martedì 31 luglio 2018

LA PRESSOTERAPIA: UN AIUTO PER COMBATTERE LA CELLULITE E MIGLIORARE LA CIRCOLAZIONE



La pressoterapia è un trattamento medico – estetico basato su un principio di compressione controllata con pompe ad aria, utilizzate in determinate zone del corpo per favorire lo scorrimento dei liquidi e migliorare così la circolazione e il drenaggio.

La pressoterapia è una sorta di massaggio meccanico dal forte effetto drenante, realizzato tramite particolari cuscini collegati ad un apparecchio elettronico e fatti indossare dal paziente nelle zone interessate – soprattutto gambe e addome – i quali grazie alla pressione esercitata da getti d’aria di varia intensità, si gonfieranno e sgonfieranno per un determinato intervallo di tempo, in modo da riuscire ad agevolare la circolazione, lo scorrimento dei liquidi e aiutare a drenarli.

Come dicevamo, si sfruttano i benefici della pressoterapia soprattutto su gambe e addome, non è così raro però utilizzarla anche per le braccia e la schiena. Affinché la terapia funzioni, sarebbe bene sottoporsi per almeno due volte a settimana per circa un mese di tempo. Se il problema non è così intenso, si può anche scendere a una sola seduta a settimana.

Per potenziarne l'effetto è molto utile un sano movimento fisico, nonché una buona idratazione importante, fondamentale bere almeno 2 litri d’acqua al giorno. La pressoterapia apporta benefici sia al sistema circolatorio che a quello linfatico. Migliorando la circolazione, aiuta a ridurre la ritenzione idrica e, di conseguenza, a purificare e disintossicare il nostro organismo.

Ulteriormente si può ottenere anche un effetto anti-infiammatorio con evidenti miglioramenti del tono della pelle che risulterà più ossigenata e dal colorito più sano. La pressoterapia funziona inoltre per l’eliminazione degli inestetismi della cellulite e favorisce la perdita di peso.

 Per un effetto duraturo è utile come detto affiancare alla pressoterapia un’attività sportiva moderata ma praticata con costanza e un’alimentazione calibrata, riducendo l’apporto di cibi grassi e raffinati, carne rossa e latticini, privilegiando frutta, verdura, cereali integrali e acqua. L’alimento che sicuramente non deve mancare nella dieta per prevenire la cellulite è il pesce ricco di Omega-3

La pressoterapia è un trattamento che può essere effettuato anche in gravidanza?

È stato chiesto alla dott.ssa Gabriella Mazzolari titolare di due centri medico - estetici di Lombardia e Liguria. (sito web: www.dottssamazzolari-medicinaenutrizione.it).

La pressoterapia in gravidanza può avere delle controindicazioni, ma non è sconsigliata in modo assoluto – spiega la dottoressa Mazzolari – in linea generale, i benefici della pressoterapia possono interessare le donne in gravidanza, soprattutto se applicati alla zona degli arti inferiori, bisognerà evitare la fasciatura dell’addome e indossare degli speciali stivali che, con un effetto di pompaggio, aiuteranno a riattivare la circolazione delle gambe, rilassando la muscolatura e permettendo agli arti inferiori di depurarsi.

Per informazioni: 




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domenica 29 luglio 2018

Nel caffè si potrebbero nascondere i futuri farmaci contro l'Alzheimer


La caffeina è riconosciuta per avere un impatto sulle nostre capacità cognitive. Derivati ​​chimici del caffè potrebbero presto essere utilizzati come farmaci per la malattia di Alzheimer.

 L'Alzheimer è la forma più grave di demenza che comporta tra gli effetti una progressiva e inesorabile perdita di memoria. La malattia, in questione, com'è noto, è caratterizzata da un lento declino progressivo delle cellule nervose. Si tratta, quindi, di una patologia neurodegenerativa considerata irreversibile e per la quale allo stato non risultano cure efficaci al momento. Un nuovo approccio promettente da parte dei ricercatori del Jean-Pierre Aubert Research Center presso l'Università di Lille in Francia, potrebbe aprire però nuove frontiere con l'utilizzo di derivati del caffè.

Il primo fattore di rischio per la malattia di Alzheimer è sicuramente l'invecchiamento, tuttavia, una combinazione di fattori genetici e ambientali svolge anche un ruolo importante. Il consumo di caffè ha un impatto particolare su questo rischio. Il caffè è la bevanda più consumata al mondo dopo l'acqua. Il caffè è anche la principale fonte di caffeina, che rimane fino ad oggi il suo costituente più noto. La caffeina è la sostanza psicoattiva più consumata al mondo. E 'ben noto che promuove processi attentivi, l'eccitazione, l'elaborazione delle informazioni e, di conseguenza, un impatto significativo sulle prestazioni cognitive nell'uomo e negli animali. Lavori recenti suggeriscono anche un effetto della caffeina sui processi di memoria e, in particolare, sulla memoria a lungo termine, indipendentemente dai suoi effetti attenzionali. Questa osservazione è legata a diversi studi epidemiologici che suggeriscono che il consumo abituale di caffè riduce il declino cognitivo durante l'invecchiamento. Altri studi prospettici si concentrano anche sulla relazione inversa tra consumo di caffeina e rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. Gli effetti protettivi imputabili ai composti contenuti nel caffè sarebbero ottimali per dosi da 3 a 4 tazze al giorno. È interessante notare che, vari studi sperimentali su modelli animali della malattia di Alzheimer che riproducono le ferite della memoria associata e disturbi dimostrano un effetto benefico di caffeina a dosi comparabili, anche se gli effetti sui sintomi comportamentali sono stati recentemente discussi.

I principali bersagli della caffeina sono i recettori chiamati recettori adenosinergici ovvero alla sua capacità di bloccare uno di questi recettori chiamato recettore A2A adenosinergico. Alcuni anni fa, il nostro team ha dimostrato che il blocco specifico di questo recettore attraverso approcci genetici e un derivato chimico della caffeina riduceva i disturbi della memoria, i disturbi della comunicazione neurale e le disfunzioni della proteina Tau in un modello animale, ha commentato David Blum, Research Director Inserm presso l'Università di Lille.

