di bere una buona quantità d’acqua che servirà ad aiutare l’assorbimento di grasso in modo più veloce.


Quant'è la durata di un trattamento?

In realtà la cavitazione è un trattamento abbastanza semplice e indolore e ogni sessione durerà pochissimo, da mezzora a novanta minuti. I cicli di cavitazione medica sono di dieci sedute, le prime sedute sono da effettuarsi una volta ogni quindici giorni, poi una ogni mese, al termine delle dieci sedute si procederà con il fissare delle ulteriori sedute di mantenimento con frequenza sporadica, i risultati si inizieranno a vedere già dalla terza seduta.




Per informazioni: www.medicinaenutrizione.it 




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mercoledì 29 agosto 2018

Il laser a diodo 808: cos’è? come funziona?



L'epilazione laser a diodo 808 è il miglior sistema per l'epilazione progressivamente permanente, efficace, veloce e sicura, che consente seduta dopo seduta, di indebolire il pelo e di risolvere definitivamente il problema dei peli superflui. 

Il laser a diodo 808 è caratterizzato dell’emissione di onde unidirezionali e monocromatiche che eliminano in modo selettivo non solo il bulbo pilifero ma anche le cellule che consentono la rigenerazione del pelo stesso. Il nuovo sistema di raffreddamento della cute permette un raffreddamento eccellente dell’epidermide che viene così protetta da eventuali rischi, garantendo ancora una volta un trattamento sicuro e piacevole.

La definizione di permanenza dell'epilazione è invece data dal fatto che il trattamento riesce ad ottenere risultati visibili sin dalla prima seduta e durevoli nel tempo, sottoponendosi a circa 6 o 15 sedute ogni 15/30/60 giorni. Per mantenere questo risultato, è tuttavia necessario sottoporsi ad una seduta di mantenimento una volta l’anno, ricordando che però questi risultati ed il numero di sedute possono variare a seconda di alcune caratteristiche specifiche, ovvero sesso, zona da depilare, età e caratteristiche ormonali.

Efficace e permanente, il laser diodo 808 segue il principio della fototermolisi selettiva: ciò significa che è possibile ottenere i risultati di cui abbiamo parlato, grazie all'energia luminosa che viene emessa dallo strumento laser che viene catturata dalla melanina e trasformata in calore agendo in maniere selettiva sul bulbo pilifero.

Grazie alla fototermolisi selettiva, quindi, il trattamento è adatto a tutti i fototipi, ma non è adatto a pelli di persone di colore e non possono sottoporsi al trattamento neanche persone con un patrimonio pilifero bianco, grigio, rosso oppure biondo. Il trattamento può essere effettuato anche su soggetti esposti ai raggi uv del sole o lampade abbronzanti solo se sono passati almeno 7 giorni dall’ultima seduta.

Rispetto ad altri trattamenti, quindi, questo è
anche più efficace in quanto non disperde la sua energia sui tessuti circostanti ma seleziona solo il bulbo pilifero, e ciò è certamente un bene anche per la salute stessa della pelle, che non viene in alcun modo intaccata da questo trattamento.

La luce pulsata e il laser diodo 808 danno gli stessi risultati?

Lo abbiamo chiesto alla Dott.ssa Gabriella Mazzolari, titolare dei centri medico-estetici di Lombardia e Liguria (sito web www.dottssamazzolari-medicinaenutrizione.it).

La luce pulsata e il laser diodo 808 danno gli stessi risultati in linea di massima – spiega la Dott.ssa Mazzolari – però mentre la luce pulsata non permette di trattare con la stessa intensità una pelle scura o molto abbronzata, il laser a diodo 808, invece si e con un risultato di gran lunga migliore e in più un'altra componente è la maggiore rapidità di utilizzo del laser.

