martedì 29 gennaio 2019

L'eccitazione degli astrociti: lo studio


Dimostrato per la prima volta che gli astrociti, le cellule cerebrali a forma di stella finora considerate passive, possono essere eccitati con uno campo elettrico applicato da un dispositivo organico. Questa forma di eccitazione è importante per il funzionamento dell’attività neuronale nella memoria e nell’apprendimento. Possibili ricadute per la cura di patologie come Alzheimer, Parkinson, Ictus ed Epilessia. 

Quando parliamo di cervello molti di noi pensano ai neuroni, eppure negli ultimi decenni è stato dimostrato che la classica visione neurone-centrica delle funzioni e disfunzioni cerebrali è stata ormai sorpassata. Infatti, ciò che rende diverso il nostro cervello da quello di altri mammiferi, non è il numero o la struttura dei neuroni, bensì quella di altre cellule, dette astrociti. Gli astrociti, così denominati per la loro tipica morfologia stellata, sono stati a lungo considerati mero ‘collante’ che riempiva gli spazi tra neuroni. Sono definiti cellule non eccitabili perché non possono generare e propagare l’impulso bioelettrico nello stesso modo dei neuroni.

Un lavoro pubblicato sulla rivista Advanced Healthcare Materials e coordinato da Valentina Benfenati dell’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isof), in collaborazione con Michele Muccini e Stefano Toffanin dell’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismn), dimostra che anche gli astrociti, e non solo i neuroni, rispondono al campo elettrico applicato dal dispositivo organico, e che è possibile stimolare e modulare l’attività degli astrociti applicando un campo elettrico estremamente piccolo.

“Adesso si sa che gli astrociti comunicano tra loro tramite segnali ed onde di calcio, e che questa forma di eccitazione è fondamentale per il corretto funzionamento dell’attività neuronale, per esempio, nella memoria e nell’apprendimento”, dice Benfenati. “La disfunzione di questi segnali è implicata in patologie come Alzheimer, Parkinson, Ictus ed Epilessia. Il problema nello studio degli astrociti è di tipo tecnologico, infatti nella ‘neuro’ ingegneria gli strumenti attualmente disponibili sono progettati e mirati esclusivamente per lo studio dei neuroni."

Nel lavoro pubblicato dai ricercatori del Cnr-Ismn e Cnr-Isof per la prima volta è stato possibile dimostrare che gli astrociti, considerati cellule passive e di supporto, possono essere eccitati attraverso uno campo elettrico applicato da un dispositivo organico. “Il lavoro pone le basi per una visione radicalmente nuova, ovvero che sia possibile generare tecnologie che mirino alla modificazione o al ripristino di attività cerebrali, non avendo come target i neuroni bensì le cellule non neuronali. Poiché gli astrociti costituiscono la maggioranza delle cellule cerebrali umane e, considerate le numerose malattie del cervello in cui queste cellule sono coinvolte, questo lavoro apre uno scenario che può cambiare il nostro modo di comprendere e stimolare, manipolare la funzionalità del cervello”, prosegue Benfenati. "Il nostro lavoro apre la strada all'utilizzo di tecnologie organiche, cioè basate su molecole, biocompatibili per la comprensione del funzionamento e la cura di malattie del cervello", prosegue Toffanin. “Abbiamo utilizzato un approccio che si sta rivelando vincente per affrontare tematiche così complesse come i meccanismi di funzionamento del cervello. Integrando in un singolo gruppo di lavoro competenze multidisciplinari che vanno dalla chimica, alla scienza dei materiali, alla fisica dei dispositivi, alla biologia e all'elettrofisiologia neurologica, siamo riusciti ad aprire uno scenario che può cambiare il modo di comprendere, stimolare e modulare la funzionalità del cervello. La strada per l'utilizzo della tecnologia organica per approcci terapeutici innovativi è tracciata”, conclude Muccini.

Il lavoro è stato supportato dal Progetto europeo ‘Olimpia’, coordinato da Muccini e Benfenati e dal Progetto di ricerca ‘Astromat’, supportato dall’Air Force Office of Scientific Research, coordinato da Benfenati. Il lavoro condotto da Cnr Isof e Cnr-Ismn è pubblicato su Advanced Healthcare Materials.