In un nuovo studio, il nostro team, in collaborazione con i colleghi dell'Università di Lisbona e Bonn ha dimostrato che bloccando i recettori A2A adenosinergici attraverso questo composto derivato dal caffè si riducono le lesioni amiloidi nella corteccia e i disturbi della memoria in un modello animale che riproduceva placche amiloidi. Questo nuovo studio suggerisce quindi che i composti derivati ​​dalla caffè che prendono di mira i recettori adenosinergici A2A agiscono positivamente verso le due lesioni cerebrali caratteristiche della malattia.

Tutte queste osservazioni suggeriscono che l'uso di molecole derivate dal caffè potrebbe in futuro diventare un'opzione terapeutica nei pazienti con malattia di Alzheimer. È molto interessante notare che questo tipo di molecola esiste ed è già stato oggetto di studi clinici nel contesto del morbo di Parkinson. È quindi possibile e interessante riposizionare queste molecole nel contesto terapeutico della malattia di Alzheimer. Prima di prendere in considerazione gli studi sull'uomo, è necessario fornire ulteriori elementi convergenti che rafforzino il concetto che è importante bloccare i recettori A2A, questi sono gli studi sperimentali che stiamo attualmente conducendo. Speriamo di essere in grado di definire una strategia di sperimentazione clinica nei prossimi tre-cinque anni e raccogliere fondi per questo scopo, conclude l'intervista David Blum.



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martedì 24 luglio 2018

Cellule staminali in cosmetica: realtà o falsi miti?


In questo articolo-intervista il presidente di AIDECO l'Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia, spiega l’utilizzo di cellule staminali in cosmetica.

Solitamente si dice che “una mela al giorno toglie il medico di torno”, e se potesse togliere di torno anche le rughe, combattere i radicali liberi e danneggiamenti cutanei provocati da fattori esterni? Negli ultimi anni si è parlato spesso dell’utilizzo di cellule staminali nella cosmetica, soprattutto per quanto riguarda i prodotti “antiaging”. Il prof. Leonardo Celleno, dermatologo e Presidente dell’Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia, affronta questo argomento “un po’ spinoso”, spiegando verità e falsi miti.

La normativa di settore vieta l’impiego di cellule staminali umane nei cosmetici. L’interesse, quindi, si è subito spostato sulle cellule staminali vegetali. – spiega il Prof. Celleno - Presenti nelle piante, contrariamente a quanto avviene nell’uomo e nell’animale sono più versatili ed hanno la possibilità di moltiplicarsi all’infinito, creando costantemente nuove cellule specializzate e non specializzate, in grado di riparare i tessuti danneggiati e riprodurre una pianta identica all’originale, ovvero totipotenti. Grazie allo studio di un gruppo di ricercatori svizzeri, anni fa si è scoperto che gli estratti delle cellule staminali di una rara varietà di mela svizzera sono in grado di interagire con le cellule della cute e del follicolo pilifero, aumentandone la durata di vita e migliorandone la capacità rigenerativa, riuscendo così a rallentare il processo di invecchiamento fisiologico della cute e dei capelli. Dai risultati dello studio è inoltre emerso che gli estratti ottenuti dalle cellule staminali della mela svizzera combattono la formazione di radicali liberi, dimostrando quindi anche un’azione antiossidante. 

Cosa sono le cellule staminali?

Sono le cellule primitive (meglio note come cellule staminali), da cui avranno origine tutte le altre, sono dotate della capacità di moltiplicarsi velocemente e dare origine o a copie di se stesse (autoriproduzione) oppure a cellule specializzate di vari organi o tessuti, come nel mondo animale ad esempio muscolari, epatiche, renali o del sangue – spiega il prof. Leonardo Celleno, presidente di AIDECO e prosegue - Queste, grazie al processo sopra descritto denominato “differenziamento cellulare”, sono dunque in grado di sostituire le “vecchie” (morte o non più funzionali), riparando tessuti o strutture malati o danneggiati. 

Da quale altre piante o frutti, oltre la mela, è possibile ricavare le cellule staminali vegetali? 

La scoperta fatta dagli scienziati svizzeri ha infatti dato il via ad ulteriori ricerche che hanno evidenziato l’effetto positivo di estratti di cellule staminali ricavate da altre piante o frutti, come ad esempio la stella alpina (Leontopodium alpinum), l’albero delle farfalle (Buddleja davidii) ricco di verbacoside, un potente antiossidante e foto-protettivo, ed ancora il mirtillo (Vaccinium myrtillus), la fragola (Fragaria) e le bacche di lampone (Rubus idaeus), contenenti antociani, antiossidanti notevolmente potenti ad attività anti-infiammatoria.

Cellule staminali e cosmetici Il presidente di AIDECO spiega: 

È opportuno precisare che l’ingrediente cosmetico utilizzato nel prodotto finito, non è la cellula staminale per intero bensì i suoi estratti, concentrati in sostanze come ad esempio vitamine, amminoacidi, lipidi, minerali, da cui si ottengono principi funzionali in grado di “collaborare” direttamente con le altre cellule, di “intervenire” su quei processi fisiologici che con il tempo ne rallentano l’attività”. Le staminali “green” aiutano a stimolare i fibroblasti, ad incrementare la produzione di queste componenti, a difendere le cellule dai danni indotti dalle radiazione ultraviolette e contrastare l’azione dei radicali liberi, contribuendo così a rallentare il crono ed il fotoinvecchiamento. Queste cellule contengono anche i cosiddetti “EGF simili” (Epidermal growth factor - fattori di crescita dell’epidermide), paragonabili a quelli umani, utilizzati di conseguenza nel cosmetico per stimolare la ricrescita ed il trofismo di un tessuto, trovando le loro applicazioni principe sia in tricologia che nei trattamenti per il “ringiovanimento” della pelle. 

Cellule staminali sì o no?