Altro aspetto da tenere in considerazione è la potenza del laser diodo 808; esistono in commercio laser 808 che normalmente vengono utilizzati nei centri estetici, i quali sono depotenziati rispetto ai laser di derivazione medica, con un efficacia di trattamento (e di prezzo proposto) spesso di molto inferiore.
Per informazioni:









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martedì 28 agosto 2018

Diabete: latte a colazione per tenere a bada gli zuccheri


Un bicchiere di latte a colazione, toccasana per la salute. Secondo una nuova ricerca, una dose quotidiana di latte a colazione sarebbe in grado di abbassare i livelli di zuccheri ovvero glucosio nel sangue, potrebbe così contribuire a prevenire malattie quali il diabete. 

Il latte è pieno di risorse. Oltre ad essere un alimento gustoso e è sempre stato un elemento fondamentale della nostra dieta per la ricchezza della sua composizione in nutrienti. Ora a quanto pare rappresenta un'arma naturale contro il diabete poiché riesce ad abbassare i livelli di glucosio nel sangue.

Per ottenere i migliori benefici sulla nostra salute, pare che non debba mancare una dose quotidiana di latte. A darci questa notizia sono i ricercatori del dipartimento Human Nutraceutical Research Unit, presso la University of Guelp, in Canada, che hanno analizzato gli effetti delle proteine del latte sul livello di glucosio nel sangue, in abbinamento con un’abbondante colazione a base di cereali, dall’alto apporto di carboidrati. In esame, oltre al glucosio, anche la sensazione di sazietà e gli effetti del latte a seguito del consumo di altri cibi durante la giornata. Nello specifico, i ricercatori hanno osservato che la concentrazione di glucosio nel sangue risulta essere inferiore dopo una colazione a base di cereali e latte, rispetto ad una con cereali ma a base d’acqua.

Abbassare il livello di glucosio è associato alla prevenzione di malattie gravi, come il diabete e l’obesità.
Le malattie del metabolismo sono in aumento in tutto il mondo, - ha dichiarato dottor H. Douglas Goff - il diabete di tipo 2 e l’obesità sono fonte di enorme preoccupazione per la salute degli esseri umani. Per questo vogliamo agire per sviluppare strategie alimentari che inducano la riduzione del rischio e aiutino a gestire il diabete e l’obesità, dunque permettendo agli individui di godere di una salute migliore. 

Ma non è tutto. Il team ha rilevato anche che il consumo di latte con una colazione ad alto apporto di carboidrati può ridurre il glucosio anche dopo il pranzo. In più, le proteine del latte sarebbero in grado di ridurre l’appetito dopo il pasto, dato che la digestione delle proteine naturali contenute nel latte rilascia degli ormoni gastrici che agevolano la digestione ed enfatizzano la sensazione di sazietà.

Il latte che cos'è? Questo alimento è importante anche soprattutto per il contenuto di minerali, in particolare calcio e fosforo, presenti in un rapporto ottimale, di magnesio, zinco, rame e selenio, e di vitamine come la A, D, E e K, la vitamina C, l’acido folico e la riboflavina. Inoltre, come dimostrato recentemente, il latte è ricco di “componenti minori”, molecole presenti in piccole quantità, come i peptidi ma in grado di svolgere azioni biologiche particolarmente importanti per il benessere della persona: antiossidanti, antipertensive, antinfiammatorie, immunomodulanti e altro.

Poiché svolgono “funzioni” fisiologiche benefiche per l’uomo queste molecole sono chiamate “componenti funzionali” del latte. L’industria lattiero-casearia si è molto impegnata, soprattutto negli ultimi anni, per individuare tecnologie idonee a conservare nel tempo e nelle migliori condizioni i nutrienti e le molecole funzionali presenti nel latte. Inoltre ha studiato e prodotto i cosiddetti "latti speciali", ossia alimenti funzionali adatti a tutti i consumatori, anche a quelli che hanno particolari esigenze nutrizionali.


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martedì 21 agosto 2018

10 consigli per noleggiare l'auto in vacanza; senza stress!


Meglio noleggiare in aeroporto o in città? Cosa faccio se l’auto che volevo non è disponibile? Serve sempre la carta di credito? E se consegno con 30 minuti di ritardo sull’orario stabilito? 