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martedì 22 gennaio 2019

L'industria cosmetica del futuro a COSMOPROF WORLDWIDE BOLOGNA 2019



L’industria cosmetica del futuro a Cosmoprof Worldwide Bologna 2019 è la manifestazione B2B per l'industria cosmetica leader a livello mondiale, dove arrivano da tutto il mondo oltre 250.000 operatori professionali che si recano a Bologna per scoprire in anteprima le tendenze a livello globale per il mondo della cosmetica. 

Focus dell’edizione 2019 saranno sostenibilità ed economia circolare: l’industria cosmetica è chiamata a trovare nuove soluzioni produttive per ridurre l’impatto ambientale dei processi di lavorazione, utilizzando fonti di energia rinnovabili e riciclando gli elementi di scarto della produzione. 

Da giovedì 14 a domenica 17 Marzo 2019 porte aperte per Cosmopack e Cosmo Perfumery & Cosmetics, per i produttori e gli specialisti della filiera, le aziende di prodotto finito, i buyer e i retailer per i settori Profumeria e Cosmesi, Green & Organic e per Cosmoprime, l'area dedicata alla cosmesi di alta gamma. 

Da venerdì 15 a lunedì 18 Marzo, spazio ai canali professionali di Cosmo Hair & Nail & Beauty Salon, con la presenza dei titolari di salone e centri estetici, hairstylist, acconciatori, onicotecniche e dei distributori specializzati in questi segmenti. 

I padiglioni internazionali, con le piccole e medie aziende beauty da tutto il mondo, seguiranno la divisione per settore, per incrementare le opportunità di networking dei buyer, dei distributori e dei retailer presenti a Bologna. 


COSMOPACK


Il salone dedicato al contract manufacturing e al private label, ai macchinari di processo e di confezionamento, al packaging primario e secondario, agli applicatori e al comparto degli ingredienti e materie prime.Oltre ai padiglioni 20, 15, 15A e 18, per il 2019 Cosmopack occuperà parte della hall 19. 

Automazione e tecnologia saranno le parole chiave, con le soluzioni “smart” presentate dalle aziende, espressione dell’eccellenza del made in Italy ed internazionali, si rafforza anche il comparto del contoterzismo e le formule più innovative. 
All’interno della Hall 20, un’installazione dedicata ai colori della sostenibilità del 2020, con uno studio sui materiali e sulle nuance ad essi applicabili più innovative per il futuro dell’industria cosmetica. 
Importante anche il progetto The Factory per il 2019 che esplora le soluzioni industriali più attente al rispetto per l’ambiente, mostrando l’intera circolarità del recupero delle plastiche. La riproduzione della filiera allestita nella hall 19 porterà alla produzione di uno un prodotto naturale per la detersione del capello, al 100% “no compromise”, con una formula completamente priva di micro-plastiche ed un flacone con polimeri rigenerati, ottenuti con una tecnologia innovativa e certificati “Carbon foot print”. 

The Cosmopack Factory esplora dunque il futuro della sostenibilità nell’industria cosmetica: un futuro che è già presente, perché grazie alla ricerca e agli investimenti delle aziende presenti a Cosmopack è oggi possibile produrre nel pieno rispetto dell’ambiente e secondo i principi dell’economia circolare. 

Il format Cosmopack ha raggiunto anche Hong Kong, con Cosmopack Asia, con un intero quartiere fieristico dedicato alle aziende della filiera produttiva cosmetica, e nel 2019 sarà inaugurata la prima edizione di Cosmopack North America. 

COSMO PERFUMERY & COSMETICS

Porte aperte per i padiglioni 16, 22, 26, e 19 per le aziende di Profumeria e Cosmesi, per il padiglione 21 dedicato all'universo green e per Cosmoprime, nella hall 14. 

Cosmoprime, dedicata alla cosmesi di alta gamma con una distribuzione selettiva, specificatamente in luxury concept store, raccoglie le ultime tendenze del settore in un nuovo padiglione, il 14, che offrirà ai retailer italiani e internazionali un’anteprima della profumeria del futuro: brand emergenti, suggestioni da tutto il mondo, tendenze e novità che plasmeranno il concetto di retail di domani. 