Il Prof. Celleno conclude - L’opinione pubblica su questo argomento è divisa: da un lato vi è un forte entusiasmo, dall’altro un altrettanto forte scetticismo, dovuto al fatto che gli effetti straordinari vantati dalle pubblicità non sono supportati da studi scientifici validi e significativi e per questo non reputati attendibili per giustificarne appieno l’efficacia cosmetica. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo: sicuramente l’impiego di queste sostanze rappresenta un valido aiuto per cercare di mantenere la pelle giovane il più possibile, senza dimenticare però che il cosmetico, come enunciato nella sua definizione, non è un elisir miracoloso, ma uno strumento che può contribuire a mantenere in buono stato la pelle ed i suoi annessi.






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mercoledì 18 luglio 2018

Swiss Beauty Expo: la fiera internazionale dell'estetica e della cosmetica


Bellezza: a settembre ritorna Swiss Beauty Expo, la fiera internazionale dell’estetica e della cosmetica.

Dall’1 al 3 settembre 2018 andrà in scena la seconda edizione di Swiss Beauty Expo, la fiera internazionale dell’estetica e della cosmetica professionale. Dopo uno slittamento iniziale, confermata per inizio settembre la nuova edizione della Super Fiera negli spazi del Centro Esposizioni di Lugano, in Svizzera. Un appuntamento molto atteso dai professionisti e appassionati del settore dell’estetica e della cosmetica, tre giorni in cui la bellezza sarà la grande protagonista. I visitatori avranno l’opportunità di conoscere le tecnologie, le soluzioni, i prodotti più innovativi e le nuove tendenze presenti oggi sul mercato internazionale nel mondo del make-up e nails. Con un bacino d'utenza di circa 350.000 potenziali visitatori solo in Ticino e circa 2.500 operatori del settore della bellezza, il Swiss Beauty Expo in poco tempo è diventata la fiera più importante del settore della bellezza in Ticino. La manifestazione ogni anno riunisce sotto lo stesso tetto un’importante lista di professionisti internazionali di spicco, che portano la loro maestria e conoscenza in Ticino.

 Oltre alle aree espositive la manifestazione vede in programma diversi live shows sul palco principale, oltre ad un’area dedicata a tutti i professionisti e amanti della bellezza, dedicata a diverse competizioni di Nails-design, Make-Up e Body-painting. Un vero e proprio punto di ritrovo annuale per apprezzare le nuove tecniche, conoscere i più grandi professionisti internazionali del settore e mettere alla prova la propria passione e maestria. Per le aziende e professionisti interessati a partecipare ed esporre sono disponibili gli ultimi spazi e stand.

I biglietti sono in prevendita a livello internazionale sul portale di ticketcorner.ch, oltre agli sportelli delle Poste svizzere, agli sportelli FFS e Manor di Lugano. Nei prossimi giorni sarà lanciata anche l’App che permetterà di scaricare biglietti omaggio e sconti per gli acquisti. Per maggiori informazioni sull’evento è a disposizione infine il sito internet www.swissbeautyexpo.ch.





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sabato 14 luglio 2018

Proteggi la tua vista con le arance!


Non solo vitamina “C”, ma anche ottime alleate contro la degenerazione maculare. A sostenerlo è una recente ricerca della Westmead Institute for Medical Research, in Australia

È risaputo che i numerosi micronutrienti contenuti nelle arance, prima tra tutti polifenoli e terpeni, svolgono un azione di protezione e antiossidante, ma le arance sono anche ipocaloriche, depurative e drenanti e quindi consigliate nelle diete dimagranti. La lista dei benefici dell’arancia ora si allunga grazie ai risultati di una recente ricerca del Westmead Institute for Medical Research, in Australia. Secondo questo studio, infatti, un'arancia al giorno tiene lontana il rischio di “degenerazione maculare” ossia una malattia retinica che provoca un'alterazione, una riduzione della funzionalità della zona centrale della retina fino a una perdita della visione centrale. Da questa ricerca si evince che i consumatori di una arancia al giorno, riducono le loro possibilità di sviluppare questa patologia di oltre il 60%.

La malattia incurabile, una condizione oculare indolore che porta alla graduale perdita della vista, è la causa più comune di perdita della vista negli anziani. I ricercatori del Westmead Institute for Medical Research, in Australia, hanno intervistato oltre 2000 adulti over 50 e li hanno seguiti per un periodo di 15 anni. Chi ha detto di aver mangiato almeno una arancia al giorno ha avuto un rischio ridotto di oltre il 60% di sviluppare una degenerazione maculare tardiva di 15 anni più tardi rispetto a chi non lo ha fatto.

Il prof. Bamini Gopinath, ricercatore capo dell'Università di Sydney, ha dichiarato: Essenzialmente abbiamo scoperto che le persone che mangiano almeno una porzione di arancia ogni giorno hanno un rischio ridotto di sviluppare la degenerazione maculare rispetto alle persone che non mangiano mai arance. I dati mostrano che i flavonoidi trovati nelle arance sembrano contribuire a proteggere contro la malattia.

I ricercatori ritengono che siano i flavonoidi, un antiossidante nel frutto, ad avere questo effetto protettivo. Hanno anche esaminato altri cibi comuni come tè, vino rosso e mele e non sono riusciti a trovare alcun collegamento che abbia benefici contro la degenerazione maculare. Nel condurre la loro ricerca, i ricercatori speravano di capire perché si verificano le malattie degli occhi, così come le condizioni genetiche e ambientali che possono minacciare la vista.

Precedenti studi si sono concentrati sugli effetti dei nutrienti comuni come le vitamine C, E e A sugli occhi, mentre lo studio del professor Gopinath ha adottato un nuovo approccio. Circa 600.000 persone in Italia hanno una perdita della vista causata dalla malattia incurabile e circa 70.000 nuovi casi vengono diagnosticati ogni anno, pari a circa 200 al giorno. L'età è il fattore di rischio noto più forte e la malattia è più probabile che si verifichi dopo i 50 anni.

Il Prof Gopinath ha aggiunto: La nostra ricerca è diversa perché ci siamo concentrati sulla relazione tra flavonoidi e degenerazione maculare. I flavonoidi sono potenti antiossidanti presenti in quasi tutti i tipi di frutta e verdura e hanno importanti benefici anti-infiammatori per il sistema immunitario. 