Che si tratti di un viaggio coast to coast negli Stati Uniti o di una vacanza itinerante alla scoperta delle meraviglie offerte dal nostro Paese, sono molti gli italiani che per le ferie scelgono di noleggiare un’auto. Ma tra clausole, costi, documenti e optional, affittare un veicolo non è sempre semplice e le potenziali insidie sono molte, si rischia anche qui di perdere tempo, soldi e relax a tutto beneficio dello stress, che però non è un mai amico gradito.

Per aiutare i viaggiatori che vogliono arrivare preparati al momento del ritiro del veicolo evitando brutte sorprese, Facile.it ha stilato un breve vademecum in 10 punti con tutto ciò che è bene sapere.

1. Prenotate prima per risparmiare: Prenotare l’auto online prima della partenza consente da un lato di poter contare su una maggiore disponibilità di mezzi, dall’altro di ridurre i costi approfittando dei numerosi sconti che molte società offrono a chi si muove con largo anticipo. È possibile bloccare il veicolo direttamente sul sito delle compagnie di autonoleggio, affidandosi ai portali di comparazione o tramite il tour operator che vi sta organizzando la vacanza. Se invece decideste di noleggiare il mezzo direttamente all’arrivo a destinazione considerate che sarete costretti ad accontentarvi dei mezzi fisicamente presenti presso l’autonoleggio; se l’auto a cui puntavate non è disponibile potreste essere costretti a scegliere un mezzo di un’altra categoria, magari più costosa.

2. Meglio in aeroporto o in città? Che riusciate a prenotare il veicolo in anticipo o che lo facciate direttamente all’arrivo, a seconda della destinazione dovrete scegliere se ritirare il mezzo in aeroporto o in uno dei centri noleggio in città. Non esiste una soluzione migliore in assoluto; il consiglio è di valutare con attenzione le tariffe. Ritirare il veicolo in città è spesso più conveniente, ma bisogna mettere in conto i costi necessari per raggiungere il noleggio, mentre se si sceglie di prendere l’auto direttamente in aeroporto, a fronte di una maggiore comodità la spesa potrebbe essere più alta. Tra i costi meno conosciuti a cui fare molta attenzione c’è quello legato al drop off, tariffa dovuta se l’auto viene riconsegnata in un luogo diverso da quello in cui l’avete presa. Più sono lontani i due punti, maggiore sarà il costo; se poi si trovano addirittura in Stati differenti la spesa potrebbe lievitare sensibilmente.

3. Che auto scegliere? È importante sapere che quando si prenota un veicolo non è possibile scegliere un modello specifico, ma solo la macro-categoria (compatta, familiare, lusso, ecc.). Una volta arrivati all’autonoleggio potrete decidere su quale veicolo salire a bordo tra quelli della categoria prenotata. Nel caso in cui non vi fossero mezzi della vostra categoria disponibili, la società di noleggio potrebbe assegnarvi un veicolo superiore, naturalmente senza farvi pagare alcun sovrapprezzo. Fortuna? Forse, ma attenzione ad eventuali danni all’auto perché i costi di riparazione potrebbero essere più alti.

4. Occhio alle sigle! Le vetture autonoleggio sono comunemente identificate da una sigla, come ad esempio C.C.A.R. o E.D.M.R, ma niente paura, orientarsi tra questi acronimi è più semplice di quanto possa sembrare. Per decifrare il codice è sufficiente considerare che ogni lettera rappresenta una caratteristica del veicolo: la prima identifica la categoria dell’auto (es. C per compatta, E per economica, ecc.), la seconda indica il tipo di veicolo (C per tre porte, D per quattro porte, V per van, ecc.), la terza il tipo di cambio (A per automatico e M per manuale) mentre l’ultima indica l’aria condizionata (M se assente, R se presente). Attenzione però, non tutte le compagnie usano questa classificazione; chiedete sempre conferma al noleggiatore prima di prenotare.

5. Sì alla carta di credito, no al bancomat. Per noleggiare l’auto è fondamentale avere una carta di credito, che deve essere rigorosamente intestata al guidatore del mezzo indicato nel contratto; sulla carta verranno addebitati deposito cauzionale, costo del noleggio ed eventuali danni o multe. È un requisito sul quale le compagnie di autonoleggio sono spesso irremovibili: carte elettroniche, carte di debito, prepagate e contanti non vengono accettati e il rischio è di vedersi rifiutato il noleggio.