L’area Green Prime raccoglie gli espositori con un prodotto a basso impatto ambientale specifico per il retail, con ingredienti di origine naturale.Una nuova area, Zoom On Emerging Prime, sarà riservata alle giovani aziende che per la prima volta si affacciano al business internazionale di Cosmoprof per incontrare i buyer, i distributori ed i retailer delle più importanti realtà cosmetiche mondiali. Si tratta di realtà emergenti, che portano sul mercato proposte innovative per il retail. L'Extraordinary Gallery, luogo deputato alla profumeria e cosmesi prestige, anche per il 2019 accoglierà una selezione di aziende offrendo la possibilità di incontri B2B con buyer altamente qualificati. 

Tra i trend per il 2019, il concetto di “holistic beauty”, che lega l’efficacia di un prodotto all'esperienza di benessere che l’uso del prodotto stesso può regalare al cliente, e la sempre più estrema customizzazione delle nuove collezioni, non solo per il comparto delle fragranze e per lo skincare, ma anche per il segmento make-up: proposte specifiche per le peculiarità della cliente, con ingredienti e formulazioni ad hoc. Non mancano i device più performanti, con le ultime tecnologie messe a punto dai ricercatori internazionali. Crescono le aziende specializzate in prodotti derivati dalla cannabis, in risposta ad un sempre crescente interesse per le proprietà di questo ingrediente. 

Anche il mondo maschile è protagonista a Cosmoprime: nel luxury concept store del prossimo futuro, non solo le proposte di skincare specifici per l’uomo, ma anche collezioni make up per un pubblico maschile, in risposta ad una maggiore attenzione all’estetica che a livello globale sta caratterizzando l’uomo. 

Da giovedì 14 a domenica 17 marzo spazio anche alle aziende, ai buyer e ai distributori per la profumeria e la cosmesi della grande distribuzione. Il padiglione 21 ospita gli espositori con proposte green per il mass market, mentre nei padiglioni 22 e 26 spazio alle aziende di profumeria internazionali. In particolare, il padiglione 26 presenta nuovi marchi emergenti provenienti da tutto il mondo, rinnovando quindi la brand list a disposizione dei distributori, dei wholesaler e degli agenti di vendita che operano nella gdo. Grazie alle recenti innovazioni e agli investimenti imposti dalle evoluzioni dei mercati, continua a crescere lo standard di qualità del prodotto mass market, mantenendo un rapporto qualità-prezzo funzionale. 

Un notevole impatto è portato anche dalle piccole e medie imprese internazionali, che grazie alle attività delle associazioni di settore locale possono interfacciarsi con compratori internazionali. A farla da padrone, le proposte provenienti dal continente asiatico, con un aumento delle aziende in rappresentanza del Giappone e con aree specifiche dedicate agli espositori dalla Cina e dalla Corea. Significativo anche l’interesse dimostrato dalle aziende del Nord Europa e della Scandinavia, pronte a valutare la presenza in manifestazione per presentare i loro prodotti beauty fuori dai confini nazionali. 

COSMO HAIR & NAIL & BEAUTY SALON

A disposizione degli operatori per il canale professionale, il meglio per il settore Hair, nei padiglioni 25, 31, 32, 35 e 37, per il mondo dell'Estetica & Spa, che a Cosmoprof 2019 esporrà nei nuovi padiglioni 28, 29 e 30, e per il Nail, con i professionisti dei centri estetici alla ricerca delle novità prodotto nel padiglione 36. 

Il settore Estetica e Spa registra una crescita importante, con un aumento del 20% dell’area espositiva. Grazie alle attività di promozione nei mercati internazionali, sono in crescita le richieste di partecipazione da parte di aziende provenienti dall'Europa dell’Est e dall'area balcanica, in particolare da Russia, Lettonia e Lituania: un segno dell’importanza acquisita da Cosmoprof come evento di riferimento anche per il canale beauty salon professionale, dove poter sperimentare in anteprima l’imporsi di nuovi trend. Nei padiglioni 28, 29 e 30, gli operatori professionali e i distributori potranno trovare i macchinari più tecnologici; tra le tendenze del momento, il permanent make-up, tra i servizi più richiesti nei centri estetici professionali. 