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venerdì 13 luglio 2018

Dalla tecnologia del CERN, nasce la prima radiografia 3D a colori


Alcuni ricercatori neozelandesi hanno realizzato la prima radiografia a colori tridimensionale (3D) di un corpo umano. Questa tecnologia potrebbe aiutare a migliorare considerevolmente la diagnosi medica.

Il nuovo dispositivo, basato sulla tradizionale radiografia in bianco e nero, incorpora la tecnologia di tracciamento delle particelle sviluppata per il CERN nel Large Hadron Collider (LHC), il laboratorio di fisica europeo, che nel 2012 ha scoperto la famosa particella elementare, il Bosone di Higgs. "Questa tecnica di imaging a raggi X a colori può produrre immagini più chiare e più accurate e aiutare i medici a fornire diagnosi più accurate ai loro pazienti", ha commentato il CERN in una nota. Secondo il CERN, le immagini mostrano chiaramente la differenza tra ossa, muscoli e cartilagine, ma anche la posizione e le dimensioni dei tumori cancerosi, per esempio.

La tecnologia del CERN, chiamata Medipix, funziona come una macchina fotografica che rileva e conta singole particelle subatomiche quando si scontrano con i pixel mentre il loro otturatore elettronico è aperto. Ciò consente di visualizzare immagini ad alto contrasto e ad alta risoluzione. Pertanto, questo nuovo strumento di imaging fornisce immagini che nessun altro dispositivo di imaging può raggiungere, secondo lo sviluppatore Phil Butler dell'Università di Canterbury.

Questo scanner, dotato di un chip Medipix, verrà utilizzato come studio clinico su pazienti in ortopedia e reumatologia in Nuova Zelanda, aprendo la strada così ad un uso potenzialmente di routine di questo attrezzatura di nuova generazione, secondo il CERN. Questo scanner 3D chiamato "Spectral CT" è commercializzato dalla società neozelandese MARS Bioimaging Ltd.





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giovedì 12 luglio 2018

Climatizzatore e salute: esiste una temperatura ideale?


Esiste una temperatura del climatizzatore ideale che metta tutti d'accordo?

La risposta è no e stiamo per spiegarti il perché. Riuscire ad impostare la temperatura del climatizzatore perfetta non è affar semplice, poiché ci sono una serie di variabili di cui tener conto che interessano non solo i soggetti presenti nell'ambiente da raffrescare, ma anche la posizione e l'isolamento termico della stanza o abitazione stessa. Grazie agli esperti dei migliori centri assistenza per climatizzatori, cerchiamo di fare chiarezza su questo per imparare come impostare la temperatura del climatizzatore senza avere rischi per la propria salute. 

Climatizzatore in casa, qual è la temperatura perfetta?

Lo diciamo subito: la temperatura perfetta non esiste. In generale, gli esperti consigliano di impostare il clima tenendo conto del clima esterno: seguendo questa logica, il climatizzatore dovrà mantenersi non oltre i 4/5 gradi in meno rispetto a quelli registrati fuori. Tale consiglio resta, però, molto soggettivo, in quanto se sono presenti molte persone nello stesso ambiente, è altamente probabile che 4/5 gradi in meno rispetto alla temperatura esterna non siano sufficienti, specie se la stanza è esposta al sole (o lo è stata durante la giornata) o non ha un isolamento termico adeguato (ad esempio le abitazioni ubicate all'ultimo piano di un palazzo non coibentato a sufficienza). C'è poi da considerare che ciascuno di noi ha una soglia di tolleranza termica personale alla quale far fronte.

Come definire la temperatura del tuo climatizzatore ed accontentare tutti

Accontentare tutti potrebbe essere un'utopia, specie se si cerca di impostare manualmente il climatizzatore. Gli impianti di ultima generazione, invece, possiedono delle funzioni utilissime, le cosiddette smart: queste sono capaci di registrare la temperatura interna e quella esterna e di regolarsi in automatico offrendo comfort a seconda dell'esigenza dell'ambiente. Dunque, se possiedi un climatizzatore di ultima generazione, il consiglio spassionato è quello di utilizzare tali funzioni, così da poterti godere il fresco in casa senza stress. Se il caldo non è eccessivo oppure vuoi mantenere durante la notte la camera da letto fresca, puoi optare per la funzione deumidificatore, che non abbatte la temperatura in maniera drastica, ma si limita ad azionarsi nel momento in cui l'umidità tende ad aumentare in maniera eccessiva.

In questo contesto soggettivo e molto variabile, seguire il proprio buon senso è la cosa più utile da fare. Importante cercare di non eccedere con il freddo, anche se questo può ad un primo impatto essere confortante per il corpo, soprattuto se si è sudati il gioco non vale la candela,  il colpo di freddo con relative spiacevoli conseguenze è dietro l'angolo. Un refrigero moderato e ponderato sarà sicuramente utile per passare la giornata in modo più confortevole. Non dimentichiamo però che in estate è normale e utile sentire un po'di caldo anche con climatizzatore acceso, questo ci aiuterà ad abituarci alle temperature estive e non subire troppi sbalzi termici, la nostra salute e l'ambiente ci ringrazierà.


Per eventuali problemi ai vostri apparecchi, potete consultare la comoda assistenza on-line:

Caldaieclimatizzatoriepannellisolari.it







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lunedì 9 luglio 2018

Dieta senza glutine, a chi è veramente utile?


Tra diete prive di glutine ovvero celiachia, sensibilità al glutine non celiaca e diete prive di glutine fai da te, cresce il numero di chi si preoccupa dell'intolleranza al glutine. È necessario per questo fare oggi un po’ di chiarezza sull’argomento dal punto di vista medico.

