giovedì 29 marzo 2018

UN NUOVO ASPETTO GRAZIE AL PEELING CHIMICO





Il Peeling è un trattamento dermo - estetico che serve ad eliminare dalla pelle le cellule morte dello strato cutaneo superficiale colpevoli di rendere il viso e il corpo opachi e spenti e può essere eseguito sia dalle donne che dagli uomini con le stesse modalità di trattamento ma con indicazioni e concentrazioni di sostanze diverse da soggetto a soggetto. 

La parola Peeling deriva dall’inglese e significa "sbucciare" e va ad indicare proprio l’azione svolta da determinate sostanze chimiche che consentono di esfoliare, portare via dalla pelle le cellule morte lasciando che al loro posto si formino delle nuove che oltre a ridare un aspetto più levigato e liscio alla pelle del viso e del corpo, stimolano la produzione di fibroblasti, responsabili della formazione di collagene negli strati più profondi del derma favorendo l’assorbimento nell’epidermide di sostanze con azione antiossidante. 

È il trattamento perfetto per chi desidera attenuare irregolarità della superficie cutanea, macchie cutanee di vario origine, acne in fase attiva, rughe profonde e trova inoltre indicazione in tutti coloro che desiderano ridare luminosità e levigatezza alla pelle messa a dura prova da stress, inquinamento e invecchiamento. Il peeling chimico vanta diverse classificazioni, può essere superficiale, medio e profondo e queste differenze sono date dalla profondità con cui agisce questo trattamento, più profonda sarà l’azione più visibile sarà l’effetto. 

Il trattamento può essere effettuato in associazione ad altre metodiche quali, infiltrazione di tossina botulinica che può essere adoperata immediatamente prima del trattamento, la biorivitalizzazione che ridona al viso luminosità, la radiofrequenza che può essere effettuata immediatamente dopo un trattamento peeling superficiale oppure a distanza di giorni o settimane se la scelta è ricaduta sull’uso di caustici più aggressivi e i fillers che devono essere utilizzati solo dopo il trattamento peeling. 



Come avviene il trattamento di peeling chimico? 

E’ stato chiesto alla dott.ssa Mazzolari titolare di due centri medico -estetici situati in Lombardia e in Liguria. (sito web : www.dottssamazzolari-medicinaenutrizione.it). 

“ Inizialmente è necessario sgrassare il viso del paziente per rimuovere lo strato lipidico formato dal sebo, che può bloccare la penetrazione dell’acido – spiega la dottoressa Mazzolari – la soluzione peeling viene applicata direttamente dal medico, con un tampone o pennello, in ordine sequenziale sulla regione frontale, sulle guance, sul mento, sul naso e sul labbro superiore, il tempo di applicazione dipende dal prodotto che si utilizza ma non deve mai essere superiore a 5 minuti, durante il trattamento è normale la comparsa di un eritema più o meno intenso e la sensazione di bruciore avvertita dal paziente. La fase finale prevede il risciacquo con acqua fredda, l’applicazione di una maschera idratante e lenitiva. La dottoressa Mazzolari – continua – il trattamento post – peeling prevede l’applicazione di creme idratanti ma soprattutto contenenti acido ialuronico e glicolico per almeno due volte al giorno per 15 giorni da non dimenticare una crema per proteggere la pelle dei raggi solari quando ci si espone alla luce, per almeno 10 giorni. Il paziente deve astenersi dalla rimozione di eventuali croste, dal grattamento e dell’esfoliazione forzata dalla cute, quando la cute riprende, dopo sette giorni , un aspetto normale, il paziente può proseguire il percorso curativo".


Per informazioni: www.medicinaenutrizione.it 



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mercoledì 28 marzo 2018

La criolipolisi la nuova tecnologia che scolpisce e rimodella corpo e viso




La criolipolisi è un trattamento medico – estetico atto a raffreddare in modo selettivo il tessuto adiposo al fine di distruggere gli adipociti senza danneggiare i tessuti circostanti quali derma, muscoli e vasi sanguigni. I principi scientifici della criolipolisi sono stati studiati da dermatologi e ricercatori americani i quali hanno dimostrato che, ad una precisa temperatura, le cellule adipose sottocutanee sono più vulnerabili agli effetti del freddo rispetto ai tessuti che le circondano.