6. Pacchetto base, optional e costi extra. I parametri che incidono sul prezzo complessivo del noleggio sono molti e non sempre semplici da identificare; alla tipologia di mezzo che si intende guidare si aggiungono servizi accessori e variabili che spesso fanno lievitare il conto. Il primo consiglio è di confrontare diverse società di noleggio, non limitatevi però a guardare solo il prezzo pubblicizzato; non sempre il più basso corrisponde all’offerta migliore. Può essere che alcune società, per attirare i clienti, offrano pacchetti base ad un costo inferiore per poi far pagare, e molto, eventuali optional. Nel pacchetto base solitamente sono inclusi il noleggio per un chilometraggio illimitato e un periodo di tempo prestabilito, n.1 guidatore abilitato e la copertura assicurativa. Tra i più comuni optional a pagamento ci sono, invece, l’abilitazione alla guida di un secondo conducente, il seggiolino per bambini, il navigatore, l’hotspot wi-fi, gli pneumatici invernali o le catene da neve, la possibilità di guida per un under 25. La scelta va fatta quindi con molta attenzione e calibrata in base alla tipologia di viaggio che dovete affrontare, magari scegliendo un pacchetto apparentemente più caro, ma all inclusive.

7. Serbatoio pieno o vuoto? Fate attenzione alle condizioni relative al carburante indicate nel contratto. L’auto viene sempre consegnata con il pieno di benzina e così va restituita. Qualora vi scordaste di riempire il serbatoio, la società provvederà ad addebitarvi il costo del carburante mancante, se invece optate per una formula all inclusive, sarete liberi di riconsegnare l’auto anche in riserva; ma in nessun caso vi verrà restituito il valore del carburante che lascerete nel veicolo.

8. Quale assicurazione? A seconda del Paese in cui si noleggia il veicolo le coperture assicurative potrebbero variare e non sempre sono tutte incluse nel pacchetto base. Le polizze più comuni sono la CDW, ovvero la Collision Damage Waiver, che contempla la limitazione di responsabilità per danni al veicolo, la TPI (Third Party Insurance), che fa riferimento alla copertura contro terzi, e la TW (Theft Waiver), che copre il furto del veicolo noleggiato. Occhio alle franchigie, che spesso possono essere molto elevate, e ai massimali; se non volete correre rischi, potreste valutare l’opzione DER (Damage Excess Refund), che consente di azzerare la franchigia da pagare in caso di incidente o sottoscrivere un’assicurazione aggiuntiva contro i danni supplementari. Tra le altre polizze opzionali più comuni ci sono quelle relative al soccorso stradale e l’assicurazione infortuni conducente.

9. Pronti, partenza…stop! Prima di partire controllate bene il contratto che state sottoscrivendo, perché sarà quello a far fede in caso di eventuali controversie. Tenete sempre una copia di tutti i documenti firmati, anche dopo il rientro a casa perché, in caso di problemi, potrebbero tornarvi molti utili. Quando ritirate il veicolo verificate con attenzione, anche all’interno, lo stato dell’auto e, in caso di ammaccature, graffi o danni, segnalate tutto al noleggiatore facendovi rilasciare una dichiarazione scritta; questo eviterà che vi venga attribuita la responsabilità di danni non causati da voi.

10. E all’arrivo…. Stessa verifica va fatta nel momento in cui si riconsegna l’auto così da assicurarsi, insieme ad uno degli operatori della società di noleggio, che sia tutto a posto. Il consiglio è comunque di fare qualche scatto al veicolo, sia prima di partire sia dopo aver lasciato il mezzo, così da avere anche una documentazione fotografica qualora vi venissero contestati eventuali danni una volta rientrati a casa. Parlando di riconsegna, infine, fate molta attenzione all’orario indicato nel contratto. Alcune compagnie applicano una tariffa giornaliera e se doveste ritardare anche solo di qualche minuto rispetto a quanto prestabilito, la società potrebbe addebitarvi un giorno di noleggio in più.