In Italia ad oggi sono stati diagnosticati 198.427 celiaci, un fenomeno in crescita del 9% su base annua secondo l'ultimo rapporto del Ministero della Salute. La crescita della commercializzazione di diete e prodotti privi di glutine dimostra poi che sono in tanti oggi a preoccuparsi dell'intolleranza al glutine, anche se in molti non sanno che si può soffrire veramente di celiachia o si può essere solo sensibili al glutine. Il gruppo di ricerca dell’Università di Genova, diretto dal Prof. Antonio Puccetti, in collaborazione con il gruppo di ricerca diretto dal Prof. Claudio Lunardi e dalla Dr.ssa Dolcino, ha recentemente pubblicato uno studio sulla sensibilità al glutine non celiaca, che ha rivelato che la malattia potrebbe avere un’origine autoimmune, come la malattia celiaca.

"A seguito del nostro comunicato abbiamo ricevuto molte richieste da persone che seguivano una dieta priva di glutine. Molti tra i soggetti con presunta sensibilità al glutine non celiaca, magari autodiagnostica tramite Google, si sono quindi chiesti se avessero una malattia autoimmune” racconta il Prof. Puccetti. E’ necessario per questo fare chiarezza su alcuni punti con l'aiuto del professore:

1) Innanzitutto specifichiamo che la celiachia è una malattia autoimmune, che provoca un'infiammazione cronica all'intestino tenue, dovuta a una intolleranza al glutine. Si tratta di una malattia molto frequente che colpisce una persona ogni 100-150 circa in Nord America ed Europa. L'incidenza stimata in Italia è alta visto che secondo l'Associazione italiana celiachia (Aic), i celiaci italiani potrebbero essere 600mila. Ma si arriva ad una diagnosi solo in un caso ogni sette persone affette da celiachia. Attualmente sono stati diagnosticati 198.427 casi (rapporto del Ministero della Salute), con un incremento annuo molto alto pari al 9%, dovuto, pare, soprattutto al perfezionarsi degli screening. La celiachia è quindi l’intolleranza alimentare più frequente e la stima della sua prevalenza si aggira intorno all’1% (link: www.epicentro.iss.it/problemi/celiachia/epidItalia.asp).

2) La sensibilità al glutine non celiaca è una nuova entità clinica che comprende tutti quei casi in cui un paziente ha sintomi caratteristici della celiachia, e trae beneficio da una dieta priva di glutine, nonostante gli accertamenti medici escludano la presenza di malattia celiaca o di allergia ai cereali. La sensibilità al glutine sembra essere molto più frequente della celiachia e si ritiene colpisca il 6-10% della popolazione. Le manifestazioni cliniche comprendono sintomi gastrointestinali e/o extraintestinali che regrediscono con l’eliminazione di glutine dalla dieta. Per entrambe le situazioni esistono precisi criteri diagnostici per esempio per la celiachia esistono dei test di laboratorio che permettono di fare diagnosi quali la presenza di anticorpi anti-transglutaminasi e presenza del gene predisponente DQ2/DQ8. Per la sensibilità al glutine non celiaca la diagnosi è di esclusione, vale a dire dopo aver escluso che il paziente sia affetto da celiachia o da allergia al grano: in questo caso c’è un preciso iter diagnostico che deve essere eseguito da personale medico in centri specialistici. 

Diverso è il caso di chi da se o su consiglio di un’amico o perché ha letto articoli su internet, intraprende una dieta priva di glutine perché ritiene che il glutine faccia male e vada eliminato dalla dieta. “Ci sono varie opinioni in proposito riguardo il fatto se faccia bene o meno eliminare il glutine dalla dieta. Personalmente penso che abbassare il contenuto di glutine in soggetti con determinate patologie infiammatorie/autoimmuni sia una scelta condivisibile, ma dovrebbe essere fatto dietro consiglio medico” specifica il prof. Puccetti. “Se si decide di fare da sé e di privarsi di pasta e pane senza una ragione specifica non si può però sostenere che sia una scelta giusta e salutare. Anche perché oggi ognuno vuole essere medico, farsi la propria diagnosi e darsi la propria terapia, parlando di cibo non sempre a proposito” conclude il professore.

In virtù di ciò è il concetto rimane sempre lo stesso, il medico resta in ogni caso indispensabile e insostituibile per una diagnosi seria e corretta. Privarsi di pane e pasta può essere una scelta di vita, non necessariamente una scelta razionale da un punto di vista medico.


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venerdì 6 luglio 2018

E tu? Che colore di spiaggia sei?


Provate a chiudere gli occhi quando vi sentite felici: di che colore si tinge la vostra vita? Per la maggior parte degli italiani (40%) la felicità ha il colore del rosso, sinonimo di forte passionalità, e del verde, che simboleggia equilibrio ed armonia. La verità è che non si avvertono sensazioni soltanto con il cuore, anche gli occhi hanno il loro potere: i colori sono in grado di far rivivere tutte le emozioni ad essi associati.

E se i colori fossero un luogo, quale sarebbe il posto ideale o meglio la spiaggia in cui passare le proprie vacanze? Per chi cerca il rosa dell’amore o per chi si ricarica con il giallo, per chi si rasserena nel verde o alimenta la propria fantasia con il viola, lastminute.com consiglia 8 spiagge colorate, dove lasciarsi trascinare dalle emozioni.


ROSSO (20%) - Kaihalulu, Maui 

Passione, forza, volontà e creatività: non a caso il rosso è il colore della felicità per un quinto degli italiani. Per i viaggiatori più appassionati, la prossima tappa non può che essere la spiaggia “infernale” di Kaihalulu, sull'Isola di Maui, nell'arcipelago delle Hawaii. La colorazione rossastra, dovuta ai residui di cenere lavica e all’alta concentrazione di ferro, rende il paesaggio davvero surreale e il caldo torrido. Munitevi di un cappello, protezione 50 e molta acqua!

VERDE (20%) - Papakolea Beach, Hawaii 

Il 20% degli italiani trova nel verde la felicità: un colore che simboleggia la perseveranza e che infonde un senso di giustizia a chi lo sceglie. Per chi è alla ricerca di quell’armonia che solo il verde è in grado di regalare, lastminute.com questa volta consiglia un tuffo alle Hawaii: si trova in questo arcipelago Papakolea Beach, la spiaggia dalla sabbia verde. Il colore è dovuto dal cono vulcanico composto da cristalli di olivina che circonda la baia.