L’esposizione al raffreddamento delle cellule adipose causa una loro lenta morte naturale e controllata, detta apoptosi, che termina il rilascio di citochine e altri mediatori dell’infiammazione necessari al processo di eliminazione delle cellule apoptotiche. Le cellule legate all’infiammazione, ovvero i macrofagi, gradualmente eliminano le cellule adipose esposte al raffreddamento, riducendo lo spessore dello strato adiposo. I lipidi derivanti dalle cellule bersaglio vengono lentamente rilasciati e trasportati dal sistema linfatico per essere processati ed eliminati.

Si tratta di una liposcultura non invasiva che offre risultati sorprendenti fin dalle prime sedute, la criolipolisi utilizza un’efficace tecnologia capace di combinare due diverse azioni contemporaneamente; la criolipolisi tramite azione ipotermica a temperatura inferiore a 0°C e l’elettrolipolisi con correnti specifiche ad azione rimodellante – drenante. L’applicazione alternata di una fase ipotermica ad una fase di rilascio termico con correnti eccitomotorie determina il trattamento della crio - elettrolipolisi a ciclo termico.

La tecnica esclusiva della criolipolisi trattata anche il viso  stimolando in profondità la produzione di collagene ed elastina e contribuisce a cancellare i segni del tempo regalando al viso un effetto lifting, senza l’utilizzo di aghi, una riduzione del doppio mento, un miglioramento della grana della pelle, azione anti-age con riduzione delle rughe, tonificazione e  miglioramento dei volumi del viso.

Il sofisticato “software” gestisce in maniera autonoma i cicli termici con un accurato controllo della temperatura e dell’alternanza della fasi di ipotermia e ipertermia. Le fasi del ciclo vengono ripetute in maniera automatica per 4-6 volte per la durata del trattamento.

Come funziona il trattamento e quali sono i vantaggi ?  

E’ stato domandato alla dott.ssa Mazzolari la titolare di due studi – medico estetici in Lombardia e Liguria. (sito web www.dottssamazzolari-medicinaenutrizione.it)

Il trattamento consiste nel porre i quattro applicatori sulle aree corporee individuate – spiega la dott.ssa Mazzolari - una coppia di applicatori lavora con azione di ipotermia mentre l’altra coppia lavora contemporaneamente con correnti eccitomotorie ad azione drenante-riducente, dopo 10 minuti le due fasi si alternano determinando così il ciclo termico. I vantaggi di questo trattamento sono molteplici massima sicurezza poiché si può invertire su quasi tutte le parti del corpo senza creare nessun disagio al paziente – continua la dott.ssa Mazzolari – la durata del trattamento è di circa un’ ora, è completamente sicura e non invasiva oltre ad essere completamente indolore.”


Per maggiori informazioni potete visitare la pagina informativa relativa alla criolipolisi al seguente link: http://www.dottssamazzolari-medicinaenutrizione.it/prestazioni-e-servizi/medicina-estetica/criolipolisi/






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martedì 27 marzo 2018

Un nuovo metodo promette diagnosi precoci, sicure e non invasive da una piccola goccia

diagnosi

Un metodo innovativo, messo a punto recentemente da un team di ricercatori dell’Ifac-Cnr, permette di rilevare delle tracce di precursori di malattie tumorali e neurodegenerative in singole gocce di fluido biologico, aprendo la strada a diagnosi precoci, non invasive e poco costose.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature. Grazie a questo metodo pionieristico, rapido e che non richiede l’uso di attrezzature complesse è possibile individuare piccolissime tracce di molecole precursori di malattie in singole gocce di campione.

A metterlo a punto, un team di ricercatori dell’Istituto di fisica applicata ‘Nello Carrara’ del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifac-Cnr). Lo studio che come detto è stato pubblicato su Scientific Reports, è di estremo interesse per lo sviluppo delle diagnosi precoci e per la sua caratteristica metodica che lo rendono rapido, privo di rischi e soprattuto non invasivo.  “La metodologia si basa sulla misura effettuata al bordo di una goccia di fluido biologico, mentre evapora intorno ai 5°C. A questa temperatura, poco superiore alla soglia di congelamento, le molecole contenute nella goccia si accumulano in modo organizzato ai suoi bordi senza perdere le loro proprietà biologiche e funzionali”, spiega Paolo Matteini dell’Ifac-Cnr, coordinatore della ricerca e del team. “Questi accumuli temporanei di molecole diventano ultradensi, rendendo così possibile evidenziarli con sistemi spettroscopici usati comunemente nelle analisi di laboratorio. Gli aspetti interessanti e innovativi del metodo riguardano la possibilità di rilevare e studiare in modo rapido e senza nessuna particolare preparazione, in campioni di pochi microlitri di liquido biologico, alcune specie molecolari presenti in tracce nei fluidi corporei, come i precursori di malattie tumorali o di patologie neurodegenerative quali l’Alzheimer e il Parkinson”. 