Nuovi padiglioni anche per il settore Hair - 25, 31, 32, 35 e, novità per l’edizione 2019, il 37. Il settore registra una crescita della presenza di aziende italiane, a testimonianza di un importante risveglio del mercato interno. Crescono le aziende con un approccio green al mondo della cura del capello, e si rafforza il trend che vede protagonista il colore semipermanente. 
Tra gli eventi più attesi, lo United Barber Show, in collaborazione con Sen Martin, troverà spazio in una nuova location, il padiglione 35, per dare più spazio alle aziende e ai professionisti coinvolti. 

Il mondo Nail è protagonista assoluto del padiglione 36, storica location del settore, con una vetrina all’interno del padiglione 28 dedicata alle aziende internazionali che vogliono approcciare il mondo delle estetiste e i distributori italiani. Anche gli smalti diventano naturali, con linee a basa di ingredienti di origine vegetale. 

Il Gruppo Bologna Fiere ha portato il format Cosmoprof in tutto il mondo. Oltre agli eventi a marchio Cosmoprof a Bologna, Las Vegas, Mumbai e Hong Kong (con Cosmoprof Worldwide Bologna, Cosmoprof North America, Cosmoprof India Preview e Cosmoprof Asia), il gruppo partecipa in qualità di agente di vendita internazionale all’organizzazione di manifestazioni dedicate al mondo beauty in mercati strategici per la crescita del settore: Belleza y Salud, in Colombia, a Bogotá, e dal 2018 nel Sud-Est Asiatico con BeautyExpo (Malesia), AseanBeauty (Thailandia), PhilBeauty (Filippine) e VietBeauty (Vietnam).

Per maggiori informazioni: www.cosmoprof.com






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lunedì 21 gennaio 2019

Dieta ipocalorica: utile (anche) nelle neuropatie


Lo studio del Cnr-Ibcn, Irccs Fondazione S. Lucia, Università di Chieti e di Milano dimostra per la prima volta che la riduzione delle calorie consumate durante lo sviluppo di una neuropatia allevia sensibilmente il dolore cronico sia in modelli normali sia in modelli con profilo metabolico simile a quello diabetico. I risultati sono pubblicati su Plos One.  

Il ridotto apporto calorico è stato recentemente osservato e valutato positivamente benefico in molti studi e per innumerevoli problematiche, Il Dott. Valter Longo,  osservando e riportando scientificamente i benefici di questo approccio dietetico, è stato con tutta probabilità uno tra i pionieri in questo campo. Ora un nuovo studio tutto italiano, ha osservato come questo regime alimentare possa essere utile anche in caso di dolore dovuto a neuropatie. 

Un periodo limitato di dieta a ridotto apporto calorico è in grado di attivare meccanismi anti-infiammatori, riducendo e prevenendo la cronicizzazione del dolore neuropatico. Ad arrivare a questa conclusione, pubblicata sulla rivista Plos One, un team di ricerca dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr) e della Fondazione Santa Lucia (Irccs), in collaborazione con le Università di Chieti e Milano. Lo studio, finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito dei progetti 'Giovani Ricercatori' presso la Fondazione Santa Lucia, apre la strada a nuove strategie terapeutiche non farmacologiche, in alternativa o in supporto alle cure convenzionali.

“Nei nostri esperimenti abbiamo constatato che dopo un danno nervoso periferico al nervo sciatico, un regime dietetico con un ridotto apporto calorico giornaliero agisce come potente stimolo metabolico ed attivatore di un fondamentale meccanismo di sopravvivenza e ricambio cellulare, noto come autofagia (la cellula ingloba parti di sé danneggiate)”, spiega Sara Marinelli del Cnr-Ibcn, coordinatrice del progetto.

I ricercatori hanno evidenziato lo stesso recupero dal dolore neuropatico anche in animali che mostrano una bassa capacità di rinnovamento cellulare. 

Questi animali con ridotta capacità di autofagia presentano alterazioni metaboliche di fondo di tipo diabetico che aggravano la condizione di neuropatia”, prosegue Roberto Coccurello del Cnr-Ibcn.

“Ebbene, anche con queste complicanze, una limitazione delle calorie assunte può contrastare il decorso e l’intensità del dolore neuropatico, ristabilendo un equilibrio metabolico, riducendo i processi infiammatori e facilitando la rigenerazione nervosa attraverso la stimolazione dell’autofagia. Tutto ciò in assenza di manifesti effetti collaterali, come nel caso di ricorso continuato al solo approccio farmacologico. Si tratta di un risultato che apre la strada a una concreta e innovativa strategia terapeutica”.