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giovedì 16 agosto 2018

Cosa e come mangiano i centenari?


Qual'è l'alimentazione tipo delle persone più longeve? Che cosa mettono nel piatto i centenari?

Da un indagine di AIGO, Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopici Ospedalieri, si può osservare come il pasto tipo dei centenari è composto in media dal 70% di vegetali (di cui però solo il 20% è frutta perché contiene molti zuccheri) e per il 30% di proteine magre, il tutto condito da abbondante olio d'oliva. Come spuntino ci sarebbero invece la frutta secca e le olive.

Che cosa si mangia è molto importante ma altrettanto importante è quanto si mangia: uno dei segreti di lunga vita è sintetizzato dal detto giapponese 'Hara hachi bu', cioè la raccomandazione di alzarsi da tavola quando si è sazi solo all'80%. Infatti, tutti gli studi sulle popolazioni dove si concentrano il maggior numero di centenari mostrano che questi ultimi hanno in comune una restrizione delle calorie assunte, compresa tra le 1200 e le 1500 al giorno. La suddivisione dei macronutrienti è inoltre molto simile a quella della nostra dieta mediterranea: 55% di carboidrati, 35% di grassi e 10% di proteine.

Un'analisi demografica sulla longevità ha individuato cinque zone aree nel mondo dove la popolazione è particolarmente longeva e sana: sono le zone di Villagrande Strisaili (Sardegna), Loma Linda (USA), Nicoya (Costa Rica), Ikaria (Grecia) e Okinawa (Giappone). A determinare questa positiva situazione non è solamente il patrimonio genetico ma anche e soprattutto lo stile di vita, a iniziare dall'alimentazione. Il segreto dell'alimentazione dei centenari sta quindi nel consumare con abbondanza alimenti vegetali a ogni pasto, prediligere grassi vegetali ovvero quelli contenuti in olive, noci, mandorle e frutta a guscio, preferire pane e farine integrali, scegliere come fonti di proteine i legumi, le uova, i formaggi e in misura minore anche il pesce. E' importante, inoltre, che gli alimenti siano poco raffinati e non di origine industriale.

Anche la restrizione calorica è un'abitudine molto importante delle persone longeve che la scienza sta prendendo oggi in esame, ovvero la frugalità della dieta. Si tratta di un intervento che prevede la riduzione dell’assunzione di calorie, sempre facendo attenzione a mantenere un'adeguata nutrizione. I primi studi eseguiti sull'uomo a questo proposito mostrano un miglioramento nel diabete di tipo 2, nei disordini cardiovascolari e in alcuni tipi di tumore. I pionieristici studi del prof. Longo apportano ulteriori evidenze che avvalorano questa tesi. Nel 2015 in uno studio pubblicato sulla celebre rivista Cell Metabolism, Il prof. Valter Longo ha esposto gli effetti del digiuno: digiunare attiva dei potenti processi metabolici, ed è per questo che lo scienziato ha formulato la Dieta Mima Digiuno, un protocollo alimentare che simula tali processi in piena sicurezza pur assumendo del cibo.

Gli effetti benefici della restrizione calorica potrebbero essere spiegabili perché gran parte dei meccanismi biochimici legati alla restrizione calorica coinvolgono alcune proteine, chiamate sirtuine, che proteggono l'organismo dallo stress ambientale, migliorano l'invecchiamento, prevengono i tumori, contrastano la sindrome metabolica, riducono il tessuto adiposo e prevengono le malattie neurodegenerative, come ad esempio il morbo di Alzheimer.










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UN BEL SORRISO? È IL SOGNO DI UN ITALIANO SU DUE




Il sorriso è vero e proprio veicolo al miglioramento della salute e della qualità della vita. 