Gli esperimenti condotti finora hanno dimostrato la validità di questo approccio. “Questo metodo consentirà di sviluppare test a basso costo per la diagnosi precoce, affiancando gli esami clinici attualmente impiegati, più invasivi per il paziente e onerosi per il sistema sanitario nazionale”, conclude Roberto Pini, direttore dell’Ifac-Cnr.







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martedì 6 marzo 2018

Dimagrire con la mente...e col sorriso

L'autrice, la dott.sa Laura Izzi è psicologa, coach motivazionale e formatrice, lavora da 25 anni nel campo della crescita personale sia nell'ambito privato che aziendale. Negli anni ha approfondito il coaching, la PNL e la consulenza di processo ottenendo il titolo di career coach. Da sempre interessata alla nutrizione e ai suoi effetti sulla salute, studia da tempo il comportamento nelle situazioni di cambiamento dello stile di vita legati alla salute e al benessere.

Il contributo della dott.ssa Gabriella Mazzolari nel ruolo di co-autrice, aumenta il valore di un testo già di per sé ricco e stimolante. La dott.ssa Gabriella Mazzolari è medico nutrizionista, esperto in dietologia e medicina anti-aging. A partire dalla nutrizione si è avvicinata sempre di più al mondo dell'anti-aging, inteso non come un insieme di trattamenti antietà, ma bensì come la medicina del vivere bene e a lungo. Il titolo del testo "Dimagrire con la mente...e col sorriso" ci anticipa già in modo esaustivo quello che si potrà trovare, scoprire, conoscere e testare personalmente leggendolo! Il libro è concepito come un viaggio dentro se stessi alla ricerca delle motivazioni interiori alla perdita del peso in eccesso e al mantenimento di una vita sana. Attraverso le informazioni fornite passo passo il lettore è portato a farsi delle domande e a capire l'origine delle resistenze al cambiamento. Il linguaggio e la composizione del libro sono stati studiati in modo tale che il lettore possa mettere in pratica progressivamente gli insegnamenti ricavati e crearsi il suo progetto di cambiamento attraverso schede specifiche riportate nell'ultima parte del testo. Questo libro si fonda sul concetto fondamentale: "sapere per saper fare e saper essere" e al centro vi è il benessere della persona. Per questo professionisti diversi hanno trattato aspetti diversi, l'aspetto nutrizionale, il movimento, e l'aspetto psicologico del comportamento, integrandoli in un metodo completo ed efficace. Il testo incorpora oltre alle schede anche gli esercizi pratici per partecipare in modo proattivo alla riscoperta della propria forma fisica, del benessere e del sorriso!




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STUDIO PINK: diagnosi precoce personalizzata del tumore al seno


Migliorare la diagnosi precoce del tumore al seno e avvicinare sempre più al 100 la quota di donne che superano la malattia. È questo l’obiettivo dello Studio P.i.n.k.– Prevention Imaging Network Knowledge, che la Fondazione Umberto Veronesi e l’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) presentano oggi martedì 6 marzo 2018 a Milano.

Lo Studio P.i.n.k. è un progetto di ricerca nazionale dedicato alla diagnostica oncologica e alla medicina personalizzata. Il suo obiettivo è confrontare le attuali tecniche di diagnosi del tumore al seno e identificare, per ogni donna a seconda del suo profilo di rischio, l’approccio di prevenzione più efficace. Saranno 50.000 le donne coinvolte in tutta Italia.

Con la diagnosi precoce i tumori si curano meglio, le prospettive di guarigione aumentano e le terapie si fanno meno invasive e meno costose. Nel caso dei tumori al seno l’autopalpazione, le visite senologiche e le tecniche di diagnosi per immagini contribuiscono a identificare sempre più lesioni in fase precoce, con percentuali di sopravvivenza a cinque anni anche del 90%. I rapidi progressi nel campo della diagnosi, però, se da un lato permettono di scoprire sempre più tumori anche molto piccoli, dall’altro possono comportare il rischio di diagnosi e terapie non necessarie (sovra-diagnosi e sovra-trattamenti), con costi sociali e economici crescenti.