Grazie a questo studio i ricercatori hanno raggiunto anche un altro obiettivo. “La condizione di lesione di un nervo periferico, che rappresenta di per sé una drastica alterazione dell’assetto metabolico dell’intero organismo, ci ha consentito di individuare dei marcatori biologici precoci del fenomeno, di grande utilità per valutare la prognosi della neuropatia”, concludono Marinelli e Coccurello.


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giovedì 17 gennaio 2019

Bambini: più verde, più salute!


Vivere in aree altamente cementificate è dannoso per la salute respiratoria e oculare dei bambini, mentre vivere in aree con molto verde urbano è protettivo.  A dirlo un’indagine, a firma Cnr, Ingv, Arpa Emilia-Romagna e DepLazio, pubblicata su Environmental Health.

Un’indagine su bambini di età scolare che vivono a pochi chilometri da Palermo ha sviluppato, per la prima volta in Italia, un approccio che combina urbanizzazione e salute dei residenti, attraverso specifici indicatori greenness - verde urbano, greyness - aree cementificate e biossido d’azoto (NO2). Lo studio cross-sectional, condotto da un team multidisciplinare dell’Unità di ricerca di epidemiologia clinica e ambientale delle malattie polmonari e allergiche pediatriche (Ecampap) - Istituto di biomedicina e immunologia molecolare Alberto Monroy del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibim), dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), dell’Arpa Emilia-Romagna e del Dipartimento di epidemiologia del Lazio (DepLazio), è stato pubblicato su Environmental Health.

Stefania La Grutta, primo ricercatore del Cnr-Ibim, piega:

Questa ricerca rientra nel progetto Giardini per allergici, nato dalla collaborazione tra Cnr, Comune di Palermo e l’organizzazione no profit Vivisano onlus. Sono stati coinvolti in tutto 244 scolari, tra gli 8 e i 10 anni, di due scuole elementari che hanno compilato un questionario per la valutazione dei sintomi respiratori, allergici e generali. Sono stati calcolati gli indicatori individuali di esposizione ambientale. Nell’area, dove insistono le due scuole, è attiva una delle due stazioni di misurazione di fondo del livello di inquinamento della città non influenzata prevalentemente da emissioni di specifiche fonti (industrie, traffico, riscaldamento residenziale, ecc.), bensì dal contributo integrato di tutte queste rispetto alle direzioni predominanti dei venti in quel sito. Lo studio è stato condotto in una zona suburbana occidentale pianeggiante di Palermo, di circa 11 km2. Il sobborgo si trova vicino al bacino della Conca d'Oro, a 6 km dal mare, ed è caratterizzato da intensive edificazioni, soprattutto insediamenti commerciali e alloggi pubblici, a circa 2 km dalla discarica della città.

L’Ingv ha stimato l’indicatore grafico greenness di esposizione al verde, il Normalized Difference Vegetation Index (NDVI), attraverso misurazioni da satellite. Mentre il DepLazio ha fornito l’indicatore di greyness, Residential Surrounding Greyness, e la composizione del territorio, usando la classificazione Corine Land Cover (CLC), programma sviluppato dall'Agenzia Europea per l'Ambiente per il rilevamento e il monitoraggio delle caratteristiche di copertura e uso del territorio. Arpa Emilia-Romagna, infine, ha raccolto i dati su esposizione individuale al biossido di azoto (NO2) e vicinanza a strade ad alto traffico.

Il risultato indica che una bassa esposizione (NDVI) al greenness si associa ad un più alto rischio di sintomi nasali (naso chiuso, naso che cola e prurito). I bambini che vivono in aree di tessuto urbano continuo, densamente cementificate, riportano più sintomi oculari e generali, come cefalea e stanchezza, rispetto a quelli che vivono in aree di tessuto urbano discontinuo, meno cementificate.

Una conclusione che a molti potrebbe apparire scontata, ma è utile ai fine della ricerca e del miglioramento della qualità della vita, basarsi su dati solidi e inconfutabili. Solo così è possibile comprendere a pieno il fenomeno ed intervenire di conseguenza, attivando modelli e policy globali in grado di migliorare la salute di tutti. 