GIALLO (19%) - Ramla Bay, Malta 

Simbolo della luce del sole, dell’energia e della conoscenza: sono soprattutto le donne italiane a scegliere il giallo (22%), che lungo lo stivale raccoglie in media il 19% di preferenze e che invece arriva al 30% in Irlanda e UK. Gli estroversi amanti del giallo potranno emozionarsi camminando sulla riva di Ramla Bay, la più grande spiaggia dell’isola di Gozo. La sabbia dorata è resa ancora più magica dalla presenza della Grotta di Calipso che, secondo la leggenda, ancora ospita lo spirito di Ulisse che la ninfa tenne prigioniero per sette anni.

BLU (16%) - Vaadhoo, Maldive 

Il blu (16%) è particolarmente amato dagli isolani e riscuote un grande successo soprattutto tra gli uomini italiani (21% contro l’11% delle donne). Nel resto d’Europa, il colore che indica pace e dona sensibilità, rappresenta la felicità per francesi (27%), spagnoli e olandesi (22%). Per trovare spiagge blu bisogna raggiungere le Maldive, e aspettare l’oscurità: la battigia dell’isola Vaadhoo di notte si tinge di un blu scintillante, facendo sembrare il mare un cielo stellato. Uno spettacolo tutto naturale, merito della bioluminescenza del fitoplancton.

ROSA (10%) - Pink Beach di Komodo, Indonesia 

Per un italiano su 10 è il rosa la gradazione che meglio rispecchia un animo colmo di gioia: sembrerebbe essere il colore che mette gli uomini nelle condizioni di capire al meglio le donne, eppure continua ad essere apprezzato soprattutto dal pubblico femminile! Per chi sprizza amore e vitalità per gli altri e per se stessi, la spiaggia perfetta è la Pink Beach dell’isola di Komodo, in Indonesia: a colorare la sabbia di rosa è il carbonato di calcio di piccoli invertebrati mescolato ai resti di coralli e conchiglie. 

BIANCO (7%) - Whitehaven Beach, Australia 

Il bianco è simbolo della purezza, esprime fiducia e speranza nel futuro. Così la pensano il 7% degli italiani che lo indicano come colore della felicità. Per chi privilegia la spiritualità, il luogo ideale è Whitehaven Beach in Australia, una tra le spiagge più belle del mondo, caratterizzata da una sabbia bianca e brillante per via dell’abbondante presenza di silice (98%). Fa parte del Parco Nazionale delle Isole Whitsunday, arcipelago nel cuore della Grande Barriera Corallina.

VIOLA 5% - Pfeiffer Beach, California 

Per stimolare la creatività e la fantasia di cui il viola è portatore, la vacanza deve avere come destinazione Pfeiffer Beach, in California, dove la sabbia si tinge di viola per la presenza di particelle di manganese granata. Uno spettacolo da godere soprattutto al tramonto, quando gli ultimi raggi del sole si riflettono sulle onde, sulla sabbia e sulle rocce circostanti creando meravigliosi effetti cromatici. Non a caso, Pfeiffer Beach è nota anche come “spiaggia arcobaleno”. Attenzione però a fare il bagno: l’acqua è gelida e la spiaggia è piena di scogli appuntiti.

NERO (3%) - Punalu’u, Hawaii

Il nero, colore difficile da collegare alla felicità, è amato soprattutto dai giovani: il 10% degli italiani tra i 18 e i 25 anni lo elegge il “colore” per eccellenza. Per gli anticonformisti, la spiaggia su cui stendersi a prendere il sole è allora quella di Punalu’u, alle Hawaii sulla Big Island. La spiaggia è ricoperta da granuli neri creati dalla lava. Ad amare particolarmente il nero della sabbia sono le tartarughe, che a Punalu’u sono di casa!




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mercoledì 4 luglio 2018

Donne: rischio diabete più elevato se si lavora troppo


Le donne che lavorano 45 ore o più a settimana mostrano un maggior rischio di diabete. A dirlo un nuovo studio condotto da ricercatori dell'Istituto di lavoro e salute di Toronto.

Una ricerca dell'Istituto di lavoro e salute di Toronto è riuscita a dimostrare che per le donne, se lavorano 45 ore o più a settimana mostrano un maggior rischio di diabete. Al contrario tale pericolo non sussisterebbe per coloro che hanno lavorato da 30 a 40 ore a settimana, portando gli autori a suggerire che limitare le ore di lavoro a questa quantità potrebbe aiutare a ridurre il rischio di malattia.

Ricerche precedenti hanno indicato un'associazione tra lunghe ore di lavoro e aumento del rischio di diabete. Tuttavia, la maggior parte di questa ricerca si è concentrata sugli uomini. Nell'attuale studio, i dati dell'indagine sanitaria nazionale sono stati utilizzati per monitorare la salute di 7.065 uomini e donne (di età compresa tra 35 e 74 anni) nel corso di 12 anni (tra il 2003 e il 2015). L'equipe ha diviso i partecipanti in coloro che hanno lavorato da 15 a 34 ore; Da 35 a 40 ore; Da 41 a 44 ore e 45 ore o più. Si sono adattati a molteplici fattori, tra cui età, sesso, stile di vita, peso, etnia, condizioni di salute a lungo termine e fattori di lavoro come se il lavoro fosse sedentario o attivo.

Come riportato nella rivista BMJ Diabetes Research and Care, il team ha rilevato che tra le donne, coloro che hanno lavorato 45 ore o più avevano un rischio significativamente maggiore di sviluppare diabete rispetto a quelli che lavoravano da 35 a 40 ore. Nessuna associazione simile è stata osservata tra gli uomini; infatti, il tasso di diabete tendeva a diminuire, più lunghe erano le ore lavorate da uomini a settimana. I ricercatori dicono che non c'è una chiara spiegazione per la differenza nel rischio di diabete tra uomini e donne, ma suggeriscono che le donne lavorano efficacemente anche più a lungo, una volta prese in considerazione le faccende domestiche e l'assistenza all'infanzia. Inoltre, orari di lavoro più lunghi possono innescare una risposta cronica allo stress che aumenta il rischio di anomalie ormonali e di insulino-resistenza. Considerando il rapido e sostanziale aumento della prevalenza del diabete in Canada e nel mondo, l'identificazione di fattori di rischio modificabili come le lunghe ore di lavoro è di fondamentale importanza per migliorare la prevenzione e orientare la definizione delle politiche, in quanto potrebbe prevenire numerosi casi di diabete e malattie croniche legate al diabete.