Diversi studi scientifici hanno dimostrato, infatti, come a un bel sorriso sia associata una maggiore sicurezza in sé, un aspetto più competente e professionale, determinante anche in altri contesti (quale quello lavorativo), e più in generale un livello di vita qualitativamente più alto. Forte di collaborazioni prestigiose in tutto il mondo, nel suo percorso formativo l’odontoiatra ha esaminato anche i dati dell’indagine condotta dall’American Academy of Cosmetic Dentistry, che hanno rilevato come per il 45% degli americani il sorriso rappresenti la caratteristica che rende una persona più attraente, indipendentemente dall’età.

Dai risultati una recente ricerca pubblicata su Italian Dental Journal, almeno il 50 per cento degli italiani sarebbe del tutto insoddisfatto del colore dei propri denti. 

L’ideale sarebbe rendere la pratica di questi semplici gesti. Abbiamo chiesto agli odontoiatri del Centro Dentistico di Torino DENTAL WORLD CLINIC per capire come si possono sbiancare i denti e i medici ribadiscono quanto sia importante rivolgersi a professionisti esperti per lo sbiancamento dei denti e diffidare, quasi sempre, da prodotti che promettono di ottenere denti bianchissimi e che invece potrebbero essere pericolosi per i denti stessi. 

Per i ragazzi che hanno meno di 18 anni, lo sbiancamento dei denti sarebbe assolutamente vietato e solo un odontoiatra potrebbe eventualmente intervenire, a patto che adeguate situazioni cliniche lo giustifichino.

Un sorriso perfetto: sicuro biglietto da visita per avere successo

Biglietto da visita ineguagliabile, il sorriso dona armonia, giovinezza e luminosità al volto. E se l’interesse della popolazione italiana verso la cura del proprio corpo si concentra sempre più sul viso, dai trattamenti di bellezza fino alla chirurgia plastica, c’è ancora poca consapevolezza sul ruolo fondamentale di un buon sorriso nell’estetica e nella salute.

L’odontoiatria estetica se fatta bene presenta infatti due vantaggi. In primo luogo è rispettosa dei tessuti dentali, perché propone soluzioni poco aggressive ma di grande effetto: si possono ottenere risultati strepitosi virtualmente senza alcun dolore. In secondo luogo, ha spesso il duplice effetto di migliorare il sorriso e risolvere problemi funzionali: consente infatti di riparare denti abrasi o fratturati, proteggere denti indeboliti da carie o vecchi lavori, e correggere la posizione di denti mal collocati.


Prenota a Torino una visita di controllo gratuita 

DENTAL WORLD CLINIC

INDIRIZZO Piazza Chironi, 6/P, 10145 Torino TEL 011.7496493
Email: info@dentalworldclinic.it

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venerdì 10 agosto 2018

Nuove specie nel mediterraneo, anche gli squali


Il riscaldamento globale è un fenomeno che sta interessando più o meno da vicino la nostra vita sotto vari aspetti. Un aspetto a noi vicino, non di certo il più importante ma sicuramente curioso, è che a causa del riscaldamento del mare, nell'Adriatico e in tutto il Mediterraneo stanno arrivando nuove specie di squali.

A sostenerlo un esperto dell’Università di Spalato (Croazia) e aggiunge che non possiamo fare nulla. Negli ultimi anni si sono susseguiti sempre con maggior frequenza avvistamenti nel mar Mediterraneo, l’ultimo a Maiorca, dove il più temibile degli squali, il grande squalo bianco è stato fotografato lo scorso 28 giugno vicino all’isola abitata di Cabrera, a sud di Maiorca.

Anche l’Adriatico di recente è stato meta di specie di squali che mai in precedenza o assai raramente si erano viste nuotare nelle acque del bacino ad est della Penisola Italiana. Esperti del Dipartimento di studi marini dell'Università di Spalato in Croazia, ed in particolare Alen Soldo, hanno affermato che a causa del riscaldamento del mare, nel Mar Adriatico si è registrato un crescente numero di specie invasive, altrimenti inusuale per le regioni che si affacciano sullo stesso.