Giovanni Viegi, direttore Cnr.Ibim conclude:

l'associazione tra il greyness e la salute dei bambini sottolinea la necessità di una pianificazione urbana sostenibile a misura di bambino. L'associazione, poi, tra verde urbano e salute dei bambini sostiene la promozione e attuazione di soluzioni naturali come potenziale strategia di mitigazione per ridurre l'inquinamento atmosferico e i suoi effetti. La ricerca si inserisce nell’ambito della recente Prima Conferenza Mondiale su Inquinamento Atmosferico e Salute di Ginevra, in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto il punto sulla salute degli abitanti del Pianeta (oltre 7 milioni di morti anticipate sono attribuite annualmente all’inquinamento atmosferico) e ha lanciato un appello ai governi, al mondo sanitario e della ricerca per fare della lotta all’inquinamento atmosferico una priorità.

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venerdì 11 gennaio 2019

Possibile contrastare la depressione con la dieta?


La depressione colpisce circa 322 milioni di persone, pari al 4,4% della popolazione mondiale.

Ma esiste un nesso tra la dieta e la depressione? 

La risposta è si.
Negli ultimi anni sono stati stabiliti legami tra l'infiammazione cronica e una serie di malattie neurologiche, inclusa la depressione.

A dimostrarlo è una recente revisione sistematica e una meta analisi pubblicata su Clinical Nutrition, la quale delinea una gran quantità di prove che supportano il nesso tra regime alimentare e malattie mentali, depressione inclusa. Gli autori sono Katie Tolkien, Steven Bradburn, Chris Murgatrois e fanno parte del Centro di Ricerca dell'Università Metropolitana di Manchester.

Precedenti metanalisi hanno rivelato un aumento dei livelli di citochine periferiche pro-infiammatorie in quelli con depressione, rispetto ai soggetti non depressi. Inoltre, è stato dimostrato che le terapie antinfiammatorie riducono i sintomi depressivi in ​​condizioni infiammatorie, come l'artrite e il cancro.

Gli autori hanno qui dimostrato che gli schemi dietetici modulano lo stato infiammatorio, evidenziando quindi come l'alimentazione e la dieta possa essere un utile strumento terapeutico nei disturbi con base infiammatoria. A questa conclusione si è arrivati dopo avere condotto una revisione sistematica e una meta-analisi della letteratura corrente che si occupa di stabilire se esiste un legame tra il potenziale infiammatorio di una dieta e il rischio di soffrire di sintomi depressivi.

La ricerca si è focalizzata sull'associazione già dimostrata tra il potenziale infiammatorio della dieta e il conseguente rischio di sintomi depressivi o diagnosi di depressione. In seguito ad un attenta analisi fondamentale per eliminare dalla ricerca tutti gli studi che presentavano errori e che quindi non potevano essere presi in considerazione, sono stati classificati ed analizzati undici studi con un totale di 101.950 persone partecipanti in una fascia di età compresa tra i 16 e i 72 anni di età.

Un'associazione significativa tra una dieta pro-infiammatoria e un aumentato del rischio di diagnosi di depressione è risultato evidente. Una dieta anti-infiammatoria al contrario, proponeva uno scenario migliore; in definitiva una dieta ricca di alimenti anti-infiammatori abbassa drasticamente il rischio di incorrere in patologie depressive.

La ricerca ha così trovato che la dieta modula i fattori infiammatori, sono numerosi gli studi che correlano una varietà di nutrienti alimentari specifici con un ampia gamma di proprietà anti-infiammatorie. Ad esempio, il consumo di cereali integrali è stato associato a marcatori infiammatori più bassi. Anche un adeguato apporto di colina, una sostanza nutritiva che si trova in elevate quantità nelle uova, nei broccoli e nel cavolfiore, è associata a livelli infiammatori inferiori.

Vi è da considerare inoltre anche un altro aspetto ovvero l'inverso, in quanto è plausibile che lo stato di salute mentale possa determinare la selezione di cibo. Ulteriormente è stata esaminata la relazione tra stress e schemi di selezione degli alimenti ed è stato trovato che persone con stress più elevato erano tre volte più propensi a consumare cibi processati e meno propensi a consumare frutta e verdura rispetto a persone non stressate. Questo studio dimostra che la salute mentale può portare alla selezione di modelli dietetici pro-infiammatori (alimenti trasformati) e all'eliminazione di cibi anti-infiammatori (frutta e verdura) con conseguente aumento o diminuzione dello stato infiammatorio. Pertanto, l'interrelazione tra una dieta infiammatoria e la depressione potrebbe portare a un circolo vizioso in cui ciascuno potrebbe dare un feedback all'altro.