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Colazione, pranzo, cena... Perché fa bene fare molti pasti scadenzati?


Ci svegliamo e (spesso) siamo già in ritardo sulla tabella di marcia, dobbiamo correre al lavoro, portare i figli a scuola, le incombenze sonno molte, siamo di fretta...ma la colazione va fatta, è importante, è il pasto principale! Almeno così dicono gli esperti...senza parlare poi dei pasti ad orari prestabiliti come il pranzo e la cena oppure i vari spuntini che vengono consigliati dai nutrizionisti, medici e dietologi.

Andiamo a mangiare è ora di pranzo, sentiamo dire, è ora di cena, è sempre ora di un pasto preciso e scadenzato; colazione, pranzo, cena...ma perchè non mangiare solo quando si ha fame? Non sarebbe più semplice mangiare solo quando si ha voglia e appetito? Non sarebbe un approccio più semplice e "naturale", in quanto dettato dal nostro organismo?

Per comprendere meglio l'argomento e dare una risposta a questa domanda, riproponiamo qui l'intervista alla dottoressa Gabriella Mazzolari (medico esperto in nutrizione), in modo che ci possa spiegare brevemente gli aspetti nascosti che si celano dietro questa curiosa abitudine, e svelarci quindi gli effetti di questo comportamento:

 Spesso sento dire - Figurati se faccio cinque pasti al giorno...così ingrasso! -. Nella mentalità comune si pensa che più si mangia più si ingrassa...Ciò è vero solo parzialmente...ovvero se si mangia in quantità elevata, con numerosi fuori pasto abbondando così in un eccesso di calorie, qui l'aumento di peso è sicuro. Se invece si segue una dieta equilibrata con un apporto di nutrienti adeguato all'attività che si svolge giornalmente, il frazionare i pasti in almeno cinque momenti della giornata, è essenziale.  In questo contesto di dieta bilanciata è molto importante frazionare i pasti in modo da evitare picchi glicemici che sono la causa dell'aumento di peso e nel tempo dell'aumento della circonferenza addominale. I cinque pasti giornalieri sono essenziali per stimolare il metabolismo ma anche per aumentare il tono muscolare e stabilizzare il senso di sazietà.   Il nostro corpo è come una macchina che necessità di carburante per funzionare: il cibo che introduciamo è il nostro carburante che funge da energia per l'organismo. Se introduciamo carburante, bruciamo carburante....quindi la macchina funziona e dimagriamo perchè il metabolismo è attivo. Se non introduciamo carburante o ne introduciamo poco, la macchina rallenta e immagazzina più che può come riserva di grasso perchè deve garantirsi la quantità di energia necessaria per poter funzionare. Inoltre, se mangiamo più volte al giorno, è più difficile avere la sensazione di fame eccessiva e si riesce così tranquillamente a fare dei pasti moderati, questo inoltre aiuta a migliorare la digestione e si imparerà a scegliere gli alimenti corretti per arrivare al pasto successivo non appesatiti. Da ultimo consideriamo i muscoli come risorsa di energia a cui il corpo attinge quando non ha altra energia disponibile (nel nostro caso quella proveniente dal cibo) saltare i pasti equivale a indebolire i muscoli. I muscoli consumano molta energia; se non se ne inserisce dall'esterno non assumento cibo, consumeranno tutta quella disponibile e l'organismo si sentirà più debole. In definitiva 5 pasti al giorno portano a: meno stanchezza, buon tono muscolare, rilascio costante di insulina evitando così picchi glicemici e aumento della circonferenza addominale (fattore rischioso in quanto aumenta la probabilità di eventi cardiaci e vascolari)



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martedì 3 luglio 2018

UNCONVENTIONAL GELATO: I GELATIERI IN TV CON ALESSANDRO BORGHESE


I protagonisti della prima edizione del format ideato da GSG Service ospiti di “Alessandro Borghese Kitchen Sound 4” per le puntate a tema Icecream.

Si comincia lunedì 9 luglio su Sky Uno Hd.  Unconventional Gelato porta i gelatieri in tv con Alessandro Borghese. Da lunedì 9 luglio a venerdì 3 agosto 2018 venti gelatieri professionisti saranno ospiti da Alessandro Borghese Kitchen Sound su Sky Uno Hd per le puntate targate Icecream.

Tra i venti gelatieri che abbineranno il gelato ai piatti dello chef Alessandro Borghese, saranno presenti anche dieci professionisti che hanno preso parte alla prima edizione del talk show condotto dal gelatiere fiorentino Vetulio Bondi. Durante ogni puntata si parlerà di gelato gastronomico in abbinamento a pietanze partendo, per esempio, dal gelato burro e alici con carpaccio di carne marinata fino al gelato al fior di legna con insalatina di alghe.

Con Alessandro Borghese Unconventional Gelato, format ideato da Gsg Service con Bravo Spa, ha in comune uno spirito rock nel raccontare la cucina e i suoi protagonisti. Fin dalla prima puntata il talk show ha scelto di raccontare professionisti del gelato con una storia non convenzionale, presentando il gelato come alimento giocoso in una dimensione ludica ed ironica, come è nello spirito di Alessandro Borghese Kitchen Sound dove i piatti si fanno musica e hanno il coraggio di giocare con materia prima e ricette.