Il dato più eclatante e che, in base alle statistiche disponibili, ogni settimana una nuova specie entra dal Mar Rosso nel Mediterraneo. Tra queste specie vi sono gli squali, le cui abitudini e movimenti sono influenzati anche dall'aumento della temperatura. Gli stessi, infatti, eviterebbero le zone che diventano troppo calde, ed essendo in cerca di cibo esplorerebbero nuovi areali. Presumibilmente il temibile squalo tigre, responsabile di numerosi attacchi nel Mar Rosso, è già entrato nel Mediterraneo. Tuttavia, non è ancora visibile nell'Adriatico, a differenza del grande squalo bianco, il più mastodontico di questi vertebrati si adatta infatti a diverse gamme di temperatura e nell'Adriatico è legato alle migrazioni del tonno. Così come i branchi di tonno si spostano, così è possibile che li segua lo squalo bianco - spiega Soldo - e aggiunge che è un abitante occasionale del Mare Adriatico, noi comunque non possiamo far nulla, ci sono troppe variabili che non possiamo influenzare.

Ovviamente le statistiche di attacchi di squali nei nostri mari ci dicono che è più facile essere colpiti da un fulmine che subire un’aggressione da parte di un pescecane, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti", che sottolinea come il fenomeno che si sta studiando del diffondersi di specie di squali non endemiche è qualcosa cui dovremo adattarci senza dover temere di fare un bagno in tutta tranquillità nei nostri luoghi tradizionali di balneazione.





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mercoledì 1 agosto 2018

Diagnosticare un trauma cranico con un test portatile


Hai una trauma cranico? Te lo dice una sola goccia di sangue. Messo a punto un dispositivo ideato da ricercatori spagnoli e svizzeri, permetterà di avere risultati in 10 minuti. Sarà probabilmente commercializzato nel 2019.

Non si tratta di fantascienza ma realtà: un test portatile per diagnosticare un lieve trauma cerebrale nell'arco di dieci minuti e con una sola goccia di sangue. Grazie ad un test diagnostico, messo a punto da alcuni ricercatori sarà possibile ridurre le urgenze risparmiare tempo e costosi esami, rendendo più accessibile e rapida questa diagnosi.

Cadere sciando, ruzzolare per le scale o prendere un colpo alla testa in situazioni diverse, può causare sintomi come visione offuscata, vomito, perdita di coscienza o di memoria per una trentina di minuti. Ogni anno in Europa, tre milioni di persone vengono ricoverate all'ospedale a causa di un sospetto lieve trauma cerebrale. Il 90% di questi pazienti potrebbe tornare a casa senza rischi perché non riporta danni al cervello, informa un comunicato odierno dell'Università di Ginevra (UNIGE).

Attualmente, l'unico metodo affidabile per la diagnosi è la tomografia computerizzata (TC o TAC): un esame disponibile solo in alcuni nosocomi e che, oltre ad essere costoso, richiede molto tempo ed espone a radiazioni. Subendo un colpo alla testa, alcune cellule cerebrali vengono danneggiate e rilasciano tra l'altro delle proteine chiamate H-FABP, facendone aumentare il loro tasso nel sangue. Attraverso analisi gli scienziati dell'UNIGE, in collaborazione con i colleghi degli ospedali di Barcellona, Madrid e Siviglia, hanno scoperto che basta il tasso di H-FABP per rilevare l'assenza di un trauma in un terzo dei pazienti ricoverati dopo aver picchiato la testa, ha riferito il professore Jean-Charles Sanchez. Il resto delle persone deve sottoporsi alla TC per confermare la diagnosi.

L'équipe svizzera ha quindi messo a punto uno strumento di diagnosi rapida denominato TBIcheck, ispirato al test di gravidanza: posizionando una sola goccia di sangue sulla linguetta di una scatoletta di plastica di cinque centimetri, il paziente sa nell'arco di dieci minuti se sussiste il rischio di un lieve trauma cerebrale.

Risultati ancora più accurati sono possibili combinando il tasso delle proteine H-FABP e GFAP. "Stiamo lavorando a un TBIcheck ancora più performante, che permetterà di mandare a casa il 50% dei pazienti, ma che richiede un aumento della sensibilità della linguetta su cui viene posto il sangue", conclude Sanchez. I risultati dei test sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PLOS One.



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