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mercoledì 9 gennaio 2019

Cyberbullismo: generazioni a confronto


Generazioni a confronto è un ebook gratuito che, a partire da un questionario somministrato nelle scuole fiorentine nel corso del 2018 indaga il fenomeno del Cyberbullismo e dell'utilizzo del digitale tra i minori attraverso un confronto tra generazioni diverse.

L'ebook è frutto di una ricerca condotta in alcune scuole nel corso del 2018 da Vincenzo Bianculli, Enrico Bisenzi e Marco Pini, dove è stato somministrato un questionario che voleva indagare il fenomeno dell'uso del web (degli aspetti positivi e negativi) da un triplice punto di vista: quello dei ragazzi, quello degli insegnanti e quello dei genitori.

Il titolo del questionario era infatti "Cyberbullismo allo specchio" I risultati del "sondaggio" sono diventati un ebook arricchito da alcuni contributi audio ascoltabili nell'ebook (3 diverse generazioni che si confrontano sul tema del "digitale", del gioco, della socialità, dell'intrattenimento e della scuola temi centrali per tutti gli adolescenti a prescindere dalla generazione).

I nativi digitali vivono in rete, socializzano, scoprono, studiano, giocano sempre più utilizzando gli smartphone, senza demonizzare la rete che offre occasioni di grande crescita, si è voluto indagare il fenomeno dell'uso del digitale. Inoltre si è voluto  fornire da alcuni formatori, indicazioni utili per genitori ed educatori che si confrontano ogni giorno con la voglia di "digitale" dei ragazzi. Il progetto è completamente no-profit, si cerca la massima divulgazione del lavoro anche poiché la ricerca continuerà nel 2019 e con un aggiornamento.

L'ebook è liberamente scaricabile al link: www.netreputation.it/generazioni-a-confronto


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sabato 5 gennaio 2019

Plastica e inquinamento: primi passi avanti e primi divieti


Il nuovo anno si preannuncia all'insegna della lotta alla plastica, con l'Italia in prima fila. Entra, infatti, in vigore il divieto di produrre e vendere cotton fioc con il bastoncino di plastica.

L'Italia è il primo paese dell'Unione europea ad adottare questa misura, contenuta nella legge di bilancio del 2017. Dal primo gennaio è possibile produrre e vendere solo cotton fioc biodegradabili e compostabili. Inoltre, i produttori dovranno indicare nell'etichetta le regole per smaltire i cotton fioc in maniera appropriata.

I bastoncini di plastica dei cotton fioc, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rappresentano il 9% dei rifiuti ritrovati sulle spiagge italiane, una media di 60 per ogni spiaggia. Quello che non si può monitorare, sono gli animali marini che muoiono per aver ingerito queste plastiche. 

Nella stessa legge di bilancio era contenuta anche un'altra misura, quella relativa alla bando delle microplastiche, particelle di diametro inferiore ai 5 millimetri, usate di solito nei prodotti cosmetici o per l'igiene. Si tratta di minuscoli granelli di plastica che finiscono nei fiumi e nei mari, vengono mangiati dai pesci e attraverso la catena alimentare finiscono sulle nostre tavole. Un altro divieto che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2020 le microplastiche nei prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente.

Altra previsione importante è l'autorizzazione ai pescatori a portare nei porti la plastica raccolta con le reti, invece che ributtarla in mare, come sono costretti a fare oggi dalla legge vigente. Anche l'Unione europea sta lavorando da tempo per mettere al bando i prodotti di plastica monouso come cotton fioc, piatti e posate di plastica, tra le principali cause dell'inquinamento degli oceani e delle acque di superficie. Lo scorso ottobre il Parlamento europeo ha approvato una proposta per vietare questi prodotti, proposta che ora dovrà essere negoziata con il Consiglio Ue, l'altro organo legislativo dell'Unione. Se non ci saranno intoppi le nuove misure dovrebbero essere approvate entro marzo, ma perché entrino in vigore nei paesi Ue bisognerà attendere fino al 1° gennaio 2021.


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