Gli ospiti Unconventional delle venti puntate sono: Simone De Feo della Cremeria Capolinea; Vetulio Bondi di I gelati del Bondi; Bernardini e Balerna di Galliera 49; Antonio Mezzalira di Gelaterie Golosi di Natura; Angelo Grasso, gelatiere e consulente; Giuseppe Cassola de Il gelato di Beppe; Marco Radicioni de Il gelato del Marchese; Gabriele Scarponi di Ara Macao; Stefano Dassie di Dassie Vero Gelato Artigiano; Gianfrancesco Cutelli di Gelateria De' Coltelli.

Non solo Unconventional Gelato ed Alessandro Borghese Kitchen Sound: Gsg Service, in collaborazione con Bravo Spa, ha in programma un altro progetto per promuovere il gelato artigianale attraverso i canali video e social! 

Si chiama Gelato Challenge: una sfida lanciata da Bravo Spa ai gelatieri artigianali per realizzare un video che racconti la loro idea di gelato artigianale. I migliori saranno ospiti sul palco di Sigep 2019. Per inviare i video c’è tempo fino al 31 luglio 2018, i contatti di riferimento sono challenge@gsgservice.net o Whatsapp +39 3356684543.








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lunedì 2 luglio 2018

Problemi di ritardo o cancellazione volo? Conoscere i diritti per allontanare lo stress!


I ritardi e le cancellazioni dei voli sono incredibilmente frustranti e possano avere un impatto significativo non solo sui piani di viaggio ma anche dal punto di vista emotivo e psicologico. Per questo motivo, la compagnia aerea che ne è responsabile deve fare tutto il possibile per ridurre al minimo i danni causati ai propri clienti.

Quando siamo in partenza per un viaggio, sia esso di lavoro o di piacere, cerchiamo sempre di organizzare e pianificare tutto nei minimi dettagli. Purtroppo non sempre le cose vanno secondo i piani. L’aereo è diventato il mezzo più utilizzato per spostarsi, anche grazie alle tariffe economiche che le compagnie aeree offrono ma quando si viaggia in aereo, frequenti sono i disagi che i passeggeri devono subire.

Per tenere lontano stress e disagi emotivi il miglior modo è comprendere i propri diritti per far fronte al disagio con pacatezza e assertività. Come vedremo, oltre al rimborso del biglietto e di tutte le spese sostenute, i passeggeri possono e devono pretendere assistenza gratuita.

Cosa fare in caso di ritardo o cancellazione volo?

Se il vostro volo è in ritardo di oltre 3 ore avete varie soluzioni da scegliere. Innanzitutto potete continuare il viaggio fino alla destinazione prevista, con un volo diverso anche di un’altra compagnia aerea ma a spese della vostra. Inoltre potete chiedere il rimborso biglietto per il viaggio non effettuato e della tratta o delle tratte già effettuate se divenute inutili rispetto al programma di viaggio iniziale. Se effettuata la prima tratta, a causa del ritardo, hai perso la coincidenza con altro volo o hai perso un evento a cui dovevi essere presente, hai diritto a farti pagare dalla compagnia il volo di ritorno per rientrare nella città di partenza. Se, sfortunatamente, il tuo volo fosse cancellato, la compagnia aerea deve trasferirti sul primo volo disponibile. In ogni caso hai sempre diritto ad un rimborso completo. 

Se, a causa del ritardo o della cancellazione volo, dovesse essere necessario il pernottamento, la compagnia aerea deve darti assistenza gratuita. Vediamo meglio in cosa consiste. 

Sistemazione per il pernottamento

La compagnia aerea deve sistemarti in un hotel di fascia media per il pernottamento, tuttavia, se non lo fa puoi prenotare e pagare autonomamente e chiedere il rimborso per il pernottamento.

Pasti

L’hotel deve fornirti una cena e la colazione. Nel caso in cui ti chiedessimo di trovare autonomamente un hotel, ti rimborseremo fino a un tot. di € a persona al giorno per coprire i costi di soggiorno, dietro presentazione delle ricevute.

Trasferimenti all’/dall’hotel

Rivolgiti al personale di terra per il trasporto tra gli hotel e l’aeroporto. Qualora la compagnia aerea non fosse in grado di fornirti il servizio di trasporto e sei costretto a spostarti autonomamente puoi richiedere il rimborso costi legati a taxi, autobus o servizi di metropolitana locali da e verso gli aeroporti.

Telefonate

La compagnia aerea deve rimborsarti il costo di un massimo di due telefonate per riorganizzare i tuoi piani di viaggio. È importante conservare tutte le ricevute delle spese. è necessario conservare tutti gli scontrini per richiedere un rimborso, in caso contrario il rimborso non potrà essere effettuato. Ricorda che in ogni caso puoi sempre chiedere il risarcimento in base a quanto previsto dalla legge (Regolamento UE n.261/2004) per i voli che partono dai Paesi dell’Unione Europea.

Quando è possibile chiedere il rimborso volo?

All’origine di un ritardo o cancellazione volo ci sono spesso diverse motivazioni relative ai voli precedenti di cui il personale in aeroporto potrebbe non essere pienamente a conoscenza. Se l'aeroporto ha giustificato il ritardo con una motivazione diversa devi sempre accertarti con sicurezza che la causa del disagio non sia al di fuori del controllo della compagnia aerea. Per esempio, in caso di condizioni climatiche avverse, sciopero del controllo del traffico aereo o un problema dell’aeroporto/dello spazio aereo, in questo caso purtroppo non avrai diritto a richiedere questo ulteriore rimborso. Se invece la causa del disagio è imputabile alla compagnia aerea puoi chiedere un rimborso volo in base al Regolamento dell’Unione europea 261/2004 che comprende il costo del biglietto e un indennizzo e consiste in una compensazione pecuniaria:

250 euro per i voli fino a 1500 km;
400 euro per i voli da 1500 km a 3500km;
600 euro per i voli oltre 3500 km.

Per farti assistere nella lunga e tortuosa procedura di richiesta rimborso puoi rivolgerti a SosViaggiatore.it che, grazie al suo team di esperti legali, gratuitamente ti farà ottenere il risarcimento a cui hai diritto.

Sperando di esserti stati d'aiuto, ti auguriamo buon viaggio!





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