Per questo motivo l’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) ha elaborato lo Studio P.i.n.k., con l’intento di valutare diverse tecniche di diagnosi del tumore al seno (mammografia, ecografia e tomosintesi) per arrivare a una personalizzazione dei percorsi di prevenzione secondaria. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Umberto Veronesi e vede la partecipazione di un network di radiologi italiani che operano in 24 fra ospedali, università e centri privati. Si propone di coinvolgere 50.000 donne di almeno 40 anni d’età che, dopo l’esame diagnostico, metteranno a disposizione dei ricercatori i loro dati clinici. “Dal 2003 la Fondazione Umberto Veronesi si impegna per migliorare la vita di tutti promuovendo la ricerca scientifica d’avanguardia e una corretta informazione sui temi della salute”, afferma Paolo Veronesi, Presidente di Fondazione Umberto Veronesi e Direttore Programma Senologia IEO. “Il carcinoma del seno resta per le donne il tumore più frequente, con oltre 50.000 nuove diagnosi l’anno attese. Resta inoltre la sesta causa di morte in generale e la prima di natura oncologica (oltre 12.000 vittime nel 2014). Le terapie, la diagnosi precoce e anche il grande impegno delle donne per la prevenzione hanno permesso di migliorare costantemente i tassi di sopravvivenza. C’è bisogno di nuovi passi avanti, e crediamo che un progetto di ricerca come lo Studio P.i.n.k., sostenuto dalla Fondazione, possa portare a conoscenze cruciali per trasformare il tumore al seno in una malattia superabile nella stragrande maggioranza dei casi”.

 “Lo Studio P.i.n.k. nasce nel 2009 da un’intuizione del Prof. Umberto Veronesi che condusse uno studio su 1.258 donne asintomatiche cui fu diagnosticato un carcinoma della mammella ‘solo’ con l’imaging diagnostico (ecografia, mammografia, etc.)”, racconta Edgardo Montrucchio, Direttore di Senologica del Centro di diagnostica senologica integrata per la prevenzione primaria e secondaria del tumore alla mammella di La Spezia e membro del comitato scientifico del progetto. “Le donne mostrarono una sopravvivenza a 5 anni del 98,6%, di molto superiore alla media italiana ed europea del periodo. Oggi puntiamo a migliorare la diagnosi armonizzando le varie metodiche di imaging, rimodulando gli intervalli fra un esame e l'altro e soprattutto personalizzando l'iter sulle caratteristiche della donna, recuperando così anche una ’umanizzazione‘ del percorso diagnostico così cara al professor Veronesi”. “Valuteremo nel modo più accurato possibile il contributo diagnostico delle singole metodiche e la validità del loro utilizzo integrato nella capacità di identificare un numero crescente di tumori (detection rate) e sempre più precocemente, ovvero con la maggiore anticipazione diagnostica possibile”, spiega Sabrina Molinaro, responsabile della Sezione di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche e altresì coordinatore del progetto. “Lo Studio P.i.n.k. consentirà di misurare l’efficacia delle singole tecniche e delle loro diverse combinazioni nella diagnosi di varie forme di tumore e per varie tipologie di donne. L’efficacia verrà valutata sulla base della specificità e della sensibilità delle varie tecniche, ma non solo, specifica Sabrina Molinaro: “Il numero dei centri coinvolti, il numero di donne partecipanti e il monitoraggio dei risultati nel tempo permetteranno di verificare, nel lungo periodo, se e quanto si possa ottenere una riduzione della mortalità per effetto di due fattori: una efficiente anticipazione diagnostica e campagne di prevenzione indirizzate a gruppi di donne in base al loro pattern di rischio”. “La diagnosi precoce è universalmente riconosciuta come la migliore arma per ridurre la mortalità da carcinoma mammario” commenta Vincenzo Lattanzio, Direttore di “Senologia e Salute” del Centro di diagnostica senologica clinica integrata di Bari. “Accanto alla mammografia, che rimane tuttora il test di elezione nello screening di massa, l’incessante sviluppo della tecnologia e l’affinamento delle metodologie ha messo a disposizione dei radiologi senologi altri efficaci strumenti diagnostici come l’ecografia e la tomosintesi (o mammografia 3D) e, come secondo livello, la mammografia con mezzo di contrasto e le procedure interventistiche. La definizione ed attuazione di percorsi diagnostici integrati, attuati in tempo reale dallo specialista ’dedicato‘, consentono oggi livelli di accuratezza elevata in termini di sensibilità e specificità e diminuzione dei falsi negativi e falsi positivi. Affidabilità ed umanizzazione costituiscono i requisiti inderogabili della diagnostica senologica clinica, alla base dello Studio P.i.n.k.”.




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